Liturgia delle ore, Beato G.B. Scalabrini

Gesù Cristo, Capo invisibile della Chiesa

Amate Gesù, state uniti a Gesù, che tutta la perfezione del cristiano sta appunto qui: l’unione con Gesù Cristo. Qui dimora il principio d’ogni bene, il fondamento e l’origine d’ogni nostra grandezza. Io sono la vera vite, e voi siete i tralci (cfr. Gv 15, 5). Ora siccome un tralcio, staccato dalla vite, inaridisce e muore, così morirete anche voi, se disgiunti da Gesù Cristo. L’unione con Gesù Cristo è cosa vitale per noi; tolta questa, siam morti noi, e morte sono le cose nostre e diventiamo cadaveri, come è cadavere un corpo che è privo dell’anima.

Se volete perciò che un’opera vi torni in merito, conviene unirla ai meriti di Gesù; se volete che una preghiera vi sia esaudita, conviene unirla a quella di Gesù; se volete che un dolore, un disagio, una pena vi torni a salute, conviene unirla ai dolori, ai disagi, alle pene di Gesù. È un caro fratello, a cui dobbiamo stringerci nel cammino della vita, sorreggerci, camminare con esso, perché da lui ci viene ogni grazia, il valore d’ogni azione, la forza stessa di compierla, la vita insomma, è lo spirito dell’anima nostra, spirito così vitale, che senza di esso nulla di bene si può fare pel cielo ed ogni fatica riesce inutile: «senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5).

Né solamente dobbiamo vivere di Gesù Cristo, ma ancora egli stesso deve essere la nostra vita e deve vivere in noi. Vivere in noi col suo spirito, colla sua grazia, coll’impressione de’ suoi misteri, coll’applicazione de’ suoi meriti, coll’efficacia de’ suoi Sacramenti, e, sopra tutto, con quello del suo Corpo e del suo Sangue, di maniera che possiamo dir coll’Apostolo: «non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2, 20).

Ciò vuol dire, scrive il mellifluo Dottore di Ginevra, S. Francesco di Sales, che Gesù abita nel nostro cuore, e vi regna da padrone e dare; che il suo spirito si estende, si dilata in noi, e come un calore vitale ci signoreggia, raddrizza tutto, riscalda tutto, santifica tutto, divinizza tutto, ed ama nel cuore, pensa nella mente, parla nella lingua, opera nelle mani; e le forze si consumano per Lui, gli studi si fanno per gloria sua, i doveri si compiono per la sua grazia, i dolori si patiscono per amor suo, i divertimenti, il nutrimento medesimo, si prendono per dar gusto a Lui, il suo trono è innalzato in mezzo al cristiano: «il regno di Dio è in mezzo a voi» (Le 17, 21).

Le cose nostre, fatte solo all’umana, fossero anche miracoli; le virtù medesime, praticate all’umana, fossero anche le virtù più eroiche, a nulla giovano per la vita eterna, se non sono fatte a riguardo di Gesù, per Gesù e con Gesù; sono colombe senz’ali che non valgono a sollevarsi nel cielo; ma unite a Gesù, s’innalzano all’ordine sovrannaturale, e allora si verifica appunto la promessa di san Paolo, che ogni momentanea e leggera tribolazione opera in noi un peso eterno smisurato di gloria (cfr. 2 Cor 4, 17).

Una moneta deve avere la impronta del suo Sovrano, poiché altrimenti non vale, non ha corso nel commercio, e le opere del cristiano devono avere la impronta di Gesù Cristo, poiché altrimenti non valgono alla compera del cielo, mentre nulla piace all’eterno suo Padre se non rende l’immagine dal Figlio suo e non ne porta in certo modo il carattere. Noi, noi medesimi, non verremo introdotti alla gloria, se non saremo trovati conformi a codesto divino Esemplare (cfr. Rom 8, 29).

RESPONSORIO Cfr. Gai 2, 20

R/. Non vivo più io, ma Cristo vive in me. * Egli mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.
V/. Questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio.
R/. Egli mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

 

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