Sussidi di preghiera: Sul cammino della speranza

Introduzione

Il beato G. B. Scalabrini era un uomo di intensa preghiera, come traspa- re dalla sua vita e dai suoi numerosi scritti sull’argomento. Nella sua ulti- ma Lettera pastorale alla diocesi di Piacenza – che può considerarsi il suo testamento spirituale – egli parla con gioia del “flusso e riflusso di sup- pliche e di intercessioni” tra i viandanti della terra e coloro che hanno raggiunto la casa del Padre. “Lassù si chiama lode, estasi, amore, bea- titudine, felicità sempiterna; quaggiù è un po’ di tutto questo e si chia- ma preghiera. È appunto da questo contatto con la Divinità che l’uomo attinge sovrumana energia” (Lettera pastorale sulla preghiera, 1905).

La preghiera autentica, mettendoci in contatto con il Signore, non ci isola, ma ci spinge verso gli altri. Essa dona a noi e a tutti i migranti forza e coraggio per camminare nella comunione, scoprendo in questo incon- tro non casuale che la vita è un viaggio verso la patria vera. G. B. Scalabrini afferma: “Due grandi cose ammiro in cielo e sulla terra: in cielo la potenza del Creatore, sulla terra la potenza della preghiera… Io posso tutto per la preghiera; posso tutto in Colui che, invocato da me, da me pregato, mi corrobora, mi conforta, mi consola… La preghiera, quando sia umile, non solo agguaglia, ma supera, direi quasi, la potenza stessa di Dio: Dio è onnipotente, dice il Profeta, e chi può resistergli? La preghiera, rispondo io” (ib.).

Queste pagine, pubblicate in occasione del centenario della nascita al cielo del beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza, fonda- tore e padre dei migranti, sono una rielaborazione de “Il libro del pelle- grino scalabriniano”, edito nel 1997.

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