Migranti: diritti persone non finiscono a confini Stati

I migranti viaggiano con i loro “desideri” le loro “speranze e fatiche, ma soprattutto i loro diritti, diritti universali e inalienabili dell’uomo, di ciascun uomo e donna, diritti che viaggiano con le persone e che non possono infrangersi alle frontiere degli Stati, con uno sguardo rivolto al passato secondo schemi di sovranità nazionale che non sanno guardare oltre i confini e programmano il futuro dall’interno di Stati fortificati e apparentemente sicuri, in cui l’orizzonte è precluso da muri ed è tagliato da un filo spinato”. Lo ha detto padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, sul sito della Campagna Cei “Liberi di partire, liberi di restare”. “Tra queste migrazioni ci sono poi quelle forzate in cui la libertà di restare viene compromessa da guerre, persecuzioni, cambiamenti climatici e la costrizione a migrare spesso si scontra con le politiche di accoglienza di Stati ricchi che non vedono più nell’ospitalità un valore fondante, ma addirittura la capitolazione dell’unità, dell’identità del Paese”, aggiunge.

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