Honduras, necessità di sostenere i migranti

In Honduras c’è necessità di sostenere i migranti. Partono, nonostante le minacce di Trump. A denunciare la condizione, al Sir, è suor Lidia de Souza, la coordinatrice per la Pastorale della Mobilità umana della Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh). “Ha iniziato un gruppo di amici, sabato scorso – ci dice -. Erano qualche decina, quando sono partiti da San Pedro Sula. Ma la voce si è diffusa attraverso i social. Dopo un giorno, a Santa Rosa, erano già 1.200; alla frontiera con il Guatemala, a Santa Fe, hanno raggiunto le 3.500 persone”. Ma, a questa iniziale carovana, si sono aggiunti e si stanno aggiungendo molti altri migranti. “La povertà e la violenza sono a un livello impressionante. Molti dicono si amare il proprio Paese, ma che non ci sono le condizioni per continuare a restare qui – aggiunge – E’ impressionante il numero delle donne, sono circa la metà di coloro che stanno migrando, e ci sono tantissimi minori. Il Governo cerca di frenare le partenze dicendo che si tratta di un cammino molto pericoloso, ma poi non offre alcuna proposta, alcuna alternativa. Il Paese è in ginocchio, basti pensare che il maggiore ospedale del Paese non è in grado di assistere la gente, manca tutto”.