Anniversario della nascita al cielo del venerabile servo di Dio, P. Giuseppe Marchetti

Oggi celebriamo la memoria del nostro amato cofondatore Padre Giuseppe Marchetti, a cui possiamo ben attribuire il testo evangelico delle beatitudini:

“Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.

Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, 
diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia.

Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi”.

(Mt 5, 3-12)

Giuseppe è stato un discepolo fedele che si è lasciato santificare da Gesù Cristo, un discepolo che ha conosciuto l’amore di Dio e lo ha seguito con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la volontà. Ancora, ufficialmente non possiamo chiamare p. Giuseppe Marchetti santo, però conosciamo la sua intensa vita di santità; essere santo è una missione, è un progetto del Padre per riflettere e incarnare, in un momento determinato della storia, un aspetto del Vangelo; infatti egli ha assunto l’imperativo evangelico ero forestiero e mi hai accolto come bussola della sua vita, dedicandosi totalmente al mondo migratorio, ha fatto dei migranti il centro della sua vita e, mosso da questo non ha misurato sforzi per trovare ogni mezzo per ridurre al minimo le sofferenze dei coloni, nelle fazende del suo tempo, nello stato di San Paolo.

Noi, oggi, guardando a lui come modello, di chi ha incarnato il carisma scalabriniano, troviamo orientamento per centralizzare la nostra vita in Colui che era il suo bene più prezioso e che gli fece emettere il quarto voto: non perdere neanche un quarto d’ora del suo tempo, perché spinto dalla carità di Dio vivesse la sua esistenza disponibile per Dio e per i fratelli. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici, ecco dunque in definitiva il modello di santità che ci lascia P. Giuseppe essere amici di Dio e del prossimo fino al dono della vita.

Il nostro cofondatore in soli due anni di vita ha realizzato opere che ancora oggi vivono; la sua audacia, il suo fervore, il suo entusiasmo, il suo fervore apostolico erano espressione del suo credere che Lui, il Signore era presente nei più piccoli, nei più poveri, nelle periferie; si è consegnato corpo ed anima a Dio e ai fratelli, santificandosi e la sua vita fatta di tanti piccoli dettagli quotidiani ci ha lasciato uno stile missionario fatto di intimità con il Signore e di servizio ai fratelli, così che ogni istante di p. Giuseppe era scintilla di amore donato, scalino per la santificazione.

Care Suore, formande e amici, voglia il Signore, per intercessione del venerabile servo di Dio, p. Giuseppe Marchetti, che ciascuno di noi possa accogliere quella parola di Dio e lasciarsi trasformare da essa ed essere, nel mondo delle migrazioni, segni di mitezza, di umiltà, di bontà, di pace, di consolazione: come lo è stato p. Giuseppe Marchetti, venerabile servo di Dio. Affidiamo al nostro cofondatore, in modo particolare, i governi provinciali quelli che oggi stanno concludendo la loro missione e i nuovi governi che oggi iniziano la missione per il prossimo quadriennio: che siano assistiti e condotti dallo Spirito Santo.

 

Buona festa a tutte.