Sinodalità, Pompili: Mobilità intelligenze e sprigiona nuove energie

“La sinodalità è uno stile prima che un contenuto. Ha il pregio di mobilitare intelligenze e sprigionare nuove energie. Di mettere la Chiesa in stato di permanente convocazione. In fondo, il rinnovamento conciliare è nato da Giovanni XXIII che, a sorpresa, indice un sinodo romano e un’assise ecumenica. Credo che questa sia la strada giusta anche oggi“. E’ quanto ha detto, in un’intervista all’Osservatore romano, mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti. “La Chiesa non sposa mai una cultura – prosegue – ma cerca di entrare in contatto con ciascuna cultura, perfino lasciandosene contaminare; se vediamo l’ultimo scorcio della storia della Chiesa nel nostro paese, a partire dal Concilio Vaticano II c’è stato uno sforzo continuo di inculturare la fede dentro questo processo che abbiamo chiamato genericamente di secolarizzazione e che però sempre di più è diventato una vera e propria rivoluzione antropologica. La Chiesa è stata sfidata sia su quelli che sono i grandi temi dell’etica della vita, sia sui temi dell’etica sociale. Fare insieme un percorso sinodale aiuterebbe a riconciliare queste due dimensioni”.

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