Celebrazione della festa del Fondatore, il beato Giovanni Battista Scalabrini

Roma, 1° giugno 2019
Prot. n. 834/2019
Oggetto: Celebrazione della festa del Fondatore, il beato Giovanni Battista Scalabrini

Care Suore, formande, LMS e amici

La celebrazione della festa del Fondatore, il beato Giovanni Battista Scalabrini, quest’anno si riveste di un significato maggiore, ha un tono diverso perché siamo a ritmo della riorganizzazione interna della Congregazione, con la grazia di viverla anche alla luce del tema del prossimo XIV Capitolo Generale: “Cammina umilmente con il tuo Dio” (Mi 6, 8): tutto questo ci motiva a un cammino di rinnovamento interiore del nostro essere consacrato e allo stesso tempo ci dona una nuova forza spirituale, un nuovo coraggio e slancio missionario, la cui meta di questo cammino è scandita dall’azione dello Spirito Santo. Davanti a noi si aprono nuove frontiere, nuove realtà, altre culture, necessità diverse, periferie, nuove sfide per incarnare il carisma scalabriniano, in questo tempo di cambiamenti.

Nella misura in cui riflettiamo sulla visione che Scalabrini aveva dell’emigrazione e sull’attuale situazione del mondo, ci accorgeremo di quanto attuale fosse la sua pastoralità e anche di quanto fosse profonda la sua spiritualità e l’influsso sul contesto in cui egli spese la sua vita.

Una intensa vita di fede e di amore per Dio alimentava nel fondatore una spiritualità ecclesiale: egli credeva, sperava ed amava. L’eredità di Scalabrini è la missione con i migranti, un carisma per i tempi moderni e per questo, incoraggio a fare tesoro, nella nostra vita quotidiana, del dono della vocazione scalabriniana, alimentando le energie spirituali e attraverso un rinnovamento, proiettare la vita religiosa scalabriniana nel futuro, per amore dei fratelli e delle sorelle in mobilità.

Per noi, non è sufficiente conoscere alcune idee, o alcuni fatti della vita del beato Scalabrini, perché lui è molto di più di una pagina di storia o un modello per il suo tempo; egli ha camminato umilmente, facendo dell’umiltà uno stile di vita, lasciandosi interpellare, interrogare, provocare dall’umanità migrante, perché era persuaso che Dio agisce nella storia con loro e in loro.

La storia dei popoli è segnata dal fenomeno migrazioni e noi oggi, sulla scia del fondatore abbiamo l’opportunità, anche attraverso le azioni del Servizio Itinerante MSCS, che stiamo vivendo e operando in realtà diverse della Congregazione, di andare all’incontro dei migranti, potenzializzando l’itineranza nella vita della Suora Mscs, essendo presenza solidaria e profetica nel mondo della mobilità umana, aiutando così la società, la chiesa, le nostre stesse comunità religiose a ricollocare al centro la persona umana con la sua dignità unica, sentendoci inviate ad annunciare l’amore universale del Padre; camminare umilmente con il Signore, come ha vissuto il beato Scalabrini significa vivere il nostro pellegrinaggio terreno come “una costante emigrazione da noi stessi verso l’altro per condividere con lui il pane della nostra vita di battezzati e di consacrati, per lavare umilmente i piedi al viandante, per profumare l’ospite inatteso con nardo prezioso, per fermarci e guardare con occhi di amore i pellegrini feriti o offesi nella loro dignità, curandoli con la tenerezza e con la determinazione di Gesù, il buon samaritano”.

Care Suore, formande, Laici Missionari Scalabriniani sentiamoci incoraggiati ad assumere l’eredità del fondatore Giovanni Battista Scalabrini, con la stessa radicalità che è stata sua nel pensare, nel parlare e nell’agire a favore dei migranti. Anche oggi, grazie a un così grande fondatore, sentiamoci chiamate a far rifiorire la creatività scalabriniana lì, con i migranti e i rifugiati che non trovano risposte alle loro problematiche, alle loro ferite, e per la sua intercessione, possiamo accompagnarli sulle strade della ricerca di un migliore senso della vita, lì dove fede, cultura e vita si intrecciano.

Unita alle consigliere generali, alla segretaria generale auguro a tutti una gioiosa festa del fondatore, affinché possiamo viverla in comunione per mezzo della missione e della preghiera per tutti i migranti, veri portatori di nuovi tempi e “costruttori nascosti e provvidenziali della fraternità universale”.

Sr. Neusa de Fátima Mariano, mscs
Superiora Generale

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