Alla scalabriniana suor Rosita va il riconoscimento dell’Unhcr

Va a una suora scalabriniana e all’organizzazione che cura, un riconoscimento dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), per l’impegno svolto a sostegno dei migranti. Lei è suor Rosita Milesi, dell’Istituto migrazioni e diritti umani (Imdh) delle suore missionarie scalabriniane. La struttura si trova a Brasilia, capitale dello Stato, e ha lavorato nel Paese dell’America Latina per fornire risposte e dare accoglienza ai rifiugiati e ai migranti, con particolare attenzione alle donne, ai bambini e, più in generale, alle persone vulnerabili. “La collaborazione tra l’Unhcr del Brasile e l’Imdh – spiega in una lettera la struttura americana dell’Unhcr – ha già 15 anni ed è possibile affermare con certezza che il lavoro realizzato dall’Istituto migrazioni e diritti umani ha contribuito incommensurabilmente per offrire migliori condizioni di vita a migliaia di persone che sono state forzate a lasciare il loro paese di origine, permettendo il rafforzamento di una importante rete di protezione che rende possibile migliori condizioni di integrazione lavorativa e socioculturale e, soprattutto, l’accesso ai diritti fondamentali”. Una importante iniziativa realizzata è quella di RedeMir (la Rete di solidarietà per i migranti e i rifugiati) che l’Imdh sviluppa insieme alle reti di accoglienza per rifugiati e migranti che è, spiega l’Unhcr, “ogni volta più imprescindibile per il rafforzamento dei temi dell’asilo e della migrazione”. Proprio l’Imdh è stata una delle prime organizzazioni a lavorare al confine tra Brasile e Venezuela, nel 2017, a sostegno dei migranti venezuelani. “L’Unhcr – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle scalabriniane – è un partner strategico per lo svolgimento della nostra missione che, come suore missionarie scalabriniane, abbiamo sviluppato in molti Paesi dove siamo presenti. Vogliamo continuare a contare sul sostegno dell’Unhcr per promuovere il riconoscimento della cittadinanza dei rifugiati, per la difesa dei loro diritti, per l’assistenza legale e umanitaria, per l’integrazione lavorativa e socioculturale e per un impatto sulle politiche pubbliche. Con l’Unhcr condividiamo le nostre preoccupazioni in merito all’entità delle crisi umanitarie nel mondo”.