Migranti, Scalabriniane: Accoglierli è un dovere morale e un diritto umano

“Accogliere i migranti è un dovere morale e migrare è un diritto dell’uomo. Le parole di Papa Francesco ieri in tv hanno sicuramente scosso l’animo di molti. Il mondo deve riordinare le sue priorità e in un pianeta globalizzato è ancor più vero che l’unico passaporto che ci fa varcare i confini è la nostra anima. La migrazione e le miserie dell’uomo, come ha sottolineato il Pontefice, vanno toccate. Le mani sono a tutti gli effetti uno strumento messo a disposizione del nostro cuore”. A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo (Scalabriniane), congregazione che sin dalla sua fondazione è a servizio dei migranti, commentando così le parole di domenica di Papa Francesco durante un’intervista alla trasmissione tv “Che tempo che fa”. “In un anno, dal 30 luglio 2020 al 30 luglio 2021, secondo dati dell’Acled, il mondo ha avuto circa 100.000 situazioni di conflitto tra sommosse, scontri, proteste, violenze contro civili, attentati – prosegue suor Neusa – Queste situazioni alimentano la povertà e un clima d’odio, che necessariamente spingono a chiedere aiuto. Poi ci sono i cambiamenti climatici, che costringono migliaia di persone a fuggire dalle loro case. L’essere umano ha davanti ai suoi occhi tutte le sue fragilità. Come ha spiegato Francesco le guerre sono il controsenso della Creazione. E non abbiamo abbandonato gli orrori dei lager, oggi gestiti dai trafficanti. Nessuno di noi deve voltarsi dall’altra parte. Serve oggi una grande presa di coscienza. Che il Papa sia intervenuto in una trasmissione tv italiana, popolare, alla vigilia della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone non vuole essere un caso. Dobbiamo stringerci tutte e tutti attorno a un obiettivo comune: nessuno deve essere lasciato solo”. La Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta, quest’anno, ha come tema: “La forza della cura: donne, economia, tratta di persone”. “La società del terzo millennio è lacerata dalla schiavitù morale e fisica, specie delle donne – continua la superiora generale delle Scalabriniane – E’ incredibile che ancora oggi non si sia risolto un problema che si trascina senza vedere una soluzione. Davanti a istituzioni che non fanno abbastanza o che si voltano, la risposta la possiamo dare noi tutte e tutti, proteggendo e accogliendo. Piccole azioni possono essere possibili per tendere una mano a chi ha bisogno”.