I Discepoli di Emmaus

Dipinto di Suor Elda Broilo, mscs - 2003


Il dipinto "Discepoli di Emmaus" è un'interpretazione illustrativa

di Lc 24,13-35


Prima scena: Gerusalemme, il tempio, una luce tra le case della gente e il cammino che porta a Emmaus. La luce è la forza evangelica della condivisione del pane, della Parola, del servizio, del perdono, dell'unità, dell'amatevi gli uni gli altri". Lì Gesù consumò l'ultima cena e rivolse le ultime raccomandazioni. I discepoli camminano delusi e con timore verso la notte. IL bambino tiene lo sguardo rivolto al luogo dell'esperienza di speranza e di possibilità di vita. Lungo la strada, Gesù si mette in mezzo a loro, ricorda la storia del popolo di Israele, ravviva la loro memoria; illoro cuore si riscalda, arde e fa sì che LO invitino a RIMANERE CON LORO perchè fa sera.


Seconda scena: Gesù accetta l'invito, entra in casa, si siede, prende il pane tra le mani, dice la benedizione e lo dà loro. Ripete il gesto dell'ultima cena. Una grande luce li avvolge e i loro occhi si aprono. I discepoli rappresentano le due posizioni di chi segue Gesù. La prima è a volto coperto, inclinata, silenzia e in contemplazione del Grande Altro, Gesù Cristo, fatto PANE E PAROLA. La seconda è con il volto gioioso rivolto all'umanità, con le mani aperte per servire, coi piedi pronti a riprendere il cammino, con la sacca a portata di mano, fortificata dal sacro.


Terza  scena:
I discepoli sono avvolti di una grande e potente LUCE. Ritornano in fretta a Gerusalemme, per rincontrarsi con gli altri e raccontare loro ciò che era avvenuto. In questa condivisione si liberano della paura, rinvigoriscono l'esperienza e si lasciano prendere dalla forza di Gesù Cristo risuscitato. Comprendono che l'efficacia della missione dipende dalla profonda e cosciente intimità con il Signore e dalla comunione con i fratelli.

                                                                                     Simboli                                                          

Bambino: Rappresenta il migrante povero e indefeso. Ci rimanda al CARISMA dell'incarnazione e della compassione, della solidarietà, dell'attenzione, dell'accoglienza, dell'universalità, del dare e del ricevere, a partire dall'esperienza alla Stazione di Milano - "il primo amore!" - vissuta dal Fondatore, il Beato Giovanni Batista Scalabrini.

 

Piedi: Camminare con l'atteggiamento del discepolato, con l'essere ospite nella tenda e pellegrino nel cammino.

 

Circolo della luce: dinamica dell'unità e della comunione.

Nelle tre scene vi è il movimento della Luce. A Gerusalemme, la Luce tocca il "tempio". Nella periferia di Emmaus, la Luce si rivela nella condivisione del Pane. Quando i discepoli ritornono a Gerusalemme, la Luce, che è il Risorto, restituisce la speranza e anima la comunità alla missione.

 

©2006 Copyrights - Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, Scalabriniane