Papa: Usare pazienza con i malvagi, non è tolleranza ipocrita

“Il male, certo, va rigettato, ma i malvagi sono persone con cui bisogna usare pazienza. Non si tratta di quella tolleranza ipocrita che nasconde ambiguità, ma della giustizia mitigata dalla misericordia. Se Gesù è venuto a cercare i peccatori più che i giusti, a curare i malati prima ancora che i sani, anche l’azione di noi suoi discepoli dev’essere rivolta non a sopprimere i malvagi, ma a salvarli”. E’ quanto ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus in Piazza San Pietro. “Accanto a Dio che sparge sempre e solo semente buona, c’è un avversario, che sparge la zizzania per ostacolare la crescita del grano. Il padrone agisce apertamente, alla luce del sole, e il suo scopo è un buon raccolto; l’altro, invece, approfitta dell’oscurità della notte e opera per invidia, per ostilità, per rovinare tutto. L’avversario ha un nome: è il diavolo, l’oppositore per antonomasia di Dio”, prosegue.

Papa: Zizzania? Termine che riassume le erbe nocive che infestano

“Fra noi possiamo dire anche oggi il terreno è devastato da tanti diserbanti ed erbicidi che alla fine fanno male all’erba, alla terra e alla salute, ma questo tra parentesi”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus parlando alla parabola del campo infestato dalla zizzania. Per il Pontefice questo è “un termine che riassume tutte le erbe nocive che infestano il terreno”.

Coronavirus, Papa: Ora tutti più responsabili della casa comune

“Un aspetto su cui la pandemia ci ha fatto riflettere è il rapporto uomo-ambiente. La chiusura ha ridotto l’inquinamento e ha fatto riscoprire la bellezza di tanti luoghi liberi dal traffico e dai rumori. Ora, con la ripresa delle attività, tutti dovremmo essere più responsabili della cura della casa comune”. A dirlo è Papa Francesco durante l’ultimo Angelus.

Papa: La paura è tra i nemici più brutti della vita cristiana

“La paura, tra i nemici più brutti della vita cristiana”. A dirlo è Papa Francesco durante l’ultimo Angelus, commentando il brano del Vangelo in cui Gesù dice ai suoi discepoli di “non avere paura, ad essere forti e fiduciosi di fronte alle sfide della vita”.

“Anzitutto l’ostilità di quanti vorrebbero zittire la Parola di Dio, edulcorandola o mettendo a tacere chi la annuncia. In questo caso, Gesù incoraggia gli Apostoli a diffondere il messaggio di salvezza che Egli ha loro affidato. Per il momento, Lui lo ha trasmesso con cautela, quasi di nascosto. Ma loro dovranno dire ‘nella luce’, cioè apertamente, e annunciare “dalle terrazze”, cioè pubblicamente, il suo Vangelo”.

“La seconda difficoltà che i missionari di Cristo incontreranno è la minaccia fisica contro di loro, cioè la persecuzione diretta contro le loro persone, fino all’uccisione. Questa profezia di Gesù si è realizzata in ogni tempo: è una realtà dolorosa, ma attesta la fedeltà dei testimoni. Quanti cristiani sono perseguitati anche oggi in tutto il mondo, sono i martiri dei nostri giorni. E possiamo dire con sicurezza che sono più dei martiri dei primi tempi”.

Papa: Dio ama il mondo, nonostante i suoi peccati

“Il mondo è segnato dal male e dalla corruzione, noi uomini e donne siamo peccatori; pertanto, Dio potrebbe intervenire per giudicare il mondo, per distruggere il male e castigare i peccatori. Invece, Egli ama il mondo, nonostante i suoi peccati”. A dirlo è Papa Francesco parlando nel corso dell’Angelus in piazza San Pietro, per la festa della Santissima Trinità. “Dio ama ciascuno di noi anche quando sbagliamo e ci allontaniamo da Lui. Dio Padre ama talmente il mondo che, per salvarlo, dona ciò che ha di più prezioso: il suo Figlio unigenito, il quale dà la sua vita per gli uomini, risorge, torna al Padre e insieme a Lui manda lo Spirito Santo. La Trinità è dunque Amore, tutta al servizio del mondo, che vuole salvare e ricreare”.

Il Papa: Il cuore di Gesù è la fonte dove possiamo attingere misericordia e tenerezza di Dio

“Il Cuore umano e divino di Gesù è la fonte dove sempre possiamo attingere la misericordia, il perdono, la tenerezza di Dio. Possiamo farlo soffermandoci su un passo del Vangelo, sentendo che al centro di ogni gesto, di ogni parola di Gesù c’è l’amore, l’amore del Padre. E possiamo farlo adorando l’Eucaristia, dove questo amore è presente nel Sacramento. Allora anche il nostro cuore, a poco a poco, diventerà più paziente, più generoso, più misericordioso”. E’ quanto ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus.

Ambiente, Papa: Invertire la rotta per società più umana

Invertire la rotta, per un mondo più  vivibile e una società più umana, anche perché tutto dipende da noi, se lo vogliamo davvero. A dirlo è Papa Francesco in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica di Colombia, Ivan Duque Marquez, per la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Citando la Laudato sì, il Pontefice ha parlato della necessità di “diventare” tutti più “consapevoli delle cure e della protezione della nostra casa comune, così come dei nostri fratelli e sorelle più fragili e scartati della società”.

Vangelo, Papa: Può essere annunciato solo con umiltà

“Mai si può pensare di servire la missione della Chiesa esercitando arroganza come singoli e attraverso gli apparati, con la superbia di chi snatura anche il dono dei sacramenti e le parole più autentiche della fede cristiana come un bottino che ci si è meritato”. Lo ha detto Papa Francesco nel Messaggio alle Pontificie Opere Missionarie (Pom).

Per il Papa il Vangelo “può essere annunciato solo con umiltà”, ma non bisogna essere umili “per buona educazione” o “per voler apparire accattivanti”.

Il Papa: La consolazione del Signore apre le porte alla speranza

Per Papa Francesco la consolazione del Signore “non è anestesia, non inganna e ci apre le porte della speranza”. Il Pontefice lo ha detto durante l’omelia in Casa Santa Marta. “La vera consolazione del Signore è sempre con la vicinanza, la verità è la speranza. In silenzio, ma c’è sempre. Non usa parole vuote”, prosegue, ricordando che “il Signore torna ogni volta da qualcuno di noi in cammino per andarsene da questo mondo: ‘verrò e ti prenderò ‘. Non dice, ‘non soffrirete’, dice che è vicino. Non è facile lasciarsi consolare dal Signore. Nei momenti brutti tante volte ci arrabbiamo, chiediamo la grazia di imparare a lasciarci consolare dal Signore. Non è anestesia, non inganna, apre le porte della speranza”.

Padre Tasca nuovo arcivescovo di Genova: porto come povera dote la fraternità

“Porto con me, come povera dote, ciò che ho cercato di imparare e di vivere in questi ormai quasi quarant’anni di vita religiosa francescana, che si riassume nella fraternità”. A dirlo è padre Marco Tasca, nuovo arcivescovo eletto di Genova.  “Come vostro vescovo, desidero essere padre e fratello, con il cuore sempre aperto all’ascolto e all’accoglienza tanto di coloro che verranno a bussare alla mia porta, come – vorrei dire, soprattutto! – di coloro che, per qualunque ragione, si trovano o si sentono lontani dalla nostra comunità ecclesiale”, sottolinea. “La paternità di Dio  – prosegue – si declina concretamente nella vita dell’uomo con i colori della misericordia, che è l’altra cifra indispensabile per comprendere il cuore del Padre. Mi affido con tutto il cuore alla vostra preghiera, in attesa di incontrarvi tutti e ciascuno nella bella città di Genova, che da oggi sento anche mia”.