Vangelo, Papa: Può essere annunciato solo con umiltà

“Mai si può pensare di servire la missione della Chiesa esercitando arroganza come singoli e attraverso gli apparati, con la superbia di chi snatura anche il dono dei sacramenti e le parole più autentiche della fede cristiana come un bottino che ci si è meritato”. Lo ha detto Papa Francesco nel Messaggio alle Pontificie Opere Missionarie (Pom).

Per il Papa il Vangelo “può essere annunciato solo con umiltà”, ma non bisogna essere umili “per buona educazione” o “per voler apparire accattivanti”.

Il Papa: La consolazione del Signore apre le porte alla speranza

Per Papa Francesco la consolazione del Signore “non è anestesia, non inganna e ci apre le porte della speranza”. Il Pontefice lo ha detto durante l’omelia in Casa Santa Marta. “La vera consolazione del Signore è sempre con la vicinanza, la verità è la speranza. In silenzio, ma c’è sempre. Non usa parole vuote”, prosegue, ricordando che “il Signore torna ogni volta da qualcuno di noi in cammino per andarsene da questo mondo: ‘verrò e ti prenderò ‘. Non dice, ‘non soffrirete’, dice che è vicino. Non è facile lasciarsi consolare dal Signore. Nei momenti brutti tante volte ci arrabbiamo, chiediamo la grazia di imparare a lasciarci consolare dal Signore. Non è anestesia, non inganna, apre le porte della speranza”.

Padre Tasca nuovo arcivescovo di Genova: porto come povera dote la fraternità

“Porto con me, come povera dote, ciò che ho cercato di imparare e di vivere in questi ormai quasi quarant’anni di vita religiosa francescana, che si riassume nella fraternità”. A dirlo è padre Marco Tasca, nuovo arcivescovo eletto di Genova.  “Come vostro vescovo, desidero essere padre e fratello, con il cuore sempre aperto all’ascolto e all’accoglienza tanto di coloro che verranno a bussare alla mia porta, come – vorrei dire, soprattutto! – di coloro che, per qualunque ragione, si trovano o si sentono lontani dalla nostra comunità ecclesiale”, sottolinea. “La paternità di Dio  – prosegue – si declina concretamente nella vita dell’uomo con i colori della misericordia, che è l’altra cifra indispensabile per comprendere il cuore del Padre. Mi affido con tutto il cuore alla vostra preghiera, in attesa di incontrarvi tutti e ciascuno nella bella città di Genova, che da oggi sento anche mia”.

Chiesa, Papa: Non dimenticare mai la strada del Vangelo

“Non dimenticare mai la strada del Vangelo, non perdere la memoria del nostro primo incontro con Gesù”. Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia della messa a Casa Santa Marta. “Tante volte noi nella vita incominciamo una strada alla sequela di Gesù, dietro Gesù, con i valori del Vangelo, e a metà strada ci viene un’altra idea, vediamo qualche segnale e ci allontaniamo e ci conformiamo con una cosa più temporale, più materiale, più mondana, può darsi, e perdiamo la memoria di quel primo entusiasmo che abbiamo avuto quando sentivamo parlare Gesù”, ha detto.

Sr. Guzzo: vicinanza anche alle suore di nazionalità straniere in Italia

Como – “In questo momento serve sempre più comunione e vicinanza”. A dirlo suor Lina Guzzo, delegata regionale Migrantes per l’Usmi (Unione Superiore Maggiori Italiane) della Lombardia: “per le singole suore  o comunità di cui ho i contatti assiduamente posto notizie invio pensieri di vicinanza e condivisione nella speranza che il Signore non ci lascia soli”. Sin dall’inizio del Covid 19 il pensiero è andato alle famiglie straniere in  Italia e anche alle comunità religiose dove ci sono suore di altra nazionalità o comunità formate solo da religiose straniere: “ho cercato di essere loro vicina sapendo che la lingua, il linguaggio, la comprensione sule norme è molto importante”.

da Migrantesonline:

Sr. Guzzo: vicinanza anche alle suore di nazionalità straniere in Italia

Tutti in preghiera con Papa Francesco

“Tutti in preghiera con Papa Francesco”. Venerdì 27 marzo, alle 18, con tutti i cattolici del mondo, sarà possibile ascoltare la preghiera del Papa, adorando il Santissimo Sacramento, con il quale al termine sarà impartita la benedizione Urbi et orbi e sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria. La preghiera sarà visibile su VaticanNews e Tv2000.

Coronavirus, il Papa in raccoglimento davanti al Crocifisso della Grande peste

Domenica pomeriggio Papa Francesco si è raccolto in preghiera per invocare la fine della pandemia da Covid-19. Prima è andato alla Basilica di Santa Maria Maggiore,  per pregare davanti all’icona di Maria, Salus populi Romani. Poi è arrivato a San Marcello al Corso, dove si è raccolto davanti al Crocifisso miracoloso che nel 1522 fu portato in processione per Roma per chiedere la fine della “Grande peste”.

Papa Francesco ha una profonda devozione per la Salus populi Romani si ferma lì prima di partire per i viaggi internazionali e ritorna lì al suo arrivo.

Sul crocifisso, invece, era il 23 maggio del 1519 quando avvenne un miracolo. Un incendio distrusse la chiesa intitolata a Papa Marcello. Davanti alle macerie rimase, tra le rovine, il crocifisso dell’altare maggiore con ai piedi una piccola lampada ad olio, ardente.  Nel 1522 ci fu la peste a Roma, il crocifisso venne portato in processione per 16 giorni. E durante questo periodo, la malattia regredì. Al rientro in Chiesa, la peste fu un incubo passato.

Coronavirus, Papa: Continuiamo a pregare per gli ammalati

“Continuiamo a pregare per gli ammalati. Penso alle famiglie, chiuse, i bambini non vanno a scuola, forse i genitori non possono uscire; alcuni saranno in quarantena. Che il Signore li aiuti a scoprire nuovi modi, nuove espressioni di amore, di convivenza in questa situazione nuova. È un’occasione bella per ritrovare i veri affetti con una creatività nella famiglia. Preghiamo per la famiglia, perché i rapporti nella famiglia in questo momento fioriscano sempre per il bene”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante la sua omelia in una messa a Santa Marta.

Il Papa: La Quaresima è tempo di guarigione

“Ci guardiamo attorno e vediamo polveri di morte. Vite ridotte in cenere. Macerie, distruzione, guerra. Vite di piccoli innocenti non accolti, vite di poveri rifiutati, vite di anziani scartati. Continuiamo a distruggerci, a farci tornare in polvere”, ma la Quaresima, “non è il tempo per riversare sulla gente inutili moralismi, ma per riconoscere che le nostre misere ceneri sono amate da Dio. E’ tempo di grazia, per accogliere lo sguardo d’amore di Dio su di noi e, così guardati, cambiare vita”, perché “la Quaresima è tempo di guarigione”. A dirlo è il Papa durante la messa del Mercoledì delle Ceneri alla basilica di Santa Sabina, a Roma. “Quanta polvere c’è nelle nostre relazioni! Guardiamo in casa nostra, nelle famiglie: quanti litigi, quanta incapacità di disinnescare i conflitti, quanta fatica a chiedere scusa, a perdonare, a ricominciare, mentre con tanta facilita’ reclamiamo i nostri spazi e i nostri diritti! C’è tanta polvere che sporca l’amore e abbruttisce la vita”.

Mercoledì delle ceneri, il discorso del Papa

Questo il discorso del Papa per l’occasione del mercoledì delle ceneri: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai” (cfr Gen 3,19). La polvere sul capo ci riporta a terra, ci ricorda che veniamo dalla terra e che in terra torneremo. Siamo cioe’ deboli, fragili, mortali. Nel corso dei secoli e dei millenni siamo di passaggio, davanti all’immensità delle galassie e dello spazio siamo minuscoli. Siamo polvere nell’universo. Ma siamo la polvere amata da Dio. Il Signore ha amato raccogliere la nostra polvere tra le mani e soffiarvi il suo alito di vita (cfr Gen 2,7). Così siamo polvere preziosa, destinata a vivere per sempre. Siamo la terra su cui Dio ha riversato il suo cielo, la polvere che contiene i suoi sogni. Siamo la speranza di Dio, il suo tesoro, la sua gloria. La cenere ci ricorda cosi’ il percorso della nostra esistenza: dalla polvere alla vita. Siamo polvere, terra, argilla, ma se ci lasciamo plasmare dalle mani di Dio diventiamo una meraviglia”.