Papa: Frutti della messa destinati a maturare ogni giorno

“I frutti della messa sono destinati a maturare nella vita di ogni giorno. La messa è come il chicco, il chicco di grano, che poi nella vita ordinaria cresce, cresce e matura nelle opere buone, negli atteggiamenti che ci fanno assomigliare a Gesù”.

E’ quanto ha detto Papa Francesco durante l’ultima udienza generale. “La messa è come il chicco, il chicco di grano, che poi nella vita ordinaria cresce, cresce e matura nelle opere buone, negli atteggiamenti che ci fanno assomigliare a Gesù”, ha aggiunto.

Papa: Andare a messa per vivere di più come cristiani

I cristiani non vanno a Messa per fare un compito settimanale e poi si dimenticano, no. I cristiani vanno a Messa per partecipare alla Passione e Risurrezione del Signore e poi vivere di più come cristiani: si apre l’impegno della testimonianza cristiana.

Usciamo dalla chiesa per «andare in pace» a portare la benedizione di Dio nelle attività quotidiane, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, tra le occupazioni della città terrena, “glorificando il Signore con la nostra vita”.

Ma se noi usciamo dalla chiesa chiacchierando e dicendo: “guarda questo, guarda quello…”, con la lingua lunga, la Messa non è entrata nel mio cuore. Perché? Perché non sono capace di vivere la testimonianza cristiana.

Ogni volta che esco dalla Messa, devo uscire meglio di come sono entrato, con più vita, con più forza, con più voglia di dare testimonianza cristiana”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante l’ultima udienza generale in Vaticano.

Papa: Infermieri, non dimenticatevi medicina carezze

“Non dimenticatevi della medicina delle carezze. E’ tanto importante. Una carezza,​ un sorriso è pieno di senso per i malati. E’ semplice il gesto, ma porta su. Si sente accompagnato, sente vicina la guarigione, si sente persona, non un numero. Non dimenticate”.

E’ quanto ha detto Papa Francesco durante un’udienza in Sala Nervi, con gli infermieri della Fnopi. “Prendendovi cura di donne e di uomini, di bambini e anziani, in ogni fase della loro vita, dalla nascita alla morte, siete impegnati in un continuo ascolto, teso a comprendere quali siano le esigenze di quel malato”, ha aggiunto.

Cacciata dei mercanti dal tempio, precetto attuale

Papa Francesco ha commentato lo scorso 4 marzo l’episodio evangelico di Gesù che ha scacciato i migranti dal tempio, sottolineando come Cristo abbia detto:

“Non fate della casa del Padre mio un mercato”. Si tratta, spiega il Pontefice, di un insegnamento “sempre attuale, non soltanto per le comunità ecclesiali, ma anche per i singoli, per le comunità civili e per le società. E’ comune, infatti, la tentazione di approfittare di attività buone, a volte doverose, per coltivare interessi privati, se non addirittura illeciti”.

Papa: 11 Marzo visita a Comunità di Sant’Egidio

“La Comunità di Sant’Egidio accoglie con gioia l’annuncio della visita di Papa Francesco a Trastevere il prossimo 11 marzo per il suo cinquantesimo anniversario”.

E’ quanto comunica, in una nota, la stessa Comunità. Nel pomeriggio, in piazza Santa Maria in Trastevere, il Papa rivolgerà un discorso alla Comunità nel suo complesso e celebrerà una Liturgia della Parola.

Immacolata, Papa: Grazie a lei per costante premura

“Vogliamo ringraziarti per la costante premura con cui accompagni il nostro cammino, il cammino delle famiglie, delle parrocchie, delle comunità religiose; il cammino di quanti ogni giorno, a volte con fatica, attraversano Roma per andare al lavoro; dei malati, degli anziani, di tutti i poveri, di tante persone immigrate qui da terre di guerra e di fame”.

E’ quanto ha detto Papa Francesco in una preghiera rivolta alla Vergine, in piazza di Spagna, a Roma, durante la venerazione dell’Immacolata concezione.

“Grazie perchè appena rivolgiamo a te un pensiero o uno sguardo o un’Ave Maria fugace, sempre sentiamo la tua presenza materna, tenera e forte”.

I profughi Kachin donano al Papa un pastorale in legno

Yangon – Papa Francesco durante la sua visita apostolica in Myanmar, iniziata questa mattina, userà un pastorale di legno realizzato artigianalmente e donatogli dai rifugiati cattolici della minoranza etnica Kachin, che ora si trovano nel campo profughi della città di Winemaw, nello stato Kachin, con popolazione a maggioranza cristiana, nella parte settentrionale del Myanmar.

Lo rivela all’agenzia Fides Joseph Myat Soe, laico cattolico attivo dalla regione di Kachin, spiegando che i fedeli Kachin si trovano ora nel campo profughi di Winemaw a causa della guerra civile tra l’esercito birmano e i gruppi armati Kachin, in uno dei diversi conflitti a sfondo etnico che si registrano nel paese, composto, a livello sociale, dalla maggioranza bamar (birmani) e da 135 minoranze etnico linguistiche.

Come informa Myat Soe, i profughi Kachin offrono questo pastorale di legno al Santo Padre “come auspicio per riportare la pace nello stato Kachin, dato che non sarà possibile per loro partecipare alla Messa a Yangon, a causa dello stato di indigenza in cui versano”.

Avvento, Papa: “Tempo in cui Signore ci viene incontro”

“Oggi iniziamo il cammino dell’Avvento, che culminerà nel Natale. L’Avvento è il tempo che ci è dato per accogliere il Signore che ci viene incontro, anche per verificare il nostro desiderio di Dio, per guardare avanti e prepararci al ritorno di Cristo.

Egli ritornerà a noi nella festa del Natale, quando faremo memoria della sua venuta storica nell’umiltà della condizione umana; ma viene dentro di noi ogni volta che siamo disposti a riceverlo, e verrà di nuovo alla fine dei tempi per «giudicare i vivi e i morti».

Per questo dobbiamo sempre essere vigilanti e attendere il Signore con la speranza di incontrarlo. La liturgia odierna ci introduce proprio in questo suggestivo tema della vigilanza e dell’attesa”.

E’ quanto ha detto Papa Francesco nel corso dell’​A​ngelus dello scorso 3 dicembre.

Papa: Con nucleare si rischia distruzione umanità

“Nel nucleare, in 34 anni, si è andati oltre, oltre, oltre. Oggi siamo al limite. Questo si può discutere, è la mia opinione, ma la mia opinione convinta. Siamo al limite della liceità di avere e usare le armi nucleari. Perché? Perché oggi, con l’arsenale nucleare così sofisticato, si rischia la distruzione dell’umanità, o almeno di gran parte dell’umanità. Per questo collego con la “Laudato si’”. Che cosa è cambiato? La crescita dell’armamento nucleare”.

E’ quanto ha detto Papa Francesco nei giorni scorsi. “Oggi è lecito mantenere gli arsenali nucleari, così come stanno, o oggi, per salvare il creato, salvare l’umanità, non è necessario andare indietro?”, si è domandato il pontefice.