Sr. Guzzo: vicinanza anche alle suore di nazionalità straniere in Italia

Como – “In questo momento serve sempre più comunione e vicinanza”. A dirlo suor Lina Guzzo, delegata regionale Migrantes per l’Usmi (Unione Superiore Maggiori Italiane) della Lombardia: “per le singole suore  o comunità di cui ho i contatti assiduamente posto notizie invio pensieri di vicinanza e condivisione nella speranza che il Signore non ci lascia soli”. Sin dall’inizio del Covid 19 il pensiero è andato alle famiglie straniere in  Italia e anche alle comunità religiose dove ci sono suore di altra nazionalità o comunità formate solo da religiose straniere: “ho cercato di essere loro vicina sapendo che la lingua, il linguaggio, la comprensione sule norme è molto importante”.

da Migrantesonline:

Sr. Guzzo: vicinanza anche alle suore di nazionalità straniere in Italia

Tutti in preghiera con Papa Francesco

“Tutti in preghiera con Papa Francesco”. Venerdì 27 marzo, alle 18, con tutti i cattolici del mondo, sarà possibile ascoltare la preghiera del Papa, adorando il Santissimo Sacramento, con il quale al termine sarà impartita la benedizione Urbi et orbi e sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria. La preghiera sarà visibile su VaticanNews e Tv2000.

Coronavirus, il Papa in raccoglimento davanti al Crocifisso della Grande peste

Domenica pomeriggio Papa Francesco si è raccolto in preghiera per invocare la fine della pandemia da Covid-19. Prima è andato alla Basilica di Santa Maria Maggiore,  per pregare davanti all’icona di Maria, Salus populi Romani. Poi è arrivato a San Marcello al Corso, dove si è raccolto davanti al Crocifisso miracoloso che nel 1522 fu portato in processione per Roma per chiedere la fine della “Grande peste”.

Papa Francesco ha una profonda devozione per la Salus populi Romani si ferma lì prima di partire per i viaggi internazionali e ritorna lì al suo arrivo.

Sul crocifisso, invece, era il 23 maggio del 1519 quando avvenne un miracolo. Un incendio distrusse la chiesa intitolata a Papa Marcello. Davanti alle macerie rimase, tra le rovine, il crocifisso dell’altare maggiore con ai piedi una piccola lampada ad olio, ardente.  Nel 1522 ci fu la peste a Roma, il crocifisso venne portato in processione per 16 giorni. E durante questo periodo, la malattia regredì. Al rientro in Chiesa, la peste fu un incubo passato.

Coronavirus, Papa: Continuiamo a pregare per gli ammalati

“Continuiamo a pregare per gli ammalati. Penso alle famiglie, chiuse, i bambini non vanno a scuola, forse i genitori non possono uscire; alcuni saranno in quarantena. Che il Signore li aiuti a scoprire nuovi modi, nuove espressioni di amore, di convivenza in questa situazione nuova. È un’occasione bella per ritrovare i veri affetti con una creatività nella famiglia. Preghiamo per la famiglia, perché i rapporti nella famiglia in questo momento fioriscano sempre per il bene”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante la sua omelia in una messa a Santa Marta.

Il Papa: La Quaresima è tempo di guarigione

“Ci guardiamo attorno e vediamo polveri di morte. Vite ridotte in cenere. Macerie, distruzione, guerra. Vite di piccoli innocenti non accolti, vite di poveri rifiutati, vite di anziani scartati. Continuiamo a distruggerci, a farci tornare in polvere”, ma la Quaresima, “non è il tempo per riversare sulla gente inutili moralismi, ma per riconoscere che le nostre misere ceneri sono amate da Dio. E’ tempo di grazia, per accogliere lo sguardo d’amore di Dio su di noi e, così guardati, cambiare vita”, perché “la Quaresima è tempo di guarigione”. A dirlo è il Papa durante la messa del Mercoledì delle Ceneri alla basilica di Santa Sabina, a Roma. “Quanta polvere c’è nelle nostre relazioni! Guardiamo in casa nostra, nelle famiglie: quanti litigi, quanta incapacità di disinnescare i conflitti, quanta fatica a chiedere scusa, a perdonare, a ricominciare, mentre con tanta facilita’ reclamiamo i nostri spazi e i nostri diritti! C’è tanta polvere che sporca l’amore e abbruttisce la vita”.

Mercoledì delle ceneri, il discorso del Papa

Questo il discorso del Papa per l’occasione del mercoledì delle ceneri: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai” (cfr Gen 3,19). La polvere sul capo ci riporta a terra, ci ricorda che veniamo dalla terra e che in terra torneremo. Siamo cioe’ deboli, fragili, mortali. Nel corso dei secoli e dei millenni siamo di passaggio, davanti all’immensità delle galassie e dello spazio siamo minuscoli. Siamo polvere nell’universo. Ma siamo la polvere amata da Dio. Il Signore ha amato raccogliere la nostra polvere tra le mani e soffiarvi il suo alito di vita (cfr Gen 2,7). Così siamo polvere preziosa, destinata a vivere per sempre. Siamo la terra su cui Dio ha riversato il suo cielo, la polvere che contiene i suoi sogni. Siamo la speranza di Dio, il suo tesoro, la sua gloria. La cenere ci ricorda cosi’ il percorso della nostra esistenza: dalla polvere alla vita. Siamo polvere, terra, argilla, ma se ci lasciamo plasmare dalle mani di Dio diventiamo una meraviglia”.

Papa: Diversità e unità della Chiesa doni dello Spirito Santo

Un dono che a me piace tanto e che tocca la Chiesa proprio nel suo essere, è che la pluriformità della Chiesa è un dono dello Spirito, perché lo Spirito è l’autore della diversità nella Chiesa. Ma guarda che siamo diversi uno dall’altro… della diversità. Ma è anche l’autore dell’unità: da quella diversità che Lui crea, fa l’unità, l’armonia”. A dirlo è Papa Francesco nel corso della terza puntata del programma ‘Io credo’ in onda che andrà in onda su Tv2000 lunedì 2 marzo alle ore 21:05. “Ma com’è lo Spirito Santo? Quale gesto ha? Quale faccia ha?”, dice il pontefice. “Lo Spirito Santo e l’umiliazione dello Spirito Santo è non dare a conoscere se stesso, ma soltanto il dono di se stesso – aggiunge – Noi dello Spirito Santo conosciamo soltanto i doni. è un dono. Ma Lui, non sappiamo com’è. Sappiamo che chi fa l’unione del Padre con il Figlio, voi teologi fate tutte queste cose, che sono vere; ma anche Lui, c’è come un abbassamento, una synkatabasis dello Spirito Santo, che soltanto conosciamo di Lui: il dono. Il dono che regala. L’essere divino che dà dei doni. E uno dei doni è questo: soffiare per far crescere la Chiesa”.

All’Angelus Papa Francesco fa un accorato appello

Giornata contro la Tratta, il Papa: “Criminali adescano vittime con l’inganno”

Ieri, nella memoria liturgica di Santa Giuseppina Bakhita, si è celebrata la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la Tratta di persone. Per sanare questa piaga – perché è una vera piaga! – che sfrutta i più deboli, è necessario l’impegno di tutti: istituzioni, associazioni e agenzie educative. Sul fronte della prevenzione, mi preme segnalare come diverse ricerche attestino che le organizzazioni criminali usano sempre più i moderni mezzi di comunicazione per adescare le vittime con l’inganno. Pertanto, è necessario da una parte educare a un uso sano dei mezzi tecnologici, dall’altra vigilare e richiamare i fornitori di tali servizi telematici alle loro responsabilità”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante l’Angelus di oggi, dove ha parlato della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la Tratta di persone. “Continuano a giungere notizie dolorose dal nord-ovest della Siria, in particolare sulle condizioni di tante donne e bambini, della gente costretta a fuggire a causa dell’escalation militare – aggiunge – Rinnovo il mio accorato appello alla comunità internazionale e a tutti gli attori coinvolti ad avvalersi degli strumenti diplomatici, del dialogo e dei negoziati, nel rispetto del Diritto Umanitario Internazionale, per salvaguardare la vita e le sorti dei civili. Preghiamo per questa amata e martoriata Siria”.

Chiesa, Papa: Le grandi opere sempre con mezzi poveri

“La Chiesa ha sempre fatto grandi opere con mezzi poveri”. A dirlo è Papa Francesco ricevendo i responsabili e i dirigenti delle Organizzazioni non governative di ispirazione cattolica. “Vi ringrazio di essere venuti da vari Paesi del mondo per condividere esperienze e riflessioni intorno al tema dell’inclusione. Grazie per questo sforzo. Con esso desiderate trasmettere una testimonianza concreta per incoraggiare l’accoglienza e l’inclusione dei più vulnerabili, per rendere il mondo una ‘casa comune – prosegue – Tutto ciò lo realizzate con esperienze sul campo e anche nell’ambito politico internazionale”.

Presepe, Bassetti: Ritroviamo tutta la bontà di Dio

“Nel presepe ritroviamo tutta la bontà e tutta la tenerezza di Dio. Il presepe, per chi l’accoglie nella propria vita, è un Vangelo vivo. Il presepe, cari ragazzi, manifesta la dolcezza delle nostre famiglie, perchè è la storia di una Famiglia”: Lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei. “Nel presepe ci sono anche quei bambini che li hanno trovati in fondo al mare annegati, abbracciati alle loro mamme, perchè nel presepe è descritta la vita di tutti e di tutti i giorni”, ha aggiunto. “Nel presepe ci siamo tutti. C’è Maria, c’è Giuseppe, c’è Gesù, ci sono i bambini e non solo i bambini di Perugia e d’Italia. Nel presepe ci sono i bambini di tutto il mondo. Nel presepe ci sono i poveri, ci sono i ricchi, ci sono i pastori e c’è posto per tutti noi, qualunque sia la nostra condizione interiore”, ha proseguito.