Papa: Anche straniero prova compassione per fratelli bisognosi

“Non è un caso che Gesù scelga proprio un samaritano come personaggio positivo della parabola. In questo modo vuole superare il pregiudizio, mostrando che anche uno straniero, anche uno che non conosce il vero Dio e non frequenta il suo tempio, è capace di comportarsi secondo la sua volontà, provando compassione per il fratello bisognoso e soccorrendolo con tutti i mezzi a sua disposizione”. E’ quanto ha detto il Papa in occasione dell’Angelus in piazza San Pietro. Citando un passo del Vangelo di Luca, sulla Parabola del Buon Samaritano, ha aggiunto: “Prendete oggi il Vangelo di Luca. Questa parabola è diventata paradigmatica per la vita cristiana, il modello per come deve agire un cristiano. L’evangelista Luca ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della Chiesa e dell’umanità. Grazie a Luca abbiamo questo tesoro”.

Papa rinnova appello per accordo Venezuela

“Ancora una volta desidero esprimere la mia vicinanza all’amato popolo venezuelano, particolarmente provato per il perdurare della crisi. Preghiamo il Signore di ispirare e illuminare le parti in causa, affinché possano quanto prima arrivare a un accordo che ponga fine alle sofferenze della gente per il bene del Paese e dell’intera regione”. E’ quanto dice Papa Francesco all’Angelus in riferimento alla crisi in Venezuela. “Non lasciamoci trascinare dalla insensibilita’ egoistica. La capacita’ di avere compassione e’ diventata la pietra di paragone per il cristiano”, ha aggiunto.

Cristianesimo, Camilleri: Allarmante persecuzione credenti

Il sottosegretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, monsignor Antoine Camilleri, definisce come “allarmante” la situazione della persecuzione dei cristiani nel mondo. Intervenendo nella Basilica romana di San Bartolomeo all’Isola, a Roma, per la presentazione della rivista ‘Persecution of Christians Review’, ha detto che è necessario “contribuire a creare una maggiore consapevolezza”, sottolineando  “l’ingiusta discriminazione, la violenza e la persecuzione di qualsiasi essere umano innocente, e specialmente per motivi di religione o credo, sono moralmente inaccettabili e reprensibili”.

Sinodo Amazzonia, Barreto: “Creare condizioni per vivere con dignità e fiducia”

“L’obiettivo” del prossimo Sinodo per l’Amazzonia, che si terrà in Vaticano dal 6 al 27 ottobre è di “creare le condizioni che permettano ai popoli che abitano nel vasto e importante territorio amazzonico di vivere con dignità e di guardare con fiducia al futuro”. E un percorso che  “desidera contribuire alla costruzione di nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale”. A dirlo è il cardinale Pedro Ricardo Barreto, arcivescovo di Huancayo (Perù), e vicepresidente della Rete panamazzonica (Repam). Lo fa in un articolo pubblicato su Civiltà Cattolica. “Il Sinodo per l’Amazzonia e, più ampiamente, la missione della Chiesa in questo territorio sono di fatto espressioni di un significativo accompagnamento della vita quotidiana dei popoli e delle comunità che vi abitano. La presenza della Chiesa non puo’ essere in alcun modo considerata una minaccia per la stabilita’ o per la sovranita’ dei singoli Paesi. Anzi essa e’, in realta’, un prisma che permette di identificare i punti fragili della risposta degli Stati, e delle societa’ in quanto tali, davanti a situazioni urgenti, riguardo alle quali, indipendentemente dalla Chiesa, ci sono debiti concreti e storici che non si possono eludere”.  Per il vescovo è “indispensabile prestare speciale attenzione alle comunita’ aborigene con le loro tradizioni culturali”, per i quali, infatti, “la terra non e’ un bene economico, ma un dono di Dio e degli antenati che in essa riposano, uno spazio sacro con il quale hanno il bisogno di interagire per alimentare la loro identita’ e i loro valori. Quando rimangono nei loro territori, sono quelli che meglio se ne prendono cura”. Tuttavia, “in diverse parti del mondo, sono oggetto di pressioni affinche’ abbandonino le loro terre e le lascino libere per progetti estrattivi, agricoli o di allevamento che non prestano attenzione al degrado della natura e della cultura”. “Come Chiesa vogliamo vivere una cultura dell’incontro con i popoli indigeni, con le comunita’ che abitano le rive dei fiumi, gli afrodiscendenti, i piccoli contadini, gli abitanti delle citta’, le comunita’ di fede”, continua.

Pace, Papa: Oggi disarmonie diventate vere e proprie divisioni

“Oggi nel mondo le disarmonie sono diventate vere e proprie divisioni: c’è chi ha troppo e chi nulla, c’è chi cerca di vivere cent’anni e chi non può venire alla luce”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’omelia della messa di Pentecoste in piazza San Pietro. “Va di moda aggettivare, purtroppo anche insultare. Viviamo in una cultura dell’aggettivo che dimentica il sostantivo delle cose. E’ anche una cultura dell’insulto – ha aggiunto – Poi ci rendiamo conto che fa male, a chi è insultato ma anche a chi insulta. Rendendo male per male, passando da vittime a carnefici, non si vive bene. Chi vive secondo lo Spirito, invece, porta pace dov’è discordia, concordia dov’è conflitto. Gli uomini spirituali rendono bene per male, rispondono all’arroganza con mitezza, alla cattiveria con bontà, al frastuono col silenzio, alle chiacchiere con la preghiera, al disfattismo col sorriso. Per essere spirituali, per gustare l’armonia dello Spirito, occorre mettere il suo sguardo davanti al nostro”.

Il messaggio del Papa per la Giornata missionaria mondiale 2019

“Una Chiesa in uscita fino agli estremi confini richiede conversione missionaria costante e permanente”. I santi e le persone di fede mostrano come sia “possibile e praticabile questa apertura illimitata”. Lo ha detto Papa Francesco nel messaggio dal titolo “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo” in occasione della Giornata missionaria mondiale 2019, del prossimo 20 ottobre

“Celebrare questo mese ci aiuterà in primo luogo a ritrovare il senso missionario della nostra adesione di fede a Gesù Cristo, fede gratuitamente ricevuta come dono nel Battesimo”, “Io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzata e battezzato è una missione. Ciascuno di noi è una missione nel mondo perché frutto dell’amore di Dio”, ha proseguito, sottolineando come la Chiesa “continua ad avere bisogno di uomini e donne che, in virtù del loro Battesimo, rispondono generosamente alla chiamata ad uscire dalla propria casa, dalla propria famiglia, dalla propria patria, dalla propria lingua, dalla propria Chiesa locale”.

“Nessuno rimanga chiuso nel proprio io, nell’autoreferenzialità della propria appartenenza etnica e religiosa”, ha concluso.

Le parole dello scienziato: Scienza e fede sono dono di Dio

“Cos’è un esperimento? E’ porre la domanda a colui che ha creato il mondo: scienza e fede sono un dono di Dio”. Queste sono le parole del professor Antonino Zichichi, nel corso di un evento della Fondazione Istituto del Dramma Popolare di San Miniato. Parlando con il vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca sul tema “Il complesso rapporto tra scienza ed etica: voci della cultura a confronto”, Zichichi ha continuato: “La sfida della scienza moderna è lo studio dell’evoluzione della cosa più complicata che si possa immaginare: ma tutti coloro che hanno fatto grandi scoperte sono credenti”.

Papa: Ostilità sorgono nel cuore quando ci sono interessi particolari

“Sono le resistenze e le ostilità che sorgono nel cuore umano quando, al centro, invece delle persone, si mettono interessi particolari, etichette, teorie, astrazioni e ideologie, che, là dove passano, non fanno altro che accecare tutto e tutti”. E’ quanto ha detto Papa Francesco nel corso della Messa durante la quale sono stati beatificati 7 vescovi martiri greco-cattolici. Il Pontefice ha parlato di come sia “diversa la logica del Signore”. Lungi “dal nascondersi nell’inazione, nell’astrazione ideologica, cerca la persona con il suo volto, le sue ferite, la sua storia”, ha spiegato.

Peregrinare, Papa: Vuol dire lottare per non lasciare indietro

“Camminare insieme” ma anche “lottare perché quelli che ieri erano rimasti indietro diventino i protagonisti del domani, E i protagonisti di oggi non siano lasciati indietro domani”. Questo, secondo il Pontefice, il significato del verbo peregrinare. Durante l’omelia della messa a Sumuleu Ciuc, in Romania, il Papa ha fatto un esplicito richiamo alla fratellanza, sottolineando che “questo richiede il lavoro artigianale di tessere insieme il futuro. Ecco perché siamo qui per dire insieme: Madre, insegnaci ad imbastire il futuro”.

 

Papa: nel Padre Nostro identità fratelli Cattolici e Ortodossi

“Nel Padre Nostro “  racchiusa la nostra identita  di figli e, oggi in modo particolare, di fratelli che pregano l’uno accanto all’altro”. Lo ha detto Papa Francesco nella Cattedrale Ortodossa di Bucarest prima della preghiera del Padre Nostro in latino e in romeno. “Ogni volta che diciamo ‘Padre nostro’ ribadiamo che la parola Padre non pua² stare senza dire nostro. Uniti nella preghiera di Gesu’, ci uniamo anche nella sua esperienza di amore e di intercessione che ci porta a dire: Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro. E’ l’invito “a che il ‘mio’ si trasformi in nostro e il nostro si faccia preghiera – ha proseguito – Aiutaci, Padre, a prendere sul serio la vita del fratello, a fare nostra la sua storia. Aiutaci a non giudicare il fratello per le sue azioni e i suoi limiti, ma ad accoglierlo prima di tutto come figlio tuo. Aiutaci a vincere la tentazione di sentirci figli maggiori, che a forza di stare al centro dimenticano il dono dell’altro”.