Il martirio: la massima espressione della testimonianza resa a Cristo

“Il martirio è la massima espressione del riconoscimento e della testimonianza resa a Cristo, che rappresentano il compimento della missione, dell’opera apostolica. Penso sempre ai fratelli copti trucidati in Libia, che pronunciavano sottovoce il nome di Gesù mentre venivano decapitati. Penso alle suore di Santa Madre Teresa uccise in Yemen, mentre accudivano i pazienti musulmani di una residenza di anziani disabili. Quando le hanno uccise, avevano i grembiuli di lavoro indossati sopra il loro abito religioso. Sono tutti dei vincitori, non delle vittime”.E’ quanto ha detto Papa Francesco nel libro-intervista con Gianni Valente “Senza di Lui non possiamo far nulla”.

Papa: Il vero peccato è la chiusura

“Nelle vere feste non si paga l’entrata: paga il padrone, paga quello che invita. In questo il nostro Dio ci invita sempre così, non ci fa pagare l’entrata. Io non ci vado. Preferisco stare da solo, con la gente che piace a me, chiuso’. E questo è il peccato; il peccato del popolo di Israele, il peccato di tutti noi. La chiusura. ‘No, per me è più importante questo che questo. No, il mio’. Sempre il mio”. A dirlo è Papa Francesco nel corso di un’omelia a Santa Marta.

Sinodo Amazzonia, Repam: Esperienza senza precedenti

Per la Repam, la rete ecclesiale panamazzonica, il Sinodo sull’Amazzonia è stato “un’esperienza senza precedenti di camminare insieme” riportando al centro le periferie. “Una vera conversione guidata da Papa Francesco”. “La fase post-assembleare del Sinodo e’ la più importante. In esso come Chiesa nel territorio, come Repam, e con i popoli e le comunità che sono insieme i principali responsabili, dobbiamo tornare da coloro che vivono e attendono sul territorio. Riportare ciò che ci hanno affidato con le loro vite, speranze, grida e gioie, per continuare a tessere insieme ora che inizia la fase più importante”.

Sinodo Panamazzonico, Papa: E’ giunto il grido dei poveri

“Per il cammino che verrà, invochiamo la Vergine Maria, venerata e amata come Regina dell’Amazzonia. Lo è diventata non conquistando, ma ”inculturandosi”: col coraggio umile della madre è divenuta la protettrice dei suoi piccoli, la difesa degli oppressi. Non c’è una cultura standard, c’è il Vangelo puro che si incultura. A lei, che nella povera casa di Nazaret si prese cura di Gesù, affidiamo i figli più poveri e la nostra casa comune”. Lo ha detto Papa Francesco al termine del sinodo per l’Amazzonia. “Il grido dei poveri, insieme a quello della terra, ci è giunto dall’Amazzonia. Dopo queste tre settimane non possiamo far finta di non averlo sentito. Le voci dei poveri, insieme a quelle di tanti altri dentro e fuori l’Assemblea sinodale – Pastori, giovani, scienziati – ci spingono a non rimanere indifferenti. Abbiamo sentito spesso la frase ‘più tardi è troppo tardi’: questa frase non può rimanere uno slogan”.

Sinodo Panamazzonico, Papa: E’ stato un camminare insieme

“Che cosa è stato il sinodo? È stato, come dice la parola, un camminare insieme, confortati dal coraggio e dalle consolazioni che vengono dal Signore. Abbiamo camminato guardandoci negli occhi e ascoltandoci, con sincerità, senza nascondere le difficoltà, sperimentando la bellezza di andare avanti uniti, per servire”. E’ quanto ha detto papa Francesco parlando delle tre settimane del lavoro del sinodo per l’Amazzonia. E’ stata l’occasione per porsi la domanda “‘Io, che cosa posso fare di buono per il Vangelo?’”. “Nel sinodo ce lo siamo chiesti, desiderosi di aprire nuove strade all’annuncio del Vangelo. E anzitutto abbiamo sentito il bisogno, come il pubblicano nel Vangelo di oggi, di metterci davanti al Signore, di rimettere al centro Lui, a livello personale e come Chiesa – prosegue – Perché si annuncia solo quel che si vive. E per vivere di Gesù, per vivere di Vangelo bisogna uscire da se stessi. Ci siamo sentiti allora spronati a prendere il largo, a lasciare i lidi confortevoli dei nostri porti sicuri per addentrarci in acque profonde: non nelle acque paludose delle ideologie, ma nel mare aperto in cui lo Spirito invita a gettare le reti”.

Concluso in Vaticano il sinodo Panamazzonico

Si è concluso in Vaticano, dopo 3 settimane di lavori, il sinodo dell’Amazzonia. Si è trattato di un percorso che ha sottolineato diversi aspetti: il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, l’apertura all’ordinazione sacerdotale di diaconi sposati e sul ruolo delle donne e sul loro diaconato. Inoltre, nascono i peccati ecologici che sono “un’azione o un’omissione contro Dio, contro il prossimo, la comunità e l’ambiente”. Il sinodo Panamazzonico ha proposto la creazione di “ministeri speciali per la cura della ‘casa comune’ e la promozione dell’ecologia integrale a livello parrocchiale e in ogni giurisdizione ecclesiastica, che abbiano tra le loro funzioni la cura del territorio e delle acque, nonchè la promozione dell’enciclica Laudato si'”.

Chiesa, Sepe: Sta prendendo coscienza che deve praticare politica, alta forma carità

“La Chiesa sta prendendo coscienza della necessità di praticare questa forma di carità più alta, come diceva Paolo VI, che è la politica”. E’ quanto ha detto l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, per l’occasione di un convegno a Napoli alla facoltà teologica dell’Italia meridionale. “Bisogna fare le cose più sul serio non solo presentando programmi ma scegliendo anche le persone adeguate a testimoniare la carità”, ha proseguito.

Papa: Prendere le distanze dai pettegolezzi e dalle chiacchiere

“Siamo chiamati ad avvicinarci a Dio e agli altri” e a prendere “le distanze dalle chiacchiere e dai pettegolezzi che inquinano”. E’ quanto ha detto Papa Francesco richiamando l’immagine del monte contenuta nel Vangelo, dicendo che “dall’alto gli altri si vedono nell’insieme e si scopre che l’armonia della bellezza è data solo dall’insieme”. “Il monte ci ricorda che i fratelli e le sorelle non vanno selezionati, ma abbracciati, con lo sguardo e soprattutto con la vita. Il monte ci porta in alto, lontano da tante cose materiali che passano; ci invita a riscoprire l’essenziale, ciò che rimane: Dio e i fratelli”, ha aggiunto.

Papa: Credenti chiamati a portare ovunque la buona notizia di Gesù

“In questo nostro tempo, segnato da una globalizzazione che dovrebbe essere solidale e rispettosa della particolarità dei popoli, e invece soffre ancora della omologazione e dei vecchi conflitti di potere che alimentano guerre e rovinano il pianeta, i credenti sono chiamati a portare ovunque, con nuovo slancio, la buona notizia che in Gesù la misericordia vince il peccato, la speranza vince la paura, la fraternità vince l’ostilità”.E’ quanto ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus in Piazza San Pietro. “Cristo è la nostra pace e in Lui ogni divisione è’ superata, in Lui solo c’è la salvezza di ogni uomo e di ogni popolo”, ha aggiunto.

Papa ai missionari: La preghiera è una condizione indispensabile

“Per vivere in pienezza la missione c’è una condizione indispensabile: la preghiera, una preghiera fervorosa e incessante”. Ciò perché la “preghiera è la prima forza dell’annuncio!”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante l’Angelus in Piazza San Pietro, per l’occasione della Giornata missionaria mondiale. “I missionari sono anzitutto uomini e donne di preghiera, che alimentano la fede nel legame costante con il Signore, per affrontare le difficoltà che l’evangelizzazione comporta. E nello stesso tempo la preghiera è il primo sostegno del popolo di Dio per i missionari, ricca di affetto e di gratitudine per il loro difficile compito di annunciare e donare la luce e la grazia del Vangelo a coloro che ancora non l’hanno ricevuta”, ha aggiunto.