Chiesa, Papa: Il vescovo non si stanca di ascoltare

Il vescovo “non si stanca di ascoltare. Non si basa su progetti fatti a tavolino, ma si lascia interpellare dalla voce dello Spirito, che ama parlare attraverso la fede dei semplici. Diventa tutt’uno con la sua gente e anzitutto col suo presbiterio, sempre disponibile a ricevere e incoraggiare i suoi sacerdoti”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante un discorso ai vescovi in terra di missione. Per il Pontefice un vescovo “promuove con l’esempio, più che con le parole, una genuina fraternità sacerdotale, mostrando ai preti che si è Pastori per il gregge, non per ragioni di prestigio o di carriera, che è tanto brutto. Non siate arrampicatori, per favore, nè ambiziosi: pascete il gregge di Dio non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge”.

Africa, Lorefice: Perdoni Africa siamo noi

“I predoni dell’Africa siamo noi. E se facciamo un po’ di esame di coscienza vediamo che tutt’ora l’occidente schiavizza questi popoli e quindi dobbiamo assumerci le nostre responsabilità”. Lo ha detto Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, in una intervista a Radio Vaticana Italia. Il prossimo 15 settembre (giornata in cui si ricorda il XXV martirio di padre Pino Puglisi) Papa Francesco farà visita ufficiale al capoluogo siciliano. “L’unica via e’ quella dell’incontro. Dobbiamo custodire un cuore umano. Nel volto di ogni uomo, al di là del suo colore – e stiamo attenti: siamo tutti di colore, anche il bianco è un colore – gli uomini si devono rincontrare con la consapevolezza che ci viene anche dalla nostra visione biblica: l’uomo è immagine di Dio e come tale porta in se’ l’unico richiamo ad essere rispettato e accolto, a maggior ragione se questo volto e’ sfigurato dalla sofferenza e dall’oppressione che, molte volte, siamo stati noi occidentali a creare, a fomentare”, ha aggiunto.

Papa: Abbiamo bisogno di unione, non di solisti fuori dal coro

“Il vescovo non può avere tutte le doti, l’insieme dei carismi – alcuni credono di averne, poveretti! – ma è chiamato ad avere il carisma dell’insieme, cioè a tenere uniti, a cementare la comunione. Di unione ha bisogno la Chiesa, non di solisti fuori dal coro o di condottieri di battaglie personali”. E’ quanto ha detto Papa Francesco, nel corso dell’udienza con i vescovi dei Territori di Missione che in Vaticano hanno partecipato al Seminario promosso dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. “Il Pastore raduna: vescovo per i suoi fedeli, è cristiano con i suoi fedeli. Non fa notizia sui giornali, non cerca il consenso del mondo, non è interessato a tutelare il suo buon nome, ma ama tessere la comunione coinvolgendosi in prima persona e agendo con fare dimesso. Non soffre di mancanza di protagonismo, ma vive radicato nel territorio, respingendo la tentazione di allontanarsi di frequente dalla Diocesi, la tentazione dei ‘vescovi da aeroporto’ e fuggendo la ricerca di glorie proprie”.

Kerala, Diocesi di Roma si impegna per le vittime delle alluvioni

La Chiesa di Roma ha istituito un fondo straordinario per le prime emergenze di 100mila euro, per le popolazioni del Kerala, colpite da mesi da alluvioni derivate dalle piogge monsoniche. Ciò è stato possibile grazie a una colletta che è stata promossa in tutte le comunità parrocchiali di Roma. La Chiesa romana, tramite il cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la Diocesi di Roma, ha aderito così all’appello alla solidarietà che il Santo Padre ha fatto. A renderlo noto è la Caritas Diocesana di Roma. “Il Kerala ha bisogno di un aiuto urgente. La gente non può rientrare nelle case, la maggior parte delle quali inagibili. Abbiamo immediato bisogno di vestiti, alimenti, medicine, libri scolastici e attrezzi da lavoro”, ha sottolineato il cardinale George Alencherry, arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi. Dei 1.553 villaggi del Kerala, 1.287 sono stati colpiti dalle alluvioni.

Irlanda, Papa: Non dimentichi vibranti melodie messaggio cristiano

“Prego affinché l’Irlanda, mentre ascolta la polifonia della contemporanea discussione politico-sociale, non dimentichi le vibranti melodie del messaggio cristiano, che l’hanno sostenuta nel passato e possono continuare a farlo nel futuro. Più di millecinquecento anni fa il messaggio cristiano, predicato da Palladio e Patrizio, trovò dimora in Irlanda e divenne parte integrante della vita e della cultura irlandese. Molti ‘santi e studiosi’ si sentirono ispirati a lasciare questi lidi e portare la nuova fede in altre terre. Ancora oggi, i nomi di Columba, Colombano, Brigida, Gallo, Killian, Brendan e molti altri sono onorati in Europa e non solo. In quest’isola il monachesimo, fonte di civiltà e di creatività artistica, scrisse una splendida pagina nella storia d’Irlanda e del mondo”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante l’incontro che si è tenuto con la società irlandese al Castello di Dublino

Famiglia, Papa: E’ collante società

“Sono ben consapevole della condizione dei nostri fratelli e sorelle più vulnerabili: penso specialmente alle donne che nel passato hanno patito situazioni di particolare difficoltà. Mi piace vedere l’Incontro Mondiale delle Famiglie come una testimonianza profetica del ricco patrimonio di valori etici e spirituali, che e’ compito di ogni generazione custodire e proteggere. Questo Incontro è un’opportunità non soltanto per riaffermare il loro impegno all’amorevole fedeltà, al mutuo aiuto e al sacro rispetto per il dono divino della vita in tutte le sue forme, ma anche per testimoniare il ruolo unico svolto dalla famiglia nell’educazione dei suoi membri e nello sviluppo di un sano e fiorente tessuto sociale. Non occorre essere profeti per accorgersi delle difficoltà che le famiglie affrontano nella società odierna in rapida evoluzione o per preoccuparsi degli effetti che il dissesto del matrimonio e della vita familiare inevitabilmente comporteranno, ad ogni livello, per il futuro delle nostre comunità“. Lo ha detto Papa Francesco durante un discorso, a Dublino, alle autorità irlandesi, in attesa dell’incontro mondiale delle famiglie. Il Pontefice ha descritto la famiglia come il “collante della società”.

Genova, Bassetti: No sciacallaggio o desideri vendette

Il tempo della vicinanza” con “le famiglie delle vittime, con gli sfollati che hanno perso la casa e gli affetti, con l’intera città di Genova” riesca a portare “una vicinanza fattiva, operosa, intima, silenziosa e non rabbiosa, senza fomentare odi ideologici, senza atti di sciacallaggio politico e desideri di vendette”. E’ quanto ha scritto il presidente della Cei, il cardinale, Gualtiero Bassetti, in un articolo pubblicato per il Settimanale dell’Osservatore Romano. Secondo Bassetti, “la sponda dell’azione, invece, implica non solo un grande sforzo comunitario, ma una responsabilità condivisa e un impegno civile costante e duraturo. Da molti anni, con tutti i limiti dell’azione pastorale, ho lanciato l’allarme nei confronti della ‘nostra diletta Italia’, che in più occasioni ho definito come il paese della ‘fragile bellezza’. Un paese stupendo, meraviglioso nel suo paesaggio e nelle sue opere d’arte, ma estremamente fragile nel suo tessuto urbanistico, territoriale e anche in quello sociale”. “Questo crollo – ha continuato parlando del crollo del Ponte Morandi – ci mette davanti a una serie di interrogativi, e di responsabilità, che non sono riconducibili soltanto a un caso giudiziario, ma rappresentano una grande questione culturale, sociale e morale del paese. Dietro alla decisione di costruire (e custodire) una infrastruttura a uso pubblico, infatti, non vi e’ solo l’opera dell’ingegno umano nel concepire e applicare le moderne tecniche di costruzione, ma molto di più: c’è l’idea di una comunità di persone, dei motivi dello stare assieme, del rispetto per il territorio e, in definitiva, del bene comune”.

Papa: Amore sia sincero e generoso

“I giovani sanno bene quando c’è il vero amore e quando è semplice entusiasmo amoroso. L’amore è la vita, e se viene oggi perchè debbo aspettare tre quattro cinque anni per farlo crescere per farlo stabile? Un ideale così, quando è maturo si deve spostarlo più avanti?”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante l’incontro con i giovani a Roma, al Circo Massimo. “Chiedo ai genitori di aiutare i giovani a maturarlo questo amore, non spostarlo più avanti. Ma l’amore vero, quando c’è l’amore vero, è non solo l’entusiasmo. Aiutate i ragazzi a mostrare quella carta d’identità nuova del loro amore. Nella vita c’è tutto un mondo di condizionamenti, ai ragazzi dicono: ‘attento c’è un’altra cosa: tu vuoi sposarti, va bene, ma aspetta, facciamo una cosa e tu cominci a vivere la doppia vita. Avete capito. Il nemico è non solo aspettare ma anche fare la doppia vita, così l’amore si perde se ne va. Nel vero amore l’amore deve essere sincero generoso. Devi mettere tutta la carne sulla grigliata, diciamo in Argentina”, ha aggiunto

San Francesco, Papa: Era un ventiduenne che sognava alla grande

“C’era un ragazzo, qui in Italia, ventenne, ventiduenne, che cominciò a sognare, a sognare alla grande. E suo Papà, un grande affarista, cercò di convincerlo. ‘No, io voglio sognare questo che sento dentro’. E alla fine se n’è andato per sognare. E il Papà andò dietro di lui e quel giovane si è rifugiato nel vescovado, si è spogliato delle vesti. E questo giovane, vissuto nel 13esimo secolo, si chiamava Francesco, e ha cambiato la storia dell’Italia. Francesco ha rischiato di sognare in grande, non conosceva le frontiere, sognando ha finito la vita. Pensiamo: era un giovane come noi, eh? Ma sognava. Dicevano che era pazzo perché sognava così. I giovani fanno paura agli adulti, perché loro hanno smesso si rischiare”. E’ quanto ha detto Papa Bergoglio parlando ai giovani e riferendosi a San Francesco.

Giovani, Papa: La Chiesa ha bisogno del vostro slancio

Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio, e impegnarvi per un’umanità più fraterna. Abbiamo bisogno di fratellanza. Rischiate, andate avanti”. E’ quanto ha detto Papa Francesco ai giovani, al termine di una veglia di preghiera organizzata a Roma, al Circo Massimo. “La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede – ha aggiunto – Camminando insieme, in questi giorni, avete sperimentato quanto costa fatica accogliere il fratello o la sorella che mi sta accanto, ma anche quanta gioia puo’ darmi la sua presenza se la ricevo nella mia vita senza pregiudizi e chiusure”. Oltre 70 mila i ragazzi e le ragazze presenti.