Si rafforza la collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio

Si rafforza la collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio e la Congregazione delle Suore missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane. A Roma, nella sede della Comunità, si è svolto un incontro tra le due organizzazioni nel corso del quale si è tracciato un percorso comune di cammino.

“Le suore scalabriniane hanno dimostrato una ‘giovinezza’ della loro vocazione – spiega Daniela Pompei, coordinatrice delle attività per i migranti della Comunità di Sant’Egidio – Negli ultimi due anni è stata una grande novità per noi la presenza delle scalabriniane, ‘suore itineranti anche con pochi mezzi’, che è poi lo spirito della comunità di Sant’Egidio. Vogliamo essere insieme, lì dove c’è bisogno. Lo spirito è di accompagnare, di essere vicine al momento del bisogno, con l’idea di integrare.  Curiamo il progetto dei Corridoi umanitari, che nasce per bloccare il flusso dei trafficanti di uomini e per dire che è possibile da una parte entrare legalmente e che le comunità cattoliche possano assumere l’accoglienza. E’ una risposta all’appello del Papa dal 2013 in poi con il suo primo viaggio di Lampedusa e lo abbiamo iniziato a proporre insistentemente, senza mai demordere. Abbiamo voluto aprire piccoli varchi e continueremo a farlo. Possiamo portare avanti tanti progetti: siamo molto impegnati sul tema della regolarizzazione per far emergere il diritto e, allo stesso tempo, per far emergere le persone. Avere i documenti per un migrante vuol dire nascere di nuovo”.

“Monsignor Giovanni Battista Scalabrini intuì che la mobilità sarebbe diventato il fenomeno fondamentale della vita umana – ha commentato Gianni La Bella, della Comunità di Sant’Egidio – Il suo è stato un carisma anticipatore nella Chiesa. Chiedeva di mettere preti nei porti, cosa che all’epoca c’era chi non capiva. A partire dall’incontro con i migranti abbiamo creato tante strade nuove e abbiamo scritto una pagina dell’impegno della Chiesa nel nostro mondo contemporaneo. Sentiamo il desiderio di ‘contagiare’ tante altre Congregazioni religiose. Dobbiamo rendere ancora di più forte questa nostra alleanza tra la Comunità e la Congregazione delle Scalabriniane. Insieme dobbiamo fare uno sforzo gioioso per una maggiore integrazione tra di noi facendo rete, connessione, coinvolgendo in questo grande abbraccio tanti altri. La vita religiosa deve assumere la sfida dei migranti come una chiamata evangelica per la vita di oggi. Scriviamo il secondo capitolo della nostra storia di amicizia, tanti ne dovremo continuare a scrivere”.

“Abbiamo accolto con immensa gioia l’invito della comunità di Sant’Egidio, a cui abbiamo risposto prontamente, poiché abbiamo grande considerazione e apprezzamento per il lavoro che la comunità svolge ‘uscendo’ verso le periferie umane ed esistenziali, servizio riconosciuto internazionalmente per la dedizione, per la serietà e l’impegno con i poveri, con i migranti, i più vulnerabili della società – spiega la Superiora generale delle Suore scalabriniane, suor Neusa de Fatima Mariano – Accogliamo ciò come una valida opportunità che certamente rafforzerà ancor di più la collaborazione tra le nostre Istituzioni, impegnate e coinvolte con i migranti e i rifugiati, riconosciute e credibili nella Chiesa e nella società civile per la missione che realizziamo nella promozione e nella difesa della vita”. “Nella nostra attività missionaria valorizziamo molto la prossimità, l’essere insieme, l’essere migrante con i migranti e con i rifugiati e in particolar modo con le donne e i bambini in cerca di protezione a causa di situazioni di rischio, di violazioni e di vulnerabilità, soprattutto nei luoghi di frontiera, dove le popolazioni sono maggiormente segnate da violazioni dei diritti, da minacce alla dignità delle persone”.
Suor Milva Caro, superiora della Provincia San Giuseppe (che sovraintende all’area europea), ha illustrato l’attività delle suore scalabriniane in Europa e ha ricordato come proprio “due anni fa iniziava una collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio con l’accoglienza a Fiumicino di una famiglia venuta in Italia grazie ai corridoi umanitari. E’ nata una bambina e ora li aiuteremo a spiccare il volo, felici di vedere la loro speranza”. Suor Eleia Scariot, brasiliana, ha raccontato l’esperienza del progetto di semiautonomia “Chaire Gynai”, che vede un progetto per donne rifugiate e per i loro figli. A Roma ci sono due case coinvolte in questa iniziativa, voluta da Papa Francesco. “Finora abbiamo accompagnato circa 50 persone. Ci attiviamo seguendo i quattro verbi del Pontefice, accogliere, proteggere, promuovere e integrare – ha spiegato suor Eleia – La Comunità di Sant’Egidio è una grandissima risorsa per noi in questo progetto, per la segnalazione di potenziali partecipanti”. Suor Stella John Joseph, indiana, ha illustrato le attività di Assmi, un’associazione che a Roma gestisce un centro culturale per migranti, con corsi di lingua, informatica, che promuove progetti per l’integrazione. L’occasione è stata anche quella per presentare anche le attività delle suore scalabriniane a livello internazionale. E’ stata Suor Ana Silvia Zamin, brasiliana, a raccontare le attività della Casa Mambre di Città del Messico. “Il migrante è una benedizione per noi. Lì lavoriamo anche con persone vittime di violenza,  è uno spazio dove possono recuperare sia a livello fisico e psicologico e riorganizzare il loro progetto di vita”, ha raccontato, descrivendo anche il lavoro di Tijuana, alla frontiera con gli Stati Uniti d’America. Suor Janete Ferreira, brasiliana, ha descritto la situazione delle case d’accoglienza dell’America Centrale e del Sud, e della gestione dei migranti venezuelani che stanno chiedendo aiuto al Brasile.

Annuncio del Giubileo di celebrazione dei 125 anni della Congregazione

La Superiora Generale delle Suore Missionarie Scalabriniane, Suor Neusa de Fatima Mariano, annuncia il Giubileo di celebrazione dei 125 anni della Congregazione nel giorno della Festa liturgica della cofondatrice, la beata Madre Assunta Marchetti

Annuncio del Giubileo Congregazionale

 

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Giornata internazionale del rifugiato, scalabriniane: Numeri senza precedenti di sfollamenti forzati

Oggi nel mondo ci sono 70,8 milioni di persone costrette a fuggire, vittime di conflitti, di persecuzioni, di violenza o per disastri naturali. Di questi 25,9 milioni sono rifugiati riconosciuti. Numeri la cui complessità testimonia che “gli sfollamenti forzati hanno raggiunto un livello senza precedenti e le risposte ancora non sono sufficienti ad offrire soluzioni alle persone affinché possano ricostruire la loro vita”. Così suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane, in occasione della Giornata internazionale del rifugiato del 20 giugno, indetta dall’Onu. Papa Francesco, prosegue suor Neusa, ci ricorda che “in ogni persona rifugiata è presente Gesù, costretta a fuggire, come ai tempi di Erode, per salvarsi. Nei loro volti siamo chiamati a riconoscere il volto di Cristo”. “Tre quarti dei rifugiati nel mondo e molti migranti vivono in nazioni in sviluppo, dove gli organi deputati alla cura della salute sono sovraccarichi e, con la pandemia del Covid-19, sono collassati – prosegue – Molti rifugiati vivono in accampamenti sovraffollati, rifugi improvvisati o centri di accoglienza dove non possono accedere ai servizi sanitari, servizi igienici oppure usare acqua potabile. Molti di essi si trovano in centri di detenzione riconosciuti o informali in condizioni di isolamento e di igiene particolarmente preoccupante. Migranti e rifugiati sono in misura sproporzionata esposti alla vulnerabilità dell’esclusione, della stigmatizzazione e della discriminazione, soprattutto quando si trovano in situazione di irregolarità. Il pensiero della Chiesa colloca al centro l’esperienza di Gesù, sfollato e profugo insieme ai suoi genitori”. “Non sono numeri, ma persone, conoscendo le loro storie riusciremo a comprenderli”, aveva scritto il Pontefice in un suo messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. “Quando le persone rifugiate diventano numeri l’umanità diventa inumanità”, prosegue suor Neusa. Le suore scalabriniane chiedono alla politica, ai responsabili locali, nazionali e internazionali di “non assistere passivamente alla distruzione di tante vite minacciate. E’ urgente individuare soluzioni appropriate, mezzi umani e degni per garantire che le persone non mettano a repentaglio la loro vita e quella delle famiglie, ricorrendo a trafficanti senza scrupolo o usando barche fragili, tentando di raggiungere luoghi dove trovare sicurezza a vari livelli”.

Il messaggio integrale di suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora Generale

Giornata internazionale del rifugiato, gli eventi a Piacenza

In occasione della Giornata internazionale del rifugiato di domani, 20 giugno, le Suore Missionarie Scalabriniane di Piacenza hanno organizzato una giornata di preghiera. Alle 12 è prevista la preghiera dell’Angelus vicino all’urna di Scalabrini, in Duomo. Alle ore 18, invece, è previsto un momento di preghiera, con il rosario a favore dei rifugiati, nel cortile della Casa Provinciale (in piazzetta San Savino 29). “Invitiamo a pregare sia per chi oggi è rifugiato sia in memoria di chi ha perso la vita – ha detto suor Milva Caro, superiora provinciale – E’ possibile farlo venendoci a trovare, pregando in Duomo o nella nostra Casa, davanti alla statua della Madonna, rispettando comunque sempre il distanziamento sociale. Oppure lo si può fare direttamente da casa, visitando la pagina Facebook Scalabriniane Europa. Possiamo sostenere così la voce di quei tanti rifugiati che in silenzio cercano aiuto in molte parti del mondo e ricordare chi di loro è morto per la speranza di una vita migliore”.

Festa del Beato Giovanni Battista Scalabrini – Messaggio della Superiora Generale

Messaggio in italiano

Su Tv 2000 un ricordo del Beato Scalabrini

Per i 115 anni della morte del Beato Giovanni Battista Scalabrini, in occasione della sua festa, del primo giugno, alle ore 8.20 TV 2000 si collegherà dalla Casa Madre di via Torta, 14 a Piacenza. Il Superiore degli Scalabriniani, padre Sandro Gazzola, parlerà della figura del Beato, fondatore dei padri e delle suore missionarie scalabriniane.

Il 1 giugno è la festa del Beato Scalabrini: le iniziative a Piacenza

Il prossimo 1 giugno si terrà la Festa del Beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza dal 1875 al 1905 e fondatore delle Suore e dei Padri Missionari Scalabriniani. Le Suore della casa provinciale di Piacenza, sin dall’inizio della pandemia, si sono raccolte in preghiera implorando al Beato di aiutare quanti sono stati colpiti da Covid-19 soprattutto nella sua Diocesi. Nella casa provinciale proprio il 1 giugno si terrà l’eucarestia, in rispetto alle misure di distanziamento sociale per il contenimento del virus. “Piacenza è profondamente legata a Monsignor Scalabrini – spiega Suor Milva Caro, superiora provinciale – In momenti come questi, in cui l’intero mondo è colpito e ferito al cuore, invitiamo alla preghiera e al raccoglimento, specie nei riguardi del nostro vescovo e fondatore, che si è sempre rivolto agli ultimi, a chi aveva difficoltà, a chi si trovava davanti alle tante sfide della vita. Monsignor Scalabrini, inoltre, ha dato l’anima per proteggere quanti erano stati colpiti dalle pandemie del suo tempo e per questo motivo lo abbiamo implorato con tutta la nostra forza, per aiutare la sua Diocesi e le sue missionarie. In questi mesi ci siamo raccolte attorno a lui ogni giorno. Negli ultimi tre giorni che ci avvicinano alla sua festa intensifichiamo la preghiera con un triduo nella nostra casa provinciale. Invitiamo tutti a unirsi alla nostra preghiera, come già fanno in tanti, da tutto il mondo, grazie a internet, per implorare il suo aiuto e ringraziarlo per la sua intercessione”.

Questi i momenti di preghiera:
29-30-31 maggio ore 15.30 preghiera del triduo, su Facebook Scalabriniane Europa
1 giugno: ore 9.45 eucarestia nel chiostro interno della Casa provinciale di Piacenza (piazzetta San Savino 29) in rispetto alle misure di contenimento del Covid-19
1 giugno: ore 17 vespri davanti all’urna del Beato Scalabrini in Duomo a Piacenza
2 giugno: ore 18 vespri con il Capitolo del Duomo ore 18.30 messa in Duomo in memoria del Beato Scalabrini

Giornata Mondiale per le Vocazioni

La giornata mondiale di preghiera per le vocazioni è un’occasione di gratitudine a Dio per la vocazione di ogni Suora..

Prot.068 – Ita – Giornata Mondiale di Preghiera per le vocazioni

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