è realizzato l’incontro interprovinciale delle Suore MSCS della provincia America del Sud e Africa

“Le suore scalabriniane delle Province con sede in Brasile, (Nostra Signora Aparecida, Immacolata Concezione, Cristo Re e Maria Madre dei Migranti) accolgono con gioia e con molta speranza le decisioni prese durante l’incontro interprovinciale; la proposta della riorganizzazione interna della congregazione è un impegno per tutte”. E’ quanto scrivono in una nota le superiori provinciali delle 4 Province, protagoniste nella creazione della nuova Provincia America del Sud e Africa, al termine di un incontro che si è tenuto dal 31 agosto al 2 settembre u.s. a Jundiai – San Paolo, in Brasile. E’ stato deciso che la Provincia si chiamerà Maria, Madre dei migranti, che la sua sede sarà a San Paolo del Brasile. “Preghiamo affinché lo Spirito di Dio continui a illuminarci e a darci il dono della Saggezza in ogni passo e in ogni decisione per la configurazione della Provincia America del Sud e Africa”, continuano le superiori provinciali.

Legge: Comunicazione 10.09. l’incontro interprovinciale delle Suore MSCS della provincia America del Sud e Africa

Presenza MSCS a Ho Chi Minh City, Vietnam

La delegazione in Asia delle MSCS, lo scorso 3 agosto 2018 ha inviato le sue due prime missionarie, Suor Teresa Mercado e Suor Eufrocina Sumampong a Ho Chi Minh City, in Vietnam, l’apertura ufficiale della prima comunità MSCS nel paese è stata il 6 agosto, in questo giorno le due sorelle sono state ricevute e si sono stabilite nella loro residenza.

Questo è un dono della Divina Provvidenza, una opportunità per ampliare la missione e le vocazioni in Asia.

Ho Chi Minh City, comunemente conosciuta come Saigon, è una città nel sud del Vietnam. È riconosciuta per il ruolo cruciale che ha svolto nella guerra del Vietnam. Nel periodo successivo alla fine della guerra del Vietnam, l’immigrazione vietnamita ha visto molti rifugiati e altri migranti accolti in gran parte dai paesi occidentali e dai paesi limitrofi del Sud-est Asiatico, per motivi umanitari; con questi si calcolano anche i flussi migratori di studenti e lavoratori diretti verso i paesi alleati comunisti del Vietnam. Nonostante la guerra e il conflitto abbiano spinto la maggior parte delle migrazioni vietnamite fuori dal paese, nella seconda metà del 20° secolo, la rapida crescita economica del Vietnam ha visto le migrazioni da e verso il paese. Oggi, mentre le città del Vietnam si modernizzano rapidamente, il numero di migranti che si riversano nel paese è sorprendente. Le stime dicono che a Ho Chi Minh City il numero di migranti è quasi il 30% della popolazione.

Per inciso, il Vietnam è il quinto paese cattolico in Asia, dopo le Filippine, India, Cina e Indonesia. Dopo l’apertura politica del paese alla fine degli anni ’80, un gran numero di congregazioni religiose di origine europea sono arrivate in Vietnam per aprire comunità. Ciò ha avuto luogo, in particolare, a Ho Chi Minh City (a sud) e Vinh (a nord), che sono le due diocesi che hanno la più grande popolazione cattolica. Molti giovani vietnamiti di grandi famiglie cattoliche abbracciano con entusiasmo la vita religiosa, particolarmente attratti dalle congregazioni apostoliche e, in misura minore, dagli istituti di vita contemplativa.

Presenza MSCS a Ho Chi Minh City, Vietnam

La delegazione in Asia delle MSCS, lo scorso 3 agosto 2018 ha inviato le sue due prime missionarie, Suor Teresa Mercado e Suor Eufrocina Sumampong a Ho Chi Minh City, in Vietnam, l’apertura ufficiale della prima comunità MSCS nel paese è stata il 6 agosto, in questo giorno le due sorelle sono state ricevute e si sono stabilite nella loro residenza.

Questo è un dono della Divina Provvidenza, una opportunità per ampliare la missione e le vocazioni in Asia.

Ho Chi Minh City, comunemente conosciuta come Saigon, è una città nel sud del Vietnam. È riconosciuta per il ruolo cruciale che ha svolto nella guerra del Vietnam. Nel periodo successivo alla fine della guerra del Vietnam, l’immigrazione vietnamita ha visto molti rifugiati e altri migranti accolti in gran parte dai paesi occidentali e dai paesi limitrofi del Sud-est Asiatico, per motivi umanitari; con questi si calcolano anche i flussi migratori di studenti e lavoratori diretti verso i paesi alleati comunisti del Vietnam. Nonostante la guerra e il conflitto abbiano spinto la maggior parte delle migrazioni vietnamite fuori dal paese, nella seconda metà del 20° secolo, la rapida crescita economica del Vietnam ha visto le migrazioni da e verso il paese. Oggi, mentre le città del Vietnam si modernizzano rapidamente, il numero di migranti che si riversano nel paese è sorprendente. Le stime dicono che a Ho Chi Minh City il numero di migranti è quasi il 30% della popolazione.

Per inciso, il Vietnam è il quinto paese cattolico in Asia, dopo le Filippine, India, Cina e Indonesia. Dopo l’apertura politica del paese alla fine degli anni ’80, un gran numero di congregazioni religiose di origine europea sono arrivate in Vietnam per aprire comunità. Ciò ha avuto luogo, in particolare, a Ho Chi Minh City (a sud) e Vinh (a nord), che sono le due diocesi che hanno la più grande popolazione cattolica. Molti giovani vietnamiti di grandi famiglie cattoliche abbracciano con entusiasmo la vita religiosa, particolarmente attratti dalle congregazioni apostoliche e, in misura minore, dagli istituti di vita contemplativa.

Le direzioni generali dei tre Istituti della Famiglia Scalabriniana: aprite le porte al fratello

Le direzioni generali dei tre Istituti della Famiglia Scalabriniana, i Padri Missionari Scalabriniani, le Suore Missionarie Scalabriniane e le Missionarie Secolari Scalabriniane si sono incontrati a Roma dal 1° al 3 luglio 2018 ed hanno concluso il loro incontro con questo comunicato:

“L’emigrazione è un fenomeno epocale che sta scuotendo le strutture delle nazioni ad ogni latitudine. E’ certamente un problema, che nasce dalla somma di tanti problemi, ma come tutti i problemi dipende da noi trasformarlo in una tragedia o in una ricchezza. La storia dei popoli è stata fatta da grandi ondate migratorie, e noi oggi abbiamo la chance di viverne una, con il vantaggio di poterne leggere a livello mondiale le cause e gli effetti e quindi anche di ricavarne un surplus di umanità. Dobbiamo diventare gli attori di un progresso della coscienza della dignità umana propria di ogni uomo, possiamo contribuire alla ricomposizione di un quadro generale in cui l’ecologia umana si inserisca nell’ecologia della natura.

Riteniamo che sempre di più acquistano attualità i quattro verbi con cui Papa Francesco, nella giornata mondiale del Migrante di quest’anno, ha chiesto ai popoli e alle nazioni di affrontare il tema dei migranti: Accogliere, proteggere, promuovere, integrare.

C’è un grande ostacolo su questa strada, ed è la paura, paura di perdere il proprio benessere, paura di perdere la propria identità, paura dell’altro. Si tratta di un sentimento profondo, che va ascoltato, ma per aiutare a superarlo: la paura porta alla chiusura e la chiusura porta alla morte.

Molta stampa e molti media rinfocolano questa paura, amplificando fatti negativi e ignorando del tutto le buone pratiche di accoglienza e di integrazione che nascono un po’ dovunque soprattutto dal volontariato.

Se vogliamo perseguire la strada della felicità, che è la strada che cerca ogni cuore umano, dobbiamo perseguire la strada delle fraternità, rinnovando e attualizzando oggi l’appello con cui San Giovanni Paolo II apriva il suo pontificato: aprite le porte a Cristo.

Oggi siamo chiamati a ripetere lo stesso grido: aprite le porte al fratello”.

Giornata rifugiato, Scalabriniane: Condividere il viaggio di chi parte forzatamente

“In questa giornata è essenziale capire come le politiche migratorie non possono essere dettate da espressioni ‘di pancia’; invece questa giornata è un’occasione di riflessione, di azione, di decisione sulle responsabilità personali quotidiane, che possono abbattere i muri di gomma e quel  muro di ‘no’ alla solidarietà che apparentemente sembrano innalzarsi sempre più. Le ultime immagini, parole, atteggiamenti legati alla nave Acquarius sono stati come un’onda; non è mai accaduta tanta chiusura”.  E’ quanto dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle missionarie scalabriniane, che sin dalla loro fondazione si occupano di migrazione.

Il Mediterraneo, così come il Sudest asiatico, l’Africa, il Venezuela, il Messico, sono solo alcuni dei luoghi ‘caldi’ e certamente la politica dei corridoi umanitari è una strategia, una soluzione percorribile e utile per salvaguardare le persone e la loro dignità, spesso deturpata durante il viaggio; i corridoi umanitari sono anche un modo per isolare coloro che approfittano senza scrupolo della miseria umana, vendendo la loro libertà. La lotta ai trafficanti internazionali di esseri umani penso sia un punto dal quale non ci si possa tirare indietro. Ma davanti a un grido di dolore di centinaia, migliaia di persone, non possiamo rimanere indifferenti, nè chiudere gli occhi; come dice Papa Francesco: ciascuno di noi è chiamato ad essere vicino ai rifugiati, a trovare con loro momenti d’incontro, a valorizzare il loro contributo, perché anch’essi possano meglio inserirsi nelle comunità che li ricevono.

Traditio Scalabriniana, n. 27 edizione speciale

Vi presentiamo un altro numero della Traditio Scalabriniana, Sussidi per l’approfondimento, numero 27 del mese di giugno 2018, che contiene riflessioni, esperienze ed approfondimenti dei tre Istituti della Famiglia Scalabriniana:

Presentiamo in portoghese ed inglese un approfondimento biblico della missionaria secolare Anna Fumagalli, mss, che cerca di intrecciare i fili della narrazione del sogno di Giacobbe con quelli dell’immagine che si trova sullo stemma episcopale di G.B. Scalabrini: Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa (Gn 28,10-22).

Di seguito, invitiamo il lettore a leggere in spagnolo e italiano la testimonianza di p. Gelmino Costa, cs, su L’accoglienza dei migranti haitiani a Manaus. Una testimonianza a partire dalla fede. Un incontro vivo tra il migrante che si trova nel bisogno e il missionario scalabriniano: simbolo e modello della sollecitudine della famiglia scalabriniana e della chiesa nel mondo delle migrazioni.

Infine, ecco in italiano e inglese l’approfondimento di sr. Leocádia Mezzomo, mscs: Alcune pennellate sulla spiritualità vissuta dalla Beata Assunta Marchetti. Spiritualità che, radicandosi nel cuore del Padre, si esprime instancabilmente nel servizio ai poveri e ai migranti, con una particolare attenzione ai bambini orfani.

            

Scalabriniane, inaugurato il centro di accoglienza per bambini di Pacaraima

Un nuovo centro di accoglienza dedicato ai bambini venezuelani in fuga dal loro Paese. Questo, quanto hanno inaugurato a Pacaraima, in Brasile, le suore missionarie scalabriniane. Al taglio del nastro del Centro di cura per bambini ci sono stati 150 minori, la maggior parte del gruppo etnico indigeno Warao. Questa urgente azione umanitaria, incentrata sulla ricezione temporanea della parte più vulnerabile della popolazione migrante in Venezuela, è stata possibile solo grazie al sostegno dell’Istituto C&A e di altri collaboratori dell’Istituto di migrazione e diritti umani.

Migranti, suore scalabriniane si incontrano a Chicago su nuove sfide globali

Guardare al mondo per affrontare, in modo globale, il fenomeno della migrazione. Sempre, però, con la chiarezza del messaggio cristiano dettato dal Vangelo. Questi i principi che hanno visto le suore missionarie scalabriniane (che in quattro continenti si occupano dell’assistenza ai migranti) incontrarsi a Chicago. Lì la Superiora generale, suor Neusa de Fatima Mariano, ha avuto modo di incontrare i diversi Consigli provinciali per cercare di affrontare la questione migratoria alla luce di una modifica dell’organizzazione della congregazione proprio per venire incontro alle mutate esigenze dei fenomeni della mobilità umana. I lavori di Chicago sono propedeutici al XIV Capitolo generale che si terrà il prossimo anno, dal 21 ottobre al 17 novembre 2019. Dagli Usa, dunque, si è progettato un nuovo percorso fatto anche di scelte che le vedono in prima fila lì dove avvengono gli scenari di crisi. “E’ provvidenziale che ci siamo incontrate qui, in questo Paese di destinazione di tanti migranti, per valutare il processo di riorganizzazione e condividere la ricchezza della vita presente nella Congregazione”, ha detto Sr. Marissônia Daltoé, Superiora della Provincia Nostra Signora di Fátima. “Tutta la storia dell’umanità è guidata dalla Santissima Trinità”, ha sottolineato Sr. Neusa de Fátima Mariano, Superiora generale, che ha focalizzato la sua attenzione proprio sul messaggio cristiano. Sr. Milva Caro, Superiora della Provincia San Giuseppe, ha affrontato la questione della centralità di Gesù Cristo, nella crescita delle relazioni fraterne e della cultura vocazionale, in vista di una maggiore disponibilità e ​attività itinerante  missionaria proprio nel servizio ai migranti. I primi giorni di incontro sono stati segnati dalla condivisione del percorso svolto nel processo di riorganizzazione delle regioni: Nord America, Europa, Asia e Sud America e Africa, evidenziando attività programmate e realizzate, individuando gli aspetti che meritano attenzione per intravedere nuove prospettive e priorità. Suor Jucelia Dall Bello e suor Ana Conceição Sales hanno parlato del tema della Gestione dei beni alla luce della riorganizzazione e del carisma scalabriniano e hanno affermato che la sfida della Vita religiosa consacrata, nell’attuale scenario economico, è quella di sviluppare competenze gestionali in sintonia con i valori profetici che danno entusiasmo, sostegno e vitalità all’istituzione.

Reggio Calabria: un progetto nel segno del beato Scalabrini per i migranti   

Sta muovendo i primi passi il progetto “Artefici del nostro futuro sulle orme del beato Giovanni Battista Scalabrini”, voluto da padre Gabriele Bentoglio, parroco della parrocchia Santi Filippo e Giacomo in Sant’Agostino, a Reggio Calabria, e ideato insieme ai responsabili della cooperativa sociale “Demetra” onlus, e della “Res omnia”. Il progetto, inoltre, ha il sostegno della diocesi  di Reggio Calabria–Bova, dei Missionari scalabriniani, delle Missionarie di San Carlo Borromeo e dell’ufficio diocesano Migrantes.

Il Progetto intende intervenire in aiuto di migranti deboli o vulnerabili, a causa degli abusi subiti nei viaggi della speranza, e nei territori della Calabria dopo lo sbarco. Ispiratore del programma è il beato Giovanni Battista Scalabrini che, di fronte alle massicce migrazioni italiane di fine Ottocento, scriveva: “Emigrano i semi sulle ali dei venti, emigrano le piante da continente a continente, portate dalle correnti delle acque, emigrano gli uccelli e gli animali, e, più di tutti, emigra l’uomo, ora in forma collettiva, ora in forma isolata, ma sempre strumento di quella Provvidenza che presiede agli umani destini e li guida, anche attraverso  catastrofi, verso la meta ultima, che è il perfezionamento dell’uomo sulla terra e la gloria di Dio ne’ cieli”.

Il Progetto avrà la durata di 24 mesi, si caratterizzerà in quattro fasi ed individuerà trenta migranti che, dopo aver dimostrato volontà di impegno, si metteranno a confronto con esperienze sociali, esercizi di orientamento e accompagnamento al lavoro, migliorando le proprie condizioni di vita e costruendosi una futura progettualità di vita.
Nella prima fase, operatori di strada si occuperanno di individuare i migranti candidati. Nella seconda fase si verificheranno la motivazione e le condizioni di effettiva possibilità da parte del singolo soggetto di co–costruire e di realizzare la propria progettualità futura. Insieme al migrante si redigerà il “Piano individualizzato”, un documento in continua elaborazione che, partendo dal background personale e culturale del singolo migrante, punterà all’individuazione dei bisogni da soddisfare, delle caratteristiche personologiche da assecondare, delle passioni da coltivare, delle ambizioni da raggiungere, delle azioni, attività, processi e percorsi da attivare per il conseguimento degli obiettivi previsti ed attesi.
Nella terza fase, per ogni singolo soggetto si avvierà il programma attraverso l’accoglienza presso una delle abitazioni scelte ed attrezzate per la realizzazione del Progetto.
Ogni abitazione accoglierà un piccolo gruppo di migranti, tutti da avviare ad uno specifico settore lavorativo: agricoltura e/o zootecnia. Nella quarta fase, il migrante verrà inserito in un percorso formativo teorico–pratico della durata di 12 mesi, per agevolare le sue scelte professionali. Il Progetto offrirà una occasione ai giovani candidati, i quali avranno la possibilità di effettuare percorsi formativi professionalizzanti nei settori dell’agricoltura e della zootecnia attraverso l’apertura di una “Fattoria sociale”, realizzata a Placanica su un terreno di circa 11ettari confiscato alla mafia.

Nelle Filippine prima assemblea asiatica​ congregazionale

Si è svolta nelle Filippine la prima assemblea in Asia delle suore missionarie scalabriniane. Si tratta di un evento “storico” per la congregazione, visto che fa parte del proprio impegno in Asia  ​verso la riorganizzazione che ​porterà alla nasci​ta, nel continente, di una propria delegazion​e. Tra le sorelle asiatiche sono state presenti anche la Superiora generale, Suor Neusa de Fatima Mariano e Suor Marissonia Daltoè, Superiora della Provincia di Nostra Signora di Fatima. Sr. Neusa de Fatima Mariano ha sottolineato la necessità di affidarsi alla “presenza amabile della Madre di Gesù”. “Viaggiamo verso l’avvio della delegazione asiatica: questa assemblea è un autentico Kairos, il tempo di Dio, ricca di grazie e trasformazioni”. “E’ una sfida immensa per le suore asiatiche”, spiega suor Marissonia Daltoè. La prima superiora delegata sarà Noemie Digo, così come annunciato da suor Neusa. L’incontro si è tenuto nella Casa Notre Dame de Vie, a Quezon City.