Famiglie venezuelane sono accolte nella Casa Madre Assunta

Vila Prudente – San Paolo

Sono trascorsi 124 anni dall’arrivo di Madre Assunta Marchetti, dall’Italia al Brasile, per essere qui, in questo spazio, oggi chiamato Casa Madre Assunta, casa benedetta, dalla madre degli orfani e degli abbandonati, e da tante altre persone di Dio, casa per i figli immigranti del suo tempo.

Questa stessa casa, questo cortile, queste sale, questi corridoi e le scale, ma soprattutto la cappella di nostra Signora di Lourdes, dove i piccoli piegavano le ginocchia in preghiera, e con gli occhi rivolti verso l’imponente statua del Sacro Cuore di Gesù, supplicavano il sostegno per corpo e la pace eterna per i genitori morti, questa stessa casa ha aperto le porte ad altri piccoli, ad altre famiglie, ossia alle nuove migrazioni di oggi.

Grazie alla decisione del governo generale è stato aperto uno spazio per l’accoglienza, nella casa Madre Assunta, per ospitare immigranti dal Venezuela, sei famiglie: 12 bambini e 13 adulti. Deo

Gratias! Direbbe il venerabile servo di Dio padre Giuseppe Marchetti. Deo gratias! Perché tutta la Congregazione partecipa a questo progetto di accoglienza, continuando così l’opera scalabriniana.

Questa presenza di immigrati, nella casa Madre Assunta, aiutano la comunità di Suore che vive in questo spazio ad aprirsi più intensamente all’esigenza della missionarietà. Insieme a loro cerchiamo di vivere oggi il carisma scalabriniano, essendo “migranti con i migranti”, con la certezza consolatrice della promessa di Gesù: “Chi accoglie uno di questi piccoli, accoglie me” (Mt 25, 40).

La nostra missione va dal semplice sorriso, all’insegnargli i primi elementi della lingua portoghese, della cultura, così come zelare per mantenere e custodire la fede, favorendo la partecipazione alle celebrazioni religiose, aiutandoli nella ricerca di lavoro, inserendo i bambini nella scuola e soprattutto vivendo e testimoniando la solidarietà e la fraternità universale.

Da Roraima alla città di San Paolo, nella casa Madre Assunta, si vuole aiutare a superare la logica dell’emergenza: crediamo di essere così una scintilla dell’amore provvidenziale di Dio, per questi migranti che la provvidenza ci dona oggi per servire e amare, per vivere concretamente il passo del Vangelo: “Venite benedetti del Padre mio (…), perché ero straniero e mi avete accolto a casa vostra” (Mt 25,35).

“Essere per il migrante il sorriso della patria distante” (Beato G. B. Scalabrini), questo è il nostro impegno giorno per giorno!

 

da: Sr. Leocadia Mezzomo, mscs
Postulatrice della Causa di Canonizzazione di Madre Assunta Marchett

Scalabriniane aprono servizio itinerante tra Messico e Usa

Proprio in concomitanza con la Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, la Congregazione delle suore missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane ha fatto partire una nuova iniziativa della sua attività apostolica: il suo Servizio itinerante (istituito con la recente riorganizzazione congregazionale) si sposta al confine tra Messico e Stati Uniti d’America. L’obiettivo è andare a partecipare alla gestione delle emergenze migratorie lì dove si sviluppano, con la solidarietà, la preghiera e l’accompagnamento delle carovane. Saranno tre le sorelle che parteciperanno: una con un trascorso da formatrice, una con un passato tra i migranti di Chicago e una con esperienze vissute tra i migranti dell’America Latina.

“Sono tre suore che hanno avuto un’esperienza speciale e che ora svolgeranno la loro mission e in un luogo di frontiera particolarmente caldo per la migrazione – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane – Il nostro impegno è principalmente volto a donne e minori migranti, le fasce più deboli che risentono di maggiori problemi quando si trovano costrette a trasferirsi da un luogo all’altro”.

In migliaia sono i migranti che stanno raggiungendo gli Stati Uniti da tutta l’America Latina, soprattutto a causa della crisi venezuelana, e derivati dalla marcia della Carovana che ha coinvolto il popolo di Honduras, El Salvador, Guatemala, Nicaragua.

“Ci sono tanti luoghi nel mondo da cui le donne sono costrette a fuggire per continue discriminazioni – aggiunge suor Neusa – Sono ancora troppi questi luoghi e sono ancora troppe le donne che soffrono. Il nostro impegno è soprattutto legato a loro, perché sono una parte fondamentale della crescita di una comunità. E noi vogliamo seguire l’esempio di madre Assunta Marchetti, nostra confondatrice, che si rimboccò le maniche per assistere i migranti in Sud America. Noi ci sentiamo donne consacrate pronte ad assistere donne in cerca di un sorriso e di un futuro di speranza”. Il servizio itinerante è una sorta di “pronto soccorso di assistenza” realizzato dalla Congregazione delle suore missionarie scalabriniane che si sposta in relazione alle diverse emergenze migratorie che avvengono nel mondo. Questa volta si apre un fronte al confine tra Usa e Messico: nella sua prima parte, per tre mesi, è a Tijuana e Ciudad Juarez grazie alla collaborazione con la Caritas messicana. A seguire, invece, per altri tre mesi, sarà a Tapachula.

Il cammino pedagogico del discernimento, costrunedo l’itinerario di animazione vocazionale

Il corso congregazione delle formatrici, che è iniziato il 1º febbraio, ha riunito 30 formatrici di tutte le tappe della formazione, rappresentanti le tre province Nostra Signora di Fatima, San Giuseppe, Maria Madre dei migranti e la delegazione Asia.

La prima tappa si è svolta ad Aparecida, San Paolo. La seconda parte ha continuato a Jundiaí a partire dal 5 febbraio, giorno di ascolto una dell’altra, della realtà di ogni provincia, traducendo in parole le esperienze vissute dalle formatrici nelle tappe formative. E’ stato un giorno intenso di gesti ed espressioni condivise che hanno espresso la ricchezza della missione di formatrici, culminando il giorno seguente com lo studio della Traditio Sacalabriniana, tema svolto da Sr. Etra Modica, animatrice generale della formazione.

Giorno 7 le formatrici sono state invitate ad andare in pellegrinaggio alle fonti della Congregazione. Vicine ai resti mortali del venerabile p. Giuseppe Marchetti e nella sua opera, l’orfanotrofio Cristofoo Colombo, abbiamo celebrato l’Eucarestia e vissuto un incontro fraterno con i nostri confratelli scalabriniani e con le consorelle che condividono la missione. Abbiamo visistato gli spazi che ancora oggi accolgano bambini in difficoltà, del quartiere Ipiranga.

In seguito abbiamo visitato il Memoriale della beata Assunta Marchetti, nella Vila Prudente, luogo dove Madre Assunta ha donato la sua vita a favore degli orfani. Siamo state accolte da Leocadia Mezzomo, postulatrice della causa di canonizzazione, dalle suore che coordinano il progetto e dall’affetto vibrante dei 125 bambini che frequentano l’orfanotrofio. Abbiamo condiviso la mistica che ancora oggi perpassa la vita e la missione scalabriniana.  Dopo il pellegrinaggio abbiamo conosciuto la Missione Scalabriniana nel quartire del Pari. Le suore hanno presentato un dimostrativo del progetto, raccontando l’azione insieme ai tanti migranti, che per diverse necessità fanno del progetto uno spazio di vita e di incontro, persone bisognose di un ambiente favorevole, anche per cercare lavoro nella grande metropoli. L’incontro con vari migranti, bambini, giovani, uomini e donne ci ha fatto toccare la fragilità di chi arriva e nello stesso tempo la grandiosità della missione.

Segnaliamo anche la gioia di visitare le fonti congregazionali con la presenza di Sr. Maria Lélis da Silva, Superiora Provinciale della provincia Maria Mãe dos Migrantes, che dalla celebrazione eucaristica fino al viaggio di ritorno a Jundiaì è stata presnete in modo fraterno e attento.

Nei giorni 8 e 9, con fratel Márcio Henrique da Costa, marista, coordinatore dell’animazione vocazionale nell’istituto a cui appartiene, è stato trattato il tema il cammino pedagogico del discernimento, costrunedo l’itinerario di animazione vocazionale, con la collaborazione effettiva ed affettiva delle partecipanti, in forma precisa e oggettiva, a partire dalla realtà dei giovani.

Il giorno 10, Holambra, città dei fiori, ha visto le formatrici nell’incontro con la migrazione olandese in Brasile; è stato un giorno di sguardo alla storia passata e presente, oltre che avere avuto la possibilità di contemplare la natura e la cultura tipica olandese, che ancora oggi vede gli abitanti di questo paese identificarsi con la terra di origine. E’ stato un giorno di riposo necessario, nella convivenza fraterna, con aromi e colori che hanno coronato i giorni precendenti e ci ha messo in carreggiata, in direzione alla sintesi del VII incontro congregacional delle formatrici.

Nelle date seguenti il gruppo è stato inviato a dedicare un tempo di preghiera, a riprendere il cammino realizzato attraverso l’icona biblica di Salomone, che vuol dire “pace”, uomo saggio e uomo delle alleanze. Animate dalla condivsione e dal racconto di esperienze personali, gli ultimi giorni sono stati dedicati all’elaborazione della sintesi delle ricchezze, focalizzando la priorità dell’animazione vocazionale  nelle proposte dell’eleborazione del piano congregazionale, considerazioni sull’itinerario vocazionale e il piano del settore scalabriniano gioventù e vocazioni, seguendo poi con l’elaborazione di orizzonti referenti al documento finale e uno sguardo attento agli elementi formativi di ogni tappa, in vista della Ratio formationis.

Siamo immensamente grate per l’accoglienza gioiosa e fraterna delle suore della comunità del centro vocazionale San Carlo, Aparecida, San Paolo, uun grazie a sr. Erivalda de Lima Miranda, amministratrice del San Carlo Eventos e Hospedagem che, con affetto e dedizione, insieme alla sua equipe hanno favorito la permanenza del gruppo.

Siamo grate per tutte le suore e formande che attraverso messaggi, giunti per i diversi mezzi di comunicazione, hanno partecipato alle nostre inquietudini, riflessioni e risultati.
Con la celebrazione di invio, l’approvazione del documento e la valutazione si è concluso il VIIº Corso Congregazionale delle formatrici, con l’impegno di fidarsi della promessa e della benedizione di Dio che ci precede e ci indica il cammino.  Deo gratias!

“Migrazione venezuelana, appello alla solidarietà”

Si chiama “Migrazione venezuelana, appello alla solidarietà”, ed è il progetto avviato dalle Suore missionarie scalabriniane in Brasile per cercare di aiutare i tanti venezuelani che stanno fuggendo dal loro Paese. Le sorelle (che sin dalla loro fondazione si occupano di assistenza ai migranti) lo hanno promosso anche grazie al Servizio Itinerante Scalabriniane, una nuova iniziativa da loro stesse realizzata che consiste in un team di sorelle che a secondo dove vi sono situazioni di emergenza di migranti e rifugiati, marcano presenze o sono insufficienti, per esempio il servizio di accoglienza iniziato in Messico.

A Boa Vista, nel nord del Brasile, le suore li stanno accogliendo come prima facevano per i migranti haitiani. A loro viene offerto non solo un tetto, ma anche consulenza legale, insegnamento della lingua locale e, soprattutto, un servizio di orientamento al mondo del lavoro e uno spazio per la parte spirituale. Nella città, capitale dello Stato di Roraima, sono soprattutto le famiglie che grazie alla rete delle Suore Missionarie Scalabriniane, su voli di linea organizzati dal governo brasiliano. sono trasferiti nella Casa Madre Assunta di Vila Prudente, a San Paolo del Brasile, già orfanotrofio per i figli dei migranti italiani, dove viene ospitato un gruppo di 6 famiglie venezuelane e circa altre 30 persone arriveranno per la fine di questo mese di febbraio.

“Grazie anche alla collaborazione con le suore presenti in Brasile, – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale – abbiamo avviato anche un tam tam per cercare luoghi temporanei di rifugio, da 3 a 6 mesi. Abbiamo promosso un’azione con le nostre suore per coinvolgere altre Congregazioni, istituzioni, parrocchie o famiglie. Vogliamo creare un progetto quantomai aperto, consapevoli che lo spazio che metteremo a disposizione non sarà sufficiente e non sarà in grado di soddisfare le esigenze di tante persone che cercano riparo temporaneo. Chiediamo quindi il coinvolgimento di tutti per offrire rifugio ai migranti per un certo periodo, tra i 3 e i 6 mesi. La situazione venezuelana è molto critica e il cammino di solidarietà che coinvolge il Brasile è per noi una sfida da seguire”. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito: www.caminhosdesolidariedade.org.br.

Il Servizio Itinerante delle Suore Scalabriniane è una delle novità della riorganizzazione che ha coinvolto la Congregazione. Ha come obiettivo quello di implementare una nuova forma delle attività missionarie insieme ai migranti e ai rifugiati in situazioni di emergenza. Questo Servizio vuole essere una presenza temporanea per rispondere evangelicamente agli appelli che provengono dalle varie situazioni di vulnerabilità in si trovano i migranti e i rifugiati, per tentare di attenuare la sofferenza umana, difendere i loro diritti (senza discriminazione), mantenere la fede e proteggere la vita.

Il lavoro è rivolto prioritariamente a situazioni di vulnerabilità, specialmente per donne e bambini, perché sia rispettata la loro dignità, ci sia una risposta alle necessità di base, all’accesso ad opportunità di loro sviluppo e sia loro favorito l’accompagnamento umano spirituale, affinché possano avere prospettive di vita per un futuro migliore.

Dietro la tratta di esseri umani si nascondono mafia e violenza: l’impegno delle religiose

“La migrazione è un elemento positivo della vita umana, perché permette di garantire occasioni e dialogo. Ma oggi dietro c’è un elemento negativo, mostruoso, che è quello della tratta degli esseri umani. Qui si nascondono la mafia internazionale, la violenza, lo sfruttamento, le nuove forme di schiavitù”. Lo afferma suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie scalabriniane, in occasione della Giornata mondiale di preghiera contro la tratta degli esseri umani che si celebra oggi, 8 febbraio.

suor Neusa sottolinea: “La preghiera a cui è chiamata la Chiesa va in questa direzione, ed è importante che tutte le comunità possano essere coinvolte: Insieme contro la tratta di persone. La giornata di preghiera che le religiose innalzano al Dio della misericordia è prima di tutto perchè si spezzino le catene della prigionia delle vittime di tratta ed essere guarite nelle loro ferite; questa giornata esprime anche la solidarietà con le vittime. La chiamata di Papa Francesco è il segnale di come tutti dobbiamo essere fortemente impegnati, a livelli diversi, contro queste nuove forme di schiavitù”.

La Chiesa, e in particolare le religiose, sono da tempo impegnate a combattere questo flagello. Quest’anno Talitha Kum, la rete internazionale di religiose e religiosi creata nel 2009 dall’UISG (Unione Internazionale Superiore Generali) celebra i 10 anni di attività nel contrasto alla tratta delle persone nei cinque continenti, come ha ricordato suor Gabriella Bottani, S.M.C., Coordinatrice internazionale di Talitha Kum.

 

Brasile, laici scalabriniani in azione per sostenere istruzione minori venezuelani migranti

I laici scalabriniani e la Pastorale del Migrante stanno accompagnando in questi giorni i rifugiati venezuelani nel municipio di Ji-Paranà, nello Stato di Roraima, in Brasile. Durante il mese di gennaio e l’inizio di febbraio la Laica scalabriniana Matilde Ramilho si è mobilitata per garantire ai bambini rifugiati i posti nelle scuole municipali e statali. Molti sono stati i gesti di solidarietà dimostrati nei riguardi dei più piccoli, anche nella donazione di materiale per l’istruzione.

Credere nella promessa e nella benedizione di Dio

PRIMA COMUNICAZIONE DEL VII CORSO
CONGREGAZIONALE DELLE FORMATRICI

Dal 1 al 15 febbraio 2019, nel San Carlo Eventos e Hospedagem, Jundiaí, San Paolo, si sta relaizzando il VII incontro delle formatrici della Congregazione. L’obiettivo di questo incontro è: “Credere nella promessa e nella benedizione di Dio che ci precede per indicare il cammino”.
L’incontro è di responsabilità della superiora generale e consiglio ed è coordinat da sr. Etra Modica, animatrice generale della formazione.

Le 30 formatrici, provenienti da vari paesi, hanno inziato il corso con una celebrazione iniziale nella cappella e, dopo l’apertura, le informazioni e l’integrazione delle partecipanti, siamo state invitate a partire per Aparecida, in pellegrinaggio al Santuario dedicato a Nostra Signora Aparecida, così da intensificare la spiritualità marinaa, celebrare il giorno della vita consacrata, così pure conoscere la storia e gli elementi dell’arte espressa nei pannelli, nei mosaici e nei disegni che compongono il complesso religioso del santuario.

I giorni 2 e 3 di febbraio, nell’auditorio del centro vocazionale San carlo ad Aparecida, è stato approfondito il tema le chiavi pedagogiche per un accompagnamento personalizzato nella formazione iniziato, il cui relatore è stato il professore Carlos Eduardo Cardozo, esperto nell’area dell’educazione e sopratutto nei temi relativi alla gioventù, alla cultura giovanile, al protagonismo e progetti educativi; il relatore ha poi concluso, domenica mattina, toccando il tema dell’identità e del profilo della formatrice per giovani chiamati alla vita religiosa consacrata, la quale è chiamata a puntare, in modo processuale, graduale e integrale a una formazione umanizzante.

Domenica pomeriggio abbiamo condiviso con le novizie e con le suore del noviziato, in Potim, un momento di incontro fraterno, abbiamo conosciuto lo spazio fisico della casa di formazione ed abbiamo poi concluso la domenica, con la celebrazione eucaristica nel santuario.

Il 4 febbraio abbiamo iniziato la giornata con la celebrazione eucaristica e la rinnovazione dei voti di sr. Vitorinha Bernardino Alburquerque nella cappella del centro vocazionale San Carlo. Si è conclusa la mattina tracciando elementi che costituiscono linee generali della formazione. Subito dopo il gruppo delle formatrici abbiamo fatto ritorno a Jundiaí, per dare continuità alla prgrammazione stabilita, che si estenderà fino al 15 febbraio prossimo.

Ringraziamo per l’unità espressa dalle Suore e dalle formade della Congregazione, per il buon esito di questo corso. Supplichiamo la Trinità santissima che continui a darci luci per continuare ad approfondire, pregare e condividere nuove prospettive per la formazione iniziale e permanente.

 

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Dialogo interreligioso, Grande imam Al-Azhar: Cristiani parte nazione, non minoranze

“Siete parte di questa nazione, non siete minoranze”. E’ quanto ha detto alle comunità cristiane il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed Al Tayyib, in un discorso tenuto alla cerimonia dell’Incontro interreligioso sulla Fratellanza umana ad Abu Dhabi. Si tratta del capo del più rilevante centro teologico dell’islam sunnita. “La religione non deve mai essere usata per giustificare la violenza”, ha proseguito.

Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione Contro la Tratta di Persone

“La migrazione è un elemento positivo della vita umana, perché permette di garantire occasioni e dialogo. Ma oggi dietro c’è un elemento negativo, mostruoso, che è quello della tratta degli esseri umani. Qui si nasconde la mafia internazionale, la violenza, lo sfruttamento, le nuove forme di schiavitù”. A dichiararlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie scalabriniane, in occasione della Giornata mondiale di preghiera contro la tratta degli esseri umani dell’8 febbraio.

“La preghiera a cui è chiamata la Chiesa va in questa direzione, ed è importante che tutte le comunità possano essere coinvolte: Insieme contro la tratta di persone – ha aggiunto suor Neusa – La giornata di preghiera che le religiose innalzano al Dio della misericordia è prima di tutto perchè si spezzino le catene della prigionia delle vittime di tratta ed essere guarite nelle loro ferite; questa giornata esprime anche la solidarietà con le vittime. La chiamata di Papa Francesco è il segnale di come tutti dobbiamo essere fortemente impegnati, a livelli diversi, contro queste nuove forme di schiavitù. La mafia è quel mostro nascosto che si chiama in modo diverso in ogni Paese del mondo. Genera violenza e impoverisce come un cancro intere comunità. Sfrutta la povertà per rendere più poveri i territori”.

 

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La Superiora Generale ha confermato dei Nuovi Governi Provinciali

La Superiora Generale, Sr. Neusa de Fátima Mariano, secondo Le Ordinazioni n. 97, lettera l ha confermato l’elezione delle Superiore Provinciali e Consigliere delle Province.

Ringraziamo le Suore che hanno assunto questo servizio ed esprimiamo loro la nostra profonda unità e comunione di preghiere; l’augurio è che attraverso il ministero dell’autorità, che è servizio nella carità, possano coinvolgere le Suore nella partecipazione e nella corresponsabilità, salvaguardando la comunione con Cristo e l’efficacia della finalità propria della Congregazione.

 

PROVÍNCIA MARIA MÃE DOS MIGRANTES
Sr. Maria Lélis da Silva – Superiora Provinciale
Sr. Alda Monica Malvessi, mscs – Prima Consigliere Provinciale
Sr. Ana Conceição Sales, mscs – Consigliere Provinciale
Sr. Analita Candaten, mscs – Consigliere Provinciale
Sr. Jucelia Dall Bello, mscs – Consigliere Provinciale
Sr. Lucilene Carolina de França, mscs – Consigliere Provinciale
Sr. Vicentina Roque dos Santos, mscs – Consigliere Provinciale

 

PROVINCIA SAN GIUSEPPE
Sr. Milva Caro – Superiora Provinciale
Sr. Maria Otilia Vicente Morgado – Prima Consigliere Provinciale
Sr. Janete Maria Santos Ribeiro. – Consigliere Provinciale
Sr. Fátima Salvagni – Consigliere Provinciale
Sr. Rosa Rossi – Consigliere Provinciale

 

PROVINCIA OUR LADY OF FATIMA
Sr. Luiza Dal Moro – Superiora Provinciale
Sr. Maria Manuela Cabral Amaral – Prima Consigliere Provinciale
Sr. Vitalina Pietrobiasi – Consigliere Provinciale
Sr. Ligia Ruiz Gamba – Consigliere Provinciale
Sr. Maria Arlina Arrelano Barral – Consigliere Provinciale