Auguri alle nuove sorelle delegate per l’Asia

L’Asia è per noi al centro di un grande sviluppo. Facciamo i nostri più grandi auguri a suor Elizabeth, superiora delegata per l’Asia e a suor Teresa e suor Roshelle, consigliere delegate, perché siamo convinte che faranno del loro meglio. E’ un continente dai grandi cambiamenti, che ha avuto enormi ripercussioni sociali in questi ultimi anni. Siamo certe che le tre consorelle lavoreranno al meglio a sostegno dei migranti seguendo lo spirito, il pensiero e l’anima del nostro Fondatore Giovanni Battista Scalabrini e i nostri cofondatori Giuseppe e Assunta Marchetti.

Scalabriniane: Oggi la festa di Scalabrini, Apostolo dei migranti. Accogliere gli appelli del Papa

Oggi, primo giugno, è la festa del Beato Giovanni Battista Scalabrini, già vescovo di Piacenza e fondatore delle Suore Missionarie e dei Missionari Scalabriniani, nonchè ispiratore dell’Istituto delle Missionarie Secolari Scalabriniane. Quest’anno la celebrazione riveste una caratteristica tutta particolare perché ricorre il 125esimo della Fondazione delle Suore Missionarie Scalabriniane. Un giubileo congregazionale che ricade in un momento storico importante: la pandemia di Covid, le questioni legate alle migrazioni, una nuova riflessione sul ruolo dell’umanità ancora flagellata da guerre e conflitti che spingono le persone a migrare. «Scalabrini ha camminato umilmente, con uno sguardo lungimirante, lasciandosi interpellare e interrogare dall’umanità migrante perché era convinto che Dio agisce nella storia con loro e attraverso loro – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane – Anche oggi, grazie a questo modello di Scalabrini, noi suore siamo chiamate nuovamente a far fiorire la creatività scalabriniana, insieme ai migranti e ai rifugiati. Scalabrini ci ispira su come continuare a servire i migranti, facendoci tutto a tutti». Il fondatore Scalabrini è definito non a caso “Apostolo dei migranti”, proprio per il suo impegno a sostegno di chi partiva per le Americhe per cercare fortuna dall’Italia, tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Per suor Neusa, «è sempre più necessario accogliere con rinnovato ardore l’appello di Papa Francesco espresso nel suo messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato di quest’anno, quando disse ‘a tutti gli uomini e donne del mondo chiedo di camminare sempre più uniti verso un noi sempre più grande, per ricomporre la famiglia umana, affinché costruiamo insieme il nostro futuro di giustizia e di pace, dalla cui cura nessuno deve essere escluso’, per questo la nostra missione resta quella di essere anelli di una vita religiosa interconnessa”.

Festa del Beato Scalabrini, il messaggio della Superiora Generale

Il messaggio di suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora Generale, per la Festa del Beato Giovanni Battista Scalabrini.

Prot. 270 – Italiano – Messaggio Festa Scalabrini 2021

L’esperienza missionaria scalabriniana a Neuchâtel

Essere donne e migranti : è questa l’esperienza che le Suore Missionarie Scalabriniane di Neuchâtel, in Svizzera, hanno presentato durante i «Femmes-Tisches», le tavole rotonde di discussione organizzate dalle donne e offerte in diverse lingue. Si tratta di eventi di confronto plurilingue che hanno visto la partecipazione diretta delle Scalabriniane. La comunità svizzera composta da tre suore : Suor Manuela, Suor Patrizia (che ha raggiunto la comunità da metà febbraio) e Suor Thérèse. Suor Manuela lavora nella pastorale con la comunità portoghese. Suor Patrizia, dopo i primi voti, ha raggiunto la comunità continuando la sua formazione alla vita consacrata scalabriniana. Suor Thérèse, invece, lavora nel campo dei richiedenti asilo in Svizzera, nel centro federale di Perreux e nella pastorale in parrocchia Suor Patrizia e Suor Thérèse sono state invitate per dare una testimonianza ai ragazzi del campo vocazionale promosso dal servizio della pastorale giovanile della diocesi di Losanna, Friburgo e Ginevra.

«Lo scopo era di fare scoprire a questi ragazzi la vita religiosa missionaria, eravamo due suore proprio come i due discepoli di Emmaus – spiega Suor Thérèse – Abbiamo introdotto la presentazione con il canto in francese: ‘ Il tuo amore mi conosce, nessun pensiero ti è nascosto. Mai tu dormi, non posso vivere senza il tuo amore’. Essere in due e fare una presentazione in lingua francese e italiana, rispecchia già il nostro essere Scalabriniana, e la ricchezza nella nostra diversità, questa è stata anche una delle domande che i ragazzi ci hanno posto. Dio mi ha chiamata fin da bambina, il mio contatto con Lui è iniziato con il catechismo, la scoperta della vocazione scalabriniana è nata nella mia esperienza di essere ‘migrante con i migranti’, ma ci è voluto del tempo per integrare questo processo. ‘Siate misericordiosi come il Padre vostro è Misericordioso, la via per rispondere a questo progetto era di accettare di consacrare tutta la mia vita a Dio per il servizio ai migranti e rifugiati’». Per Suor Patrizia la vocazione scalabriniana è nata nella consapevolezza di essere figlia dell’emigrazione: ‘Seguimi’ un seguire che è durato del tempo per abbandonare il tutto e seguire il Signore».

Nel servizio nel centro federale di Perreux, dove si trova il campo dei richiedenti asilo, le suore sono integrate in un equipe di cinque collaboratori. Domenica 18 aprile, tra l’altro, è stato celebrato il battesimo di un bambino profugo di origine angolana. Giorno 25 marzo la comunità ha avuto un altro appuntamento importante: Sr.Therese ha partecipato aa una diretta su Radio Maria a Losanna per parlare della vocazione alla vita consacrata religiosa, per conoscere la Congregazione Scalabriniana e il suo anno giubilare dei 125 anni.

Migranti, Scalabriniane: la vergogna umanitaria nel Mediterraneo impone una risposta dagli Stati

“La vergogna umanitaria dei nuovi migranti morti nel Mediterraneo pone gli Stati nazionali davanti alla loro stessa responsabilità di dover rispondere al loro grido d’aiuto. Non possiamo voltarci pensando che l’unica emergenza di oggi sia la pandemia Covid. La crisi sociale, economica, le violenze, continuano a esserci quotidianamente in ogni angolo del pianeta. Assistere, quasi indifferenti, ad un ulteriore naufragio nel Mediterraneo, in un mondo che dovrebbe essere più solidale perché impegnato nella stessa battaglia della pandemia, vuol dire aver perso sul fronte della globalizzazione dei valori dell’identità dell’Europa, continente dove molti hanno sempre trovato spazio per realizzarsi come persone”. A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane, alla luce dell’intervento di Papa Francesco durante il Regina Coeli dello scorso 25 aprile.

“La strategia per una politica che possa prevenire altre ecatombe, Papa Francesco la ha lanciata da anni ed è fin troppo chiara: accogliere, proteggere, promuovere, integrare – aggiunge suor Neusa – Ci uniamo alla voce accorata del Papa: potenziare i corridoi umanitari, valorizzare le reti di cooperazione internazionale, spingere a rafforzare le intese con chi per vocazione e carisma, sostiene in modo aperto e gratuito le politiche migratorie. E un pensiero va a Nadia De Munari, la missionaria laica uccisa brutalmente a colpi di machete in Perù. Offriamo la nostra preghiera perché si fermi questo clima d’odio che si somma alle tragedie del Mediterraneo. Non lasciamo affondare con gli ultimi 130 morti ogni appello”.

Auguri di buona Pasqua

Un caro augurio di buona Pasqua. “Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro”.

Giornata internazionale della donna, Scalabriniane: Covid non faccia chiudere sulle violenze e sugli abusi

“Il Covid non può far chiudere gli occhi davanti a una crisi economica e sociale senza precedenti e a un traffico di esseri umani che continua a contraddistinguere i Paesi più poveri del mondo. Più di una donna migrante su due è vittima di abusi psicologici e fisici, quasi quattro su dieci sono state colpite da torture. Sono questi numeri che devono far capire come l’aiuto alle donne che si trovano in situazioni che le rendono vulnerabili, in Italia, come nel resto del mondo, sia una delle priorità da seguire. Anche durante questo periodo di pandemia”. A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie Scalabriniane, congregazione che sin dalla loro fondazione si occupa di assistenza ai migranti, nell’occasione della Giornata internazionale della donna che si celebra oggi, 8 marzo. I dati si basano su uno studio della Fondazione Ismu/L’albero della vita su valori del 2019. “Questi numeri testimoniano che nell’agenda dei decisori politici non può esserci solo la gestione dell’emergenza coronavirus, pur se prioritaria e importante – ha aggiunto – Le donne hanno un ruolo fondamentale nella famiglia, nello sviluppo dei figli, della voglia di riscatto e crescita che deve contraddistinguere questo momento storico. Grazie alle intenzioni del Santo Padre abbiamo creato case di accoglienza ‘a tempo’, come quelle aperte a Roma del progetto ‘Chaire Gynai’, dove diamo modo a persone in condizioni di fragilità e semi-autonome di potersi integrare e vivere una nuova vita tutta a colori. Se da una parte la rete sociale vuole accogliere, integrare, proteggere e promuovere, dall’altra è opportuno che gli Stati di tutto il mondo decidano una linea chiara nella lotta contro la tratta, il traffico e la violenza contro le donne. Proteggerle vuol dire proteggere la vita, sempre, perchè un mondo senza le donne sarebbe sterile, perchè loro sanno guardare ogni cosa con occhi materni che vedono oltre e sono capaci di fare nascere la solidarietà e la fraternità universale dal di dentro dello stesso dramma dell’emigrazione, in vista di cieli nuovi e una terra nuova! Grazie a tutte le donne che si dedicano per difendere la vita e la dignità della condizione femminile, rese vulnerabili dallo sfruttamento e dall’ingiustizia”.

“Al cuore della missione: quando l’arte incontra le fede”: gli artisti raccontano la loro esperienza 

C’è feeling tra arte e missione? Si può comunicare la fede attraverso l’arte? Questo è l’interrogativo che si pongono le suore missionarie Scalabriniane che hanno partecipato a una iniziativa del giornale missionario online “Terra e Missione”, il prossimo 18 febbraio. Si tratta di un evento che si terrà nel corso della puntata della rubrica live “Al cuore della missione”, che sarà trasmessa in diretta streaming alle ore 19, sulla pagina Facebook Terra e Missione. Tra i protagonisti: Massimiliano Bertuzzi, scultore appassionato alla forgiatura del ferro, e Alessandro Rametta, scultore e maestro del metallo, che per le suore missionarie Scalabriniane hanno realizzato nel 2020 l’opera d’arte di un candelabro che rappresenta il mondo, ora esposta nel Duomo di Piacenza; Fabrizio Coniglio, attore e regista, noto al grande pubblico per la recente partecipazione alla fiction “L’allieva”, che ha preparato uno spettacolo teatrale insieme alle missionarie Scalabriniane; Miho Imazato, cantante lirica giapponese, che per la congregazione ha animato il coro “Le Valigie musicali”. Una puntata dunque interamente dedicata all’arte che, nelle sue diverse forme, da sempre ha manifestato la sua continua capacità di espandere le menti e i cuori degli artisti ma anche dei suoi fruitori e contemplatori, portandoli con cammini diversi al senso più profondo della vita, che trova il suo compimento in Dio. In questo modo si rivela la grande missione dell’arte: toccare i cuori, rivelare l’infinito, ispirare le persone, ridare loro dignità affinché possano svolgere al meglio la loro missione. Per porre delle domande agli artisti è scrivere a redazione@terraemissione.it, inviare un messaggio Whatsapp al numero 347.030 0998 oppure farlo in tempo reale, scrivendo tra i commenti durante la diretta streaming del 18 febbraio. “Ringraziamo Terra e Missione per aver voluto dare questa insolita chiave di lettura della nostra opera missionaria – spiega suor Milva Caro, superiora della Provincia San Giuseppe delle suore scalabriniane – L’arte è un modo per avvicinarsi a Cristo e alla spiritualità e rafforza il nostro carisma di suore ‘con la valigia’, perché con un messaggio artistico, con una musica, con una scultura, con un dipinto, con il teatro, è possibile creare un messaggio universale capace di coinvolgere tutti. E’ un messaggio senza frontiere”.

Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta di persone 2021 – Leggi la preghiera e il messaggio

La Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta di persone 2021 accende i riflettori su una delle principali cause della tratta di persone: il modello economico dominante, i cui limiti e contraddizioni sono acuiti dalla pandemia COVID-19.

La tratta di persone è parte integrante di “questa economia”: le persone vittime della tratta come “merci” sono inserite negli ingranaggi di una globalizzazione governata dalla speculazione finanziaria e dalla concorrenza “sottocosto”. Serve quindi una visione “strutturale e globale” della tratta per scardinare tutti quei meccanismi perversi che alimentano l’offerta e la domanda di “persone da sfruttare”, perché è il cuore dell’intera economia ad essere malato.

Un aforisma attribuito ad Oscar Wilde afferma che il cinico è colui che conosce il prezzo di tutto e il valore di niente, ebbene questa economia sembra dominata dal cinismo: con riferimento a merci, servizi e persone, non solo il mercato fa il prezzo, ma cosa ancora più
drammatica è il prezzo che ne determina il valore. Di questa logica è vittima la stessa impresa che dai mercati finanziari è valutata sempre più dal prezzo delle azioni e non dal valore aggiunto creato dal suo capitale umano.

La tratta quindi è la punta di un iceberg, è lo specchio ingranditore di un malessere dovuto ad un neoliberismo imperante fondato su una (falsa) idea di libertà economica in cui ogni istanza etica, sociale e politica risulta estranea e di ostacolo.

Al contrario, un’economia senza tratta è un’economia che valorizza e ha cura dell’essere umano e della natura, che include e non sfrutta i più vulnerabili. Il questa prospettiva il Comitato Internazionale della Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta di persone partecipa a “The economy of Francesco”: il grande movimento di giovani economisti, imprenditori e changemakers di tutto il mondo chiamati da Papa Francesco a condividere idee e progettare iniziative per la promozione dello sviluppo umano integrale e sostenibile, nello spirito di Francesco.

Leggi la preghiera e il messaggio di suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale.

Messaggio di suor Neusa de Fatima Mariano per la Giornata della vita consacrata

Il messaggio di suor Neusa de Fatima Mariano per la Giornata della vita consacrata