La vita che integra – XIV Capitolo Generale

SI – MSCS Ventimiglia

Il Servizio Itinerante vuole essere un’icona visibile della fede delle suore Missionarie Scalabriniane, che esprime l’amore a Dio e la decisone professata pubblicamente di donare la propria vita nel servizio evangelico e missionario ai migranti e ai rifugiati. Con gioia possiamo dire che abbiamo una adesione significativa di suore che si sono iscritte, ben come tante altre  che sostengono questo Servizio, ciò mostra come la missionarietà è viva nel cuore delle suore e nella Congregazione.

Sia in Africa, come in Asia, in America o in Europa, il Servizio Itinerante sarà presente a nome di ciascuna suora della Congregazione delle Suore Missionarie Scalabriniane. Tanto quelle che sono presenti nelle diverse missioni come quelle, che nella preghiera offrono i propri dolori e sacrifici e stanchezze, tutte partecipano alla missione di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati che Dio ci ha affidati.

Il lavoro che la commissione ha realizzato fin’ora è senz’altro incompleto, poiché siamo ancora in una fase di costruzione. Ci anima  la convinzione che “strada facendo” il processo  contribuirà a migliorare e ad adattare il Servizio alle circostanze dei tempi e dei luoghi. Osiamo comunque iniziare,  partire, metterci in cammino come “Chiesa in uscita”, verso i migranti e i rifugiati.

Le suore hanno organizzato un servizio itinerante, nei prossimi tre mesi, al confine italia francese di Ventimiglia, per portare assistenza ai migranti e per contribuire ai progetti di sostegno organizzati della Diocesi.

Tre mesi a Ventimiglia, al confine tra Francia e Italia, a sostenere i migranti. E’ questa la nuova sfida che oggi ha portato lì il Servizio itinerante delle suore missionarie scalabriniane.

Migranti, le suore scalabriniane avviano il Servizio itinerante a Ventimiglia

Tre mesi a Ventimiglia, al confine tra Francia e Italia, a sostenere i migranti. E’ questa la nuova sfida che oggi ha portato lì il Servizio itinerante delle suore missionarie scalabriniane. Fino al prossimo 20 dicembre, infatti, un gruppo di tre sorelle (una italiana, una filippina e una brasiliana) interverranno sul posto a sostegno dei progetti di aiuto e sostegno della Chiesa. L’iniziativa è nata in collaborazione con le Diocesi di Ventimiglia-Sanremo e di Imperia, nella speciale coincidenza con la prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Il progetto rientra nell’ambito delle attività già messe in campo dalla Congregazione delle suore missionarie di San Carlo Borromeo (Scalabriniane), che sin dalla loro fondazione di fine Ottocento si occupano di assistenza ai migranti. Le sorelle, con il Servizio Itinerante, un gruppo di pronto intervento, intendono essere presenti nelle frontiere più ‘calde’ del mondo per fornire aiuto ai rifugiati o a chi, più in generale, si trova costretto a emigrare. “E’ una sfida accompagnare, farsi compagne di viaggio con chi si trova in difficoltà – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale – Ci rendiamo conto della grande quantità di frontiere che sono luoghi di emergenza per i migranti. Abbiamo scelto di realizzare questo nuovo progetto per aiutare i migranti che, dopo la traversata dell’Africa e del Mediterraneo, chiedono di andare in Francia. I confini sono sempre muri: vanno abbattuti perché la speranza di un mondo migliore non si può tradurre in un documento, in un bollo, in un certificato. La volontà di costruire la città di Dio e dell’uomo, come dice papa Francesco, si alimenta con ponti di dialogo, e con la speranza in un futuro più bello e sereno, che è un diritto universale dell’uomo”.

Migranti, Scalabriniane: Giornata mondiale quest’anno ha un peso maggiore in occasione del Sinodo Panamazzonico

“Il valore che ha oggi la Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati è speciale per il mondo intero. Il titolo della Giornata è ‘non si tratta solo di migranti’, ma questo evento avviene alla vigilia del Sinodo Panamazzonico, un momento in cui la Chiesa si raccoglie attorno a un’area del mondo così importante per il pianeta, per la sua biodiversità,  perché lì ora ci sono nuove frontiere che vedono passare i migranti. Ma allo stesso tempo, è un’area  resa fragile dagli egoismi e dagli interessi di quegli uomini che non riconoscono il creato come dono da custodire”. Lo dice in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle suore missionarie scalabriniane, congregazione che sin dalla sua fondazione si occupa proprio di assistenza ai migranti, in riferimento alla Giornata mondiale per i migranti e i rifugiati del prossimo 29 settembre. “Il nostro pensiero e le nostre preghiere vanno a tutti i migranti del mondo, ma quest’anno in special modo a quelli delle carovane del centro America e a coloro che attraversano il confine tra Venezuela e Brasile. Oltre a loro, pensiamo alle persone che vivono nei diversi confini tra Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, dove in modo naturale vivono legami di solidarietà, di fraternità e di interculturalità; vivono in quel polmone di verde che a noi piace pensare essere il polmone che può dare respiro per una nuova speranza. Invece di far abbattere gli alberi la politica dovrebbe distruggere i suoi stessi muri: ostacoli al dialogo e a una vita di pace e serenità”.

Le Scalabriniane avviano il Servizio itinerante a Ventimiglia

Le suore hanno organizzato un servizio itinerante, nei prossimi tre mesi, al confine italia francese di Ventimiglia, per portare assistenza ai migranti e per contribuire ai progetti di sostegno organizzati della Diocesi.

Tre mesi a Ventimiglia, al confine tra Francia e Italia, a sostenere i migranti. E’ questa la nuova sfida che oggi ha portato lì il Servizio itinerante delle suore missionarie scalabriniane.

Fino al prossimo 20 dicembre, infatti, un gruppo di tre sorelle (una italiana, una filippina e una brasiliana) interverranno sul posto a sostegno dei progetti di aiuto e sostegno della Chiesa. L’iniziativa è nata in collaborazione con le Diocesi di Ventimiglia-Sanremo e di Imperia, nella speciale coincidenza con la prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

Il progetto rientra nell’ambito delle attività già messe in campo dalla Congregazione delle suore missionarie di San Carlo Borromeo (Scalabriniane), che sin dalla loro fondazione di fine Ottocento si occupano di assistenza ai migranti. Le sorelle, con il Servizio Itinerante, un gruppo di pronto intervento, intendono essere presenti nelle frontiere più ‘calde’ del mondo per fornire aiuto ai rifugiati o a chi, più in generale, si trova costretto a emigrare.

“E’ una sfida accompagnare, farsi compagne di viaggio con chi si trova in difficoltà – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale –. Ci rendiamo conto della grande quantità di frontiere che sono luoghi di emergenza per i migranti. Abbiamo scelto di realizzare questo nuovo progetto per aiutare i migranti che, dopo la traversata dell’Africa e del Mediterraneo, chiedono di andare in Francia.

I confini sono sempre muri: vanno abbattuti perché la speranza di un mondo migliore non si può tradurre in un documento, in un bollo, in un certificato. La volontà di costruire la città di Dio e dell’uomo, come dice papa Francesco, si alimenta con ponti di dialogo, e con la speranza in un futuro più bello e sereno, che è un diritto universale dell’uomo”.

Capitolo generale, nuovo passo nel processo di preparazione

Dal 5 al 20 settembre 2019 presso la Casa generalizia di Roma, il Governo generale delle scalabriniane si è unito alla commissione preparatoria (composta da suor Giuliana Bosini, suor Elizangela Chavez Dias e suor Roschelle Isada), per condividere il processo di preparazione del XIV Capitolo Generale, con l’aiuto della moderatrice del Capitolo, Suor Michelin Tremblay.

Riconoscere di camminare insieme è la chiave che ci ha portato verso una nuova espressione di rivivere la storia della congregazione, ed è con il grande desiderio di camminare con Dio, come Suore al servizio dei migranti. Con vari momenti e giorni di riflessione, studio, discussione, metodi per la preparazione del XIV Capitolo Generale, la commissione ha prodotto una sintesi che è nata dai contributi ricevuti dalle comunità, dalle province e dalle delegazioni. Con maggiore ardore e impegno nel cammino verso il Capitolo, la commissione e il governo generale si dirigono verso la sinodalità congregazionale e “camminano umilmente con Dio”.

La grazia data era sia un dono sia una responsabilità. Come percorso di sinodalità, apre un nuovo orizzonte di speranza, bellezza e gioia nel viverlo di nuovo come frutto della riorganizzazione interna della congregazione. È stata un’esperienza di rinnovamento che ha chiamato ognuna a vivere come un nuovo incanto di dinamismo e di coerenza dell’ Evangelo insieme ai migranti e ai rifugiati.

La Famiglia Scalabriniana lancia un appello per “raccontare la migrazione”

Le direzioni generali dei tre Istituti della Famiglia Scalabriniana (composto dai padri, dalle suore e dalle laiche consacrate) si sono incontrate a Villabassa (Bolzano). L’obiettivo è stato quello di concentrare l’attenzione sulle necessità più impellenti nel settore delle migrazioni. “Stiamo vivendo un tempo in cui vecchi e nuovi conflitti sradicano migliaia di persone dalle loro case e dalla loro terra e li obbligano e cercare sicurezza altrove – dicono Padre Leonir Chiarello (superiore generale degli scalabriniani), Suor Neusa de Fatima Mariano (superiora generale delle scalabriniane) e Regina Widmann (responsabile generale delle secolari scalabriniane).

Un tempo in cui l’esasperata ricerca del proprio benessere acuisce le sperequazioni tra persone e tra popoli e costringe molti alla ricerca di opportunità in un altro Paese, dove l’accesso a queste opportunità è spesso negato; un tempo in cui per avere speranza bisogna comprarla in modo illegale e si finisce col comprare la probabilità del fallimento o della morte; un tempo in cui dominano le retoriche contro i migranti, facile strumento per ottenere consenso dando in cambio soluzioni incerte e a breve termine. Non sono frasi astratte. Pensiamo ai molti confini dove si consumano ogni giorno tante tragedie”.

Tre, sono gli orientamenti lanciati dalla Famiglia Scalabriniana. Narrare i fatti e la testimonianza perché “c’è molta ripetitività nel parlare di emigrazione. Ripetitività nello stigmatizzare i migranti come minaccia al benessere nazionale, alla sicurezza dei cittadini, al patrimonio culturale di una società”, narrare i migranti, perché “tacciono soprattutto i migranti, perché nessuno vuole sentire la loro voce. È nostro dovere creare occasioni perché i migranti raccontino e perché qualcuno ascolti, perché noi possiamo ascoltare” e ‘narrare a Dio’, perché “è possibile che proprio davanti a Dio ci si senta più lontani gli uni dagli altri, che ci si divida proprio in nome di Dio, che proprio davanti a Dio i migranti non ci accompagnino, ma dobbiamo creare occasioni per narrare insieme le nostre storie, che si intrecciano per diventare storia di salve.

Per sapere di piu clicka il Messaggio Famiglia 2019 IT

 

 

Sulla strada verso il XIV Capitolo Generale

La Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo terrà il suo Capitolo Generale dal tema

“Consacrate alla missione per migranti e rifugiati”

e con il logo:

“Camminando umilmente con il tuo Dio” (Mc 6: 8)

dal 22 ottobre al 17 novembre 2019 al Centro Internazionale di Spiritualità del Sacro Cuore di Gesù, Via Campi D’Annibale, 137, 00040-Rocca di Papa, Roma, Italia.

Un Capitolo Generale è un evento di grazia, un dono che Dio fa a tutti i membri della Congregazione e alla Chiesa; come tale deve essere accolto da tutte le Suore, sentendosi partecipi dalla sua preparazione fino alla realizzazione, accogliendo gli appelli del Signore, in questo momento attuale della nostra storia.
(Sr. Neusa de Fatima Mariano, MSCS, Lettera di Convocazione del XIV Capitolo Generale)

Noi prepariamo i nostri cuori e diamo il benvenuto con apertura a questo momento privilegiato, il grande Kairos del nostro Dio, con la consapevolezza di essere responsabili del carisma, in un atteggiamento di ascolto, discernimento e disponibilità alla volontà di Dio, del Padre e dei gesti dello Spirito Santo.

Accompagniamo il XIV Capitolo Generale mentre questo viene preparato e vissuto in tutte le nostre comunità, “con preghiere e celebrazioni eucaristiche, con le riflessioni e lo studio di sussidi propriamente dedicati, lasciandoci condurre dallo Spirito Santo, permettendo che Egli ci illumini, ci guidi e ci accompagni dove Lui vuole, affinché la volontà di Dio si realizzi.”

 

Rafforzare la gioia del dono di sé nella preghiera e nel servizio ai migrante

Corso congregazionale di formazione permanente
Manaus, 27 luglio – 9 agosto 2019

Siamo un gruppo di 16 Suore, provenienti dai differenti continenti e paesi, che operano in diverse realtà e culture, con l’obiettivo di “Rafforzare la gioia del dono di sé nella preghiera e nel servizio ai migrante, per fortificare l´identitá religiosa missionaria scalabriniana”.

Siamo grate a Dio e alla Congregazione per avere ricevuto l’opportunità di  questi giorni per approfondire, conoscere e riflettere su vari aspetti della nostra vita consacrata. I temi affrontati in questa prima tappa sono stati: “Umanizzazione della nostre relazioni e l’importanza della comunicazione non violenta, per conoscerci meglio e relazionarci in in modo equilibrato e armonico nelle nostre comunità e anche nella società. Inoltre abbiamo riflettuto su alcuni aspetti significativi dei nostri cofoondatori, il venerabile p. Giuseppe Marchetti e la beata Assunta Marchetti, mettendo in evidenza il loro spirito missionario, la loro donazione e la loro santità di vita, che oggi ci motivano a seguire e ad assumere con entusiasmo la nostra missione insieme ai migranti e ai rifugiati.

Siamo a Manaus, nel cuore dell’Amazzona, ospiti nella casa di ritiro Mornese delle Suore Salesiane. L’incontro si sta realizzando in un clima gradevole e di preghiera, di riflessione e di integrazione tra tutte. Il tour turistico culturale, fatto il primo giorno, ci ha permesso di vedere ed ammirare le bellezze naturali e culturali, di questo piccolo paradiso terrestre.

Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere, condividere e celebrare con Mons. José Albuquerque, vescovo ausiliare di  Manaus, con le suore, i padri e i laici missionari scalabriniani della comunità di Manaus, insieme alle Suore e alle formande Salesiane.

Un abbraccio fraterno
Sr. Fátima Pereira, mscs e Sr. Clarice Barp, mscs