Chaire Gynai ha compiuto un anno

Accogliere, proteggere, promuovere ed integrare: i 4 verbi della migrazione, lanciati da Papa Francesco, si fanno sintesi in Chaire Gynai – Benvenuta donna-, un progetto voluto dallo stesso Pontefice e abbracciato dalla Congregazione delle suore missionarie scalabriniane. Si tratta di un percorso di integrazione per donne migranti, rifugiate e per i loro piccoli che il 1 giugno, giorno in cui ricorre la festa liturgica del beato Giovanni Battista Scalabrini, ha compiuto un anno.

Chaire Gynai è un progetto realizzato con la collaborazione della Congregazione per gli Istituti di vita Consacrata e le Società di vita apostolica, l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma e grazie al sostegno dell’Istituto delle Suore missionarie del Sacro Cuore di Gesù – Cabriniane- che hanno messo a disposizione le loro strutture e tutto l’impegno necessario per la realizzazione.

“E’ un progetto di semiautonomia fondato sull’accoglienza, la protezione, la promozione e l’integrazione per percorsi di vita autonoma e di processi di cittadinanza e inclusione sociale, aiutandole a superare la paura con la speranza”, spiega suor Eleia Scariot, la scalabriniana coordinatrice del progetto. Nelle due case messe a disposizione per Chaire Gynai (una in via Pineta Sacchetti, in zona Gemelli, l’altra in via Michele Mercati, ai Parioli), sono passate quest’anno diverse migranti, alcune delle quali hanno già terminato il loro percorso di semi autonomia e hanno già lasciato le case. Loro ora lavorano e sono integrate nella città di Roma.

“Sentiamo i frutti di questo progetto e ne siamo contente – dice suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane – E’ un anno pieno di gratitudine per i volontari, le istituzioni e per tutte le congregazioni che hanno partecipato in un progetto che per noi era un sogno ma che è diventato realtà”. “E’ un privilegio portare avanti questo progetto, con una profonda azione di comunione”, commenta Suor Barbara Louise Staley, superiora delle suore missionarie del Sacro Cuore di Gesù.

Celebrazione della festa del Fondatore, il beato Giovanni Battista Scalabrini

Roma, 1° giugno 2019
Prot. n. 834/2019
Oggetto: Celebrazione della festa del Fondatore, il beato Giovanni Battista Scalabrini

Care Suore, formande, LMS e amici

La celebrazione della festa del Fondatore, il beato Giovanni Battista Scalabrini, quest’anno si riveste di un significato maggiore, ha un tono diverso perché siamo a ritmo della riorganizzazione interna della Congregazione, con la grazia di viverla anche alla luce del tema del prossimo XIV Capitolo Generale: “Cammina umilmente con il tuo Dio” (Mi 6, 8): tutto questo ci motiva a un cammino di rinnovamento interiore del nostro essere consacrato e allo stesso tempo ci dona una nuova forza spirituale, un nuovo coraggio e slancio missionario, la cui meta di questo cammino è scandita dall’azione dello Spirito Santo. Davanti a noi si aprono nuove frontiere, nuove realtà, altre culture, necessità diverse, periferie, nuove sfide per incarnare il carisma scalabriniano, in questo tempo di cambiamenti.

Nella misura in cui riflettiamo sulla visione che Scalabrini aveva dell’emigrazione e sull’attuale situazione del mondo, ci accorgeremo di quanto attuale fosse la sua pastoralità e anche di quanto fosse profonda la sua spiritualità e l’influsso sul contesto in cui egli spese la sua vita.

Una intensa vita di fede e di amore per Dio alimentava nel fondatore una spiritualità ecclesiale: egli credeva, sperava ed amava. L’eredità di Scalabrini è la missione con i migranti, un carisma per i tempi moderni e per questo, incoraggio a fare tesoro, nella nostra vita quotidiana, del dono della vocazione scalabriniana, alimentando le energie spirituali e attraverso un rinnovamento, proiettare la vita religiosa scalabriniana nel futuro, per amore dei fratelli e delle sorelle in mobilità.

Per noi, non è sufficiente conoscere alcune idee, o alcuni fatti della vita del beato Scalabrini, perché lui è molto di più di una pagina di storia o un modello per il suo tempo; egli ha camminato umilmente, facendo dell’umiltà uno stile di vita, lasciandosi interpellare, interrogare, provocare dall’umanità migrante, perché era persuaso che Dio agisce nella storia con loro e in loro.

La storia dei popoli è segnata dal fenomeno migrazioni e noi oggi, sulla scia del fondatore abbiamo l’opportunità, anche attraverso le azioni del Servizio Itinerante MSCS, che stiamo vivendo e operando in realtà diverse della Congregazione, di andare all’incontro dei migranti, potenzializzando l’itineranza nella vita della Suora Mscs, essendo presenza solidaria e profetica nel mondo della mobilità umana, aiutando così la società, la chiesa, le nostre stesse comunità religiose a ricollocare al centro la persona umana con la sua dignità unica, sentendoci inviate ad annunciare l’amore universale del Padre; camminare umilmente con il Signore, come ha vissuto il beato Scalabrini significa vivere il nostro pellegrinaggio terreno come “una costante emigrazione da noi stessi verso l’altro per condividere con lui il pane della nostra vita di battezzati e di consacrati, per lavare umilmente i piedi al viandante, per profumare l’ospite inatteso con nardo prezioso, per fermarci e guardare con occhi di amore i pellegrini feriti o offesi nella loro dignità, curandoli con la tenerezza e con la determinazione di Gesù, il buon samaritano”.

Care Suore, formande, Laici Missionari Scalabriniani sentiamoci incoraggiati ad assumere l’eredità del fondatore Giovanni Battista Scalabrini, con la stessa radicalità che è stata sua nel pensare, nel parlare e nell’agire a favore dei migranti. Anche oggi, grazie a un così grande fondatore, sentiamoci chiamate a far rifiorire la creatività scalabriniana lì, con i migranti e i rifugiati che non trovano risposte alle loro problematiche, alle loro ferite, e per la sua intercessione, possiamo accompagnarli sulle strade della ricerca di un migliore senso della vita, lì dove fede, cultura e vita si intrecciano.

Unita alle consigliere generali, alla segretaria generale auguro a tutti una gioiosa festa del fondatore, affinché possiamo viverla in comunione per mezzo della missione e della preghiera per tutti i migranti, veri portatori di nuovi tempi e “costruttori nascosti e provvidenziali della fraternità universale”.

Sr. Neusa de Fátima Mariano, mscs
Superiora Generale

Migranti: condividere esperienze e culture

Usare i mandala per condividere esperienze e culture. Questa è la piccola iniziativa promossa dalle Suore Missionarie Scalabriniane di Siracusa che nel Centro di accoglienza Mater Dei hanno organizzato questa iniziativa tutta legata all’inclusione. L’obiettivo è stato quello di avviare processi di dialogo e sostegno per i migranti, tanto che l’idea oggi è quello di fare, tutti insieme, un grande mandala con i colori della pace.

Piacenza, da domani parte Novena per Beato Scalabrini

Da domani nel Duomo di Piacenza partirà una novena per il Beato Giovanni Battista Scalabrini. L’iniziativa è promossa dalle Suore missionarie scalabriniane in preparazione della festa liturgica del padre dei migranti Beato Scalabriniane del prossimo primo giugno. L’appuntamento è alle 17.30 di tutti i giorni, fino al 31 maggio (escluso sabato 25), davanti alla sua urna.

Le suore invitano tutti, in particolare i piacentini​ e i migranti​, a recarsi all’urna​ del Duomo​. Chi si trova lontano da Piacenza può collegarsi a distanza, attraverso la webcam visibile al sito www.scalabriniane.org. La novena è possibile grazie alla collaborazione ​della Diocesi di Piacenza-Bobbio.

“E’ possibile inviare intenzioni di preghiera anche attraverso Facebook, sulla pagina ‘Scalabriniane Europa’​, che poi saranno lette durante la novena​ – ha sottolineato suor Milva Caro, superiora provinciale – Ringraziamo la ​D​iocesi per l’apertura di questo momento di preghiera, segno di comunione e di stima profonda per il suo illustre pastore che tanto ha amato la sua ​D​iocesi.

Crediamo come questo momento di raccoglimento, oggi, possa preparaci al meglio per la giornata in memoria del Beato Scalabrini, padre dei migranti”.

 

A Siracusa suore avviano corso di cucina

A Siracusa si fa integrazione andando a scuola…di cucina. Questa è l’idea venuta alla piccola comunità delle suore missionarie scalabriniane del capoluogo siciliano che hanno avviato un piccolo percorso di formazione sulla cucina italiana dedicato ad alcune donne. Nel dettaglio, si tratta di migranti di nazionalità nigeriana, ivoriana, keniota e somala. Ciò è stato possibile grazie alla disponibilità di alcune seminariste che hanno esperienza proprio come cuoche. L’opportunità è quella di fare in modo che a tavola ci possa essere un confronto interculturale e apprezzare gusti e sapori, italiani e di altri popoli.

Il primo giugno festa per sostenere progetto Chaire Gynai a Roma

Un evento di beneficenza per sostenere le donne migranti. Questa è l’iniziativa del Progetto “Chaire Gynai” (dal greco, ‘Benvenuta donna’) iniziativa coordinata dalle Suore Missionarie Scalabriniane ed appoggiata dalla Sezione Migranti e Rifugiati, del Dicastero dello sviluppo umano e integrale della Santa Sede, progetto che prevede l’accoglienza e l’integrazione di donne, con bambini, che abbiano già ottenuto il riconoscimento di una protezione sul territorio italiano.

Il prossimo primo giugno alle 16.30, nella Casa di via della Pineta Sacchetti (zona Gemelli, a Roma) si terrà un concerto musicale e stand per la vendita di prodotti etnici creati dalle donne residenti, dolci e tante sorprese, con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno dell’iniziativa. Le Case del progetto Chaire Gynai di Roma hanno aperto le loro porte a giugno 2018, offrendo ospitalità già 18 donne migranti, rifugiate con 7 bambini.

“Ero forestiero e mi avete accolto”

“Ero forestiero e mi avete accolto”: con queste parole di Gesù raccontate da Matteo nel Vangelo, è stato avviato a Siracusa un ciclo di incontri sul tema della Cultura dell’Accoglienza. Il prossimo appuntamento è il 4 maggio, all’aula magna del seminario vescovile di Noto (dalle 16.30 alle 18.30). A prendere la parola sono padre Sergio Natoli, omi, con un intervento sul magistero della Chiesa e suor Etra Modica, mscs, con gli elementi per una pastorale dei migranti.

L’iniziativa è realizzata dalla Missione Scalabriniana della città siciliana insieme all’Ufficio pastorale della cultura della Diocesi di Siracusa e della Caritas diocesana di Noto. L’evento è svolto in collaborazione con il Ciao, il Centro interculturale di aiuto e orientamento dei Fratelli Maristi di Siracusa, l’Ufficio Migrantes della stessa città e la Diocesi di Noto, la Caritas diocesana di Siracusa, la Fondazione Synaxis e lo Studio teologico San Paolo di Catania.

Buona Pasqua

Non muri ma ponti é quanto ci dice Papa Francesco;

i muri abbattuti dalla forza della Resurrezione

diventano terreno per una nuova chiesa,

una nuova società e tutti collaboriamo con Dio.

Buona Pasqua!

Superiora Generale e Consigliere

Sr. Neusa de Fatima Mariano, mscs
Sr. Etra Modica, mscs
Sr. Marlene Vieira, mscs
Sr. Albertina Pauletti, mscs
Sr. Elizabeth Pedernal, mscs
Sr. Carmen Lisot, mscs

 

“parole del Papa testimoniano necessità politica globale”

“Le parole di Papa Francesco di oggi testimoniano come sia opportuno che i Paesi del mondo si fermino con le loro costruzioni di muri (ideali e reali) per attuare una reale politica contro la tratta degli esseri umani, enorme crimine contro l’umanità. Dietro a questa condotta c’è la malavita organizzata che sfrutta i sogni dei più poveri per destabilizzare e per garantire il mantenimento dei loro affari”. A parlare è sr. Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie Scalabriniane, a margine dei lavori della  Conferenza internazionale anti tratta.

“L’impegno della Chiesa, delle suore scalabriniane, nel nostro piccolo, è costante e vuole essere un servizio – ha aggiunto –  di sensibilizzazione, di difesa e di accompagnamento. Nelle corde di chi la politica la fa per passione o per lavoro, i nostri governanti (quelli di tutto il mondo) dovrebbero fare proprio l’invito del Pontefice realizzando un percorso concreto contro la tratta. Un impegno su questo fronte vuol dire evitare le morti in mare, lo sfruttamento, le violenze, vuol dire garantire a tutti un futuro davvero migliore. Gli innumerevoli gesti di solidarietà la straordinaria generosità di alcuni comuni, di alcune parrocchie, di singoli cristiani rappresentano anche una lotta alla tratta; non possiamo credere che ci sentiamo la coscienza a posto con tutto questo, è urgente fare scelte che diano speranza ad ogni uomo e ad ogni donna sulla terra; certamente un solo Paese non può tutto: ci vuole unità reale”.

Famiglie venezuelane sono accolte nella Casa Madre Assunta

Vila Prudente – San Paolo

Sono trascorsi 124 anni dall’arrivo di Madre Assunta Marchetti, dall’Italia al Brasile, per essere qui, in questo spazio, oggi chiamato Casa Madre Assunta, casa benedetta, dalla madre degli orfani e degli abbandonati, e da tante altre persone di Dio, casa per i figli immigranti del suo tempo.

Questa stessa casa, questo cortile, queste sale, questi corridoi e le scale, ma soprattutto la cappella di nostra Signora di Lourdes, dove i piccoli piegavano le ginocchia in preghiera, e con gli occhi rivolti verso l’imponente statua del Sacro Cuore di Gesù, supplicavano il sostegno per corpo e la pace eterna per i genitori morti, questa stessa casa ha aperto le porte ad altri piccoli, ad altre famiglie, ossia alle nuove migrazioni di oggi.

Grazie alla decisione del governo generale è stato aperto uno spazio per l’accoglienza, nella casa Madre Assunta, per ospitare immigranti dal Venezuela, sei famiglie: 12 bambini e 13 adulti. Deo

Gratias! Direbbe il venerabile servo di Dio padre Giuseppe Marchetti. Deo gratias! Perché tutta la Congregazione partecipa a questo progetto di accoglienza, continuando così l’opera scalabriniana.

Questa presenza di immigrati, nella casa Madre Assunta, aiutano la comunità di Suore che vive in questo spazio ad aprirsi più intensamente all’esigenza della missionarietà. Insieme a loro cerchiamo di vivere oggi il carisma scalabriniano, essendo “migranti con i migranti”, con la certezza consolatrice della promessa di Gesù: “Chi accoglie uno di questi piccoli, accoglie me” (Mt 25, 40).

La nostra missione va dal semplice sorriso, all’insegnargli i primi elementi della lingua portoghese, della cultura, così come zelare per mantenere e custodire la fede, favorendo la partecipazione alle celebrazioni religiose, aiutandoli nella ricerca di lavoro, inserendo i bambini nella scuola e soprattutto vivendo e testimoniando la solidarietà e la fraternità universale.

Da Roraima alla città di San Paolo, nella casa Madre Assunta, si vuole aiutare a superare la logica dell’emergenza: crediamo di essere così una scintilla dell’amore provvidenziale di Dio, per questi migranti che la provvidenza ci dona oggi per servire e amare, per vivere concretamente il passo del Vangelo: “Venite benedetti del Padre mio (…), perché ero straniero e mi avete accolto a casa vostra” (Mt 25,35).

“Essere per il migrante il sorriso della patria distante” (Beato G. B. Scalabrini), questo è il nostro impegno giorno per giorno!

 

Sr. Leocadia Mezzomo, mscs
Postulatrice della Causa di Canonizzazione
di Madre Assunta Marchetti