Migranti, suore scalabriniane si incontrano a Chicago su nuove sfide globali

Guardare al mondo per affrontare, in modo globale, il fenomeno della migrazione. Sempre, però, con la chiarezza del messaggio cristiano dettato dal Vangelo. Questi i principi che hanno visto le suore missionarie scalabriniane (che in quattro continenti si occupano dell’assistenza ai migranti) incontrarsi a Chicago. Lì la Superiora generale, suor Neusa de Fatima Mariano, ha avuto modo di incontrare i diversi Consigli provinciali per cercare di affrontare la questione migratoria alla luce di una modifica dell’organizzazione della congregazione proprio per venire incontro alle mutate esigenze dei fenomeni della mobilità umana. I lavori di Chicago sono propedeutici al XIV Capitolo generale che si terrà il prossimo anno, dal 21 ottobre al 17 novembre 2019. Dagli Usa, dunque, si è progettato un nuovo percorso fatto anche di scelte che le vedono in prima fila lì dove avvengono gli scenari di crisi. “E’ provvidenziale che ci siamo incontrate qui, in questo Paese di destinazione di tanti migranti, per valutare il processo di riorganizzazione e condividere la ricchezza della vita presente nella Congregazione”, ha detto Sr. Marissônia Daltoé, Superiora della Provincia Nostra Signora di Fátima. “Tutta la storia dell’umanità è guidata dalla Santissima Trinità”, ha sottolineato Sr. Neusa de Fátima Mariano, Superiora generale, che ha focalizzato la sua attenzione proprio sul messaggio cristiano. Sr. Milva Caro, Superiora della Provincia San Giuseppe, ha affrontato la questione della centralità di Gesù Cristo, nella crescita delle relazioni fraterne e della cultura vocazionale, in vista di una maggiore disponibilità e ​attività itinerante  missionaria proprio nel servizio ai migranti. I primi giorni di incontro sono stati segnati dalla condivisione del percorso svolto nel processo di riorganizzazione delle regioni: Nord America, Europa, Asia e Sud America e Africa, evidenziando attività programmate e realizzate, individuando gli aspetti che meritano attenzione per intravedere nuove prospettive e priorità. Suor Jucelia Dall Bello e suor Ana Conceição Sales hanno parlato del tema della Gestione dei beni alla luce della riorganizzazione e del carisma scalabriniano e hanno affermato che la sfida della Vita religiosa consacrata, nell’attuale scenario economico, è quella di sviluppare competenze gestionali in sintonia con i valori profetici che danno entusiasmo, sostegno e vitalità all’istituzione.

Reggio Calabria: un progetto nel segno del beato Scalabrini per i migranti   

Sta muovendo i primi passi il progetto “Artefici del nostro futuro sulle orme del beato Giovanni Battista Scalabrini”, voluto da padre Gabriele Bentoglio, parroco della parrocchia Santi Filippo e Giacomo in Sant’Agostino, a Reggio Calabria, e ideato insieme ai responsabili della cooperativa sociale “Demetra” onlus, e della “Res omnia”. Il progetto, inoltre, ha il sostegno della diocesi  di Reggio Calabria–Bova, dei Missionari scalabriniani, delle Missionarie di San Carlo Borromeo e dell’ufficio diocesano Migrantes.

Il Progetto intende intervenire in aiuto di migranti deboli o vulnerabili, a causa degli abusi subiti nei viaggi della speranza, e nei territori della Calabria dopo lo sbarco. Ispiratore del programma è il beato Giovanni Battista Scalabrini che, di fronte alle massicce migrazioni italiane di fine Ottocento, scriveva: “Emigrano i semi sulle ali dei venti, emigrano le piante da continente a continente, portate dalle correnti delle acque, emigrano gli uccelli e gli animali, e, più di tutti, emigra l’uomo, ora in forma collettiva, ora in forma isolata, ma sempre strumento di quella Provvidenza che presiede agli umani destini e li guida, anche attraverso  catastrofi, verso la meta ultima, che è il perfezionamento dell’uomo sulla terra e la gloria di Dio ne’ cieli”.

Il Progetto avrà la durata di 24 mesi, si caratterizzerà in quattro fasi ed individuerà trenta migranti che, dopo aver dimostrato volontà di impegno, si metteranno a confronto con esperienze sociali, esercizi di orientamento e accompagnamento al lavoro, migliorando le proprie condizioni di vita e costruendosi una futura progettualità di vita.
Nella prima fase, operatori di strada si occuperanno di individuare i migranti candidati. Nella seconda fase si verificheranno la motivazione e le condizioni di effettiva possibilità da parte del singolo soggetto di co–costruire e di realizzare la propria progettualità futura. Insieme al migrante si redigerà il “Piano individualizzato”, un documento in continua elaborazione che, partendo dal background personale e culturale del singolo migrante, punterà all’individuazione dei bisogni da soddisfare, delle caratteristiche personologiche da assecondare, delle passioni da coltivare, delle ambizioni da raggiungere, delle azioni, attività, processi e percorsi da attivare per il conseguimento degli obiettivi previsti ed attesi.
Nella terza fase, per ogni singolo soggetto si avvierà il programma attraverso l’accoglienza presso una delle abitazioni scelte ed attrezzate per la realizzazione del Progetto.
Ogni abitazione accoglierà un piccolo gruppo di migranti, tutti da avviare ad uno specifico settore lavorativo: agricoltura e/o zootecnia. Nella quarta fase, il migrante verrà inserito in un percorso formativo teorico–pratico della durata di 12 mesi, per agevolare le sue scelte professionali. Il Progetto offrirà una occasione ai giovani candidati, i quali avranno la possibilità di effettuare percorsi formativi professionalizzanti nei settori dell’agricoltura e della zootecnia attraverso l’apertura di una “Fattoria sociale”, realizzata a Placanica su un terreno di circa 11ettari confiscato alla mafia.

Nelle Filippine prima assemblea asiatica​ congregazionale

Si è svolta nelle Filippine la prima assemblea in Asia delle suore missionarie scalabriniane. Si tratta di un evento “storico” per la congregazione, visto che fa parte del proprio impegno in Asia  ​verso la riorganizzazione che ​porterà alla nasci​ta, nel continente, di una propria delegazion​e. Tra le sorelle asiatiche sono state presenti anche la Superiora generale, Suor Neusa de Fatima Mariano e Suor Marissonia Daltoè, Superiora della Provincia di Nostra Signora di Fatima. Sr. Neusa de Fatima Mariano ha sottolineato la necessità di affidarsi alla “presenza amabile della Madre di Gesù”. “Viaggiamo verso l’avvio della delegazione asiatica: questa assemblea è un autentico Kairos, il tempo di Dio, ricca di grazie e trasformazioni”. “E’ una sfida immensa per le suore asiatiche”, spiega suor Marissonia Daltoè. La prima superiora delegata sarà Noemie Digo, così come annunciato da suor Neusa. L’incontro si è tenuto nella Casa Notre Dame de Vie, a Quezon City.

Scalabriniane, dal 1981 a Fino Mornasco, città natale di Scalabrini

Custodi dei luoghi di nascita del fondatore, Giovanni Battista Scalabrini. E’ per questo che dal 1981 le suore missionarie scalabriniane hanno una loro comunità a Fino Mornasco, in Provincia di Como. “La nostra presenza a Fino Mornasco, fin dalla nuova apertura ha preso in piena responsabilità e competenza la scuola materna della parrocchia, la pastorale liturgica, catechistica e alla cura spirituale come ministri straordinari della comunione agli anziani della parrocchia di Fino Mornasco, Andrate e Socco – spiega suor Lina Guzzo, una delle missionarie della comunità – Le suore Missionarie Scalabriniane hanno come obbiettivo della propria vocazione quella di rispondere alla chiamata di Dio Padre che le consacra, per seguire Gesù Cristo povero casto, obbediente e non solo vedere il suo volto nel volto dei migranti. Inoltre, anche per operare affinché nella nuova società, dove i migranti vivono, nella Chiesa e nelle le istituzioni civili, loro abbiano l’accoglienza, la protezione, al fine di cercare e di restituire la dignità calpestata, promuovendo e aiutando ad integrare la propria persona, e offrire il conforto umano e spirituale, il sorriso di una patria che cerca di accogliere perché la loro patria l’hanno perduta, proprio come diceva il beato Fondatore Giovanni Battista Scalabrini”.

A San Paolo incontro su riforma e nuove esigenze migranti

Di Rosinha Martins
Da Aparecida -SP

La crescente mobilità di esseri umani in tutto il mondo ha portato i missionari scalabriniani a un radicale atteggiamento di riforma all’interno dell’Ordine per soddisfare meglio le esigenze di migrazione e rifugio. Le modifiche entreranno in vigore a dicembre di quest’anno.​ Per continuare questo processo, le Suore Scalabriniane della Provincia di San Paolo si sono incontrate al Centro Professionale di São Carlos, nella città di Aparecida-SP. L’evento è iniziato nel pomeriggio di questo sabato 10 ed è terminato il 12.

Secondo un rapporto presentato dal responsabile della missione della Provincia di San Paolo, la sorella Janet Ferreira (dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni), il Sud America contiene circa 5.826.400 immigrati qui per ragioni geografiche, ambientali, politiche e dettate dalla crisi economica globale.​ I dati rivelano anche una femminilizzazione delle migrazioni, dal momento che il 50,9% di questi sfollati sono donne, seguito dal 17,7% dei giovani sotto i 20 anni e dal 16,5% di quelli con più di 65 anni.

I paesi latinoamericani che hanno ricevuto il maggior numero di migranti sono l’Argentina con 2 milioni, il Venezuela, 1,4 milioni e il Brasile con 713 mila emigranti. Questi vengono da Haiti, Cuba, Venezuela, Ecuador, paesi africani (Senegal, Congo, Angola, Mozambico, Nigeria, tra gli altri), Asia meridionale e Sud-Est (Bangladesh, Pakistan, Filippine, India, Nepal) e da Asia e Medio Oriente (Siria).​ Questi flussi migratori tendono ad una crescita senza precedenti nella storia. La Congregazione si affretta per riorganizzare in tutte le sue dimensioni (pastorale, formazione, apostolato e di amministrazione), al fine di affrontare le sfide che questa realtà propone.

Ma entrare in un processo di riforma di un Ordine di Storia di 120 anni richiede molta apertura da parte dei membri, una passione significativa per la missione, perché presuppone cambiamenti strutturali.​ A questo riguardo, suor Sandra Maria Pinheiro, superiora provinciale della Provincia di San Paolo, ha sottolineato che la riorganizzazione della Congregazione dovrebbe essere intrapresa come un movimento di rinnovamento spirituale piuttosto che amministrativo, con un atteggiamento di disponibilità, una disposizione del cuore per la ricerca della volontà di Dio e, ripensando alle strutture in vista della missione.

Sempre secondo Pinheiro, questo processo di riorganizzazione richiede che ciascuno abbia “un aspetto da giraffa”. La giraffa con il suo collo grande può alzare lo sguardo e aprirsi agli orizzonti. “Abbiamo bisogno di uno sguardo che non esaurisca il nostro piccolo mondo di paure e bisogni personali”, ha detto.

Per suor Sandra, la riorganizzazione “è un’opportunità per reinventare la Vita Religiosa Consacrata per i nostri tempi, e così recuperare il suo carattere profetico di annuncio perché vogliamo servire di più e meglio per i migranti e​ ​i rifugiati​”. Anche ​le​ consiglier​e​ per la formazione e l’amministrazione, suor Neuza Botelho dos Santos e suor Ana Conceição Sales, ha​nno​ presentato la strada fatta finora, in queste aree, verso la riorganizzazione.

Presenti in 27 paesi, le missionarie scalabriniane intendono ridurre il numero delle province, unificare gli sforzi in tutti i settori per rendere più efficace la presenza laddove i flussi migratori sono maggiori.​ In questi giorni sono soddisfatte le Suore appartenenti alla Provincia di Aparecida, con sede a San Paolo, che dalle tre province esistenti in Brasile si fonderanno in un unico dal dicembre 2018.

Fonte: Stampa Scalabriniana

Aperta comunità per rispondere a emergenze frontiera Venezuela/Brasile

E’ stata aperta a Pacaraima, cittadina del Nord del Brasile al confine con il Venezuela, una nuova comunità delle suore missionarie scalabriniane. La congregazione, che sin dalla sua fondazione si occupa dei migranti, cerca così di sostenere quelle famiglie che stanno raggiungendo il Brasile perché in questi mesi il Venezuela è colpito da una dura crisi economica e sociale.

Sono circa 50mila i venezuelani, infatti, che stanno chiedendo aiuto allo Stato di Roraima, uno dei 26 che compone la federazione brasiliana. “I migranti cercano nuove opportunità di vita e di lavoro – spiega suor Zenaide Ziliotto, superiora della provincia scalabriniana ‘Maria, Madre dei migranti’ – Diamo loro opportunità per conoscere ciò che può offrire il Brasile e cosa si può fare una volta qui”.

In migliaia raggiungono Pacaraima, in un viaggio lungo circa 200 chilometri. Fanno a piedi un tragitto che li vede percorrere l’Avenida Panamericana che unisce i due Paesi. La Chiesa e le suore missionarie scalabriniane sono impegnate quotidianamente nel servizio di alloggio e accoglienza, tra cui una colazione quotidiana che viene offerta ogni giorno a circa 700 persone.

“Qui a Pacaraima c’è la Lampedusa del Brasile – aggiunge suor Zenaide – La coda nella frontiera è grande. Vengono qui per cercare di trovare un lavoro e qualcosa da mangiare. Vengono giovani, anziani, famiglie, donne. E’ una situazione davvero molto complessa”.

Brasile, incontro regionale di sensibilizzazione a Caixas del Sud

Tra il 27 e il 28 marzo all’Istituto San Carlo di Caixas del Sud, in Brasile, c’è stato un incontro regionale di sensibilizzazione delle suore missionarie scalabriniane. L’obiettivo è stato quello di riflettere su temi specifici sulla riorganizzazione e l’unificazione delle Province.

Suor Marileda Baggio, superiora provinciale, ha accolto le suore parlando del cammino intrapreso con coraggio e speranza, fiduciose nell’amor divino che conduce le sorelle in questo processo di riorganizzazione, ispirate all’episodio dei Discepoli di Emmaus.

Suor Maria Helena Morra, della Congregazione del Sacro Cuore di Maria, ha parlato di diversi temi e ha sottolineato l’importanza, nel processo di riorganizzazione, del cambiamento di mentalità. Sessantacinque sorelle di diverse comunità hanno preso parte a questo incontro.

Missionari, il 24 marzo Giornata in memoria martiri

Il prossimo 24 marzo si terrà la Giornata in memoria dei missionari martiri. Ciò, perché il 24 marzo 1980, a El Salvador, monsignor Oscar A. Romero, Vescovo della città, venne ucciso. E’ stato così deciso di ricordare questo genere di martirio, annualmente. Il ricordo va a chi ha proclamato il Vangelo e ha perso la propria vita per farlo. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.missioitalia.it

Il Servizio Itinerante, processo di riorganizzazione della Congregazione

Risuona ancora nei nostri cuori il forte appello di Papa Francesco in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018. I migranti sono oggi una realtà sempre più presente nelle nostre vite, nella società e nella vita della Chiesa. Impossibile non ammetterlo. I conflitti armati, le guerre, le calamità naturali costringono tanti uomini e donne e bambini a lasciare la propria terra, semplicemente per potere sopravvivere. Accogliere diventa così un imperativo cristiano che non possiamo ignorare, ma è necessario andare oltre, è necessario accogliere, promuovere e integrare, ricordandoci che dietro ai numeri  vi sono delle persone che vivono drammi e sofferenze, i quali ci interpellano e chiedono la nostra attenzione. Come Suore Missionarie Scalabrinane, l’invito ad essere con i migranti e i rifugiati, in particolare con coloro che vivono situazioni di maggiore vulnerabilità, non è un’opzione; è per ciascuna di noi un dovere, un’occasione privilegiata per vivere ed esprimere la missione specifica che Dio ci ha affidato.

Le sfide della migrazione sono molto superiori alle nostre possibilità. Ma queste si moltiplicano se guardiamo con generosità, più che alle nostre possibilità, ai bisogni dei migranti.

Il Servizio Itinerante, all’interno del processo di riorganizzazione interna della Congregazione , ha l’obiettivo di favorire una nuova modalità di presenza, di azione  e  di vissuto del carisma scalabriniano. Per avanzare in questo processo, la commissione preparatoria del Servizio Itinerante, si è riunita a Roma dal 22 al 27 gennaio 2018, insieme al Governo Generale, per dare continuità al processo di riflessione e di programmazione di questo progetto e ad elaborare una  proposta di preparazione specifica per le suore,  in modo da qualificare la nostra attuazione con i migranti e i rifugiati, che sono per noi  il volto vivo di Gesù.

Vogliamo condividere con voi il lavoro realizzato in questi giorni e dare alcune indicazioni sui prossimi passi da compiere, per poter finalmente iniziare il Servizio Itinerante:

·      Redazione finale del regolamento “ad experimentum”, integrando tutti gli apporti pervenuti dai governi provinciali, in base alla  riflessione che era stata loro sollecitata:

·      Ampia riflessione sulla realtà migratoria attuale. In questo contesto, si sono identificati possibili luoghi dove il Servizio Itinerante è maggiormente sollecitato dal clamore dei migranti e dove la Congregazione potrà stabilire accordi di partenariato con altre Istituzioni. Si è pensato inizialmente a Paesi come: la Nigeria, l’Indonesia, l’India, il confine tra la Repubblica Democratica del Congo e l’Angola, Messico, l’esodo dei venezuelani (Roraima-Brasile, ed eventualmente in altri Paesi), Lesbo-Grecia;

·      Incontro e dialogo con i rappresentanti delle Fondazioni delle Suore del Buon Pastore e dei Fratelli Maristi per conoscere il loro lavoro, il modo come sostengono i  loro servizi congregazionali e condivisione delle loro esperienze nel campo della ricerca di risorse per la realizzazione dei loro progetti missionari. Queste esperienze  ci sono preziose nella misura in cui ci mostrano possibili modi per cercare aiuti per la realizzazione del Servizio Itinerante

·      Riflessione su alcune possibili modalità di preparazione specifica delle suore, elaborando un piano che avrà due tappe:

1ª- corso on-line con temi che saranno sviluppati da esperti nel corso di alcune sessioni di studio; apprendimento delle lingue, sia nel Paese di residenza che in modo intensivo in diversi altri Paesi; esperienze all’interno di Istituzioni che possano arricchire l’attuazione delle Suore nel Sevizio Itinerante

2ª- Un incontro residenziale: si prevede di realizzare una tappa intensiva di breve durata con la partecipazione di un gruppo di suore. Durante questo incontro insieme all’apporto di consulenti esperti, ci sarà lo scambio di esperienze vissute e l’approfondimento di temi di studio.

 

Il Servizio Itinerante vuole essere un’icona visibile della fede delle suore Missionarie Scalabriniane, che esprime l’amore a Dio e la decisone professata pubblicamente di donare la propria vita nel servizio evangelico e missionario ai migranti e ai rifugiati. Con gioia possiamo dire che abbiamo una adesione significativa di suore che si sono iscritte, ben come tante altre  che sostengono questo Servizio, ciò mostra come la missionarietà è viva nel cuore delle suore e nella Congregazione.

Sia in Africa, come in Asia, in America o in Europa, il Servizio Itinerante sarà presente a nome di ciascuna suora della Congregazione delle Suore Missionarie Scalabriniane. Tanto quelle che sono presenti nelle diverse missioni come quelle, che nella preghiera offrono i propri dolori e sacrifici e stanchezze, tutte partecipano alla missione di accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati che Dio ci ha affidati.

Il lavoro che la commissione ha realizzato fin’ora è senz’altro incompleto, poiché siamo ancora in una fase di costruzione. Ci anima  la convinzione che “strada facendo” il processo  contribuirà a migliorare e ad adattare il Servizio alle circostanze dei tempi e dei luoghi. Osiamo comunque iniziare,  partire, metterci in cammino come “Chiesa in uscita”, verso i migranti e i rifugiati.

Riteniamo  molto importante l’incontro della Superiora Generale e Consiglio, con i Governi Provinciali della Congregazione, che avrà luogo a Chicago, nel prossimo aprile 2018, quando saranno  studiati, analizzati e prese delle decisioni in vista della concretizzazione delle attività.

Ringraziamo tutte le suore e giovani in formazione che pregano e sostengono l’implementazione di questa proposta approvata dalla IX Assemblea Generale della Congregazione (2016), relativa al Servizio Itinerante MSCS. Le nostre consorelle che sono già in cielo ci aiutino ad essere sempre più missionarie e audaci testimoni dell’amore di Dio,  con i migranti e i rifugiati.

Per intercessione del beato Giovanni Battista Scalabrini, della beata Assunta Marchetti e del venerabile servo di Dio Giuseppe Marchetti affidiamo questo processo al Signore, chiedendo di fortificare il nostro cammino in modo da poter dare risposte nuove e sempre più adeguate agli appelli dei nostri fratelli migranti e rifugiati.

A San Paolo incontro su riforma e nuove esigenze migranti

La crescente mobilità di esseri umani in tutto il mondo ha portato i missionari scalabriniani a un radicale atteggiamento di riforma all’interno dell’Ordine per soddisfare meglio le esigenze di migrazione e rifugio. Le modifiche entreranno in vigore a dicembre di quest’anno.​ Per continuare questo processo, le Suore Scalabriniane della Provincia di San Paolo si sono incontrate al Centro Professionale di São Carlos, nella città di Aparecida-SP. L’evento è iniziato nel pomeriggio di questo sabato 10 ed è terminato il 12.

Secondo un rapporto presentato dal responsabile della missione della Provincia di San Paolo, la sorella Janet Ferreira (dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni), il Sud America contiene circa 5.826.400 immigrati qui per ragioni geografiche, ambientali, politiche e dettate dalla crisi economica globale.​ I dati rivelano anche una femminilizzazione delle migrazioni, dal momento che il 50,9% di questi sfollati sono donne, seguito dal 17,7% dei giovani sotto i 20 anni e dal 16,5% di quelli con più di 65 anni.

I paesi latinoamericani che hanno ricevuto il maggior numero di migranti sono l’Argentina con 2 milioni, il Venezuela, 1,4 milioni e il Brasile con 713 mila emigranti. Questi vengono da Haiti, Cuba, Venezuela, Ecuador, paesi africani (Senegal, Congo, Angola, Mozambico, Nigeria, tra gli altri), Asia meridionale e Sud-Est (Bangladesh, Pakistan, Filippine, India, Nepal) e da Asia e Medio Oriente (Siria).​ Questi flussi migratori tendono ad una crescita senza precedenti nella storia. La Congregazione si affretta per riorganizzare in tutte le sue dimensioni (pastorale, formazione, apostolato e di amministrazione), al fine di affrontare le sfide che questa realtà propone.

Ma entrare in un processo di riforma di un Ordine di Storia di 120 anni richiede molta apertura da parte dei membri, una passione significativa per la missione, perché presuppone cambiamenti strutturali.​ A questo riguardo, suor Sandra Maria Pinheiro, superiora provinciale della Provincia di San Paolo, ha sottolineato che la riorganizzazione della Congregazione dovrebbe essere intrapresa come un movimento di rinnovamento spirituale piuttosto che amministrativo, con un atteggiamento di disponibilità, una disposizione del cuore per la ricerca della volontà di Dio e, ripensando alle strutture in vista della missione.

Sempre secondo Pinheiro, questo processo di riorganizzazione richiede che ciascuno abbia “un aspetto da giraffa”. La giraffa con il suo collo grande può alzare lo sguardo e aprirsi agli orizzonti. “Abbiamo bisogno di uno sguardo che non esaurisca il nostro piccolo mondo di paure e bisogni personali”, ha detto.

Per suor Sandra, la riorganizzazione “è un’opportunità per reinventare la Vita Religiosa Consacrata per i nostri tempi, e così recuperare il suo carattere profetico di annuncio perché vogliamo servire di più e meglio per i migranti e​ ​i rifugiati​”. Anche ​le​ consiglier​e​ per la formazione e l’amministrazione, suor Neuza Botelho dos Santos e suor Ana Conceição Sales, ha​nno​ presentato la strada fatta finora, in queste aree, verso la riorganizzazione.

Presenti in 27 paesi, le missionarie scalabriniane intendono ridurre il numero delle province, unificare gli sforzi in tutti i settori per rendere più efficace la presenza laddove i flussi migratori sono maggiori.​ In questi giorni sono soddisfatte le Suore appartenenti alla Provincia di Aparecida, con sede a San Paolo, che dalle tre province esistenti in Brasile si fonderanno in un unico dal dicembre 2018.

Fonte: Stampa scalabriniana