Europa, Papa: Viviamo il pregiudizio dei populismi

“Oggi in Europa stiamo vivendo il pregiudizio dei populismi, i Paesi si chiudono e tornano le ideologie. Ma non soltanto nuove ideologie – qualcuna c’è – ma tornano le vecchie, le vecchie ideologie che hanno fatto la seconda guerra mondiale”. A dirlo è Papa Francesco. Ciò accade “perchè non si ascolta la realtà com’è”, ha proseguito, “C’è una proiezione di quello che io voglio che si faccia, che io voglio che si pensi, che ci sia… è un complesso che ci fa sostituire a Dio creatore: noi prendiamo in mano la situazione e operiamo: la realtà è quello che io voglio che sia. Poniamo dei filtri. Ma la realtà è un’altra cosa. La realtà è sovrana. Piaccia o non piaccia, ma è sovrana. E io devo dialogare con la realtà”.

Il Papa in Giappone: Le armi nucleari incompatibili con la pace

“La pace e la stabilità sono possibili solo a partire da un’etica globale di solidarietà e cooperazione al servizio di un futuro modellato dall’interdipendenza e dalla corresponsabilità nell’intera famiglia umana di oggi e di domani”. A dirlo è Papa Francesco nel corso della sua visita a Nagasaki, in Giappone. “Le armi nucleari sono incompatibili con la pace e la stabilità internazionale”, aggiunge.

“Uno dei desideri più profondi del cuore umano è il desiderio di pace e stabilità – spiega Francesco – Il possesso di armi nucleari e di altre armi di distruzione di massa non è la migliore risposta a questo desiderio; anzi, sembrano metterlo continuamente alla prova. Il nostro mondo vive la dicotomia perversa di voler difendere e garantire la stabilità e la pace sulla base di una falsa sicurezza supportata da una mentalità di paura e sfiducia, che finisce per avvelenare le relazioni tra i popoli e impedire ogni possibile dialogo”.

“L a Chiesa Cattolica – dice Francesco davanti a 35mila fedeli – è irrevocabilmente impegnata nella decisione di promuovere la pace tra i popoli e le nazioni: è un dovere per il quale si sente obbligata davanti a Dio e davanti a tutti gli uomini e le donne di questa terra. Non possiamo mai stancarci di lavorare e di insistere senza indugi a sostegno dei principali strumenti giuridici internazionali di disarmo e non proliferazione nucleare, compreso il Trattato sul divieto delle armi nucleari”.

In Thailandia bisogna sanare le piaghe dello sfruttamento, specie di donne e minori

“Ho incoraggiato l’impegno per l’armonia tra le diverse componenti della nazione, come pure perché lo sviluppo economico possa andare a beneficio di tutti e siano sanate le piaghe dello sfruttamento, specialmente delle donne e dei minori”. Lo ha detto Papa Francesco parlando della Thailandia e riferendosi al suo recente viaggio apostolico in Asia.

Mondo, Papa: Invece di sostenere bimbi si sostengono produzioni armi

“Tante volte mi viene da pensare che le notizie sono un racconto di odio per distruggere: attentati, guerre”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante una messa a Santa Marta.  E’ vero, dice, che “tanti bambini muoiono di fame, di malattie” perché manca acqua, istruzione ed educazione sanitaria. “Ma perché – prosegue – i soldi che servirebbero per questo vanno per fabbricare le armi e le armi sono per distruggere”. Citando l’apostolo Giacomo, prosegue: “La lingua è un’arma feroce, uccide. Il chiacchiericcio uccide, la calunnia uccide. ‘Ma, padre, io sono stato battezzato, sono cristiano praticante, come posso diventare un assassino?’. Perché  dentro di noi abbiamo la guerra. Caino e Abele erano fratelli ma la gelosia, l’invidia di uno distrusse l’altro”.

Il Papa e l’Arcivescovo di Canterbury riflettono su questione Sud Sudan

Papa Francesco ha ricevuto in udienza l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, primate della Chiesa anglicana. “Nel corso degli amichevoli colloqui ci si è soffermati sulla condizione dei cristiani nel mondo e su alcune situazioni di crisi internazionale, con particolare riferimento alla dolorosa realtà in cui versa il Sud Sudan”, spiega la Santa Sede in una nota. Su questo il Pontefice e l’arcivescovo hanno concordato che “se la situazione politica nel Paese dovesse permettere la costituzione di un governo transitorio di unità nazionale nei prossimi 100 giorni, alla scadenza dell’accordo firmato nei giorni scorsi a Entebbe, in Uganda”, si recheranno in visita nel Sud Sudan.

Globalizzazione, Papa: Non è cattiva, ma se tutti devono essere uguali è una minaccia

“La globalizzazione è un dato di fatto, nell’attuale fase del mondo e della storia e non è di per sé una cosa cattiva. Ma può diventare una minaccia se viene portata avanti con la pretesa di appiattire tutto, di rendere tutti uguali, come se fosse una sfera, cancellando le ricchezze e le particolarità di ogni popolo”. Lo ha detto Papa Francesco nel libro ‘Senza di Lui non possiamo far nulla’, una conversazione con lo scrittore e giornalista Gianni Valente. “Se la globalizzazione è una sfera nella quale ogni punto è uguale, equidistante dal centro, annulla le differenze e non è buona. Se invece la globalizzazione viene concepita secondo il modello del poliedro, nel quale tutte le facce sono unite ma ognuna conserva la sua particolarità, allora può essere uno strumento di incontri fra persone e fra popoli”.

Braccianti, firmata intesa a sostegno dei migranti della Capitanata

Con un protocollo d’intesa firmato tra il Comune e la Diocesi di San Severo, in Puglia, i braccianti dei “ghetti della Capitanata” potranno avere un domicilio nelle parrocchie, con l’iscrizione all’anagrafe comunale. “La possibilità’ di avere i documenti d’identità e di residenza offrirà loro nuova dignità e consentirà di uscire da una condizione di irregolarità e sfruttamento”, ha commentato Papa Francesco.

Francesco: passare dall’arraffare al donare

“L’accoglienza e l’attenzione di Gesù nei suoi confronti portano quell’uomo a un netto cambiamento di mentalità: in un attimo si rende conto di quanto è meschina una vita tutta presa dal denaro, a costo di rubare agli altri e di ricevere il loro disprezzo. Avere il Signore lì, a casa sua, gli fa vedere tutto con occhi diversi, anche con un po’ della tenerezza con cui Gesù ha guardato lui”. Lo ha detto Papa Francesco durante la recita dell’Angelus citando la parabola di Zaccheo, uomo ricco “non grazie a un onesto guadagno, ma perché chiedeva la ‘tangente'” spiega Bergoglio. “E cambia anche il suo modo di vedere e di usare il denaro: al gesto dell’arraffare si sostituisce quello del donare – aggiunge – Infatti, decide di dare la metà di ciò che possiede ai poveri e di restituire il quadruplo a quanti ha derubato (cfr v. 8). Zaccheo scopre da Gesù che è possibile amare gratuitamente: finora era avaro, adesso diventa generoso; aveva il gusto di ammassare, ora gioisce nel distribuire. Incontrando l’Amore, scoprendo di essere amato nonostante i suoi peccati, diventa capace di amare gli altri, facendo del denaro un segno di solidarietà e di comunione”.

Un confronto in Italia sulle “scritture migranti”

Dopo il seminario europeo del 17 ottobre scorso, partirà da Bologna una serie di incontri di “Words4link” finalizzati all’individuazione delle strategie più adeguate nella promozione del ruolo degli autori e delle autrici di origine migrante in Italia: tre convegni in cui gli stessi protagonisti del panorama letterario e giornalistico transnazionale in Italia si confronteranno sul ruolo delle cosiddette “scritture migranti” e su come intervenire per promuoverne la conoscenza e, quindi, valorizzarne il potenziale critico e conoscitivo. Gli incontri, basati su un approccio partecipativo, rappresentano un momento di confronto e di scambio di buone pratiche e si terranno in tre importanti città e poli culturali del Paese. Si inizia da Bologna, il prossimo 8 novembre (presso la Sala Conferenze della biblioteca Salaborsa, alle ore 16,00) con un incontro dedicato a “Le scritture migranti e la rappresentazione dell’altro nell’immaginario collettivo”, cui parteciperanno tre importanti rappresentanti del panorama letterario interculturale italiano: Christiana de Caldas Brito, Livia Claudia Bazu e Gassid Mohamed. A seguire, il convegno di Roma, in programma il prossimo 19 novembre (presso la Sala Stampa Estera, alle ore 10,30), che invece si focalizzerà sul mondo del giornalismo e della comunicazione, interrogando i presenti su “Il ruolo (reale e potenziale) dei giornalisti con background migratorio nel dibattito pubblico italiano”. L’incontro vedrà la partecipazione di tre voci di rilievo, tutti giornalisti: Ejaz Ahmad (Azad), Paula Boudet Vivanco (Associazione Nazionale Stampa Interculturale) e Brahim Maarad (AGI). Infine, l’incontro di Palermo, fissato al 10 dicembre presso i Cantieri Culturali alla Zisa (alle ore 10,00), sarà dedicato a “L’interazione tra l’Italia mediterranea e la produzione letteraria degli scrittori di origine straniera”, un tema affrontato e discusso a partire dalla partecipazione di Paola Caridi, scrittrice e divulgatrice per le multiculturalità, e Karim Hannachi dell’Università Kore di Enna, coordinati da FaridAdly, giornalista e partner di progetto. Tutti sono invitati a partecipare, a partire dagli operatori culturali e sociali, i rappresentanti del mondo della comunicazione, gli attori e i rappresentanti istituzionali. Durante gli incontri sarà distribuita a tutti i partecipanti una scheda per segnalare iniziative ed esperienze finalizzate alla promozione degli/lle autori/rici di origine migrante e delle loro opere.

Migranti, Zuppi: Abbiamo paura perché siamo egoisti

“La paura nei confronti dell’altro è aumentata perché ci sentiamo più deboli e fragili. Siamo molto più forti, per tanti motivi, eppure ci sentiamo più deboli. Le risposte sembrano così lontane, complicate e insufficienti. Ci sono anche i modi in cui si ingigantiscono le paure, alcuni problemi sono deformati”. E’ quanto ha detto l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi. “Per quanto riguarda i migranti, sono più quelli che vanno via dall’Italia rispetto a quelli che vengono – ha sottolineato durante la registrazione della trasmissione tv ‘Che tempo che fa’ – Abbiamo paura perché siamo egoisti e perché amiamo di meno. Abbiamo meno attenzione e Siamo diventati molti più conservatori e questo ci rende più fragili”.