Migranti, approvato primo documento internazionale su gestione migrazione

Dopo 18 mesi di negoziati le nazioni dell’Onu, ad eccezione degli Stati Uniti, hanno approvato il global compact, un patto mondiale non vincolante sulla migrazione. L’obiettivo è impegnarsi a rafforzare la cooperazione nella gestione dei flussi migratori. Si tratta del primo documento internazionale sulla gestione della migrazione. “I migranti sono un motore straordinario di crescita”, ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. L’accordo verrà approvato nella conferenza internazionale in programma in Marocco il 10 e 11 dicembre.

Migranti, Parolin: Integrazione si dà e si riceve

“L’idea che si vuol far passare è che siamo invasi; poi quando si cominciano a fare i calcoli si vede che questo non è. Certo c’è il problema della integrazione che va affrontato secondo le aperture di spirito e questa capacità accogliere e di aiutare le persone ad inserirsi. Il Papa lo ha detto tante volte: l’integrazione è sempre un processo che ha due versanti: si dà e si riceve. C’è questo da dover sottolineare, non è soltanto un fatto di assumere queste persone nelle nostre società. Anche da parte loro ci deve essere un impegno per fare propri i valori della nostra società ma in un orizzonte di apertura. E’ quanto ha detto il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin.

Migranti, Boeri: Italiano medio spesso disinformato

Sui migranti “l’italiano medio è spesso disinformato perché c’è chi continua ad enfatizzare questo aspetto e a dare delle informazioni sbagliate. Nessuno nega che ci siano dei problemi legati all’immigrazione ma questo è il futuro verso cui si va, quindi bisogna porsi il problema di affrontarlo nel modo migliore possibile”. E’ quanto ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, durante un suo intervento a Radio Rock

Migranti, Coldiretti: In agricoltura lavorano 345mila stranieri

“In agricoltura trovano occupazione regolare 345mila stranieri provenienti da ben 157 Paesi diversi che con 29.437.059 giornate rappresentano ben un quarto del totale del lavoro necessario nelle campagne italiane”. Lo ha detto il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo durante la relazione all’Assemblea nazionale. “Sono molti i ‘distretti agricoli’ dove i lavoratori immigrati sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso- aggiunge Moncalvo- della raccolta delle fragole nel Veronese, della preparazione delle barbatelle in Friuli, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva in Piemonte fino agli allevamenti da latte in Lombardia dove a svolgere l’attività di bergamini sono soprattutto gli indiani mentre i macedoni sono coinvolti principalmente nella pastorizia”. Con il lavoro regolare”i migrantitrovano una collocazione nella società, evitano il rischio di cadere nelle mani della malavita, sfuggono alla povertà, partecipano alla crescita delle comunità oltre a pagare tasse e contributi.

Migranti, Consiglio europeo: Sfida di tutta l’Europa

Quella dei migranti “è una sfida non solo di uno Stato membro, ma di tutta Europa nel suo insieme”. Da qui partono le conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo. Il documento in 12 punti introduce diverse novità. “L’Ue continuerà a stare dalla parte dell’Italia” e “tutte le navi che operano nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili”. Le conclusioni del Vertice evocano la necessita’ “di un nuovo approccio per gli sbarchi”. I leader chiedono alla Commissione di “operare distinguendo le situazioni individuali dei migranti”. Le conclusioni del Vertice prevedono che “sul territorio dell’Ue chi viene salvato secondo il diritto internazionale debba essere preso in carico sulla base di uno sforzo condiviso”.

Oim, Antonio Vitorino eletto direttore generale

A​ntonio Vitorino è stato eletto direttore generale dell’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Una posizione all’interno dell’istituzione che era sempre stata occupata dagli Stati Uniti. I due candidati rimasti per il ballottaggio erano Vitorino e l’attuale vice capo dell’Oim, Laura Thompson.

Migranti, anche Crln partecipa negli Usa a protesta contro Trump

Anche il Crln (il Chicago religious leadership network on Latin America) ha partecipato alla marcia organizzata negli Stati Uniti d’America lo scorso 30 giugno contro la decisione dell’amministrazione Usa di separare i bimbi migrati dal resto della loro famiglia. Si tratta, spiegano, di una “politica crudele”. “Dobbiamo porre fine a tutto questo”, aggiungono. La marcia a cui ha partecipato il Crln si è tenuta a Chicago, a partire da Washington street e fino a Daley Plaza.

Migranti, associazioni scalabriniane: da Trump politiche disumane e perverse

“Noi Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane con la missione di seguire i migranti e i rifugiati, preoccupate e impegnate ad accompagnare nel cammino e nei processi migratori i nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati nel mondo, ci uniamo alla voce delle Chiese, delle organizzazioni civili e delle organizzazioni internazionali di fronte alle politiche migratorie disumane che il presidente Trump e il suo governo hanno preso”. E’ quanto dichiarano in una nota una serie di organizzazioni scalabriniane. “Le politiche di immigrazione degli Stati Uniti, rappresentate dal presidente Trump, segnano il desiderio e la volontà più profonda: quella dello Stato di ‘tolleranza zero’ nei confronti della popolazione migrante. Non è solo il presidente Trump che si vanta di menzionare la strumentalizzazione di bambini e adolescenti e la sanguinosa separazione dei genitori e delle madri: è l’intero apparato dello Stato che giustifica che le decisioni politiche prese e le proposte siano corrette. Sono le autorità con un maggior raggio di azione che non osano ad avere una politica umana di rispetto, protezione ed empatia nei confronti di questa popolazione violando le politiche economiche e sociali dei Paesi del G20 e del G8 contro lo sviluppo, la promozione e lo stesso essere umano”. “Hanno oltrepassato il tollerabile – aggiungono – con l’uso di bambini e adolescenti migranti come moneta per attuare la ‘politica di tolleranza zero’ che ha raggiunto l’estremo, senza scrupoli, senza etica e senza morale. Se c’è qualcosa per cui oggi alziamo le nostre voci e ci uniamo a quelle di tutte le altre organizzazioni, Chiese, movimenti e organizzazioni internazionali che ci hanno preceduto con la loro denuncia, è perché chiediamo un rispetto umano,degno e che promuova il diritto superiore della tutela del bambino e dell’adolescente.

Chiediamo l’unificazione delle famiglie, per non ripetere il dramma e la crudeltà che rappresenta la separazione che genera altra violenza sia per i bimbi sia per le loro famiglie, violenza che già hanno avuto per la fuga dal proprio Paese di origine. Inoltre chiediamo il rispetto del diritto internazionale e dei trattati internazionali che sostengono, proteggono e promuovono i diritti dei bambini e degli adolescenti: per stare con le loro famiglie, vivere in pace, giocare, ridere, sognare.

Chiediamo ai Paesi di origine di fermare il lassismo sulle politiche di sviluppo e di radicazione, in modo che le persone non siano costrette a migrare nelle condizioni in cui oggi emigrano. Uno stop, questo, che avvenga prima del pianto straziante che richiede giustizia e che per il quale da oltre 10 anni non abbiamo visto cambiamenti favorevoli per l’esercizio del diritto a non migrare per trovare condizioni decenti”.

“Esortiamo a considerare le cause che costringono a far fuggire disperatamente le famiglie con i loro bambini e adolescenti, queste sono già traumatiche, aggiungendo inoltre le dure condizioni del viaggio. Invitiamo a cercare alternative umane e adeguate, per ordinare la migrazione considerando il contesto globale e non solo parziale e vantaggioso per il Paese in cui arrivano. Condanniamo gli arresti, le detenzioni, le criminalizzazioni e le deportazioni immediate che coinvolgono i bambini, perché questo li traumatizzerà per il resto della loro vita.

La storia ci dice cosa è meglio scrivere per la speranza di un mondo migliore rispetto a quello che stiamo vivendo, sapendo che tutti, non importa in quale nazione siano nati, sono stati affidati a una missione e che con reciproco rispetto raggiungeranno il bene dell’umanità.

Come Suore Missionarie Scalabriniane, vi invitiamo a incontrare il Gesù di Nazareth che si fa Bambino e si presenta piccolo, vulnerabile, fragile e richiede da parte nostra, la cura, la protezione, l’​affidamento, la protezione, la promozione e l’integrazione come pure raccomandato da Papa Francesco”.

Hanno firmato questa nota, l’associazione delle Suore Scalabriniane di Tegucigalpa (Honduras), l’Assmi Associazione scalabriniana di Servizio ai migranti di San José (Costa Rica), l’Smr, Servizio migranti e rifugiati di Città del Messico (Messico), l’associazione civica Padre Giuseppe Marchetti di Jalisco (Messico), l’Ascala, l’Associazione scalabriniana al servizio della mobilità umana, di San Pedro de Macoris (Repubblica Dominicana), l’associazione civica Madre Assunta di Tijuana (Messico), la missione scalabriniana di Quito (Ecuador), l’Imdh, l’Istituto dei diritti umani di Brasilia (Brasile), il Csem, il Centro scalabriniano di studi migratori di Brasilia (Brasile), l’Ascm, l’Associazione scalabriniane con i migranti di Roma (Italia), l’Assmi, l’associazione scalabriniane a servizio per/con i migranti di Roma (Italia) e l’associazione “Porta sul mondo” di Piacenza (Italia).

Giornata rifugiato, Scalabriniane: Condividere il viaggio di chi parte forzatamente

“In questa giornata è essenziale capire come le politiche migratorie non possono essere dettate da espressioni ‘di pancia’; invece questa giornata è un’occasione di riflessione, di azione, di decisione sulle responsabilità personali quotidiane, che possono abbattere i muri di gomma e quel  muro di ‘no’ alla solidarietà che apparentemente sembrano innalzarsi sempre più. Le ultime immagini, parole, atteggiamenti legati alla nave Acquarius sono stati come un’onda; non è mai accaduta tanta chiusura”.  E’ quanto dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle missionarie scalabriniane, che sin dalla loro fondazione si occupano di migrazione.

Il Mediterraneo, così come il Sudest asiatico, l’Africa, il Venezuela, il Messico, sono solo alcuni dei luoghi ‘caldi’ e certamente la politica dei corridoi umanitari è una strategia, una soluzione percorribile e utile per salvaguardare le persone e la loro dignità, spesso deturpata durante il viaggio; i corridoi umanitari sono anche un modo per isolare coloro che approfittano senza scrupolo della miseria umana, vendendo la loro libertà. La lotta ai trafficanti internazionali di esseri umani penso sia un punto dal quale non ci si possa tirare indietro. Ma davanti a un grido di dolore di centinaia, migliaia di persone, non possiamo rimanere indifferenti, nè chiudere gli occhi; come dice Papa Francesco: ciascuno di noi è chiamato ad essere vicino ai rifugiati, a trovare con loro momenti d’incontro, a valorizzare il loro contributo, perché anch’essi possano meglio inserirsi nelle comunità che li ricevono.

Migranti, Parolin: Emergenza è fenomeno strutturale

“La soluzione deve essere comune, non si può gettare soltanto sulle spalle di un Paese il peso e la responsabilità di risolvere di questo fenomeno: crediamo che ci possa essere una strada umana e solidale di affrontare questo problema”. E’ quanto ha detto il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che ha sottolineato come “il problema migratorio”, sia “un’emergenza che dobbiamo affrontare e ormai un fenomeno strutturale, almeno fino a quando non si risolveranno i problemi dei Paesi di provenienza, come guerre, conflitti, miseria, fame, sottosviluppo”.