Globalizzazione, Papa: Non è cattiva, ma se tutti devono essere uguali è una minaccia

“La globalizzazione è un dato di fatto, nell’attuale fase del mondo e della storia e non è di per sé una cosa cattiva. Ma può diventare una minaccia se viene portata avanti con la pretesa di appiattire tutto, di rendere tutti uguali, come se fosse una sfera, cancellando le ricchezze e le particolarità di ogni popolo”. Lo ha detto Papa Francesco nel libro ‘Senza di Lui non possiamo far nulla’, una conversazione con lo scrittore e giornalista Gianni Valente. “Se la globalizzazione è una sfera nella quale ogni punto è uguale, equidistante dal centro, annulla le differenze e non è buona. Se invece la globalizzazione viene concepita secondo il modello del poliedro, nel quale tutte le facce sono unite ma ognuna conserva la sua particolarità, allora può essere uno strumento di incontri fra persone e fra popoli”.

Braccianti, firmata intesa a sostegno dei migranti della Capitanata

Con un protocollo d’intesa firmato tra il Comune e la Diocesi di San Severo, in Puglia, i braccianti dei “ghetti della Capitanata” potranno avere un domicilio nelle parrocchie, con l’iscrizione all’anagrafe comunale. “La possibilità’ di avere i documenti d’identità e di residenza offrirà loro nuova dignità e consentirà di uscire da una condizione di irregolarità e sfruttamento”, ha commentato Papa Francesco.

Francesco: passare dall’arraffare al donare

“L’accoglienza e l’attenzione di Gesù nei suoi confronti portano quell’uomo a un netto cambiamento di mentalità: in un attimo si rende conto di quanto è meschina una vita tutta presa dal denaro, a costo di rubare agli altri e di ricevere il loro disprezzo. Avere il Signore lì, a casa sua, gli fa vedere tutto con occhi diversi, anche con un po’ della tenerezza con cui Gesù ha guardato lui”. Lo ha detto Papa Francesco durante la recita dell’Angelus citando la parabola di Zaccheo, uomo ricco “non grazie a un onesto guadagno, ma perché chiedeva la ‘tangente'” spiega Bergoglio. “E cambia anche il suo modo di vedere e di usare il denaro: al gesto dell’arraffare si sostituisce quello del donare – aggiunge – Infatti, decide di dare la metà di ciò che possiede ai poveri e di restituire il quadruplo a quanti ha derubato (cfr v. 8). Zaccheo scopre da Gesù che è possibile amare gratuitamente: finora era avaro, adesso diventa generoso; aveva il gusto di ammassare, ora gioisce nel distribuire. Incontrando l’Amore, scoprendo di essere amato nonostante i suoi peccati, diventa capace di amare gli altri, facendo del denaro un segno di solidarietà e di comunione”.

Un confronto in Italia sulle “scritture migranti”

Dopo il seminario europeo del 17 ottobre scorso, partirà da Bologna una serie di incontri di “Words4link” finalizzati all’individuazione delle strategie più adeguate nella promozione del ruolo degli autori e delle autrici di origine migrante in Italia: tre convegni in cui gli stessi protagonisti del panorama letterario e giornalistico transnazionale in Italia si confronteranno sul ruolo delle cosiddette “scritture migranti” e su come intervenire per promuoverne la conoscenza e, quindi, valorizzarne il potenziale critico e conoscitivo. Gli incontri, basati su un approccio partecipativo, rappresentano un momento di confronto e di scambio di buone pratiche e si terranno in tre importanti città e poli culturali del Paese. Si inizia da Bologna, il prossimo 8 novembre (presso la Sala Conferenze della biblioteca Salaborsa, alle ore 16,00) con un incontro dedicato a “Le scritture migranti e la rappresentazione dell’altro nell’immaginario collettivo”, cui parteciperanno tre importanti rappresentanti del panorama letterario interculturale italiano: Christiana de Caldas Brito, Livia Claudia Bazu e Gassid Mohamed. A seguire, il convegno di Roma, in programma il prossimo 19 novembre (presso la Sala Stampa Estera, alle ore 10,30), che invece si focalizzerà sul mondo del giornalismo e della comunicazione, interrogando i presenti su “Il ruolo (reale e potenziale) dei giornalisti con background migratorio nel dibattito pubblico italiano”. L’incontro vedrà la partecipazione di tre voci di rilievo, tutti giornalisti: Ejaz Ahmad (Azad), Paula Boudet Vivanco (Associazione Nazionale Stampa Interculturale) e Brahim Maarad (AGI). Infine, l’incontro di Palermo, fissato al 10 dicembre presso i Cantieri Culturali alla Zisa (alle ore 10,00), sarà dedicato a “L’interazione tra l’Italia mediterranea e la produzione letteraria degli scrittori di origine straniera”, un tema affrontato e discusso a partire dalla partecipazione di Paola Caridi, scrittrice e divulgatrice per le multiculturalità, e Karim Hannachi dell’Università Kore di Enna, coordinati da FaridAdly, giornalista e partner di progetto. Tutti sono invitati a partecipare, a partire dagli operatori culturali e sociali, i rappresentanti del mondo della comunicazione, gli attori e i rappresentanti istituzionali. Durante gli incontri sarà distribuita a tutti i partecipanti una scheda per segnalare iniziative ed esperienze finalizzate alla promozione degli/lle autori/rici di origine migrante e delle loro opere.

Migranti, Zuppi: Abbiamo paura perché siamo egoisti

“La paura nei confronti dell’altro è aumentata perché ci sentiamo più deboli e fragili. Siamo molto più forti, per tanti motivi, eppure ci sentiamo più deboli. Le risposte sembrano così lontane, complicate e insufficienti. Ci sono anche i modi in cui si ingigantiscono le paure, alcuni problemi sono deformati”. E’ quanto ha detto l’arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi. “Per quanto riguarda i migranti, sono più quelli che vanno via dall’Italia rispetto a quelli che vengono – ha sottolineato durante la registrazione della trasmissione tv ‘Che tempo che fa’ – Abbiamo paura perché siamo egoisti e perché amiamo di meno. Abbiamo meno attenzione e Siamo diventati molti più conservatori e questo ci rende più fragili”.

Messico, nel campo di Matamoros Msf rafforza gli interventi

Sono 1500 le persone che sono ospitate nel campo della città di Matamoros, in Messico, obbligando Medici Senza Frontiere a rafforzare gli interventi umanitari nella zona. Nello stato di Tamaulipas aumentano nel frattempo i rapimenti, le estorsioni e le violenze sessuali che vedono vittime le persone che sono in attesa dell’esame della loro richiesta d’asilo. I protocolli statunitensi sulla migrazione impongono loro di restare in Messico durante l’elaborazione delle richieste, costringendole a vivere in campi improvvisati. Nelle ultime tre settimane, le équipe di MSF hanno effettuato nel campo 178 visite mediche per patologie come diarrea, ipertensione, diabete e problemi di salute mentale. La maggior parte dei pazienti (48% donne, 52% uomini, più della metà con meno di 15 anni) presentava anche problemi respiratori e malattie della pelle legate alle insalubri condizioni di vita nel campo sovraffollato.  Dal 2017 MSF fornisce assistenza alle vittime di violenza nelle periferie di Tamaulipas, fornendo cure mediche e assistenza psicologica e sociale.

Migranti, Dossier immigrazione: il 2019 “annus horribilis”

Le nuove generazioni protagoniste del nuovo Dossier Statistico Immigrazione 2019 realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos in partenariato con il Centro Studi Confronti. Giovani protagonisti tanti sono stati gli studenti degli istituti scolastici, licei e istituti tecnici, presenti al’evento di lancio del Dossier, che si è svolto questa mattina, lunedì 24 ottobre, al Nuovo Teatro Orione a Roma. Ma attenzione sui giovani anche perchè il tema della cittadinanza per le ‘seconde generazion’; di immigrati, la discussione sullo ius soli e lo ius culturae, è uno dei punti al centro del dossier.

Numeri che descrivono appunto un annus horribilis per l’immigrazione: 68.845 arrivi in Europa attraverso il Mediterraneo, dal 1° gennaio al 1° ottobre 2019, 1.314 morti e dispersi nella rotta centrale: una drastica riduzione degli arrivi via mare alla quale si aggiunge la sostanziale chiusura, come si legge nella scheda di sintesi del Dossier, dei canali regolari di ingresso. Intanto, i residenti stranieri in Europa sono 39,9 milioni, in Italia 5.255.503, l’8,7 per cento della popolazione residente (2018). 2.445.000 sono gli occupati stranieri in Italia, il 10,6 per cento del totale lavoratori e 602.180 le imprese condotte da stranieri in Italia, il 9,9 per cento delle aziende complessive.

 

Migranti, a Vicofaro dormono in Chiesa: Vescovo, tutti insieme possiamo fare qualcosa

A Vicofaro i migranti dormono in Chiesa. Il vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, ha chiesto di poter aprire un tavolo interistituzionale per cercare di affrontare e superare l’emergenza per dare una nuova speranza ai migranti. “Da molti mesi la situazione relativa all’accoglienza dei migranti nella parrocchia di Vicofaro – dice il vescovo – è all’attenzione dei media locali, nazionali e dei cittadini. Nelle ultime interviste rilasciate, don Biancalani ha reso noto che i migranti presenti nel complesso parrocchiale superano le 200 presenze”. Secondo Tardelli, “solo tutti insieme potremo davvero far qualcosa per superare questa situazione: questo tentativo vuole esser concreto e di svolta per una vicenda complessa che ha interessato tutta la comunità pistoiese”.

Gandhi, Presidente Pontificio Consiglio dialogo: Testimone di amore e nonviolenza

Gandhi è stato “uno straordinario e coraggioso testimone di verità, amore e nonviolenza e un valoroso protagonista della fratellanza umana e della coesistenza pacifica: faremmo bene a trarre ispirazione dal suo esempio, nel vivere una convivenza pacifica”.Lo ha dettoil cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, per la festività di ‘Deepavali’. “Come credenti radicati nelle nostre convinzioni religiose e con una preoccupazione condivisa per il benessere della famiglia umana possiamo unire le nostre mani con quelle di diverse tradizioni religiose e di tutte le persone di buona volontà e sforzarci di fare tutto il possibile, con un senso di responsabilità condivisa, per costruire una società più fraterna e pacifica”, ha aggiunto.

Sinodo Amazzonia, Arcivescovo Kinshasa: Ha coraggio di osare

L’arcivescovo congolese di Kinshasa Fridolin Ambongo Besungu parla del sinodo dell’Amazzonia e dice ha il “coraggio di osare”. “In questa parte del mondo ognuno fa del suo meglio – dice il cardinale – ma si tratta ovviamente di una pastorale di visita dovuta alla carenza di sacerdoti”. “Il sinodo darà prospettive per il futuro della Regione Panamazzonica. Si tratta di osare – aggiunge il cardinale – Le questioni che vengono poste oggi dal sinodo sull’Amazzonia da noi sono già state vissute. Anche noi, come accade per l’Amazzonia, non avevamo abbastanza preti ma abbiamo fatto in modo che le popolazioni indigene vivessero il rito nella tradizione propria. E vi garantisco che da noi il rito è un’autentica festa”.