Migranti partecipano a operazione straordinaria di pulizia su fiume Arno

Tutti sull’Arno per cercare di ripulire le sponde del corso d’acqua. Protagonisti di questo sono stati i migranti ospiti delle strutture di accoglienza toscane che sono tornati (come già hanno fatto nel 2016 e poi nel 2017) a rimettere ordine lungo il fiume. Con loro, anche diversi cittadini e associazioni. La giornata (organizzata l’8 settembre) è stata organizzata in collaborazione con il Comune, la cooperativa “La pietra d’Angolo”, l’associazione “Io amo Fucecchio”, il Movimento Shalom e l’associazione “Il Padule”.Il 15 settembre sarà la volta di San Miniato in provincia di Pisa, il 22 a Firenze con il Quartiere 4 per poi coinvolgere altri territori toscani tra cui Figline-Incisa (13 ottobre), Lastra a Signa, Rosignano Marittimo e Lucca. “Dopo queste giornate a pulire le sponde dei corsi d’acqua, saranno infatti attivati percorsi ad hoc, rivolti gli ospiti dei centri di accoglienza, per favorire da parte loro l’acquisizione di competenze spendibili sul mercato del lavoro e utili a renderli un domani più autonomi”, spiega l’assessore regionale alla presidenza e all’immigrazione, Vittorio Bugli.

UNHCR: Libia non è un possibile porto di sbarco per i migranti soccorsi nel Mediterraneo

Dopo dieci giorni di duri scontri, mentre la tregua in Libia regge,  l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) lancia un monito: la Libia non è un possibile porto di sbarco per i migranti soccorsi nel Mediterraneo, per via dei ‘gravi abusi’ che questi rischiano di subire in quel Paese. Il monito è stato ribadito in una valutazione (aggiornando le precedenti direttive risalenti al 2015) verso la Liba. ACNUR ha detto che il Paese nordafricano “non soddisfa” i criteri del luogo sicuro, previsti per i porti di sbarco dopo i salvataggi in mare e ha invitato, quindi, gli Stati a “non riportare in Libia i cittadini di Paesi terzi intercettati o soccorsi in mare” e “a garantire che le persone bisognose di protezione internazionale possano accedere a procedure di asilo eque ed efficaci, dopo lo sbarco”. Intanto, in accordo con il ministero dell’Interno libico è stato “organizzato il ricollocamento in un centro di detenzione più sicuro” di 800 migranti che erano in pericolo a causa degli scontri fra milizie a Tripoli in quello di Trik al Matar.

 

Fonte: Migrantes online

Migranti, Oettinger: Commissione Ue non è distratta o sulla difensiva

“E’ nostro interesse avere un’Italia stabile. Ma i finanziamenti perché una economia funzioni non vengono dalla Bce; vengono da banche, assicurazioni e altri investitori privati. L’obbligo di mantenere finanze pubbliche sane è europeo, ma anche di ciascun paese”. E’ quanto ha detto il commissario Ue al bilancio, Oettinger sul quotidiano italiano “Il Corriere della Sera”. Sui migranti, Oettinger prosegue: “La commissione fa quel che può per sostenere l’Italia, con fondi europei e risorse umane. La commissione Ue non è né distratta né sulla difensiva”.

Mondiali Antirazzisti al Sud, da oggi in provincia di Matera

Da oggi a domenica 2 settembre Nova Siri, in provincia di Matera, ospiterà la prima edizione dei “Mondiali Antirazzisti al Sud”, organizzati dall’Uisp. La manifestazione cui parteciperanno squadre composte da migranti e richiedenti asilo prevede tornei di beach volley, beach tennis e basket, che affiancheranno il torneo di calcio a 7, giocato secondo le regole dei Mondiali Antirazzisti: auto-arbitrato e con tempi di 10 minuti ciascuno.

“L’Uisp continua il suo impegno sul tema dell’inclusione ed integrazione attraverso lo sport – dichiara Michele Di Gioia, presidente Uisp Basilicata – L’organizzazione dei Mondiali Antirazzisti al Sud rappresenta un’occasione importante per il nostro territorio. In un momento storico in cui si alimentano paure ed ostilità, noi ribadiamo con determinazione la centralità di occasioni di confronto e dialogo mediante lo sport sociale e per tutti. L’iniziativa si pone nel solco del progetto nazionale Uisp Sportantenne”.

Migranti: Venezuela, l’esodo al contrario degli italiani 

Roma – Più che esodo, quello venezuelano è un “controesodo”. Per tutta la seconda metà del Novecento, la nazione è stata la meta di centinaia di migliaia di stranieri. Italiani inclusi. Nel periodo dalla fine della Seconda guerra mondiale agli anni Settanta, oltre 200mila connazionali si sono trasferiti a Caracas e dintorni, attratti dal boom petrolifero.

Dando vita alla terza comunità italiana più popolosa dell’America Latina. Non a caso, il Venezuela è il secondo Paese al mondo per consumo di pasta. Negli ultimi quattro anni, però, la crisi drammatica ha provocato una repentina inversione di tendenza.

Caracas è ormai terra d’esodo. L’Italia è una delle destinazioni più ambite: in meno di quattro anni sono arrivati in 49.831, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. La maggior parte di questi ha parenti che possano aiutarli nei primi tempi.

Tanti hanno la doppia cittadinanza. Figli e discendenti di espatriati, dunque, si trovano a fare il percorso inverso rispetto a genitori e nonni. Chi non ha il vantaggio dell’origine, sempre più spesso, ricorre alla richiesta d’asilo: nel 2017, queste sono state 544, il 280 per cento rispetto all’anno precedente. (Lu.C. – Avvenire)

Migranti, Valdesi: Europa perde anima quando perde dignità umana

“L’Europa perde la sua anima quando valori come il rispetto per la dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza, lo stato di diritto e la difesa dei diritti umani sono sempre più messi in discussione”. E’ quanto dichiarano il moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardini, e il presidente della Chiesa evangelica della regione dell’Assia e Nassau (area di Francoforte), Volker Jung a Torre Pellice, nel torinese. L’appuntamento nasce alla vigilia del Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste in Italia, si sono incontrati a Torre Pellice (To), per discutere delle sfide sociali attuali. “Entrambe le chiese – proseguono – si impegnano, da tempo e in maniera considerevole, in termini professionali, di volontariato e finanziari a favore di un’accoglienza umanitaria dei rifugiati e della loro integrazione nelle società. Con il programma ‘Essere chiesa insieme’ le comunità valdesi e metodiste in Italia si sono aperte alle persone provenienti soprattutto dall’Africa”.

Migranti, Raspanti: Problema che non si può affrontare con frasi fatte

“Quello dell’immigrazione è un problema complesso che non si può affrontare con risposte banali e frasi fatte. E’ complesso sia all’interno, cioè in nel nostro amato Paese, come pure in Europa, perché richiede la capacita’ di soccorrere, di accogliere, ma anche di ascoltare i cittadini quando esprimono disagio. Occorre farlo con sapienza, perché non prevalga la reazione ideologica, aggressiva, che in fondo finisce (magari in modo non voluto) per alimentare divisioni”. E’ quanto ha detto Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, vicepresidente per il Sud della Conferenza episcopale Italiana. “Laddove abbiamo chance anche piccole di potere alloggiare – dice in una intervista ad Avvenire – , accogliere e tentare di integrare persone che arrivano, è nostro dovere farlo. Questo già avviene. Sempre di più questo impegno che coinvolge tante realtà della Chiesa va valorizzato. E in queste ore lo si è fatto ancora. Poi c’è il lavoro culturale: continuare a immettere nel dibattito, con umiltà e con chiarezza, senza la volontà di dividere, principi e valori condivisi. Occorre continuare a lavorare nei singoli territori, collaborando con le prefetture, con le amministrazioni, con la gente comune, facendo rete grazie all’associazionismo e agli organi ecclesiali. Dobbiamo continuare a trasmettere il valore della fraternità, facendo prima che predicando. In questo sono essenziali i media cattolici, che oggi sono tra i pochi ad avere capacita’ di ascolto capillare e globale. In altre parole, la nostra missione e’ quella di “distribuire il buon odore di Cristo”.

Migranti, Staglianò: Speranza è che l’Italia resti umana

non esiste l’Europa, l’Italia agonizza: la linea dura del governo sta ottenendo ‘risultati’ apprezzati da molti, ma e’ come l’ultima luce di una candela che si sta spegnendo. La speranza (non solo cristiana) e’ che l’Italia resti umana”, E’ quanto ha detto il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò riferendosi alla questione dei migranti e della vicenda della nave Diciotti. 

 

Papa: Crisi migratoria esige saggezza e ampiezza vedute

“Forse la sfida che più provoca le nostre coscienze in questi tempi è la massiccia crisi migratoria, che non è destinata a scomparire e la cui soluzione esige saggezza, ampiezza di vedute e una preoccupazione umanitaria che vada ben al di là di decisioni politiche a breve termine”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante un suo discorso in Irlanda. Il Pontefice si è detto “ben consapevole della condizione dei nostri fratelli e sorelle più vulnerabili”, mandando il suo pensiero “specialmente alle donne che nel passato hanno patito situazioni di particolare difficoltà”. “Troppo spesso ci sentiamo impotenti di fronte ai mali persistenti dell’odio razziale ed etnico, a conflitti e violenze inestricabili, al disprezzo per la dignità umana e i diritti umani fondamentali ed al crescente divario tra ricchi e poveri. Quanto bisogno abbiamo di recuperare, in ogni ambito della vita politica e sociale, il senso di essere una vera famiglia di popoli! E di non perdere mai la speranza e il coraggio di perseverare nell’imperativo morale di essere operatori di pace, riconciliatori e custodi l’uno dell’altro”, ha aggiunto.

Migranti, Perego: Porti luoghi da cui si guarda chi arriva dal mare

“Paolo, che parla nel grande porto di Corinto, ci ricorda che l’Assunta e’ sinonimo di risurrezione, di vita, di pace. Chi ha fede in Gesu’ e si affida a Lui risorgera’, la sua vita avra’ una fine nell’abbraccio con il Padre. Se queste parole dal porto di Corinto arrivassero nei nostri porti, dove morte e vita si affrontano, chiuderemmo o spalancheremmo i nostri porti?”.E’ quanto ha detto l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego, nell’omelia della messa dell’Assunta. “Se per ogni persona il destino è la risurrezione e la vita, come credenti potremmo accettare di abbandonare alla morte tanti nostri fratelli e sorelle? Il porto non e’ il luogo da cui guardare la citta’, ma e’ il luogo da cui si guarda il mare e chi arriva dal mare”, ha aggiunto. “Oggi, purtroppo, siamo abituati a vedere e a denunciare immagini di un deserto, tappa di un cammino, di una fuga dalla morte da parte di donne e uomini, che diventa luogo della tratta degli esseri umani, della violenza e degli stupri: non rifugio, ma tomba”, ha proseguito Perego.