Presentato decalogo contro Fake News migranti

Le migrazioni fanno parte della storia dell’uomo. Ecco perché dopo l’incontro “Migranti e salute” che si è tenuto a Palermo, e promosso dall’Associazione medici endocrinologi, è stato presentato un decalogo contro le Fake news sui migranti. Eccolo: 1) Gli immigrati residenti in Italia sono notevolmente aumentati nel corso degli ultimi cinque anni? No l’incremento è solo dello 0,3%. 2) Gli immigrati vengono principalmente dall’Africa? No, solo il 20%. 3) Gli immigrati sono nella maggior parte musulmani? No, sono prevalentemente cristiani (52%), solo il 32% musulmani. 4) Gli immigrati portano nuove malattie? No nessun dato statistico depone in tal senso. Di solito gli immigrati sono “sani”. L’immigrato è un progetto di vita e, per tale motivo, le persone che decidono di emigrare sono persone sane, sulle quali sono caricate aspettative di riscatto per sè stesso e per la famiglia che resta nel paese d’origine. 5) Gli immigrati portano TBC, HIV, Epatiti? No, i tassi di incidenza sono stabili o in riduzione sia nella popolazione italiana che fra gli immigrati. 6) Gli immigrati si ammalano di più? No, almeno non per cause pregresse ma solo durante il soggiorno in Italia, per mancato accesso alle cure. 7) Gli immigrati sottraggono risorse economiche al nostro paese? No, il saldo globale secondo i dati Istat è positivo per l’Italia.

L’apporto degli immigrati alle finanze pubbliche italiane, in termini di imposte e contributi sociali versati, eccede quello dei benefici da essi ricevuti, soprattutto perché molte delle spese relative alla salute in Italia sono strettamente legate all’età. Ne consegue che l’immigrazione offre un contributo netto positivo anche al nostro sistema di welfare, come recentemente ribadito nella relazione annuale del Presidente dell’Inps. 8) Gli immigrati maschi si recano in PS per malattie infettive o sessualmente trasmesse? No la prima causa sono i traumatismi sul luogo di lavoro. Gli immigrati spesso trovano lavoro in situazioni non regolari, di lavoro nero dove le più basilari norme di prevenzione degli infortuni non sono attuate. 9)

Gli immigrati irregolari sono quelli che arrivano con i barconi? No il maggior numero è costituito da immigrati che perdono il diritto di soggiorno (75%), per lo più perché ha perso il lavoro. Alla radice di tutto c’è l’impianto della legge sull’immigrazione, che lega indissolubilmente il permesso di soggiorno al contratto di lavoro. Tra il 2014 e il 2015 ben 300mila permessi di soggiorno non sono stati rinnovati: si stima che 100mila immigrati se ne siano andati, ma altri 200mila sono rimasti qui, senza un documento, obbligati a vivere e a lavorare in nero. 10) La maggior parte degli immigrati residenti in Europa vive in Italia? No soltanto il 10%.

LIbia: Exodus dalla Tunisia

Tunisi- “ Al campo migranti di Qasr Bin Gashsir si sta per consumare una carneficina, con cinquecento migranti, bambini, donne e uomini, che ormai da sei giorni sono senza cibo e con scarsissime scorte d’acqua. Oggi pomeriggio le forze di polizia del governo di Tripoli sono arrivate al campo e hanno provato a trasferire i migranti nel campo di Zintan. Quelle donne e quegli uomini si sono rifiutati di salire sui pullman e hanno chiesto di essere immediatamente evacuati dalla Libia. Sul piatto di questa trattativa che l’Europa finge di non conoscere, quelle persone hanno messo le loro vite”: è il racconto di Michelangelo Severgnini, il fondatore della piattaforma Exodus, che ormai da quasi un anno raccoglie in diretta le voci e i volti dei migranti africani diventati schiavi nei lager libici.

Il campo di Qasr Bin Gashsir si trova esattamente sulla linea di fuoco dei combattimenti tra le forze di Tripoli e l’esercito del generale Haftar. “Dopo una lunga trattativa con i poliziotti libici – continua Severgnini, che ha raccolto le testimonianze direttamente dai migranti bloccati a Qasr Bin Gashsir – quelle persone hanno scelto di non salire su quei pullman che avrebbero dovuto attraversare le aree dei combattimenti. Sono donne e uomini allo stremo delle forze, chiedono disperatamente di essere salvati dall’Europa e si oppongono all’ennesimo trasferimento forzato nell’ennesimo campo dove le loro vite sono appese alla volontà dei carcerieri”.

Libia, Grandi: “1500 rifugiati nei centri di detenzione di Tripoli”

Ammontano a circa 1.500 i rifugiati e i migranti che si trovano nei centri di detenzione a Tripoli e la cui vita è a rischio. A dirlo è l’Alto commissario per i rifugiati Filippo Grandi, sottolineando che ”queste persone si trovano nelle circostanze più vulnerabili e pericolose”. Grandi ha chiesto una evacuazione, spiegando come loro”devono essere urgentemente messi in sicurezza. Si tratta di una questione di vita o di morte”.

Migranti, Nasce piccola biblioteca per dialogo con mondo arabo

Nasce a Bologna una nuova biblioteca bilingue con un unico obiettivo: favorire lo scambio interculturale. E’ la “Piccola biblioteca” realizzata nell’ambito della Children’s book fair. Sono circa 100 tra albi illustrati e romanzi a farne parte. L’iniziativa fa parte del progetto internazionale denominato appunto “Piccole biblioteche in lingua araba-Pledge a library” promosso dalla Kalimat Foundation for children’s empowerment, ramo della casa editrice degli Emirati arabi Kalimat che ha fornito i testi insieme a Gallucci editore, e “importato” in Italia da Ibby, progetto internazionale che punta sul libro per ragazzi come strumento di pace. Quella bolognese è la prima in Italia, ma ne apriranno, secondo le intenzioni, altre dieci.

Migranti, Papa: Costruttori di muri diventeranno loro prigionieri

“I costruttori di muri, che siano filo spinato o di mattone, diventeranno prigionieri dei loro muri”. E’ quanto ha detto Papa Francesco, nel volo di ritorno dal viaggio apostolico in Marocco. “Coloro che invece costruiscono ponti andranno tanto avanti. Perchè costruire ponti è qualcosa di oltre l’umano perchè ci vuole tanto sforzo. Mi ha sempre toccato tanto una frase del romanzo di Ivo Andrich, ‘Il ponte sul Drina’: lui dice che il ponte è fatto da Dio con le ali degli Angeli perchè gli uomini comunichino, perchè gli uomini possano comunicare. Il ponte è per la comunicazione umana. E questo è bellissimo e l’ho visto qui in Marocco”, ha aggiunto.

Migranti, alla Frontiera tra Spagna e Marocco le lacrime del Pontefice

Una frontiera di filo spinato su cui c’è solo da piangere. E’ quella che separa le cittadine spagnole di Ceuta e Melilla dal Marocco. E’ lo stesso Pontefice, Papa Francesco, a confessare di aver pianto per questo confine che, divide le due nazioni nel continente africano. “Ho pianto perchè non mi entra nella testa e nel cuore tanta crudeltà – ha spiegato il pontefice – Coloro che costruiscono i muri finiranno prigionieri delle barriere che hanno costruito. Invece quelli che costruiscono ponti, andranno tanto avanti”.

Europa, Becciu: Nata da capacità si superare discriminazioni

“Nella seconda Regola, Benedetto ammonisce: ‘L’abate non faccia distinzione di persone in monastero’. Questa pagina e’ di grande attualità. Nella crescente e preoccupante opposizione di questi giorni tra italiani e stranieri, che fa risorgere atteggiamenti di intolleranza e divisione, occorre ricordare che l’Europa dei popoli è nata dalla capacità di superare le discriminazioni tra latini e barbari, liberi e schiavi, poveri e ricchi, insegnata da Benedetto”. E’ quanto ha detto il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale angelo Becciu, nell’occasione della solennità di San Benedetto nel monastero di Montecassino. “E’ stato il monastero ad amalgamare i poveri e a creare la pax cristiana.

Guidato dalla luce del Vangelo e non da pregiudizi culturali o egoismi di parte, l’Abate ha esercitato la carità verso ognuno, senza distinzione e ha concorso a creare l’unità e la pace – ha aggiunto – Si è trattato di un cammino lento e progressivo, non privo di difficoltà, come lo sarà il cammino verso un nuovo assetto che l’Europa deve affrontare in questo cambiamento d’epoca caratterizzato da inarrestabili migrazioni di popoli”.

Mediterraneo, Bassetti: E’ frontiera di pace

Mediterraneo, Bassetti: E’ frontiera di pace dove è possibile “stringere un patto e assumerci un impegno per essere costruttori” di armonia e riconciliazione. E’ questo l’obiettivo di un incontro per la pace nel Mediterraneo che si terrà a Bari dal 19 al 23 febbraio 2020. L’Osservatore Romano riferisce come si sia svolta una riunione a Roma del comitato scientifico-organizzatore tenuta dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. “Dobbiamo osare la pace. Abbiamo tutti sperimentato alla luce della storia passata che non c’e’ pace senza Mediterraneo – ha spiegato – il Mediterraneo, se non unisce, può dividere il mondo, e chi soffre di piu’ per questa divisione, direbbe il Papa, sono sempre i poveri”.

 

Foto: Avvenire

Impagliazzo (S. Egidio): In Italia clima indurito verso poveri e stranieri

“Possiamo confermare che in Italia c’è un indurimento del clima verso le persone più povere in generale, ma particolarmente verso le persone straniere, coloro che vengono dall’Africa ma anche dall’Asia. Questo non è solo un portato di certe politiche o messaggi che vengono dati – certamente questi aggravano la situazione – ma è un portato del mondo globalizzato”. E’ quanto ha detto il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, in una intervista per Tpi. “In Italia ci sono forze e energie di solidarietà e accoglienza che si sono volute esprimere con i corridoi umanitari.

Quando dai alle persone – continua – la possibilità di fare del bene, molte rispondono di sì. Hanno capito che tante volte la vita di una persona vulnerabile dipende da un nostro ‘si” o da un nostro ‘no’. Tutti i ‘no’ che stiamo dicendo sono porte in faccia che chiudiamo violentemente davanti a persone soffrono, in primo luogo per la guerra. Papa Francesco parla di ‘terza guerra mondiale a pezzi'”, ha proseguito.

Bagnasco: Integrazione possibile, basta volerlo

“L’integrazione è possibile, basta volerlo. La buona volontà da parte dei ragazzi la vediamo, cosi’ come c’è da parte nostra, della diocesi, e questa struttura lo dimostra”. E’ quanto ha detto l’Arcivescovo di Genova, il Cardinale Angelo Bagnasco, visitando il Campus di Coronata che offre una serie di progetti di integrazione per migranti.

“L’appello e’ quello di stringerci ancora di piu’ negli altri per fare il bene – ha detto – Questa e’ una cosa che non fa bene solo a chi lo riceve, come questa struttura, ma a Genova stessa. Tanto piu’ cresce la sensibilita’ verso il bisogno degli altri, piu’ la societa’ intera cresce”.

Venezuela, Unhcr apre centro accoglienza in Colombia per migranti

L’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha aperto un centro di accoglienza per dare sostegno ai rifugiati e ai migranti vulnerabili provenienti dal Venezuela. E’ in Colombia. E’ un Centro di assistenza integrata a Maicao, nella regione colombiana di La Guajira. E’ stato istituito su richiesta delle autorità nazionali e locali, e ha una capacità iniziale di 350 posti. Le persone più vulnerabili potranno avere lì un riparo, cibo, acqua, cure mediche di base e altri servizi. Il centro di accoglienza.