Giornata internazionale della donna, le scalabriniane lanciano una campagna social per il riscatto delle migranti

“Sono oltre 260 milioni le donne migranti del mondo. Viaggiatrici e testimoni di speranza, di forza, della capacità di voler cambiare il mondo. E’ per questo motivo che, in occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, abbiamo scelto 7 immagini di donne migranti che esprimono la voglia di riscatto, di lotta alle violenze e ai soprusi e che vedono nelle donne essere un pilastro dei valori fondamentali e universali della società. La campagna è rilanciata da tutte le comunità dove le scalabriniane sono operative”. A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie Scalabriniane, congregazione religiosa che sin dalla sua fondazione si occupa dei migranti. La campagna è stata lanciata in tre lingue (italiano, inglese e portoghese) sulle pagine social delle stesse suore. “L’obiettivo è quello di rendere virali concetti universali dell’accoglienza, dell’integrazione, della promozione e della protezione, aggiungendo, però, aspetti di storie più tipiche dell’universo femminile, come le violenze che si trovano costrette a subire anche durante la loro migrazione – ha aggiunto suor Neusa – Ci sono piccole e grandi azioni che fanno crescere l’autostima delle donne e la loro voglia di riscatto: è anche su questo tema che è giusto lavorare. Le donne consacrate sono a servizio delle migranti, donne che hanno nel loro animo la dimensione della vita stessa. La Chiesa è ‘madre’ e Papa Francesco più volte ha avuto modo di esprimerlo e declinarlo in modo concreto”.

Superare la globalizzazione dell’indifferenza, seguendo il buon samaritano

E’ necessario superare la “globalizzazione dell’indifferenza” seguendo l’esempio del buon samaritano. E’ quanto ha scritto Papa Francesco nel messaggio per la Campagna della Fraternità 2020 che si apre in Brasile. “Siamo certi che il superamento della globalizzazione dell’indifferenza sarà possibile solo se siamo disposti a imitare il buon samaritano – scrive citando la Evangelii Gaudium – Questa parabola, che ci ispira così tanto a vivere meglio il tempo quaresimale, ne indica tre atteggiamenti fondamentali: vedere, provare compassione e cura. Come Dio, che ascolta la richiesta di sollievo per coloro che soffrono, dobbiamo aprire i nostri cuori e le nostre menti. Risuona in noi il grido di fratelli e sorelle che hanno bisogno di essere nutriti, vestiti, ospitati, visitati”. “Rafforziamo la nostra compassione, lasciamoci sfidare dal dolore di chi soffre e non riesce a trovare nessuno che lo aiuti”.

Mediterraneo, il summit dei vescovi sarà biennale

“L’immagine più bella dell’incontro di Bari che mi porto nel cuore è quella di un fratello, un vescovo francescano che veniva dalla Siria che ci ha mostrato un video. Bambini nudi, in mezzo alla neve, senza pane. Vivono in condizioni terribili. Ci ha detto: ‘noi come Chiesa qui ci siamo’. Quel sentir dire con forza ‘Noi ci siamo’, credetemi, ci ha incoraggiato ad affrontare le nostre battaglie con più  decisione, più forza e anche con più rispetto nei loro confronti”.  Lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, durante un’intervista di Rai Vaticano per lo Speciale “Mediterraneo di Pace”, che andrà in onda su Raiuno, domenica 1 marzo. Il summit dei Vescovi Cattolici sul Mediterraneo, spiega Bassetti, “avrà cadenza biennale”.

Indonesia, entro il 2020 il Papa visiterà Jakarta

Prosegue la testimonianza che il Pontefice sta facendo per l’Asia. Il prossimo settembre Papa Francesco potrebbe presiedere una celebrazione eucaristica allo stadio Gelora Bung Karno di Senayan, a Jakarta (Indonesia). A dirlo è stato il cardinale Suharyo Hardjoatmodjo, presidente della Conferenza episcopale indonesiana. Il programma della visita del pontefice sarebbe in via di definizione. In un’intervista al Jakarta Post, l’arcivescovo di Jakarta ha detto che  “una delegazione vaticana visiterà il Paese a marzo; dopo di che avrà luogo l’annuncio ufficiale su impegni ed attività del pontefice”. In programma dovrebbe esserci anche la visita alla grande moschea Istiqlal. Tra i problemi che maggiormente attanagliano lo Stato, quello dei migranti ambientali.

Europa, Papa: Viviamo il pregiudizio dei populismi

“Oggi in Europa stiamo vivendo il pregiudizio dei populismi, i Paesi si chiudono e tornano le ideologie. Ma non soltanto nuove ideologie – qualcuna c’è – ma tornano le vecchie, le vecchie ideologie che hanno fatto la seconda guerra mondiale”. A dirlo è Papa Francesco. Ciò accade “perchè non si ascolta la realtà com’è”, ha proseguito, “C’è una proiezione di quello che io voglio che si faccia, che io voglio che si pensi, che ci sia… è un complesso che ci fa sostituire a Dio creatore: noi prendiamo in mano la situazione e operiamo: la realtà è quello che io voglio che sia. Poniamo dei filtri. Ma la realtà è un’altra cosa. La realtà è sovrana. Piaccia o non piaccia, ma è sovrana. E io devo dialogare con la realtà”.

Il Papa in Giappone: Le armi nucleari incompatibili con la pace

“La pace e la stabilità sono possibili solo a partire da un’etica globale di solidarietà e cooperazione al servizio di un futuro modellato dall’interdipendenza e dalla corresponsabilità nell’intera famiglia umana di oggi e di domani”. A dirlo è Papa Francesco nel corso della sua visita a Nagasaki, in Giappone. “Le armi nucleari sono incompatibili con la pace e la stabilità internazionale”, aggiunge.

“Uno dei desideri più profondi del cuore umano è il desiderio di pace e stabilità – spiega Francesco – Il possesso di armi nucleari e di altre armi di distruzione di massa non è la migliore risposta a questo desiderio; anzi, sembrano metterlo continuamente alla prova. Il nostro mondo vive la dicotomia perversa di voler difendere e garantire la stabilità e la pace sulla base di una falsa sicurezza supportata da una mentalità di paura e sfiducia, che finisce per avvelenare le relazioni tra i popoli e impedire ogni possibile dialogo”.

“L a Chiesa Cattolica – dice Francesco davanti a 35mila fedeli – è irrevocabilmente impegnata nella decisione di promuovere la pace tra i popoli e le nazioni: è un dovere per il quale si sente obbligata davanti a Dio e davanti a tutti gli uomini e le donne di questa terra. Non possiamo mai stancarci di lavorare e di insistere senza indugi a sostegno dei principali strumenti giuridici internazionali di disarmo e non proliferazione nucleare, compreso il Trattato sul divieto delle armi nucleari”.

In Thailandia bisogna sanare le piaghe dello sfruttamento, specie di donne e minori

“Ho incoraggiato l’impegno per l’armonia tra le diverse componenti della nazione, come pure perché lo sviluppo economico possa andare a beneficio di tutti e siano sanate le piaghe dello sfruttamento, specialmente delle donne e dei minori”. Lo ha detto Papa Francesco parlando della Thailandia e riferendosi al suo recente viaggio apostolico in Asia.

Mondo, Papa: Invece di sostenere bimbi si sostengono produzioni armi

“Tante volte mi viene da pensare che le notizie sono un racconto di odio per distruggere: attentati, guerre”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante una messa a Santa Marta.  E’ vero, dice, che “tanti bambini muoiono di fame, di malattie” perché manca acqua, istruzione ed educazione sanitaria. “Ma perché – prosegue – i soldi che servirebbero per questo vanno per fabbricare le armi e le armi sono per distruggere”. Citando l’apostolo Giacomo, prosegue: “La lingua è un’arma feroce, uccide. Il chiacchiericcio uccide, la calunnia uccide. ‘Ma, padre, io sono stato battezzato, sono cristiano praticante, come posso diventare un assassino?’. Perché  dentro di noi abbiamo la guerra. Caino e Abele erano fratelli ma la gelosia, l’invidia di uno distrusse l’altro”.

Il Papa e l’Arcivescovo di Canterbury riflettono su questione Sud Sudan

Papa Francesco ha ricevuto in udienza l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, primate della Chiesa anglicana. “Nel corso degli amichevoli colloqui ci si è soffermati sulla condizione dei cristiani nel mondo e su alcune situazioni di crisi internazionale, con particolare riferimento alla dolorosa realtà in cui versa il Sud Sudan”, spiega la Santa Sede in una nota. Su questo il Pontefice e l’arcivescovo hanno concordato che “se la situazione politica nel Paese dovesse permettere la costituzione di un governo transitorio di unità nazionale nei prossimi 100 giorni, alla scadenza dell’accordo firmato nei giorni scorsi a Entebbe, in Uganda”, si recheranno in visita nel Sud Sudan.

Globalizzazione, Papa: Non è cattiva, ma se tutti devono essere uguali è una minaccia

“La globalizzazione è un dato di fatto, nell’attuale fase del mondo e della storia e non è di per sé una cosa cattiva. Ma può diventare una minaccia se viene portata avanti con la pretesa di appiattire tutto, di rendere tutti uguali, come se fosse una sfera, cancellando le ricchezze e le particolarità di ogni popolo”. Lo ha detto Papa Francesco nel libro ‘Senza di Lui non possiamo far nulla’, una conversazione con lo scrittore e giornalista Gianni Valente. “Se la globalizzazione è una sfera nella quale ogni punto è uguale, equidistante dal centro, annulla le differenze e non è buona. Se invece la globalizzazione viene concepita secondo il modello del poliedro, nel quale tutte le facce sono unite ma ognuna conserva la sua particolarità, allora può essere uno strumento di incontri fra persone e fra popoli”.