Oim, Antonio Vitorino eletto direttore generale

A​ntonio Vitorino è stato eletto direttore generale dell’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Una posizione all’interno dell’istituzione che era sempre stata occupata dagli Stati Uniti. I due candidati rimasti per il ballottaggio erano Vitorino e l’attuale vice capo dell’Oim, Laura Thompson.

Migranti, anche Crln partecipa negli Usa a protesta contro Trump

Anche il Crln (il Chicago religious leadership network on Latin America) ha partecipato alla marcia organizzata negli Stati Uniti d’America lo scorso 30 giugno contro la decisione dell’amministrazione Usa di separare i bimbi migrati dal resto della loro famiglia. Si tratta, spiegano, di una “politica crudele”. “Dobbiamo porre fine a tutto questo”, aggiungono. La marcia a cui ha partecipato il Crln si è tenuta a Chicago, a partire da Washington street e fino a Daley Plaza.

Migranti, associazioni scalabriniane: da Trump politiche disumane e perverse

“Noi Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane con la missione di seguire i migranti e i rifugiati, preoccupate e impegnate ad accompagnare nel cammino e nei processi migratori i nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati nel mondo, ci uniamo alla voce delle Chiese, delle organizzazioni civili e delle organizzazioni internazionali di fronte alle politiche migratorie disumane che il presidente Trump e il suo governo hanno preso”. E’ quanto dichiarano in una nota una serie di organizzazioni scalabriniane. “Le politiche di immigrazione degli Stati Uniti, rappresentate dal presidente Trump, segnano il desiderio e la volontà più profonda: quella dello Stato di ‘tolleranza zero’ nei confronti della popolazione migrante. Non è solo il presidente Trump che si vanta di menzionare la strumentalizzazione di bambini e adolescenti e la sanguinosa separazione dei genitori e delle madri: è l’intero apparato dello Stato che giustifica che le decisioni politiche prese e le proposte siano corrette. Sono le autorità con un maggior raggio di azione che non osano ad avere una politica umana di rispetto, protezione ed empatia nei confronti di questa popolazione violando le politiche economiche e sociali dei Paesi del G20 e del G8 contro lo sviluppo, la promozione e lo stesso essere umano”. “Hanno oltrepassato il tollerabile – aggiungono – con l’uso di bambini e adolescenti migranti come moneta per attuare la ‘politica di tolleranza zero’ che ha raggiunto l’estremo, senza scrupoli, senza etica e senza morale. Se c’è qualcosa per cui oggi alziamo le nostre voci e ci uniamo a quelle di tutte le altre organizzazioni, Chiese, movimenti e organizzazioni internazionali che ci hanno preceduto con la loro denuncia, è perché chiediamo un rispetto umano,degno e che promuova il diritto superiore della tutela del bambino e dell’adolescente.

Chiediamo l’unificazione delle famiglie, per non ripetere il dramma e la crudeltà che rappresenta la separazione che genera altra violenza sia per i bimbi sia per le loro famiglie, violenza che già hanno avuto per la fuga dal proprio Paese di origine. Inoltre chiediamo il rispetto del diritto internazionale e dei trattati internazionali che sostengono, proteggono e promuovono i diritti dei bambini e degli adolescenti: per stare con le loro famiglie, vivere in pace, giocare, ridere, sognare.

Chiediamo ai Paesi di origine di fermare il lassismo sulle politiche di sviluppo e di radicazione, in modo che le persone non siano costrette a migrare nelle condizioni in cui oggi emigrano. Uno stop, questo, che avvenga prima del pianto straziante che richiede giustizia e che per il quale da oltre 10 anni non abbiamo visto cambiamenti favorevoli per l’esercizio del diritto a non migrare per trovare condizioni decenti”.

“Esortiamo a considerare le cause che costringono a far fuggire disperatamente le famiglie con i loro bambini e adolescenti, queste sono già traumatiche, aggiungendo inoltre le dure condizioni del viaggio. Invitiamo a cercare alternative umane e adeguate, per ordinare la migrazione considerando il contesto globale e non solo parziale e vantaggioso per il Paese in cui arrivano. Condanniamo gli arresti, le detenzioni, le criminalizzazioni e le deportazioni immediate che coinvolgono i bambini, perché questo li traumatizzerà per il resto della loro vita.

La storia ci dice cosa è meglio scrivere per la speranza di un mondo migliore rispetto a quello che stiamo vivendo, sapendo che tutti, non importa in quale nazione siano nati, sono stati affidati a una missione e che con reciproco rispetto raggiungeranno il bene dell’umanità.

Come Suore Missionarie Scalabriniane, vi invitiamo a incontrare il Gesù di Nazareth che si fa Bambino e si presenta piccolo, vulnerabile, fragile e richiede da parte nostra, la cura, la protezione, l’​affidamento, la protezione, la promozione e l’integrazione come pure raccomandato da Papa Francesco”.

Hanno firmato questa nota, l’associazione delle Suore Scalabriniane di Tegucigalpa (Honduras), l’Assmi Associazione scalabriniana di Servizio ai migranti di San José (Costa Rica), l’Smr, Servizio migranti e rifugiati di Città del Messico (Messico), l’associazione civica Padre Giuseppe Marchetti di Jalisco (Messico), l’Ascala, l’Associazione scalabriniana al servizio della mobilità umana, di San Pedro de Macoris (Repubblica Dominicana), l’associazione civica Madre Assunta di Tijuana (Messico), la missione scalabriniana di Quito (Ecuador), l’Imdh, l’Istituto dei diritti umani di Brasilia (Brasile), il Csem, il Centro scalabriniano di studi migratori di Brasilia (Brasile), l’Ascm, l’Associazione scalabriniane con i migranti di Roma (Italia), l’Assmi, l’associazione scalabriniane a servizio per/con i migranti di Roma (Italia) e l’associazione “Porta sul mondo” di Piacenza (Italia).

Giornata rifugiato, Scalabriniane: Condividere il viaggio di chi parte forzatamente

“In questa giornata è essenziale capire come le politiche migratorie non possono essere dettate da espressioni ‘di pancia’; invece questa giornata è un’occasione di riflessione, di azione, di decisione sulle responsabilità personali quotidiane, che possono abbattere i muri di gomma e quel  muro di ‘no’ alla solidarietà che apparentemente sembrano innalzarsi sempre più. Le ultime immagini, parole, atteggiamenti legati alla nave Acquarius sono stati come un’onda; non è mai accaduta tanta chiusura”.  E’ quanto dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle missionarie scalabriniane, che sin dalla loro fondazione si occupano di migrazione.

Il Mediterraneo, così come il Sudest asiatico, l’Africa, il Venezuela, il Messico, sono solo alcuni dei luoghi ‘caldi’ e certamente la politica dei corridoi umanitari è una strategia, una soluzione percorribile e utile per salvaguardare le persone e la loro dignità, spesso deturpata durante il viaggio; i corridoi umanitari sono anche un modo per isolare coloro che approfittano senza scrupolo della miseria umana, vendendo la loro libertà. La lotta ai trafficanti internazionali di esseri umani penso sia un punto dal quale non ci si possa tirare indietro. Ma davanti a un grido di dolore di centinaia, migliaia di persone, non possiamo rimanere indifferenti, nè chiudere gli occhi; come dice Papa Francesco: ciascuno di noi è chiamato ad essere vicino ai rifugiati, a trovare con loro momenti d’incontro, a valorizzare il loro contributo, perché anch’essi possano meglio inserirsi nelle comunità che li ricevono.

Migranti, Parolin: Emergenza è fenomeno strutturale

“La soluzione deve essere comune, non si può gettare soltanto sulle spalle di un Paese il peso e la responsabilità di risolvere di questo fenomeno: crediamo che ci possa essere una strada umana e solidale di affrontare questo problema”. E’ quanto ha detto il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che ha sottolineato come “il problema migratorio”, sia “un’emergenza che dobbiamo affrontare e ormai un fenomeno strutturale, almeno fino a quando non si risolveranno i problemi dei Paesi di provenienza, come guerre, conflitti, miseria, fame, sottosviluppo”.

Migranti, Scola: Ospitalità sia pienamente rispettosa dignità

“La via del Signore, la giustizia e il diritto sono condizioni per una vita buona e per una reale amicizia civica dentro la città. Esse hanno il loro valore solo se applicate, nel rispetto delle loro forme specifiche, a tutti, a partire da quanti sono nel bisogno e nel bisogno radicale: i bambini, gli anziani, gli ammalati, quanti sono nell’ombra della morte, gli scartati e gli immigrati. A questo proposito l’ospitalità richiamata con forza fin dall’Antico Testamento dev’essere sempre, in una società civile, pienamente rispettosa della dignità umana di ciascuno, generosa, ordinata e condivisa”. Lo ha detto l’arcivescovo emerito di Milano, il cardinale Angelo Scola.

Migranti, incontro Santa Sede-Messico: Va fatta governance globale flussi

Va fatta “una governance globale dei flussi migratori, fondata sulla corresponsabilità di tutti gli attori istituzionali e privati, al fine di assicurare una migrazione sicura, ordinata e regolare a vantaggio di tutte le persone interessate, e che aiuti a generare le condizioni affinché la migrazione sia una decisione volontaria e non una necessità”. E’ quanto si legge nel comunicato conclusivo del Colloquio tra il Vaticano e il Messico. “Per tale motivo vogliamo continuare a contribuire attivamente al processo che porterà le Nazioni Unite ad adottare un Patto Mondiale per una Migrazione Sicura, Regolare ed Ordinata nel corso di questo anno. Ugualmente, considerando la complessità dei flussi migratori contemporanei, riteniamo importante insistere sull’opportunità di armonizzare questo Patto con il Patto Mondiale sui Rifugiati”, è scritto.

Migranti, incontro Santa Sede-Messico: Bambini soffrono di più conseguenze

“I bambini sono quelli che più stanno soffrendo le conseguenze delle migrazioni forzate”. Questo il contenuto di un comunicato che è stato diffuso nel colloquio tra Santa Sede e Messico sulle migrazioni. C’è “la necessità di insistere sulla centralità della persona umana in ogni esercizio politico, compreso quello diretto a regolamentare i flussi migratori, riaffermando l’inviolabilità dei diritti umani e della dignità di ogni essere umano che si sposta”.

Migranti, Scalabriniane: Vite da salvare, seguire moniti evangelici indicati da Papa

“Ci sono 629 vite umane che vanno salvate, si fa confusione tra salvare e accogliere e questo a prescindere dalle scelte politiche. Il caso, o meglio, le persone presenti sulla nave Aquarius sollecita il nostro essere persone con una coscienza morale che deve rabbrividire di fronte a questa situazione che sembra stia trattando di affari umani e non di persone”. E’ quanto dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie Scalabriniane, congregazione che sin dalla sua fondazione si occupa dell’assistenza ai migranti. “La vera lotta è da fare nei riguardi dei trafficanti di esseri umani, criminali senza scrupoli che approfittano delle speranze della povera gente – ha aggiunto – I corridoi umanitari sono una soluzione per gestire questi flussi ma è necessario che tutti capiscano come i 4 verbi indicati da Papa Francesco, ‘accogliere’, ‘proteggere’, ‘promuovere’ e ‘integrare’ siano alla base di un percorso concreto di pace, dialogo e convivenza civile. La politica sta utilizzando criteri rigidi, di strapotere, perché il loro pensiero non rappresenta tutta l’Italia o l’Europa, per cui è da combattere anche questo agire politico. Si dia priorità a quella povera gente, disperata, a quel grido che spetta a noi raccogliere”.

Migranti, don Aldo Buonaiuto: Non lasciarli soli

“Un certo assistenzialismo europeo, con i soldi immessi per la gestione dell’accoglienza che spesso vengono utilizzati invece da chi fa affari sulla pelle dei profughi, appare troppo spesso come una mancia data all’Italia da parte di chi preferisce girarsi a favorire certe organizzazioni. L’isolamento italiano sulla questione Migranti in Europa è insomma speculare all’indifferenza nei confronti dei Migranti: si lascia solo il governo italiano esattamente come si lasciano al loro destino i profughi e i diseredati”. E’ quantoi ha scritto sul giornale online Interris, don Aldo Buonaiuto, della comunità Papa Giovanni XXIII. “Lo stile di Ponzio Pilato – osserva don Buonaiuto sulla vicenda Aquarius – vive a Bruxelles, e ci auspichiamo che possa presto lasciare spazio al solo europeismo possibile: quello umanistico, laico e cristiano, in cui l’assunzione di responsabilità, la solidarietà e il rispetto delle leggi sono inseparabili. L’Europa di San Benedetto e di Erasmo, del coraggio dei santi e dei martiri di cui abbiamo disperato bisogno”.