Campagna Welcoming Europe, raccolte 65mila firme

Sono arrivate a 65mila le firme raccolte solo in Italia dall’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) per la campagna Welcoming Europe, iniziativa rivolta alla Commissione Ue con l’obiettivo di cambiare alcune norme in materia di diritti e migrazioni. Tre gli obiettivi: la decriminalizzazione degli atti di solidarietà, la creazione di corridoi umanitari per i rifugiati, la tutela delle vittime di abusi alle frontiere. A raccontare tutto l’entusiasmo per questo obiettivo è Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente: “Siamo riusciti a lavorare insieme e abbiamo intenzione di continuare a lavorare come rete su questi temi”. Nel corso della presentazione che si è svolta a Roma è emerso come ghazie ai corridoi umanitari sono arrivate 2363 persone in Europa, di cui 1943 in Italia, 21 profughi sono arrivati con Papa Francesco in aereo da Lesbo e poi sono stati affidati alla Comunita’ di Sant’Egidio.

Papa fa foto con spilla “Apriamo i porti”

Una foto che fa parlare il mondo: è quella che si è fatta fare Papa Francesco con la spilletta “Apriamo i porti”. A fare questo selfie è stato don Nandino Capovilla, parroco di Marghera, in Provincia di Venezia. Lui ha partecipato a Sacrofano alla visita papale con le realtà di accoglienza “Liberi dalla paura”. Il sacerdote si è fatto fotografare dal pontefice e l’immagine è stata da lui stesso rilanciata su Facebook. In poco tempo l’immagine è diventata virale del web, anche perché segno dell’accoglienza che da sempre contraddistingue la Santa Sede e la Chiesa a sostegno dei migranti.

La paura è l’origine della schiavitù

Ha detto il Papa: «La paura è l’origine della schiavitù, di ogni dittatura, perché sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori… Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà… E non bastano le parole umane di un condottiero o un profeta quando non riusciamo a sentire la presenza di Dio e non siamo capaci di abbandonarci alla sua provvidenza. Così ci chiudiamo nella nostra routine rassicurante, e rinunciamo al viaggio verso la Terra promessa per tornare alla schiavitù dell’Egitto. Questo ripiegamento su se stessi, segno di sconfitta, accresce il nostro timore verso gli “altri”, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri… Questo si nota particolarmente oggi di fronte all’arrivo di migranti e rifugiati… Il timore è legittimo, anche perché manca la preparazione a questo incontro… Ma rinunciare a un incontro non è umano: l’incontro con l’altro è anche incontro con Cristo. È lui che bussa alla porta chiedendo di essere incontrato e assistito». 

Migranti, Unicef: quasi uno su 4 in Africa è un bambino

“Quasi un migrante su quattro in Africa e’ un bambino, piu’ del doppio della media globale. Almeno 13,5 milioni di bambini sradicati in Africa necessitano di azioni nazionali rafforzate e di una cooperazione regionale e internazionale tra Stati per difendere i loro diritti, preservarli e aiutarli a realizzare il loro potenziale”. E’ quanto scrive l’Unicef, a margine dei lavori del vertice dell’Unione africana (Ua) di Addis Abeba. La proposta dell’Unicef è quella di “affrontare i fattori negativi della migrazione irregolare e rispondere alle esigenze dei bambini sradicati in tutto il continente”. Per Henrietta Fore, direttore generale dell’Agenzia Onu, “si sposta all’interno dell’Africa, e mentre gran parte di questo movimento di persone e’ normale e regolare, le cause negative di fondo rimangono i principali fattori dell’immigrazione irregolare in tutto il continente. Ogni giorno- ha aggiunto- i bambini e le famiglie vittime di violenza, poverta’ o delle devastazioni del cambiamento climatico prendono la dolorosa decisione di lasciare le loro case in cerca di sicurezza e di un futuro piu’ promettente”.

L’Europa sia salvata da sé stessa

A tre mesi dalle elezioni europee, i primi cittadini di alcune grandi città italiane e spagnole si sono incontrati oggi a Roma per esprimere il proprio sostegno alle Ong impegnate nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo e per siglare un patto per fermare “l’involuzione dei principi fondativi” dell’Europa. A firmare il documento per “salvare l’Europa da sé stessa”, in un albergo capitolino, i sindaci di Barcellona, Madrid, Zaragoza, Valencia, Napoli, Palermo, Siracusa, Milano, Latina, Bologna. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti di Sea Watch, Proactiva Open Arms e Mediterranea, le tre Ong che hanno dato vita al progetto “United4Med”.

Migranti, Papa dona crocifisso di remi a nuovo centro rifugiati

Papa Francesco ha donato al Centro Matteo Ricci per rifugiati un crocifisso fatto di remi, come simbolo del viaggi fatti dai migranti nel tentativo di attraversare il mare. All’inaugurazione che si è svolta a Roma erano presenti, tra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i cardinali Angelo De Donatis, vicario di Roma, e Konrad Krajewski, elemosiniere, il superiore generale dei gesuiti Arturo Sosa Abascal, i sottosegretari della sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, Fabio Baggio e Michael Czerny, e il presidente del Centro Astalli, padre Camillo Rigamonti. Il crocifisso è stato realizzato dell’artista Alexis Leyva Machado, meglio conosciuto come K’cho, è in legno di cedro, ed è alto 340 centimetri e largo 275 centimetri. K’cho l’ha realizzato con remi di legno legati insieme da corde.

Dialogo interreligioso, Grande imam Al-Azhar: Cristiani parte nazione, non minoranze

“Siete parte di questa nazione, non siete minoranze”. E’ quanto ha detto alle comunità cristiane il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed Al Tayyib, in un discorso tenuto alla cerimonia dell’Incontro interreligioso sulla Fratellanza umana ad Abu Dhabi. Si tratta del capo del più rilevante centro teologico dell’islam sunnita. “La religione non deve mai essere usata per giustificare la violenza”, ha proseguito.

Migranti, Greta (Consiglio Europa): Italia collabori con Ong

“Azioni immediate per riformare il codice di condotta per le Ong impegnate in operazioni di salvataggio di migranti in mare in modo da permettere l’identificazione delle vittime di traffico di esseri umani in mare e nei porti”. Questo quanto deve prendere in considerazione l’Italia da parte del Greta, organo del Consiglio d’Europa per la lotta contro la tratta di esseri umani. Nello rapporto proprio rivolto all’Italia il Greta “considera che le autorità italiane devono continuare a costruire partenariati strategici con le Ong e i sindacati coinvolgendoli nella pianificazione, nel monitoraggio e nella valutazione delle azioni anti-tratta e nell’identificazione e assistenza delle vittime”. Inoltre, “invita l’Italia a prendere misure per aumentare le vie legali per l’immigrazione come misura effettiva per ridurre la vulnerabilità al traffico di esseri umani”.

Veneto, Regione approva piano triennale per valorizzare vecchia migrazione

La Regione Veneto ha approvato un piano triennale da 1,4 milioni di euro per fare in modo di mantenere profondi i legami con le comunità di veneti all’estero (di cui molti, tra l’altro, vivono in America Latina). Lo ha stabilito il Consiglio regionale. Tra gli obiettivi, anche quelli di far conoscere la storia dell’immigrazione, promuovere gli scambi culturali e le collaborazioni universitarie.

Migranti, Procuratore generale Piemonte: La pietà è morta

Viene dal procuratore generale del Piemonte, Francesco Saluzzo, una profonda analisi sull’immigrazione. Le sue parole giungono in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario a Torino. Lui dice come sia “dovuta e sacrosanta” la politica di controllo del territorio e la lotta alla clandestinità, ma come questa “al tempo stesso” sia “totalmente disinteressata al profilo umanitario”. Poi, aggiunge: “Potrei dire che la pietà, declinata nel suo senso laico, e’ morta”.

Unhcr: Non sappiamo più quante persone muoiono nel Mediterraneo

“Molte persone muoiono nel Mediterraneo e non sappiamo quante siano realmente”, perchè il monitoraggio “non e’ piu’ affidabile, non ci sono piu’ testimoni”. A dirlo è l’inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel, in un’intervista al quotidiano belga ‘Le Soir’. L’offensiva dei Paesi Ue contro le Ong in mare “non dovrebbe nascondere il problema fondamentale: non esiste un accordo su un meccanismo di solidarieta’ per la ridistribuzione” dei migranti, dice. “Il salvataggio in mare e’ fondamento del diritto internazionale – prosegue – e la loro posizione e’ giusta: le persone salvate non possono essere rimandate in Libia, non e’ un posto sicuro”.