Venezuela, Unhcr apre centro accoglienza in Colombia per migranti

L’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha aperto un centro di accoglienza per dare sostegno ai rifugiati e ai migranti vulnerabili provenienti dal Venezuela. E’ in Colombia. E’ un Centro di assistenza integrata a Maicao, nella regione colombiana di La Guajira. E’ stato istituito su richiesta delle autorità nazionali e locali, e ha una capacità iniziale di 350 posti. Le persone più vulnerabili potranno avere lì un riparo, cibo, acqua, cure mediche di base e altri servizi. Il centro di accoglienza.

Migranti, a Trento per non perdere lavoro opportunità grazie a Diocesi

E’ grazie a una collaborazione interistituzionale che i migranti della comunità di Lavarone hanno un loro spazio, in canonica. “Abbiamo individuato una soluzione che non cancella del tutto l’esperienza di integrazione realizzata a Lavarone. Mi auguro si possa anche in futuro percorrere ogni strada possibile per offrire ai richiedenti protezione internazionale accoglienza da parte delle nostre comunità”: a dirlo è l’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, che commenta così la notizia dell’accordo tra diocesi di Trento, amministrazione comunale di Lavarone e Provincia Autonoma, sul progetto di accoglienza di diocesi e Astalli. Riporta l’Agenzia Sir come potranno in questo modo restare a Lavarone sette delle 24 migranti che avevano già trovato un posto un lavoro e che, a causa del trasferimento, lo avrebbero potuto perdere.

a Samo emergenza denunciata da Caritas greca

A lanciare l’allarme è la Caritas greca. Lì, infatti, ci sono 4mila tra migranti e rifugiati che stanno vivendo in terribili condizioni, con sempre peggiori tensioni con le popolazioni locali. L’hotspot può accogliere fino a 1.500 e le colline sono state attrezzate per ospitare tende e baracche. I migranti vengono in maggioranza da Afghanistan, Siria, Iraq e dall’Africa. Per il 53% sono uomini, il 22% donne e il 25% bambini

Appello arcivescovo Caracas per evitare uso armi

No alle armi contro i civili. E’ il  cardinale Jorge Urosa Savino, arcivescovo di Caracas, a rivolgere un appello “urgente e intenso” alle forze dell’ordine venezuelane perché non reprimano i civili disarmati. E’ quanto accaduto nei giorni scorsi, alla frontiera con il Brasile. La richiesta del cardinale, Intervistato da Union Radio, è di non usare gruppi irregolari armati per l’ordine pubblico.

Migranti, Russo: Lavorare per rispettare libertà di tutti

“Lavorare per il rispetto della libertà di tutti, è lavorare per una società più sicura, basata sui diritti e sulle responsabilità di ciascuno”. E’ quanto ha detto monsignor Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica e segretario generale della Cei, nel corso del Convegno “Operatori dell’accoglienza”, organizzato dal Tavolo Migrazioni “La parola ‘amore’ e la parola ‘libertà’ ci segnalano il segno della gratuità di una prossimità e di un’azione, che si traduce nell’aver cura, nell’accompagnare e nel sostenere le scelte delle persone”, ha spiegato mons. Russo sottolineando che “su questa strada si pongono anche le basi di una convivenza basata sul rispetto per la dignità di ogni persona”, ha aggiunto.

Campagna Welcoming Europe, raccolte 65mila firme

Sono arrivate a 65mila le firme raccolte solo in Italia dall’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) per la campagna Welcoming Europe, iniziativa rivolta alla Commissione Ue con l’obiettivo di cambiare alcune norme in materia di diritti e migrazioni. Tre gli obiettivi: la decriminalizzazione degli atti di solidarietà, la creazione di corridoi umanitari per i rifugiati, la tutela delle vittime di abusi alle frontiere. A raccontare tutto l’entusiasmo per questo obiettivo è Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente: “Siamo riusciti a lavorare insieme e abbiamo intenzione di continuare a lavorare come rete su questi temi”. Nel corso della presentazione che si è svolta a Roma è emerso come ghazie ai corridoi umanitari sono arrivate 2363 persone in Europa, di cui 1943 in Italia, 21 profughi sono arrivati con Papa Francesco in aereo da Lesbo e poi sono stati affidati alla Comunita’ di Sant’Egidio.

Papa fa foto con spilla “Apriamo i porti”

Una foto che fa parlare il mondo: è quella che si è fatta fare Papa Francesco con la spilletta “Apriamo i porti”. A fare questo selfie è stato don Nandino Capovilla, parroco di Marghera, in Provincia di Venezia. Lui ha partecipato a Sacrofano alla visita papale con le realtà di accoglienza “Liberi dalla paura”. Il sacerdote si è fatto fotografare dal pontefice e l’immagine è stata da lui stesso rilanciata su Facebook. In poco tempo l’immagine è diventata virale del web, anche perché segno dell’accoglienza che da sempre contraddistingue la Santa Sede e la Chiesa a sostegno dei migranti.

La paura è l’origine della schiavitù

Ha detto il Papa: «La paura è l’origine della schiavitù, di ogni dittatura, perché sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori… Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà… E non bastano le parole umane di un condottiero o un profeta quando non riusciamo a sentire la presenza di Dio e non siamo capaci di abbandonarci alla sua provvidenza. Così ci chiudiamo nella nostra routine rassicurante, e rinunciamo al viaggio verso la Terra promessa per tornare alla schiavitù dell’Egitto. Questo ripiegamento su se stessi, segno di sconfitta, accresce il nostro timore verso gli “altri”, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri… Questo si nota particolarmente oggi di fronte all’arrivo di migranti e rifugiati… Il timore è legittimo, anche perché manca la preparazione a questo incontro… Ma rinunciare a un incontro non è umano: l’incontro con l’altro è anche incontro con Cristo. È lui che bussa alla porta chiedendo di essere incontrato e assistito». 

Migranti, Unicef: quasi uno su 4 in Africa è un bambino

“Quasi un migrante su quattro in Africa e’ un bambino, piu’ del doppio della media globale. Almeno 13,5 milioni di bambini sradicati in Africa necessitano di azioni nazionali rafforzate e di una cooperazione regionale e internazionale tra Stati per difendere i loro diritti, preservarli e aiutarli a realizzare il loro potenziale”. E’ quanto scrive l’Unicef, a margine dei lavori del vertice dell’Unione africana (Ua) di Addis Abeba. La proposta dell’Unicef è quella di “affrontare i fattori negativi della migrazione irregolare e rispondere alle esigenze dei bambini sradicati in tutto il continente”. Per Henrietta Fore, direttore generale dell’Agenzia Onu, “si sposta all’interno dell’Africa, e mentre gran parte di questo movimento di persone e’ normale e regolare, le cause negative di fondo rimangono i principali fattori dell’immigrazione irregolare in tutto il continente. Ogni giorno- ha aggiunto- i bambini e le famiglie vittime di violenza, poverta’ o delle devastazioni del cambiamento climatico prendono la dolorosa decisione di lasciare le loro case in cerca di sicurezza e di un futuro piu’ promettente”.

L’Europa sia salvata da sé stessa

A tre mesi dalle elezioni europee, i primi cittadini di alcune grandi città italiane e spagnole si sono incontrati oggi a Roma per esprimere il proprio sostegno alle Ong impegnate nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo e per siglare un patto per fermare “l’involuzione dei principi fondativi” dell’Europa. A firmare il documento per “salvare l’Europa da sé stessa”, in un albergo capitolino, i sindaci di Barcellona, Madrid, Zaragoza, Valencia, Napoli, Palermo, Siracusa, Milano, Latina, Bologna. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti di Sea Watch, Proactiva Open Arms e Mediterranea, le tre Ong che hanno dato vita al progetto “United4Med”.

Migranti, Papa dona crocifisso di remi a nuovo centro rifugiati

Papa Francesco ha donato al Centro Matteo Ricci per rifugiati un crocifisso fatto di remi, come simbolo del viaggi fatti dai migranti nel tentativo di attraversare il mare. All’inaugurazione che si è svolta a Roma erano presenti, tra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i cardinali Angelo De Donatis, vicario di Roma, e Konrad Krajewski, elemosiniere, il superiore generale dei gesuiti Arturo Sosa Abascal, i sottosegretari della sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, Fabio Baggio e Michael Czerny, e il presidente del Centro Astalli, padre Camillo Rigamonti. Il crocifisso è stato realizzato dell’artista Alexis Leyva Machado, meglio conosciuto come K’cho, è in legno di cedro, ed è alto 340 centimetri e largo 275 centimetri. K’cho l’ha realizzato con remi di legno legati insieme da corde.