Chiesa, Papa: Ha bisogno della testimonianza missionaria

La Chiesa “ha bisogno di voi, della vostra testimonianza, del vostro entusiasmo e del vostro coraggio nel percorrere strade nuove per annunciare il Vangelo”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso di un’udienza con le delegazioni degli Istituti missionari di fondazione italiana. “Ha bisogno di rendersi conto che le gentes lontane ora sono venute ad abitare nei nostri paesi, sono gli sconosciuti della porta accanto. Anche gli italiani della porta accanto, i nostri concittadini – ha aggiunto – E’ necessario riscoprire l’affascinante avventura del farsi vicini, di diventare amici, di accogliersi e di aiutarsi. Questo atteggiamento riguarda tutti: sacerdoti, persone consacrate e fedeli laici”.

Per San Petronio anche i tortellini bolognesi diventano simbolo di integrazione

Anche un simbolo della cucina italiana può diventare un esempio di integrazione. Per la festa di San Petronio, patrono di Bologna, cambia la ricetta del tortellino. Al posto di una farcitura di mortadella è arrivata quella con la carne di pollo.  E, a quanto pare, la variante aprirebbe diversi favori da parte degli amanti della buona tavola. “In questa variante lo possono mangiare tutti, sia chi non mangia il maiale per motivi religiosi ma anche la persona piu’ anziana che preferisce stare leggera”, dice Paola Lazzari Pallotti, presidente dell’associazione Sfogline, sodalizio che ha inventato la ricetta.

Lampedusa, arcivescovo Palermo: Sii porto di approdo, porto salvo

“Il Figlio di Maria e di Giuseppe, la prima famiglia di profughi dell’era cristiana, dice oggi alla comunita’ civile e cristiana di Lampedusa: ‘Sii porto di approdo; sii porto salvo’. Perche’ attorno a Maria, con questo titolo, Porto Salvo, ti sei da sempre ritrovata e continui a ritrovarti. Sii porto di salvati e porto di salvezza soprattutto per chi e’ destinatario della predilezione di Dio: i suoi figli affamati, assetati, nudi, perseguitati, forestieri, ammalati, carcerati. A noi cristiani, il Signore, continua a dire: ‘Voi siete la luce del mondo, il sale della terra. Rinnova la sua chiamata: ‘Venite vi faro’ pescatori di uomini'”. E’ quanto ha detto l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, durante l’omelia pronunciata a Lampedusa, alla Parrocchia di San Gerlando.

Domenica la Giornata mondiale dei migranti e rifugiati

Questa domenica ricorre la 105esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Per questo Papa Francesco presiederà in piazza San Pietro una messa alle 10.30. Il tema è ‘Non si tratta solo di migranti’. Un argomento che, spiega il Dicastero per lo sviluppo umano integrale, “invita a riflettere sul fatto che migranti, rifugiati, sfollati interni e vittime della tratta sono tra i destinatari di una preoccupazione più grande, che riguarda tutti gli abitanti delle periferie esistenziali e, in fondo, riguarda tutti noi come singoli e come unica famiglia umana. Si tratta infatti delle nostre paure, della nostra umanità, del nostro desiderio comune di costruire un mondo migliore”.

Meini (Cei): Ricordare la dignità che rende intangibile ogni vita umana

“Ricordare la dignita’ che rende intangibile ogni vita umana significa anche non arrendersi alla cultura del ‘prima noi e poi gli altri’: quando l’altro e’ persona bisognosa, priva di ogni opportunita’, le nostre chiusure consolidano ingiustizie ed egoismi”. Sono queste le parole di monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole e vicepresidente della Cei, in apertura dei lavori della sessione autunnale del Consiglio Episcopale Permanente. “Cosi’ – ha aggiunto – la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che celebreremo domenica, costituisce ‘un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza umana’ e, piu’ in generale, dell’umanita’ di tutti (dal Messaggio del Papa); pertanto, ci mette in guardia dalla scorciatoia che vorrebbe ricondurre al fenomeno migratorio le paure e le insicurezze di un malessere civile, che in realta’ muove da cause ben piu’ profonde. Lo stesso evento che abbiamo promosso a Bari per il prossimo febbraio punta a costruire del Mediterraneo una diversa narrazione; lo faremo a partire dalla disponibilita’ a metterci in ascolto delle diverse esperienze, sensibilita’ e prospettive che animano le Chiese, che si affacciano sul bacino del Mare Nostrum”.

Migranti, Istat: Oltre 1mln 300mila persone hanno acquisito la cittadinanza italiana

“Al 1° gennaio 2018 risiedono” in Italia “oltre un milione e 340 mila persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana, nel 56,3% dei casi si tratta di donne”. A dirlo è il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo durante una sua audizione alla Camera davanti la Commissione Affari costituzionali. Secondo Blangiardo i residenti che hanno ottenuto la cittadinanza sono nel 13,7% dei casi marocchini e nel 12,6% albanesi. Ogni 100 marocchini ci sono 44 italiani di origine marocchina; ogni 100 albanesi, 38 sono gli italiani di origine albanese.

Papa: la preghiera unisce tutti ed è alla radice della pace

La preghiera unisce tutti “al di là delle differenze” ed è alla radice “della pace”. A dirlo è Papa Francesco in un messaggio inviato al cardinale Carlos Osoro Sierra, arcivescovo di Madrid, per il XXXIII Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace nello Spirito di Assisi. “Nella tradizione di questi Incontri Internazionali di Preghiera per la Pace – a cui anch’io ho partecipato ad Assisi nel 2016 – la preghiera che sale a Dio occupa il posto principale e decisivo. Ci unisce tutti, in un comune sentire, senza confusione alcuna. Vicini, ma non confusi! Perchè comune è l’anelito di pace, nella varietà delle esperienze e delle tradizioni religiose. Siamo infatti consapevoli, come credenti, che la preghiera è alla radice della pace. Chi la pratica è amico di Dio, come lo fu Abramo, modello di uomo di fede e di speranza. La preghiera per la pace, in questo tempo segnato da troppi conflitti e violenze, unisce ancor più tutti noi, al di là delle differenze, nel comune impegno per un mondo più fraterno” ha aggiunto.

Papa: Pace senza confini. Non chiudere gli spazi

“Quello che stiamo vivendo è un momento grave per il mondo. Tutti dobbiamo stringerci – vorrei dire con un solo cuore e una sola voce – per gridare che la pace e’ senza confini, senza frontiere. Un grido che sale dal nostro cuore. È li’, infatti, dai cuori, che bisogna sradicare le frontiere che dividono e contrappongono. Ed e’ nei cuori che vanno seminati i sentimenti di pace e di fraternità“. Lo ha detto Papa Francesco in un messaggio in occasione dell’Incontro internazionale “Pace senza confini”, promosso dalla Comunita’ di Sant’Egidio a Madrid. “È insensato, nella prospettiva del bene dei popoli e del mondo, chiudere gli spazi, separare i popoli, anzi contrapporre gli uni agli altri, negare ospitalità a chi ne ha bisogno e alle loro famiglie – ha aggiunto – La casa comune non sopporta muri che separano e, ancor meno, che contrappongono coloro che la abitano. Ha bisogno piuttosto di porte aperte che aiutino a comunicare, a incontrarsi, a cooperare per vivere assieme nella pace, rispettando le diversità e stringendo vincoli di responsabilità. La pace e’ come una casa dalle molte dimore che tutti siamo chiamati ad abitare. La pace e’ senza frontiere. Sempre, senza eccezioni”.

Papa: Seguire la globalizzazione che unisce le persone

“Come ho avuto modo di dire in diverse occasioni, c’è una globalizzazione nociva e una globalizzazione buona; la globalizzazione non è di per sé cattiva; al contrario, la tendenza alla globalizzazione è buona, perché ci unisce, ci può aiutare ad essere membra gli uni degli altri. Quello che può essere nocivo è il modo di attuarla. Se infatti la globalizzazione pretende di rendere tutti uniformi mortifica la ricchezza e la particolarità di ogni popolo, tende a uniformare tutto e tutti, piuttosto che valorizzare le diversità, le peculiarità, le culture, le storie, le tradizioni. Se invece una globalizzazione cerca di unire tutti rispettando le persone, i gruppi sociali, i popoli nelle loro ricchezze e peculiarità, allora quella globalizzazione è buona, perché ci fa crescere insieme”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso di una udienza alla delegazione della Tgr.

Mediterraneo, Bassetti: Mai come oggi abbiamo bisogno di pace

“Il Mediterraneo in questo tempo ci obbliga a scelte importanti e decisive, tra la responsabilità e l’indifferenza, tra la carità e la paura. Mai come oggi abbiamo bisogno di pace per tutti coloro che sono sfollati dalle guerre e muoiono nel Mediterraneo. Dobbiamo ringraziare il Libano che accoglie migliaia di profughi. Veramente l’interdipendenza dei popoli non è  un’idea buonista, ma è una realtà di fatto, la vera prospettiva della convivenza possibile”. E’ quanto ha detto il presidente della Cei, mons. Gualtiero Bassetti, a Madrid per l’incontro ‘Pace senza confini’”.