Siria, Parolin: Papa scrive ad Assad, preoccupati per stallo negoziati

“La Santa Sede ha sempre insistito sulla necessità di cercare una soluzione politica praticabile per porre fine al conflitto, superando gli interessi di parte. E questo va fatto con gli strumenti della diplomazia, del dialogo, del negoziato, con l’assistenza della comunità internazionale”.E’ quanto ha detto il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, parlando della lettera scritta da Papa Francesco al Presidente siriano Basha al-Assad. “Lo abbiamo dovuto imparare ancora una volta che la guerra chiama guerra e la violenza chiama violenza, come ha detto più volte il Papa, e come ripete anche in questa lettera”, dice a Vatican News. “Purtroppo siamo preoccupati per lo stallo del processo dei negoziati, soprattutto quello di Ginevra, per una soluzione politica della crisi. Per questo nella lettera inviata al Presidente Assad il Santo Padre lo incoraggia a mostrare buona volontà e ad adoperarsi per cercare soluzioni praticabili ponendo fine a un conflitto che dura da troppo tempo e che ha provocato la perdita di un gran numero di vite innocenti”.

Migranti, Papa: Nel Vangelo messaggio ospitalità

“Rimanendo sempre in ascolto di Cristo possiamo essere artigiani di pace e di speranza”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante l’Angelus, parlando di un brano di Luca, che narra della visita di Gesù a casa di Marta e di Maria, le sorelle di Lazzaro. Il pontefice condivide “la preoccupazione di Santa Marta e, sul suo esempio, ci proponiamo di far sì che, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità, si viva il senso dell’accoglienza, della fraternità, perché ciascuno possa sentirsi ‘a casa’, specialmente i piccoli e i poveri”. “San Luca dice che fu lei a ospitare Gesù. Forse Marta era la piu’ grande delle due sorelle, non sappiamo, ma certamente questa donna aveva il carisma dell’ospitalità. Infatti, mentre Maria sta ad ascoltare Gesù, lei è tutta presa dai molti servizi. Perciò Gesù le dice: ‘Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose’. Con queste parole – continua – Egli non intende certo condannare l’atteggiamento del servizio, ma piuttosto l’affanno con cui a volte lo si vive”.Il Vangelo, porta a “coniugare la contemplazione e l’azione” perché per “assaporare la vita con gioia, dobbiamo associare questi due atteggiamenti: da una parte, lo ‘stare ai piedi’ di Gesù, per ascoltarlo mentre ci svela il segreto di ogni cosa; dall’altra, essere premurosi e pronti nell’ospitalità, quando Lui passa e bussa alla nostra porta, con il volto dell’amico che ha bisogno di un momento di ristoro e di fraternità. Ci vuole questa ospitalità”.

Migranti, Dura condanna vescovi contro condotta governo Usa

Arriva dal cardinale Daniel Di Nardo, presidente della Conferenza episcopale americana, una profonda critica rivolta al Presidente Trump sulle azioni confronti degli immigrati da parte del Dipartimento per la sicurezza. “Condanno questo approccio perche’ ha creato un clima di paura nelle nostre parrocchie e sta causando un’inaccettabile sofferenza in migliaia di bambini al confine, poiche’ le autorita’ doganali separano le famiglie”, scrive Di Nardo commentando come”fuorviante e insostenibile” proprio il sistema usato dall’agenzia per l’immigrazione per dissuadere gli abitanti del Centro America dalla fuga dai loro Paesi.

Caporalato, arcivescovo Bari incontra braccianti Provincia Foggia

L’arcivescovo di Bari, Francesco Cacucci, ha incontrato una delegazione di braccianti stranieri che lavorano nei campi della Provincia di Foggia e che nei giorni scorsi hanno occupato, in modo simbolico, la Basilica di San Nicola, a Bari.  e che questa mattina hanno occupato simbolicamente la Basilica di San Nicola.  “Si vive e si lavora in condizioni di disumanità. L’anno scorso ci sono stati 16 braccianti morti nel giro di 48 ore. Ancora anni prima è morta Paola Clemente. Ci sono state molte lacrime versate ma quelle lacrime non hanno avuto una conseguenza in termini di rispetto dei diritti e della dignità delle persone. Papa Francesco dice che ”il lavoro conferisce dignità all’uomo”, invece il nostro è un lavoro privo di dignità e diritti. Una dignità che non conosciamo. Per questo ci siamo presentati qui. Non arretreremo mai nella lotta per i diritti, contro il caporalato e contro i soprusi”, ha detto il sindacalista Aboubakar Soumahoro, portavoce del gruppo dei migranti.  ”Benvolentieri mi faccio interprete dell’espressione dei vostri diritti. Come vescovi pugliesi, non una sola volta lo abbiamo fatto. Certamente lo rifarò. Il vero problema che non riusciamo a risolvere in Italia è quello della seconda accoglienza – ha commentato Cacucci – Non basta accogliere ma bisogna fare in modo che questa accoglienza sia dignitosa. Fin quando non riusciremo a realizzare questo, si alimenta da una parte l’idea di invasione e dall’altra non si riconosce questa dignità umana”.

Vescovi Lazio scrivono lettera su povertà e migranti

I vescovi del Lazio, per la solennità, di Pentecoste hanno inviato una lettera ai parroci, sulla questione delle povertà e delle migrazioni. “Purtroppo nei mesi trascorsi le tensioni sociali all’interno dei nostri territori, legate alla crescita preoccupante della povertà e delle diseguaglianze, hanno raggiunto livelli preoccupanti – scrivono – Desideriamo essere accanto a tutti coloro che vivono in condizioni di povertà: giovani, anziani, famiglie, diversamente abili, disagiati psichici, disoccupati e lavoratori precari, vittime delle tante dipendenze dei nostri tempi. Sappiamo bene che in tutte queste dimensioni di sofferenza non c’e’ alcuna differenza: italiani o stranieri, tutti soffrono allo stesso modo. E’ proprio a costoro che va l’attenzione del cuore dei credenti e – vogliate crederlo – dell’opzione di fondo delle nostre preoccupazioni pastorali. Vorremmo invitarvi ad una rinnovata presa di coscienza: ogni povero – da qualunque paese, cultura, etnia provenga – è un figlio di Dio. I bambini, i giovani, le famiglie, gli anziani da soccorrere non possono essere distinti in virtu’ di un “prima” o di un “dopo” sulla base dell’appartenenza nazionale”.

“Le nostre Diocesi attraverso i centri di ascolto della Caritas e tante altre realtà di solidarietà e di prossimità, danno quotidianamente il proprio contributo per alleviare le situazioni dei poveri che bussano alla nostra porta, accogliendo il loro disagio. Tanto e’ stato fatto e tanto ancora desideriamo fare, affinchè l’accoglienza sia davvero la risposta ad una situazione complessa e non una soluzione di comodo (o peggio interessata) – dicono – Desideriamo che tutte le nostre comunità – con spirito di discernimento – possano promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, respingendo accenti e toni che negano i diritti fondamentali dell’uomo, riconosciuti dagli accordi internazionali e – soprattutto – originati dalla Parola evangelica. Non intendiamo certo nascondere la presenza di molte problematiche legate al tema dell’accoglienza dei migranti, cosi’ come sappiamo di alcune istituzioni che pensavamo si occupassero di accoglienza, e che invece non hanno dato la testimonianza che ci si poteva aspettare. Desideriamo, tuttavia- osservano i vescovi- ricordare che quando le norme diventano più rigide e restrittive e il riconoscimento dei diritti della persona e’ reso più complesso, aumentano esponenzialmente le situazioni difficili, la presenza dei clandestini, le persone allo sbando e si configura il rischio dell’aumento di situazioni illegali e di insicurezza sociale”.

Migranti, Papa: Ascoltare a Roma loro bisogno salvezza

“Per metterci in ascolto del grido della città di Roma, anche noi abbiamo bisogno che il Signore ci prenda per mano e ci faccia ‘scendere’ in mezzo ai fratelli che abitano nella nostra città, per ascoltare il loro bisogno di salvezza, il grido che arriva fino a Lui e che noi abitualmente non udiamo”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’omelia della messa vespertina nella vigilia di Pentecoste. Bisogna “aprire occhi e orecchie, ma soprattutto il cuore, ascoltare con il cuore. Allora ci metteremo in cammino davvero. Allora sentiremo dentro di noi il fuoco della Pentecoste, che ci spinge a gridare agli uomini e alle donne di questa città che e’ finita la loro schiavitù e che è Cristo la via che porta alla città del Cielo”.

Siria, Bassetti: Raddoppiare la solidarietà

“La Siria, mi disse monsignor Zenari tempo fa, è cinque volte peggiore dell’inferno. Spero che questa situazione sia migliorata. Noi della Cei restiamo davvero vicini ai tanti fratelli e sorelle di questa terra martoriata, e su cui purtroppo si stanno spegnendo i riflettori del mondo, proprio quando i gesti di solidarietà dovrebbero moltiplicarsi”. Lo ha detto presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, durante una conferenza a Roma sugli “Ospedali Aperti”. “Impegnandoci nella ricostruzione degli ospedali, come ha proposto con grande umanità il nunzio Zenari speriamo di rispondere almeno alle necessita’ primarie della popolazione, soprattutto alle sofferenze dei bambini. Ho parlato del silenzio dei media, per questo sono molto felice che due giornalisti del ‘Sir’, il servizio giornalistico della Cei, stiano per partire per la Siria”, ha aggiunto. Una missione, “che ci servira’ per fare il punto sulla ricostruzione degli ospedali”.

Onu agli Usa: Dare aiuti umanitari non è un crimine

“Offrire aiuti umanitari non è un crimine. Chiediamo alle autorità statunitensi di ritirare immediatamente tutte le imputazioni contro Scott Warren”. E’ quanto hanno detto i relatori speciali per i diritti umani delle Nazioni Unite a sostegno del volontario statunitense ora sotto processo con l’accusa di traffico di esseri umani per aver offerto acqua, cibo e vestiti ai migranti tra Messico e Arizona. “Offrire aiuti ai migranti sulla frontiera non è un crimine” dicono. Nell’area di confine opera anche la No More Deaths, la Ong che dà acqua, cibo in scatola ed articoli di prima necessità. Ogni anno sono decine di corpi di migranti trovati morti nell’area per le condizioni proibitive (fa molto caldo di giorno per poi veder precipitare le temperature di notte).

Rom, Papa: “Nel cuore porto peso discriminazioni da voi subite”

“Nel cuore porto il peso delle discriminazioni, delle segregazioni e dei maltrattamenti subiti dalle vostre comunità”. Lo ha detto Papa Francesco alla comunità Rom di Blaj nel corso del loro incontro in Romania. “La storia ci dice che anche i cristiani, anche i cattolici non sono estranei a tanto male”, ha aggiunto il Pontefice chiedendo perdono “in nome della Chiesa al Signore e a voi”. “Non siamo fino in fondo cristiani, e nemmeno umani,se non sappiamo vedere la persona prima delle sue azioni,dei nostri giudizi e pregiudizi”, ha concluso.

Migranti, Unhcr: Salvataggio in mare più esemplare gesti umanitari

“Il salvataggio in mare tra tutti i gesti umanitari è forse il più esemplare, diminuire la capacità dei salvataggi in mare è un attentato alla cultura e alla tradizione europea”. Lo ha detto l’Alto commissario per i rifugiati Onu, Filippo Grandi. Parlando delle Ong, ha precisato: “Da quando hanno dovuto ridurre i salvataggi i morti in mare aumentano, ed è inaccettabile”. “La Libia non è un posto sicuro e i migranti non vanno riportati li. E’ sbagliato affrontare la crisi libica con una logica nazionalista, va affrontata globalmente”.