Il Papa: garantire l’accesso universale alle cure

“E’ importante mettere insieme le capacità scientifiche, in modo trasparente e disinteressato, per garantire l’accesso universale alle tecnologie essenziali che permettano ad ogni persona, in ogni parte del mondo, di ricevere le cure sanitarie”. E’ quanto dice Papa Francesco in un tweet.

Il Papa: “Una missionarietà autoreferenziale sarebbe un assurdo”

“L’idea di una missionarietà autoreferenziale, che passa il tempo a contemplare e auto-incensarsi per le proprie iniziative, sarebbe in sè stessa un assurdo. Non consumate troppo tempo e risorse a ‘guardarvi addosso’, a elaborare piani auto-centrati sui meccanismi interni, su funzionalità e competenze del proprio apparato. Guardate fuori, non guardatevi allo specchio. Rompete tutti gli specchi di casa. I criteri da seguire, anche nella realizzazione dei programmi, puntino ad alleggerire, a rendere flessibili strutture e procedure, piuttosto che appesantire con ulteriori elementi di apparato la rete delle Pom”. A dirlo è Papa Francesco in un Messaggio alle Pontificie Opere Missionarie (Pom).

Il Cristianesimo è appartenenza al popolo di Dio scelto gratuitamente

“La deviazione più pericolosa dei cristiani è la mancanza di memoria di appartenenza a un popolo”. Lo ha detto Papa Francesco durante la sua messa a Santa Marta.  “Il cristianesimo non è una élite di gente scelta. E’ appartenenza al popolo di Dio scelto gratuitamente – ha aggiunto – Tante volte cadiamo in questa parzialità e perdiamo il senso di appartenenza al popolo di Dio. Noi siamo il santo popolo fedele di Dio che nella sua totalità ha il fiuto della fede ed è infallibile in questo modo di credere”.

Papa: “La prima comunità cristiana è un modello”

“In questo tempo c’è tanto silenzio. Si può anche sentire il silenzio. Che questo silenzio, che è un po’ nuovo nelle nostre abitudini, ci insegni ad ascoltare, ci faccia crescere nella capacità di ascolto. Preghiamo per questo”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante la messa di Santa Marta.  Parlando della vita della prima comunità cristiana che viveva davvero in comunità, ha detto: “Lo Spirito Santo è capace di fare queste meraviglie. La prima comunità cristiana è un modello, un ideale, segno di cosa possa fare lo Spirito Santo se siamo docili. Lo Spirito crea l’armonia. Poi arrivano i problemi e le divisioni. Ci sono tre cause di divisione: la prima sono i soldi. I poveri sono discriminati. I soldi dividono la comunità, la Chiesa. Tante volte dietro le deviazioni dottrinali ci sono i soldi”.

Coronavirus: aiutiamo chi ci aiuta! Partecipa anche tu!

Aiutiamo chi ci Aiuta!
Insieme combattiamo il coronavirus!
Le Suore Missionarie Scalabriniane insieme al gruppo “I ragazzi del 58” lanciano una raccolta fondi per l’acquisto di materiale sanitario protettivo.
Ci Aiuti anche Tu?
https://scalabriniane.eu/sostienici/ causale: Aiutiamo chi ci Aiuta!

“Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma se questa goccia non ci fosse all’oceano mancherebbe” M. Teresa di Calcutta.

Prov. It. Congregazione Suore Miss. S. Carlo Borromeo
Banca Intesa S. Paolo
IBAN: IT56D0306909606100000134864
BIC: BCITITMM
Causale: Aiutiamo chi ci Aiuta

Giornata mondiale migranti, Papa: Cristiani non siano indifferenti alle nuove povertà

“Come cristiani non possiamo essere indifferenti di fronte al dramma delle vecchie e nuove povertà, delle solitudini più buie, del disprezzo e della discriminazione di chi non appartiene al ‘nostro’ gruppo. Non possiamo rimanere insensibili, con il cuore anestetizzato, di fronte alla miseria di tanti innocenti. Non possiamo non piangere. Non possiamo non reagire. Chiediamo al Signore la grazia di piangere, la grazia che converte il cuore davanti a questi peccati”. E’ quanto ha detto Papa Francesco in piazza San Pietro per la 105esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si è tenuta oggi. Davanti a circa 40mila persone (tra cui anche una delegazione delle suore missionarie scalabriniane e dei rifugiati del progetto Chaire Gynai), il pontefice ha poi aggiunto: “Dobbiamo avere un’attenzione particolare verso i forestieri, come pure per le vedove, gli orfani e tutti gli scartati dei nostri giorni”, sottolineando il ruolo “di tutti gli abitanti delle periferie esistenziali che assieme ai migranti e ai rifugiati sono vittime della cultura dello scarto”.

Famiglie venezuelane sono accolte nella Casa Madre Assunta

Vila Prudente – San Paolo

Sono trascorsi 124 anni dall’arrivo di Madre Assunta Marchetti, dall’Italia al Brasile, per essere qui, in questo spazio, oggi chiamato Casa Madre Assunta, casa benedetta, dalla madre degli orfani e degli abbandonati, e da tante altre persone di Dio, casa per i figli immigranti del suo tempo.

Questa stessa casa, questo cortile, queste sale, questi corridoi e le scale, ma soprattutto la cappella di nostra Signora di Lourdes, dove i piccoli piegavano le ginocchia in preghiera, e con gli occhi rivolti verso l’imponente statua del Sacro Cuore di Gesù, supplicavano il sostegno per corpo e la pace eterna per i genitori morti, questa stessa casa ha aperto le porte ad altri piccoli, ad altre famiglie, ossia alle nuove migrazioni di oggi.

Grazie alla decisione del governo generale è stato aperto uno spazio per l’accoglienza, nella casa Madre Assunta, per ospitare immigranti dal Venezuela, sei famiglie: 12 bambini e 13 adulti. Deo

Gratias! Direbbe il venerabile servo di Dio padre Giuseppe Marchetti. Deo gratias! Perché tutta la Congregazione partecipa a questo progetto di accoglienza, continuando così l’opera scalabriniana.

Questa presenza di immigrati, nella casa Madre Assunta, aiutano la comunità di Suore che vive in questo spazio ad aprirsi più intensamente all’esigenza della missionarietà. Insieme a loro cerchiamo di vivere oggi il carisma scalabriniano, essendo “migranti con i migranti”, con la certezza consolatrice della promessa di Gesù: “Chi accoglie uno di questi piccoli, accoglie me” (Mt 25, 40).

La nostra missione va dal semplice sorriso, all’insegnargli i primi elementi della lingua portoghese, della cultura, così come zelare per mantenere e custodire la fede, favorendo la partecipazione alle celebrazioni religiose, aiutandoli nella ricerca di lavoro, inserendo i bambini nella scuola e soprattutto vivendo e testimoniando la solidarietà e la fraternità universale.

Da Roraima alla città di San Paolo, nella casa Madre Assunta, si vuole aiutare a superare la logica dell’emergenza: crediamo di essere così una scintilla dell’amore provvidenziale di Dio, per questi migranti che la provvidenza ci dona oggi per servire e amare, per vivere concretamente il passo del Vangelo: “Venite benedetti del Padre mio (…), perché ero straniero e mi avete accolto a casa vostra” (Mt 25,35).

“Essere per il migrante il sorriso della patria distante” (Beato G. B. Scalabrini), questo è il nostro impegno giorno per giorno!

 

da: Sr. Leocadia Mezzomo, mscs
Postulatrice della Causa di Canonizzazione di Madre Assunta Marchett

India, arcivescovo Mumbai: Preghiamo per pace con Pakistan

“Preghiamo e lavoriamo per la pace tra India e Pakistan. Lanciamo un appello ai governanti perche’ scelgano la via del dialogo. La situazione oggi e’ molto delicata e non bisogna fare passi falsi o affrettati. Condanniamo ogni atto di terrorismo compiuto contro le forze indiane. Ma diciamo ‘no’ a qualsiasi opzione di guerra. Bisogna lavorare per una soluzione pacifica, che giovera’ all’Asia meridionale e sara’ significativa per tutto il mondo”: E’ quanto ha detto all’Agenzia Fides il Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Mumbai e Presidente della Conferenza Episcopale dell’India. Tra i due Paesi la situazione non è semplice, specie dopo un attentato terroristico del 14 febbraio e un raid aereo indiano contro militanti jihadisti in Pakistan.

Unhcr: Non sappiamo più quante persone muoiono nel Mediterraneo

“Molte persone muoiono nel Mediterraneo e non sappiamo quante siano realmente”, perchè il monitoraggio “non e’ piu’ affidabile, non ci sono piu’ testimoni”. A dirlo è l’inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel, in un’intervista al quotidiano belga ‘Le Soir’. L’offensiva dei Paesi Ue contro le Ong in mare “non dovrebbe nascondere il problema fondamentale: non esiste un accordo su un meccanismo di solidarieta’ per la ridistribuzione” dei migranti, dice. “Il salvataggio in mare e’ fondamento del diritto internazionale – prosegue – e la loro posizione e’ giusta: le persone salvate non possono essere rimandate in Libia, non e’ un posto sicuro”.