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"Il coraggio di essere rifugiato"
Si celebra il 20 giugno, la
Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite
per tenere viva l’attenzione sui problemi di coloro che debbono
abbandonare forzatamente la Patria. Il tema di quest’anno - "Il
coraggio di essere rifugiato" – pone l’accento sulla forza
d’animo richiesta a chi deve lasciare tutto, a volte perfino la
famiglia, per scampare a gravi difficoltà e pericoli. La
Comunità cristiana si sente vicina a quanti vivono questa
dolorosa condizione; si sforza di sostenerli e in diversi modi
manifesta loro il suo interessamento e il suo amore che si
traduce in concreti gesti di solidarietà, perché chiunque si
trova lontano dal proprio Paese senta la Chiesa come una patria
dove nessuno è straniero.
L’attenzione amorevole dei cristiani verso chi è in difficoltà e
il loro impegno per una società più solidale si alimentano
continuamente con la partecipazione attiva e consapevole
all’Eucaristia. Chi si nutre con fede di Cristo alla mensa
eucaristica assimila il suo stesso stile di vita, che è lo stile
del servizio attento specialmente alle persone più deboli e
svantaggiate. La carità operosa, infatti, è un criterio che
comprova l’autenticità delle nostre celebrazioni liturgiche (cfr
Lett. ap. Mane nobiscum Domine, 28). L’Anno dell’Eucaristia, che
stiamo vivendo, aiuti le comunità diocesane e parrocchiali a
ravvivare questa capacità di andare incontro alle tante povertà
del nostro mondo.
Vogliamo affidare, in particolare, gli uomini, le donne e i
bambini che vivono la condizione di rifugiati alla materna
protezione di Maria Santissima, che, insieme allo sposo san
Giuseppe e al piccolo Gesù, conobbe l’amarezza dell’esilio,
quando l’assurda persecuzione del re Erode costrinse la santa
Famiglia a fuggire in Egitto (Mt 2,13-23). Preghiamo la Vergine
Santissima perché questi nostri fratelli e sorelle incontrino
sulla loro strada accoglienza e comprensione.
(BENEDETTO
XVI
per la 91ª giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato
- 2005)
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