Migranti, padre Zerai: Ong con mezzi in mare riempiono vuoto

“Le Ong sono con i loro mezzi in mare per colmare un vuoto. Dopo la caduta del regime di Gheddafi, infatti, il tratto di mare di fronte alla Libia è rimasto abbandonato. Nessuno soccorreva i migranti al di fuori delle acque territoriali libiche. E, grazie a Dio, a salvare vite umane ci hanno pensato queste organizzazioni”. Lo ha detto il sacerdote eritreo don Mussie Zerai (fondatore dell’agenzia Habeshia) ai microfoni di Radio Vaticana. “Quello che serve è un progetto umanitario europeo che riprenda l’impronta dell’operazione ‘Mare nostrum’, quindi con un mandato chiaro di ricerca e soccorso. Perché tutte le altre iniziative che sono in campo, come quelle dell’agenzia Frontex, non hanno questo mandato, ma solo quello di sorvegliare i confini. Tutto ciò servirebbe a evitare che l’Europa abbia nuovi morti sulla coscienza. E a chi pensava che questo bilancio di vittime dei naufragi potesse funzionare come deterrente affinché altri non partissero più, è facile dimostrare che il ragionamento cinico non funziona. I viaggi continuano”, ha concluso