Migranti, Papa: I media devono spiegare, non parlare di “clandestino”

I mass media devono spiegare i diversi aspetti delle migrazioni. “La violazione dei diritti umani, i violenti conflitti nei disordini sociali, la mancanza di beni di prima necessità, le catastrofi naturali e quelle causate dall’uomo: tutto questo deve essere raccontato chiaramente così da permettere la giusta conoscenza del fenomeno migratorio e, di conseguenza, il giusto approccio”. E’ quanto dice Papa Francesco in una intervista a Libertà civili, giornale edito dal Ministero dell’Interno. “Spesso – prosegue – sono gli stessi mass media a utilizzare stereotipi negativi parlando di migranti e rifugiati. Basti pensare all’uso scorretto che spesso fanno dei termini con cui appellano migranti e rifugiati. Quante volte si sente parlare di ‘clandestino’ come sinonimo di migrante. Questo non è corretto; è un’informazione che parte da una base errata e che spinge l’opinione pubblica a elaborare un giudizio negativo. Senza pensare, poi, al sensazionalismo a cui gran parte dei media di oggi punta. Fa più scalpore un fatto di cronaca nera rispetto al racconto di una buona notizia. E così, è più favorevole parlare di alcuni casi di delinquenza che vedono come protagonista un migrante, piuttosto che raccontare i molti casi di integrazione promossi dagli stessi migranti”. “La buona informazione può abbattere i muri della paura e dell’indifferenza – conclude il Papa – L’altro, il diverso, spaventa quando non è conosciuto. Ma se lo si racconta e lo si fa entrare a casa della gente, attraverso le immagini e le storie, presentato nei suoi aspetti più umani e più positivi, allora la conoscenza va oltre lo stereotipo e l’incontro diventa autentico. E quando passa la paura, anche le porte si aprono e l’accoglienza è spontanea”.

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