“Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi per primo”.

This post is also available in: Inglese, Portoghese, Brasile

Corso Congregazionale di Formazione Permanente
Jundiaí-SP – 3 – 17 gennaio 2017
Seconda comunicazione

“Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi per primo”.
( I Gv 4, 8.10.19)

2commuciaiton-1
DSC_8641 - CopiaSao Paulo: Dando continuità ai nostri giorni di studio con sr. Etra abbiamo riflettuto sulla Cultura Vocazionale, mettendo in evidenza tre componenti importanti: mentalità (teologia); sensibilità (spiritualità) e praxis (pedagogia). La cultura vocazionale è una mentalità che ci indica chi ci chiama e le ragioni del perchè ogni persona è chiamata. Questa consapevolezza è un costante processo in cui la persona si colloca in movimento, per cui per creare una cultura vocazionale è necessario stare in cammino di fede e vivere ciò che il Padre ha pensato per ognuno di noi e liberamente desiderare di vivere il piano di Dio.

DSC_8639 - CopiaIn secondo momento sr. Etra ha parlato dell’immagine di Dio, l’eterno chiamante che chiama perchè ama. La vocazione è il segno dell’amore di Dio per ciascuno dei suoi figli. Siamo creati grazie al piano originale del Creatore, viviamo grazie al piano redentivo deorare con il progetto della salvezza. Tutta la salvezza ci fa partecipi del “dramma” della redenzione, sia nel dolore, che nella gioia.

Sr. Leocadia Mezzomo ha riflettuto con noi sulle virtù teologali nellaa vita della beata Assunta Marchetti, la fede, la speranza e la carità, che sono grazia e impegno personale. I frutti dipendono dal nostro impegno e Madre Assunta è stata questa donna fiduciosa che ha saputo deporre e sperare in Dio, principalmente nei momenti difficili. Lei non mormorava, ma aveva sempre parole di conforto e di speranza che la rendevano serena e forte: “ci sorride una grande speranza”. Alla fine della giornata ciascuna suora, guidata dallo Spirito Santo, ha scritto una preghiera, in modo creativo (poema, canto, preghiera, litanie), il proprio ringraziamento per la vocazione e la testimonianza della beata Assunta.

DSC_8703Sr. Sonia Delforno ha approfondito con noi la testimonianza di vita, di p. Marchetti, che ha vissuto la vita come dono responsabile e senza misura. P. Marchetti è stato un giovane coraggioso, sensibile, ricco di speranza, che non ha misurato nessuno sforzo per realizzare la sua missione, dedicare la vita sul fondamento della preghiera. “Ricorri a Dio con la preghiera, sempre, per imparare da Dio stesso ciò che deve essere fatto in ogni situazione”.

DSC_8643Dopo esserci imbevute della spiritualità della Beata Assunta e del Servo di Dio Padre Giuseppe Marchetti, è stato ricco il pellegrinaggio all’orfanotrofo Cristoforo Colombo, dove abbiamo celebrato l’Eucarestia e, nella Casa Madre Assunta, dopo un momento di preghiera abbiamo rinnovato i voti di castità, povertà e obbedienza. Abbiamo conosciuto la signora Angelina, di 94 anni, che ha studiato nell’orfanotrofio al tempo della beata Assunta, raccontandoci che AssuntaDSC_8524 era sempre serena e donna di bontà. Sono sttai momenti di emozione, gioia e vibrazione. Concludendo abbiamo visitato il Museo dell’immigrazione dello stato di San Paolo e la missione scalabriniana che svolgono le nostre suore, che è una casa di accoglienza per gli immigrati.

Desideriamo ardentemente voler contemplare e vivere l’amore di Dio che ci chiama, ci invia, ci sostiene e ci insegna ad essere ogni giorno un segno della speranza per tutti coloro che hanno bisogno di pace, amore e accoglienza.

 

Foto1:  Tre giorni dedicati all’approfondimento

Foto 2:   Visita alla tomba di Padre Marchetti

Foto 3: Visita alla casa Madre Assunta

Foto 4:  Visita al museo dell’immigrazione in S.P.