Reincantarsi per Gesù Cristo

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Reincantarsi per Gesù Cristo e rafforzare la gratitudine a

Dio per la fiducia posta in noi.

 

Giorno 18 novembre 2017,  nell’Istituto San Carlo – Passo Fundo, Brasile, sotto la cordinazione di sr. Etra Modica, consigliera e animatrice generale della formazione, di sr. Maria do Rosário Onzi, collaboratrice nella formazione della provincia Cristo Re, si è iniziato il corso congregazionale di formazione permanente.  Sr. Analita Candaten, Superiora Provinciale, ci ha accolte con parole di ottimismo e speranza: “care Suore in questo periodo di formazione permanente vi auguro che tutte voi possiate rivestirvi della luce che è Cristo e che questa Luce possa attrarvi e accompagnarvi, così come accade alla sentinella che attende la luce di una nuova aurora”.

Siamo Suore provenienti dai luoghi diversi e tutte con il grande desiderio di incontrarci, conoscerci, imparare, crescere e fare una vera esperienza di vita fraterna.

Sr. Neuza Botelho e Sr. Zenaide Martins, rispettivamente la prima coordinatrice provinciale della formazione ed entrambe formatrici della provincia Nostra Signora Aparecida, hanno trattato il tema: le relazioni umanizzanti, sulla base del libro di Marshall B. Rosenberg – Comunicazione non violenta: nelle relazioni personali e professionali.

In un mondo violento, pieno di pregiudizi cerchiamo ansiosamente soluzioni, poichè una buona comunicazione è una delle armi più potenti. Gran parte dei problemi di relazione tra le persone possono essere migliorate e frequentemente evitati facendo attenzione alle parole che si usano. Saper ascoltare ciò che di fatto oggettivamente l’altro sta dicendo, sembra una compito semplice ma molte volte è difficile. Dopo aver ascoltato l’approccio di Marshall, facilitatore di relazioni, le domande che sorogono sono: perchè alcune persone, per esempio in situazioni di guerra, riescono a mantenersi in ascolto di sè stessi e vivono serenamente? E altre, invece, che vivono in situazioni di conforo sono sempre in conflitto, destrutturate e confuse?

La (CNV) comunicazione non violenta non è una una modalità di guardare in modo attento, comprendendo la profondità e l’umanità di ogni persona. C’è sempre qualcosa, qualche spazio da essere umanizzato. Avendo come base questo principio, abbiamo puntualizzato quattro criteri: Osservare e raccontare il fatto senza giudizi personali; esprimere le proprie necessità relativamente al fatto; esteriorizzare i propri sentimenti; fare le proprie richieste in modo chiaro.

Da questo impariamo:

  • A liberarci dai condizionamenti e dagli effetti delle esperienze passate.
  • Trasformare norma di pensiero che conducono a discussioni, provocano rabbia e depressione.
  • Risolvere i nostri conflitti con gli altri pacificatamente.
  • Creare relazioni interpersonali basate nel rispetto reciproco, nella compassione e nella cooperazione.
  • Il perdono è proprio delle persone generos. Il perdono è una caatteristica dei forti.

Le consorelle Nyzelle Dondè, segretaria provinciale e Jakeline Danette, formatrici delle rispettive province Cristo Re e Immacolata Concezione, hanno presentato la dimensione della cultura vocazionale, come un modo proprio di essere missionaria scalabriniana. Ogni scalabriniana è responsabile di coltivare il dono della vocazione e della chiamata personale come risposta all’amore del Signore e di essere generatrice di vita attraverso la testimonianza, usando la pedagogia di Gesù: seminare, accompagnare, educare, formare e discernere.

Con p. Gelmino Costa, cs, abbiamo riflettutto sui testi del beato Giovanni Battista Scalabrini, aprendo per noi uno scenario sulla vita e sull’azione di Scalabrini, uomo del suo e del nostro tempo. Il pastore, fondatore della Congregazione, padre dei migranti e apostolo del catechismo, riconosciuto come fonte insondabile di amore, di zelo e dono incondizionato alla Chiesa e al popolo migrante che tanto amò. Ecco il suo grande proposito di vita: “Farmi tutto a tutti al fine di guadagnare tutti a Cristo. Gioiosamente consumerò ciò che è mio e mi consumerò per il bene delle anime.”

Per il gruppo

Sr. Algma Geralda Soares e Sr. Fatima Salvagni