Rete MSCS

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6Junio “Ascoltare Dio nella voce del migrante” (Cf. Es 3,7-10).

     In un movimento dialettico tra fede e vita, ci siamo sentite interpellate a camminare in questa direzione con audacia, sensibili al dolore dei migranti, per riconfermare la precisa scelta astorale del nostro Beato Fondatore Giovanni Battista Scalabrini in un mondo ancora governato da leggi ingiuste e poteri oppressivi. La sfida odierna è accostarsi alle nuove migrazioni, aprendo gli occhi sulle sue cause e domandarci se la nostra testimonianza non debba maggiormente essere sere di denuncia delle ingiustizie sociali e della negazione dei diritti umani. Per rispondere più efficacemente a questa sfida abbiamo compreso il valore dell’internazionalità come possibilità di comunione fra diversi, ma in un cammino che deve andare verso l’interazione”, per permettere a tutte le culture di essere visibili.

Intendiamo, per questo, incentivare la collaborazione interprovinciale, intercongregazionale e con i LMS non solo come strategia per la missione, ma come esigenza che ci viene da Dio stesso. Insieme abbiamo bisogno di porci in ascolto di Dio e dei segni dei tempi, di n’accresciuta percezione di ciò che accade nell’oggi della storia; e c’è bisogno del dono dello Spirito per poter compiere in modo credibile ed efficace la nostra missione profetica, quali evangelizzatrici. Ci è modello in questo P. Giuseppe Marchetti: “Ricorra a Dio con la preghiera… per imparare da Dio stesso ciò che dobbiamo fare in ogni situazione…”.

 

CONTEXTO

Viviamo in un mondo globalizzato, con un’intensa mobilità umana, che segnala grandi cambiamenti. una risposta pastorale missionaria e profetica, che rende qualifi cate le nostre azioni nelle diverse iniziative nell’essere con e per il migrante. Questo rende necessaria la riorganizzazione della vita del nostro istituto in vista di un’azione integrata tra la custodia della fede e la difesa dei diritti dei migranti e rifugiati. La nostra presenza, lì dove la vita umana è relegata nelle frontiere e negli incroci dell’esistenza umana, promuove una Chiesa interculturale “samaritana” per ogni uomo e donna in mobilità. In questo senso il migrante è il luogo teologico della missione scalabriniana, partecipa del mistero pasquale, per cui la morte e la resurrezione creano un’umanità nuova, dove non esiste più né schiavo, né straniero (cfr. EMCC, 18).

 

LE RETE

1. SMR  –  L’obiettivo della rete SMR è quello di favorire l’articolazione tra le presenze missionarie della Congregazione, per rispondere più efficacemente alle necessità dei migranti e rifugiati.

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2. ESI  – L’Educazione Scalabriniana impartita nelle nostre scuole è un grande laboratorio di convivenza fraterna, di costruzione della conoscenza e di elaborazione di pensieri: è un grido di speranza in un mondo più umano, armonico, amico e quindi con maggiore capacità di portare l’essere umano alla sua meta finale: “Affinché tutti siano una cosa sola come noi” Gv 17,11 , poiché non siete più stranieri né ‘migranti’, ma siete concittadini dei Santi e familiari di Dio” Ef. 2, 19.

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