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Papa fa foto con spilla “Apriamo i porti”

Una foto che fa parlare il mondo: è quella che si è fatta fare Papa Francesco con la spilletta “Apriamo i porti”. A fare questo selfie è stato don Nandino Capovilla, parroco di Marghera, in Provincia di Venezia. Lui ha partecipato a Sacrofano alla visita papale con le realtà di accoglienza “Liberi dalla paura”. Il sacerdote si è fatto fotografare dal pontefice e l’immagine è stata da lui stesso rilanciata su Facebook. In poco tempo l’immagine è diventata virale del web, anche perché segno dell’accoglienza che da sempre contraddistingue la Santa Sede e la Chiesa a sostegno dei migranti.

La paura è l’origine della schiavitù

Ha detto il Papa: «La paura è l’origine della schiavitù, di ogni dittatura, perché sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori… Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà… E non bastano le parole umane di un condottiero o un profeta quando non riusciamo a sentire la presenza di Dio e non siamo capaci di abbandonarci alla sua provvidenza. Così ci chiudiamo nella nostra routine rassicurante, e rinunciamo al viaggio verso la Terra promessa per tornare alla schiavitù dell’Egitto. Questo ripiegamento su se stessi, segno di sconfitta, accresce il nostro timore verso gli “altri”, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri… Questo si nota particolarmente oggi di fronte all’arrivo di migranti e rifugiati… Il timore è legittimo, anche perché manca la preparazione a questo incontro… Ma rinunciare a un incontro non è umano: l’incontro con l’altro è anche incontro con Cristo. È lui che bussa alla porta chiedendo di essere incontrato e assistito». 

Comunità accoglienti: liberi dalla paura

Migranti: a Sacrofano nel segno dell’accoglienza. la visita del Papa  

Roma – Tre anni fa il Santo Padre ricordava come «di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi (…) il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta». E lanciava «un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi».  In molti hanno risposto e la Chiesa italiana ha moltiplicato le iniziative già consolidate di accoglienza diffusa, aprendo le porte delle proprie diocesi.
Proprio a sottolineare la sua costante attenzione all’accoglienza, il Santo Padre presiederà venerdì 15 febbraio alle ore 16, presso la Fraterna Domus di Sacrofano (Roma) una celebrazione eucaristica, in apertura dell’incontro delle realtà di accoglienza, organizzato da Fondazione Migrantes, Caritas Italiana e Centro Astalli dal 15 al 17 febbraio 2019.
L’iniziativa intende essere un momento di comunione con famiglie, parrocchie, istituti religiosi e altre realtà che sono impegnate in percorsi di ospitalità di migranti.
Con l’obiettivo di conoscersi, scambiarsi idee, esperienze e progettualità, e anche esprimere gratitudine a quanti, con la loro disponibilità, sono segno di autentica fraternità, lungimiranza e coraggio, costruttori di una cultura inclusiva. Si vuole così esprimere un messaggio di fiducia e di speranza, perché – rispetto all’accoglienza – non prevalgano inquietudini e paure. Le esperienze dei partecipanti a questo incontro testimoniano che la convivenza pacifica è davvero possibile.

N.B. La visita del Santo Padre avrà carattere privato, per cui è esclusa la presenza di giornalisti e operatori della comunicazione. La ripresa in diretta della Santa Messa sarà curata da Vatican Media – Centro Televisivo Vaticano.

Pontefice riceve in Vaticano presidente Montenegro

Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano il Presidente della Repubblica di Montenegro Milo Djukanovic. L’obiettivo dell’incontro è stato discutere del processo di integrazione europea, della promozione della convivenza interetnica e interreligiosa. “Nel corso dei cordiali colloqui – riferisce la Santa Sede – è stato messo in evidenza il positivo contributo della comunità cattolica alla società montenegrina. Successivamente, ci si è intrattenuti sulla situazione nel Paese e sul processo di integrazione europea, nonchè su temi di interesse regionale, tra i quali l’impegno nella promozione della convivenza interetnica e interreligiosa, e la salvaguardia del patrimonio ambientale”.

Genova, Anselmi: Crollo ponte ci ha travolti, ma città risorgerà

“Il crollo del Ponte Morandi ci ha travolto in modo incredibile; era il ponte della nostra città’, lo abbiamo percorso centinaia, migliaia di volte; era il ponte di Genova, apparteneva alla vita di tutti noi, era un luogo familiare, di casa; si può dire che è crollato un pezzo di casa nostra. Tutti ben sappiamo che su quel ponte, in quella mattina di trenta giorni fa, potevamo esserci noi o qualcuno dei nostri familiari o amici stretti”. E’ quanto ha detto mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare di Genova, nella cerimonia di commemorazione del crollo del Ponte Morandi. “Insieme ai nostri 43 amici travolti dal disastro siamo, in un certo senso, morti tutti noi; è per questo che parlando con tante persone siamo così turbati e scossi”, ha proseguito: “Ma come tutti siamo crollati con il ponte e siamo morti con le vittime cosi’ tutti rinasceremo insieme al nuovo ponte e tutta la città risorgerà. Genova risorgerà con l’impegno e il contributo di ognuno di noi; rinascerà se tutti saremo più attenti e appassionati nel nostro compito e nel nostro lavoro, se ci impegneremo ad essere papà e mamme, figli, studenti e insegnanti, giovani e anziani, lavoratori, operai e professionisti, politici e giornalisti, preti, volontari, nonni e casalinghe migliori, lontani dai riflettori, nel servizio ordinario e quotidiano”.

Chiesa, Mike Pompeo: Papa e cattolicesimo hanno ruolo centrale

Papa Francesco e la Chiesa Cattolica hanno un ruolo “centrale”. E’ quanto ha detto a Vatican News il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo. “Penso che sia importantissimo che non solo i governi – come ad esempio di Dipartimento di Stato degli Stati Uniti -, ma anche i leader religiosi comprendano la necessità di fare pressione per ottenere la libertà religiosa. Questi ultimi dovrebbero inoltre svolgere un ruolo importante nell’assicurare che ci sia libertà religiosa per coloro che condividono altri credi diversi dai loro. Quindi pensiamo che la Chiesa cattolica giochi un ruolo importante nella missione che stiamo portando avanti attraverso la riunione di tutte queste personalità, qui a Washington, nei prossimi giorni”, ha aggiunto riferendosi al primo summit internazionale sulla libertà religiosa.

Migranti, Vescovo Pistoia: In nostra tradizioone c’è accoglienza

“L’accoglienza di chi è nel bisogno e viaggia per mare o per terra in cerca di vita, appartiene alla nostra tradizione cristiana e alla nostra civiltà. I rischi, che pure non vanno sottovalutati, e la ragionevole necessità di affrontare i problemi eliminandone le cause, non ci possono mai, dico mai, spingere alla chiusura dei cuori, alla frapposizione di barriere, al rifiuto dell’altro. Guai a noi! Tutti i legittimi distinguo, non possono condurci a reazioni irresponsabili e sguaiate, nutrite di slogan a volte crudeli che riempiono la bocca ma non risolvono niente, anzi, aggravano di molto la situazione”. E’ quanto ha scritto il vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli, nel messaggio inviato alla città per la festa di San Jacopo.

Migranti, Parolin: Integrazione si dà e si riceve

“L’idea che si vuol far passare è che siamo invasi; poi quando si cominciano a fare i calcoli si vede che questo non è. Certo c’è il problema della integrazione che va affrontato secondo le aperture di spirito e questa capacità accogliere e di aiutare le persone ad inserirsi. Il Papa lo ha detto tante volte: l’integrazione è sempre un processo che ha due versanti: si dà e si riceve. C’è questo da dover sottolineare, non è soltanto un fatto di assumere queste persone nelle nostre società. Anche da parte loro ci deve essere un impegno per fare propri i valori della nostra società ma in un orizzonte di apertura. E’ quanto ha detto il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin.

Giornata rifugiato, Scalabriniane: Condividere il viaggio di chi parte forzatamente

“In questa giornata è essenziale capire come le politiche migratorie non possono essere dettate da espressioni ‘di pancia’; invece questa giornata è un’occasione di riflessione, di azione, di decisione sulle responsabilità personali quotidiane, che possono abbattere i muri di gomma e quel  muro di ‘no’ alla solidarietà che apparentemente sembrano innalzarsi sempre più. Le ultime immagini, parole, atteggiamenti legati alla nave Acquarius sono stati come un’onda; non è mai accaduta tanta chiusura”.  E’ quanto dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle missionarie scalabriniane, che sin dalla loro fondazione si occupano di migrazione.

Il Mediterraneo, così come il Sudest asiatico, l’Africa, il Venezuela, il Messico, sono solo alcuni dei luoghi ‘caldi’ e certamente la politica dei corridoi umanitari è una strategia, una soluzione percorribile e utile per salvaguardare le persone e la loro dignità, spesso deturpata durante il viaggio; i corridoi umanitari sono anche un modo per isolare coloro che approfittano senza scrupolo della miseria umana, vendendo la loro libertà. La lotta ai trafficanti internazionali di esseri umani penso sia un punto dal quale non ci si possa tirare indietro. Ma davanti a un grido di dolore di centinaia, migliaia di persone, non possiamo rimanere indifferenti, nè chiudere gli occhi; come dice Papa Francesco: ciascuno di noi è chiamato ad essere vicino ai rifugiati, a trovare con loro momenti d’incontro, a valorizzare il loro contributo, perché anch’essi possano meglio inserirsi nelle comunità che li ricevono.

Migranti, Scalabriniane: Vite da salvare, seguire moniti evangelici indicati da Papa

“Ci sono 629 vite umane che vanno salvate, si fa confusione tra salvare e accogliere e questo a prescindere dalle scelte politiche. Il caso, o meglio, le persone presenti sulla nave Aquarius sollecita il nostro essere persone con una coscienza morale che deve rabbrividire di fronte a questa situazione che sembra stia trattando di affari umani e non di persone”. E’ quanto dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie Scalabriniane, congregazione che sin dalla sua fondazione si occupa dell’assistenza ai migranti. “La vera lotta è da fare nei riguardi dei trafficanti di esseri umani, criminali senza scrupoli che approfittano delle speranze della povera gente – ha aggiunto – I corridoi umanitari sono una soluzione per gestire questi flussi ma è necessario che tutti capiscano come i 4 verbi indicati da Papa Francesco, ‘accogliere’, ‘proteggere’, ‘promuovere’ e ‘integrare’ siano alla base di un percorso concreto di pace, dialogo e convivenza civile. La politica sta utilizzando criteri rigidi, di strapotere, perché il loro pensiero non rappresenta tutta l’Italia o l’Europa, per cui è da combattere anche questo agire politico. Si dia priorità a quella povera gente, disperata, a quel grido che spetta a noi raccogliere”.

Migranti, Paglia: Accogliere è imperativo categorico cristiani

“Nella tradizione cristiana e dell’umanesimo laico è un ‘imperativo categorico’ quello di​ accogliere chi fugge dalla guerra e da situazioni drammatiche. In meno di 100 anni sono partiti dall’Italia più di 25 milioni di persone e non perchè in Italia c’erano la guerra o la persecuzione. Hanno collaborato, assieme a tanti altri immigrati, a rendere grandi tanti Paesi. E poi guai a distorcere la realtà e a favorire la percezione dell’insicurezza che si dice generata dagli immigrati fomentando la rabbia collettiva”. E’ quanto ha detto il presidente della Pontificia accademia per la vita, monsignor Vincenzo Paglia, al quotidiano La Repubblica. “Si dimentica un dato positivo: sono più di 5 milioni gli immigrati residenti in Italia, provenienti da circa 200 nazioni, a dimostrazione che abbiamo saputo accogliere. L’immigrazione va governata evitando chiusura e ingenuità ambedue controproducenti”.