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Papa: Gesù ci apre gli occhi sulla realtà

“Gesù ci apre gli occhi sulla realtà. Siamo chiamati alla felicità, a essere beati, e lo diventiamo fin da ora nella misura in cui ci mettiamo dalla parte di Dio, del suo Regno, dalla parte di ciò che non è effimero ma dura per la vita eterna”. Lo ha detto Papa Francesco prima della recita dell’Angelus in piazza San Pietro, commentando il Vangelo delle Beatitudini di San Luca. “Siamo felici se ci riconosciamo bisognosi davanti a Dio e se, come Lui e con Lui, stiamo vicino ai poveri, agli afflitti e agli affamati. Diventiamo capaci di gioia ogni volta che, possedendo dei beni di questo mondo, non ne facciamo degli idoli a cui svendere la nostra anima, ma siamo capaci di condividerli con i nostri fratelli. La pagina del Vangelo odierno ci invita dunque a riflettere sul senso profondo dell’avere fede, che consiste nel fidarci totalmente del Signore”, ha aggiunto.

Sprechi, Papa: Mai buttare il pasto avanzato

“Mai buttare il pasto avanzato! O si rifà o si dà a chi non ha da mangiare e ne ha bisogno. Se hai questa abitudine ti do un consiglio: parla con i tuoi nonni e chiedi loro cosa facevano con il cibo avanzato…”. E’ quanto ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus in piazza San Pietro dopo il racconto del Vangelo sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci. “Gesù si prende cura a tal punto delle persone affamate, da preoccuparsi che non vadano perduti neppure i più piccoli pezzi di pane con il quale le ha nutrite. Ad imitazione di Cristo, l’umanità intera è chiamata a far sì che le risorse, esistenti nel mondo, non vadano perdute, non siano destinate a scopi di autodistruzione dell’uomo, ma servano al suo vero bene e al suo legittimo sviluppo. Di fronte al grido di fame – ogni sorta di ‘fame’ – di tanti fratelli e sorelle in ogni parte del mondo, non possiamo restare spettatori distaccati e tranquilli. L’annuncio di Cristo, pane di vita eterna, richiede un generoso impegno di solidarietà per i poveri, i deboli, gli ultimi, gli indifesi. Questa azione di prossimità e di carità è la migliore verifica della qualità della nostra fede, tanto a livello personale, quanto a livello comunitario”, ha continuato.