Migranti, Papa a giornalisti: non dimenticare che non sono numeri

“Ci aiutate a non dimenticare che chi è costretto da calamità, guerre, terrorismo, fame e sete a lasciare la propria terra non è un numero, ma un volto, una storia, un desiderio di felicità. La vostra Presidente ha parlato dei migranti : non bisogna dimenticare questo Mediterraneo che si sta trasformando in cimitero”. Lo ha detto Papa Francesco, ricevendo in udienza i componenti dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

Migranti, Amnesty: reazione sprezzante ministro interno su rilievi diritti umani Onu

Amnesty International Italia deplora la “reazione sprezzante” del ministro dell’Interno ai rilievi sui diritti umani delle Nazioni Unite. “La reazione sprezzante, con annesso paragone a scopo dispregiativo con un programma comico televisivo, del ministro dell’Interno ai rilievi mossi dalle Nazioni Unite sui diritti umani in Italia dimostra un preoccupante deficit di cultura istituzionale e di conoscenza del funzionamento del sistema internazionale di monitoraggio sul rispetto diritti umani”, ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia. “Le critiche oggetto della lettera, la terza in pochi mesi, dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani non possono essere liquidate con una battuta o screditate in quanto provenienti da un organismo ‘di cui fanno parte Turchia e Corea del Nord’. La lettera è sottoscritta, infatti, non da rappresentanti statali eletti a rotazione in organi collegiali ma da esperti autorevoli e del tutto indipendenti che monitorano la situazione dei diritti umani in decine di stati ogni anno”, ha aggiunto Rufini. “Amnesty International Italia condivide le preoccupazioni espresse nella lettera inoltrata il 15 maggio all’ambasciatore italiano all’Onu, circa i reiterati ostacoli alle operazioni di ricerca e soccorso in mare da parte delle Ong, la valutazione della Libia come ‘porto sicuro’, le politiche che possono risultare in contrasto col principio di non-respingimento e i provvedimenti, l’ultimo dei quali potrebbe essere il cosiddetto decreto sicurezza bis, che hanno l’effetto d’intensificare il clima di ostilità e xenofobia nei confronti dei migranti”, ha sottolineato Rufini. “Ci auguriamo che, a differenza delle due precedenti occasioni, questa volta il governo italiano vorrà rispondere all’Alto commissariato per i diritti umani in modo serio e approfondito e con una procedura rispettosa del ruolo dell’interlocutore”, ha concluso Rufini.

Migranti: cosa accadrebbe se dovessero essere espulsi tutti? La simulazione nel Lazio: -19mld Pil

Cosa accadrebbe con una espulsione di massa dei migranti? A rispondere a questa domanda ci ha pensato la Uil del Lazio con l’Istituto di ricerca Eures che, confrontando i dati di Inps, Istat e Miur hanno fatto emergere come ci sarebbe una contrazione del Pil regionale di 19 miliardi di euro (valore pari alla somma della ricchezza prodotta da Basilicata e Molise), la scomparsa di 80mila realtà imprenditoriali (soprattutto di piccole dimensioni), 300mila occupati in meno, un buco da un miliardo di euro nei conti della previdenza, 7mila insegnanti in esubero e un tracollo del welfare per migliaia di nostri concittadini. I dati riguardano la Regione Lazio e ipotizzano il foglio di via per 680mila stranieri regolarmente residenti. Negli ultimi cinque anni nel Lazio c’è stata una crescita dei migranti del 10,2%, mentre quella italiana ha subito un calo dello 0,7%. Mandarli via si tradurrebbe in un calo demografico e un invecchiamento della popolazione. Nel Lazio risiede il 15% degli stranieri presenti in Italia.

Migranti, i medici: Non possiamo voltarci dall’altra parte

“Il razzismo e la discriminazione nei confronti degli immigrati rappresentano un nuovo fronte sul quale i medici non possono voltarsi dall’altra parte, ma devono essere impegnati”. Lo ha detto il presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli in apertura degli Stati generali della professione medica, a Roma. “La salute e il benessere dei migranti devono necessariamente procedere di pari passo con la salute e il benessere della comunità ospitante – ha aggiunto – La cultura dell’accoglienza non è un fatto ideologico, ma una questione deontologica, oltreché di sanità pubblica. Promuoverla, anche attraverso la formazione, ci permette di garantire a tutti quel diritto alla salute che, ricordiamolo, non è un diritto di cittadinanza, ma diritto di umanità, che ci spetta in quanto persone”.

Migranti, la testimonianza di don Mattia Ferrari su Famiglia Cristiana

“Quando hanno ripreso energia fisica e mentale hanno cominciato a pregare, a cantare, a ballare. E’ stata una sorta di celebrazione della vita e della famiglia umana unita nella fraternita’ universale”. Così don Mattia Ferrari, il prete a bordo della Mare Jonio, la nave di Mediterranea Saving Human, ricorda su Famiglia Cristiana,  quel momento in cui, nella notte tra il 9 e il 10 maggio, hanno avvistato un gommone in acqua. “Erano Migranti disperati, in mare da 13 ore, con il motore in avaria mentre imbarcavano acqua. Ci siamo avvicinati e quando Maso Notarianni, il nostro incaricato di approcciare i migranti, ha chiesto loro da dove venivano ci hanno risposto: ‘From Hell, dall’inferno'”, ha aggiunto. “Posso testimoniare che, da parte dei miei compagni di equipaggio, sui sequestri c’e’ serenita’ perche’ loro sono consapevoli di aver seguito le leggi internazionali, la Costituzione, le leggi del mare e quella della nostra comune umanita’. Quello che invece li ha molto preoccupati e tenuti svegli fino a notte alta e’ stata la notizia di altri gommoni e barconi in avaria nella zona sar maltese, con la mare Jonio ferma e nessuno che interveniva. Sul resto invece hanno quella serenita’ che deriva dal sapersi perfettamente a posto con la propria coscienza”, ha continuato.

Migranti, Sant’Egidio firma protocollo intesa con Governo

La Comunità di Sant’Egidio ha firmato un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Interno, quello degli Esteri e la Cei per l’apertura dei corridoi umanitari. “La firma di questo protocollo e’ una grande soddisfazione, anche perche’ i richiedenti asilo sono aumentati di 100 unita’, passando dai 500 precedenti a 600. Sono persone in stato di vulnerabilita’ che provengono da Paesi dove ci sono situazioni molto gravi, come il Niger”, ha detto il presidente della Comunita’ di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo. “La Caritas e la Comunita’ di Sant’Egidio sono impegnate per rispondere all’appello di papa Francesco ad accogliere e integrare. Con questo progetto tantissime persone saranno integrate grazie alle famiglie, alle parrocchie e alla nostra Comunita’”.

Papa: Mosaici più belli sono quelli più ricchi di colori

“Oggi piu’ che mai c’e’ bisogno di far crescere in Europa e nel mondo intero la cultura dell’incontro, la cultura della fraternita’, e io verro’ in mezzo a voi a seminare questi semi, sicuro che la vostra e’ terra buona, che sapra’ accoglierli e portare frutto”. E’ quanto ha detto Papa Francesco rivolgendosi al popolo della Macedonia del Nord in occasione del suo viaggio apostolico “La peculiare bellezza del volto del vostro Paese si deve proprio alla varieta’ delle culture e delle appartenenze etniche e religiose che vi abitano. Certo, la convivenza non e’ sempre facile, lo sappiamo. Ma e’ una fatica che vale la pena di fare perche’ i mosaici piu’ belli sono quelli piu’ ricchi di colori”, ha sottolineato.

Libia, Onu teme peggioramento situazione umanitaria

Nella regione di Tripoli l’Onu teme un peggioramento della situazione umanitaria. Lì, dal 4 aprile, ci sono violenti scontri causati dall’offensiva del generale Khalifa Haftar ha sferrato l’offensiva per togliere il controllo della capitale al governo riconosciuto dalla comunita’ internazionale. Al momento ci sono circa 40.000 civili fuggiti dai combattimenti, ma molti sono ancora bloccati nelle aree, di difficile accesso per i servizi di soccorso e gli aiuti umanitari. Ci sono inoltre circa 3.500 migranti e rifugiati a rischio nei centri di detenzione vicini agli scontri.

Solidarietà, i 12 progetti internazionali del Bambino Gesù

Hanno 12 progetti in 10 Paesi del mondo, dal Medioriente all’Africa, dal Sud-Est Asiatico al Caucaso. Questi sono i numeri delle attività di cooperazione internazionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù . L’iniziativa dell’ospedale dei “figli del mondo”, spiega la presidente dell’ospedale pediatrico, Mariella Enoc, “corrisponde allo spirito con il quale il Bambino Gesù accoglie e cura i più piccoli tra gli ammalati e i sofferenti di tutto il mondo. Dopo 150 anni dalla fondazione, le missioni internazionali in 10 Paesi permettono di condividere il grande patrimonio di conoscenza clinica e di ricerca scientifica maturato nel tempo per metterlo al servizio dei bambini che ne hanno bisogno”.

I paesi coinvolti sono: Siria, Giordania, Repubblica Centrafricana, Tanzania, Etiopia, Cambogia, Cina, Russia, Georgia, India (per i dettagli dei progetti: www.ospedalebambinogesu.it/attivita-internazionali). Nel corso del 2018 sono state svolte 29 missioni internazionali per complessivi 145 giorni lavorativi con il coinvolgimento di 46 tra medici e infermieri del Bambino Gesù. Gli accordi di collaborazione siglati con i governi o le istituzioni sanitarie dei vari paesi o anche organizzazioni umanitarie internazionali come WHO e UNHCR,

Siria, in Vaticano le storie del naufragio dei bambini

Un peschereccio partito dalle coste libiche si capovolge: 212 i sopravvissuti, 26 i cadaveri recuperati e 268 dispersi, tra cui 60 giovani. Per questo è chiamato “Il naufragio dei bambini”. In Vaticano i sopravvissuti hanno incontrato Papa Francesco. “Le loro storie di grande dolore sono anche una testimonianza di speranza”, commenta all’Osservatore Romano suor Genevieve Jeanningros. “Queste persone, tutte siriane, hanno vissuto la terribile esperienza di veder morire i loro familiari nel naufragio di un barcone nel Mediterraneo, avvenuto l’11 ottobre 2013″. Tra i presenti, anche Wahid Hasan Yousef, cardiochirurgo, e Hashash Manal, marito e moglie, profughi curdi di Aleppo, che hanno perso nel naufragio quattro figlie, la più grande di 7 anni.