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Ambiente, Giulietti: Chiesa in prima linea su salvaguardia Creato

“La Chiesa deve essere in prima linea nella salvaguardia del Creato, seguendo così Papa Francesco e la sua enciclica Laudato Si’ dedicata alla custodia della casa comune”. Lo ha detto monsignor Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, nominato alla guida della diocesi di Lucca, durante l’incontro “Pellegrinaggio individuale e collettivo, luogo di custodia del Creato” a Vicenza. “Siamo in un momento in cui tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente, l’umanità che lo abita, devono impegnarsi per custodirlo secondo l’impostazione che ci dà la Genesi”, ha proseguito.

Papa: Gesù ci apre gli occhi sulla realtà

“Gesù ci apre gli occhi sulla realtà. Siamo chiamati alla felicità, a essere beati, e lo diventiamo fin da ora nella misura in cui ci mettiamo dalla parte di Dio, del suo Regno, dalla parte di ciò che non è effimero ma dura per la vita eterna”. Lo ha detto Papa Francesco prima della recita dell’Angelus in piazza San Pietro, commentando il Vangelo delle Beatitudini di San Luca. “Siamo felici se ci riconosciamo bisognosi davanti a Dio e se, come Lui e con Lui, stiamo vicino ai poveri, agli afflitti e agli affamati. Diventiamo capaci di gioia ogni volta che, possedendo dei beni di questo mondo, non ne facciamo degli idoli a cui svendere la nostra anima, ma siamo capaci di condividerli con i nostri fratelli. La pagina del Vangelo odierno ci invita dunque a riflettere sul senso profondo dell’avere fede, che consiste nel fidarci totalmente del Signore”, ha aggiunto.

Papa fa foto con spilla “Apriamo i porti”

Una foto che fa parlare il mondo: è quella che si è fatta fare Papa Francesco con la spilletta “Apriamo i porti”. A fare questo selfie è stato don Nandino Capovilla, parroco di Marghera, in Provincia di Venezia. Lui ha partecipato a Sacrofano alla visita papale con le realtà di accoglienza “Liberi dalla paura”. Il sacerdote si è fatto fotografare dal pontefice e l’immagine è stata da lui stesso rilanciata su Facebook. In poco tempo l’immagine è diventata virale del web, anche perché segno dell’accoglienza che da sempre contraddistingue la Santa Sede e la Chiesa a sostegno dei migranti.

La paura è l’origine della schiavitù

Ha detto il Papa: «La paura è l’origine della schiavitù, di ogni dittatura, perché sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori… Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà… E non bastano le parole umane di un condottiero o un profeta quando non riusciamo a sentire la presenza di Dio e non siamo capaci di abbandonarci alla sua provvidenza. Così ci chiudiamo nella nostra routine rassicurante, e rinunciamo al viaggio verso la Terra promessa per tornare alla schiavitù dell’Egitto. Questo ripiegamento su se stessi, segno di sconfitta, accresce il nostro timore verso gli “altri”, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri… Questo si nota particolarmente oggi di fronte all’arrivo di migranti e rifugiati… Il timore è legittimo, anche perché manca la preparazione a questo incontro… Ma rinunciare a un incontro non è umano: l’incontro con l’altro è anche incontro con Cristo. È lui che bussa alla porta chiedendo di essere incontrato e assistito». 

Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione Contro la Tratta di Persone

“La migrazione è un elemento positivo della vita umana, perché permette di garantire occasioni e dialogo. Ma oggi dietro c’è un elemento negativo, mostruoso, che è quello della tratta degli esseri umani. Qui si nasconde la mafia internazionale, la violenza, lo sfruttamento, le nuove forme di schiavitù”. A dichiararlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie scalabriniane, in occasione della Giornata mondiale di preghiera contro la tratta degli esseri umani dell’8 febbraio.

“La preghiera a cui è chiamata la Chiesa va in questa direzione, ed è importante che tutte le comunità possano essere coinvolte: Insieme contro la tratta di persone – ha aggiunto suor Neusa – La giornata di preghiera che le religiose innalzano al Dio della misericordia è prima di tutto perchè si spezzino le catene della prigionia delle vittime di tratta ed essere guarite nelle loro ferite; questa giornata esprime anche la solidarietà con le vittime. La chiamata di Papa Francesco è il segnale di come tutti dobbiamo essere fortemente impegnati, a livelli diversi, contro queste nuove forme di schiavitù. La mafia è quel mostro nascosto che si chiama in modo diverso in ogni Paese del mondo. Genera violenza e impoverisce come un cancro intere comunità. Sfrutta la povertà per rendere più poveri i territori”.

 

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“Rivalità e vanagloria” distruggono comunità, dice Papa Francesco

“La rivalità e la vanagloria” distruggono le fondamenta delle comunità, causando conflitti. E’ quanto ha detto Papa Francesco in una omelia a Casa Santa Marta. Partendo dal Vangelo secondo Luca, il Pontefice (secondo quanto riporta Vatican News) ha sottolineato “l’egoismo dell’interesse”, ribadendo che la gratuità predicata da Gesù “non è selettiva”. L’insegnamento di Gesù è chiaro: “Non fare le cose per interesse”. Ragionare solo in base al proprio “tornaconto”, infatti, è “una forma di egoismo, di segregazione e di interesse”, mentre il “messaggio di Gesù” è esattamente il contrario: la “gratuità”, che “allarga la vita”, “allunga l’orizzonte, perché è universale”.

Papa: Un cristiano non può essere antisemita

“Ancora oggi, purtroppo, sono presenti atteggiamenti antisemiti: insieme siamo chiamati a impegnarci perché l’antisemitismo sia bandito dalla comunità umana”. E’ quanto ha detto Papa Francesco che, nel corso di un’udienza a una delegazione di rabbini del World Congress of Mountain Jews del Caucaso dice che “un cristiano non può essere antisemita. Le nostre radici sono comuni: sarebbe una contraddizione della fede e della vita”. Il Papa ha ribadito “l’importanza dell’amicizia tra ebrei e cattolici. Essa, fondata su una fraternità che si radica nella storia della salvezza, si concretizza nell’attenzione reciproca. È un dialogo che in questo tempo siamo chiamati a promuovere e ad ampliare a livello interreligioso, per il bene dell’umanità. È un compito fondamentale a cui siamo chiamati”.

Clima, vescovi fanno appello a governi

“Cambiamenti rapidi e radicali, resistendo alla tentazione di cercare espedienti tecnologici a breve termine”. E’ questo quanto hanno chiesto ai governi del mondo i vescovi della Chiesa cattolica. L’appello è volto ad “adottare misure concrete per andare verso una ripartizione giusta delle risorse e responsabilità, in cui ‘i grandi inquinatori assumano le loro responsabilità politiche e rispettino i loro impegni finanziari in favore del clima’”. Questo, spiegano i responsabili ecclesiali, si basa “sui principi dell’urgenza, della giustizia intergenerazionale, della dignità e dei diritti umani”. Tra i criteri fondamentali da seguire, mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi; passare a stili di vita sostenibili; rispettare la conoscenza delle comunità indigene; implementare un cambiamento paradigmatico delle finanze in linea con gli accordi globali sul clima; trasformare il settore energetico ponendo fine all’era dei combustibili fossili e passando alle energie rinnovabili; ripensare il settore agricolo per garantire che fornisca cibo sano e accessibile a tutti, con particolare attenzione alla promozione dell’agroecologia.

Papa: Se vuoi seguire il Signore scegli strada povertà

“Se tu vuoi seguire il Signore, scegli la strada della povertà e se tu hai ricchezze perché il Signore te le ha date, per servire gli altri, ma il tuo cuore, distaccato. Il discepolo non deve avere paura della povertà, anzi: dev’essere povero”. E’ quanto ha detto Papa Francesco nel corso di una omelia a Santa Marta. Il Papa si è soffermato su una seconda forma di povertà: quella delle persecuzioni che si manifestano in molteplici forme. “La persecuzione della calunnia, delle dicerie e il cristiano sta zitto, tollera questa ‘povertà’. Alle volte è necessario difendersi per non dare scandalo…Le piccole persecuzioni nel quartiere, nella parrocchia… piccole, ma sono la prova: la prova di una povertà. E’ il secondo modo di povertà che ci chiede il Signore. Il primo, lasciare le ricchezze, non essere con il cuore attaccato alle ricchezze; il secondo, ricevere umilmente le persecuzioni, tollerare le persecuzioni. Questa è una povertà”.

Chiesa, Papa: Guardatevi dal lievito dei farisei

“Ci sono cristiani ipocriti, che non accettano il lievito dello Spirito Santo. Per questo Gesù ci ammonisce: ‘Guardatevi del lievito dei farisei’”. E’ quanto ha detto Papa Francesco durante un’omelia della messa celebrata nei giorni scorsi a Santa Marta.”Dal di fuori voi siete belli, come i sepolcri, ma dentro c’è putrefazione o c’è distruzione, ci sono le macerie”, ha detto. “Il lievito dei cristiani è lo Spirito Santo, che ci spinge fuori, ci fa crescere, con tutte le difficoltà del cammino, anche con tutti i peccati, ma sempre con la speranza”.

Genova, Anselmi: Crollo ponte ci ha travolti, ma città risorgerà

“Il crollo del Ponte Morandi ci ha travolto in modo incredibile; era il ponte della nostra città’, lo abbiamo percorso centinaia, migliaia di volte; era il ponte di Genova, apparteneva alla vita di tutti noi, era un luogo familiare, di casa; si può dire che è crollato un pezzo di casa nostra. Tutti ben sappiamo che su quel ponte, in quella mattina di trenta giorni fa, potevamo esserci noi o qualcuno dei nostri familiari o amici stretti”. E’ quanto ha detto mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare di Genova, nella cerimonia di commemorazione del crollo del Ponte Morandi. “Insieme ai nostri 43 amici travolti dal disastro siamo, in un certo senso, morti tutti noi; è per questo che parlando con tante persone siamo così turbati e scossi”, ha proseguito: “Ma come tutti siamo crollati con il ponte e siamo morti con le vittime cosi’ tutti rinasceremo insieme al nuovo ponte e tutta la città risorgerà. Genova risorgerà con l’impegno e il contributo di ognuno di noi; rinascerà se tutti saremo più attenti e appassionati nel nostro compito e nel nostro lavoro, se ci impegneremo ad essere papà e mamme, figli, studenti e insegnanti, giovani e anziani, lavoratori, operai e professionisti, politici e giornalisti, preti, volontari, nonni e casalinghe migliori, lontani dai riflettori, nel servizio ordinario e quotidiano”.