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Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione Contro la Tratta di Persone

“La migrazione è un elemento positivo della vita umana, perché permette di garantire occasioni e dialogo. Ma oggi dietro c’è un elemento negativo, mostruoso, che è quello della tratta degli esseri umani. Qui si nasconde la mafia internazionale, la violenza, lo sfruttamento, le nuove forme di schiavitù”. A dichiararlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie scalabriniane, in occasione della Giornata mondiale di preghiera contro la tratta degli esseri umani dell’8 febbraio.

“La preghiera a cui è chiamata la Chiesa va in questa direzione, ed è importante che tutte le comunità possano essere coinvolte: Insieme contro la tratta di persone – ha aggiunto suor Neusa – La giornata di preghiera che le religiose innalzano al Dio della misericordia è prima di tutto perchè si spezzino le catene della prigionia delle vittime di tratta ed essere guarite nelle loro ferite; questa giornata esprime anche la solidarietà con le vittime. La chiamata di Papa Francesco è il segnale di come tutti dobbiamo essere fortemente impegnati, a livelli diversi, contro queste nuove forme di schiavitù. La mafia è quel mostro nascosto che si chiama in modo diverso in ogni Paese del mondo. Genera violenza e impoverisce come un cancro intere comunità. Sfrutta la povertà per rendere più poveri i territori”.

 

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Presenza MSCS a Ho Chi Minh City, Vietnam

La delegazione in Asia delle MSCS, lo scorso 3 agosto 2018 ha inviato le sue due prime missionarie, Suor Teresa Mercado e Suor Eufrocina Sumampong a Ho Chi Minh City, in Vietnam, l’apertura ufficiale della prima comunità MSCS nel paese è stata il 6 agosto, in questo giorno le due sorelle sono state ricevute e si sono stabilite nella loro residenza.

Questo è un dono della Divina Provvidenza, una opportunità per ampliare la missione e le vocazioni in Asia.

Ho Chi Minh City, comunemente conosciuta come Saigon, è una città nel sud del Vietnam. È riconosciuta per il ruolo cruciale che ha svolto nella guerra del Vietnam. Nel periodo successivo alla fine della guerra del Vietnam, l’immigrazione vietnamita ha visto molti rifugiati e altri migranti accolti in gran parte dai paesi occidentali e dai paesi limitrofi del Sud-est Asiatico, per motivi umanitari; con questi si calcolano anche i flussi migratori di studenti e lavoratori diretti verso i paesi alleati comunisti del Vietnam. Nonostante la guerra e il conflitto abbiano spinto la maggior parte delle migrazioni vietnamite fuori dal paese, nella seconda metà del 20° secolo, la rapida crescita economica del Vietnam ha visto le migrazioni da e verso il paese. Oggi, mentre le città del Vietnam si modernizzano rapidamente, il numero di migranti che si riversano nel paese è sorprendente. Le stime dicono che a Ho Chi Minh City il numero di migranti è quasi il 30% della popolazione.

Per inciso, il Vietnam è il quinto paese cattolico in Asia, dopo le Filippine, India, Cina e Indonesia. Dopo l’apertura politica del paese alla fine degli anni ’80, un gran numero di congregazioni religiose di origine europea sono arrivate in Vietnam per aprire comunità. Ciò ha avuto luogo, in particolare, a Ho Chi Minh City (a sud) e Vinh (a nord), che sono le due diocesi che hanno la più grande popolazione cattolica. Molti giovani vietnamiti di grandi famiglie cattoliche abbracciano con entusiasmo la vita religiosa, particolarmente attratti dalle congregazioni apostoliche e, in misura minore, dagli istituti di vita contemplativa.

Presenza MSCS a Ho Chi Minh City, Vietnam

La delegazione in Asia delle MSCS, lo scorso 3 agosto 2018 ha inviato le sue due prime missionarie, Suor Teresa Mercado e Suor Eufrocina Sumampong a Ho Chi Minh City, in Vietnam, l’apertura ufficiale della prima comunità MSCS nel paese è stata il 6 agosto, in questo giorno le due sorelle sono state ricevute e si sono stabilite nella loro residenza.

Questo è un dono della Divina Provvidenza, una opportunità per ampliare la missione e le vocazioni in Asia.

Ho Chi Minh City, comunemente conosciuta come Saigon, è una città nel sud del Vietnam. È riconosciuta per il ruolo cruciale che ha svolto nella guerra del Vietnam. Nel periodo successivo alla fine della guerra del Vietnam, l’immigrazione vietnamita ha visto molti rifugiati e altri migranti accolti in gran parte dai paesi occidentali e dai paesi limitrofi del Sud-est Asiatico, per motivi umanitari; con questi si calcolano anche i flussi migratori di studenti e lavoratori diretti verso i paesi alleati comunisti del Vietnam. Nonostante la guerra e il conflitto abbiano spinto la maggior parte delle migrazioni vietnamite fuori dal paese, nella seconda metà del 20° secolo, la rapida crescita economica del Vietnam ha visto le migrazioni da e verso il paese. Oggi, mentre le città del Vietnam si modernizzano rapidamente, il numero di migranti che si riversano nel paese è sorprendente. Le stime dicono che a Ho Chi Minh City il numero di migranti è quasi il 30% della popolazione.

Per inciso, il Vietnam è il quinto paese cattolico in Asia, dopo le Filippine, India, Cina e Indonesia. Dopo l’apertura politica del paese alla fine degli anni ’80, un gran numero di congregazioni religiose di origine europea sono arrivate in Vietnam per aprire comunità. Ciò ha avuto luogo, in particolare, a Ho Chi Minh City (a sud) e Vinh (a nord), che sono le due diocesi che hanno la più grande popolazione cattolica. Molti giovani vietnamiti di grandi famiglie cattoliche abbracciano con entusiasmo la vita religiosa, particolarmente attratti dalle congregazioni apostoliche e, in misura minore, dagli istituti di vita contemplativa.