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Chaire Gynai ha compiuto un anno

Accogliere, proteggere, promuovere ed integrare: i 4 verbi della migrazione, lanciati da Papa Francesco, si fanno sintesi in Chaire Gynai – Benvenuta donna-, un progetto voluto dallo stesso Pontefice e abbracciato dalla Congregazione delle suore missionarie scalabriniane. Si tratta di un percorso di integrazione per donne migranti, rifugiate e per i loro piccoli che il 1 giugno, giorno in cui ricorre la festa liturgica del beato Giovanni Battista Scalabrini, ha compiuto un anno.

Chaire Gynai è un progetto realizzato con la collaborazione della Congregazione per gli Istituti di vita Consacrata e le Società di vita apostolica, l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Roma e grazie al sostegno dell’Istituto delle Suore missionarie del Sacro Cuore di Gesù – Cabriniane- che hanno messo a disposizione le loro strutture e tutto l’impegno necessario per la realizzazione.

“E’ un progetto di semiautonomia fondato sull’accoglienza, la protezione, la promozione e l’integrazione per percorsi di vita autonoma e di processi di cittadinanza e inclusione sociale, aiutandole a superare la paura con la speranza”, spiega suor Eleia Scariot, la scalabriniana coordinatrice del progetto. Nelle due case messe a disposizione per Chaire Gynai (una in via Pineta Sacchetti, in zona Gemelli, l’altra in via Michele Mercati, ai Parioli), sono passate quest’anno diverse migranti, alcune delle quali hanno già terminato il loro percorso di semi autonomia e hanno già lasciato le case. Loro ora lavorano e sono integrate nella città di Roma.

“Sentiamo i frutti di questo progetto e ne siamo contente – dice suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane – E’ un anno pieno di gratitudine per i volontari, le istituzioni e per tutte le congregazioni che hanno partecipato in un progetto che per noi era un sogno ma che è diventato realtà”. “E’ un privilegio portare avanti questo progetto, con una profonda azione di comunione”, commenta Suor Barbara Louise Staley, superiora delle suore missionarie del Sacro Cuore di Gesù.

Libia, Grandi: “1500 rifugiati nei centri di detenzione di Tripoli”

Ammontano a circa 1.500 i rifugiati e i migranti che si trovano nei centri di detenzione a Tripoli e la cui vita è a rischio. A dirlo è l’Alto commissario per i rifugiati Filippo Grandi, sottolineando che ”queste persone si trovano nelle circostanze più vulnerabili e pericolose”. Grandi ha chiesto una evacuazione, spiegando come loro”devono essere urgentemente messi in sicurezza. Si tratta di una questione di vita o di morte”.

Migranti, approvato primo documento internazionale su gestione migrazione

Dopo 18 mesi di negoziati le nazioni dell’Onu, ad eccezione degli Stati Uniti, hanno approvato il global compact, un patto mondiale non vincolante sulla migrazione. L’obiettivo è impegnarsi a rafforzare la cooperazione nella gestione dei flussi migratori. Si tratta del primo documento internazionale sulla gestione della migrazione. “I migranti sono un motore straordinario di crescita”, ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. L’accordo verrà approvato nella conferenza internazionale in programma in Marocco il 10 e 11 dicembre.

Giornata rifugiato, Scalabriniane: Condividere il viaggio di chi parte forzatamente

“In questa giornata è essenziale capire come le politiche migratorie non possono essere dettate da espressioni ‘di pancia’; invece questa giornata è un’occasione di riflessione, di azione, di decisione sulle responsabilità personali quotidiane, che possono abbattere i muri di gomma e quel  muro di ‘no’ alla solidarietà che apparentemente sembrano innalzarsi sempre più. Le ultime immagini, parole, atteggiamenti legati alla nave Acquarius sono stati come un’onda; non è mai accaduta tanta chiusura”.  E’ quanto dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle missionarie scalabriniane, che sin dalla loro fondazione si occupano di migrazione.

Il Mediterraneo, così come il Sudest asiatico, l’Africa, il Venezuela, il Messico, sono solo alcuni dei luoghi ‘caldi’ e certamente la politica dei corridoi umanitari è una strategia, una soluzione percorribile e utile per salvaguardare le persone e la loro dignità, spesso deturpata durante il viaggio; i corridoi umanitari sono anche un modo per isolare coloro che approfittano senza scrupolo della miseria umana, vendendo la loro libertà. La lotta ai trafficanti internazionali di esseri umani penso sia un punto dal quale non ci si possa tirare indietro. Ma davanti a un grido di dolore di centinaia, migliaia di persone, non possiamo rimanere indifferenti, nè chiudere gli occhi; come dice Papa Francesco: ciascuno di noi è chiamato ad essere vicino ai rifugiati, a trovare con loro momenti d’incontro, a valorizzare il loro contributo, perché anch’essi possano meglio inserirsi nelle comunità che li ricevono.

Migranti, incontro Santa Sede-Messico: Va fatta governance globale flussi

Va fatta “una governance globale dei flussi migratori, fondata sulla corresponsabilità di tutti gli attori istituzionali e privati, al fine di assicurare una migrazione sicura, ordinata e regolare a vantaggio di tutte le persone interessate, e che aiuti a generare le condizioni affinché la migrazione sia una decisione volontaria e non una necessità”. E’ quanto si legge nel comunicato conclusivo del Colloquio tra il Vaticano e il Messico. “Per tale motivo vogliamo continuare a contribuire attivamente al processo che porterà le Nazioni Unite ad adottare un Patto Mondiale per una Migrazione Sicura, Regolare ed Ordinata nel corso di questo anno. Ugualmente, considerando la complessità dei flussi migratori contemporanei, riteniamo importante insistere sull’opportunità di armonizzare questo Patto con il Patto Mondiale sui Rifugiati”, è scritto.

Migranti, Scalabriniane: Vite da salvare, seguire moniti evangelici indicati da Papa

“Ci sono 629 vite umane che vanno salvate, si fa confusione tra salvare e accogliere e questo a prescindere dalle scelte politiche. Il caso, o meglio, le persone presenti sulla nave Aquarius sollecita il nostro essere persone con una coscienza morale che deve rabbrividire di fronte a questa situazione che sembra stia trattando di affari umani e non di persone”. E’ quanto dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie Scalabriniane, congregazione che sin dalla sua fondazione si occupa dell’assistenza ai migranti. “La vera lotta è da fare nei riguardi dei trafficanti di esseri umani, criminali senza scrupoli che approfittano delle speranze della povera gente – ha aggiunto – I corridoi umanitari sono una soluzione per gestire questi flussi ma è necessario che tutti capiscano come i 4 verbi indicati da Papa Francesco, ‘accogliere’, ‘proteggere’, ‘promuovere’ e ‘integrare’ siano alla base di un percorso concreto di pace, dialogo e convivenza civile. La politica sta utilizzando criteri rigidi, di strapotere, perché il loro pensiero non rappresenta tutta l’Italia o l’Europa, per cui è da combattere anche questo agire politico. Si dia priorità a quella povera gente, disperata, a quel grido che spetta a noi raccogliere”.

A San Pietro messa per Giornata mondiale migranti

Papa Francesco, domenica 14 gennaio alle 10, celebrerà a San Pietro la messa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. A renderlo noto è un avviso dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche pontificie.

La “sollecitudine della Chiesa” per “la triste situazione di tanti migranti e rifugiati che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dai disastri naturali e dalla povertà” ha spinto papa Francesco a pubblicare il 21 agosto scorso il Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, che si celebrerà il prossimo 14 gennaio, sul tema “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”.

Qualcuno ha voluto vedere in questo largo anticipo della pubblicazione una “mossa”, un modo per influenzare il mondo politico italiano che si dibatte da mesi sul tema dello jus soli, il diritto alla cittadinanza per i figli dei migranti nati in Italia e per gli adulti che da anni vivono e sono integrati nella nostra società.

In effetti, nel Messaggio il pontefice sottolinea il rifiuto della “apolidia”, e spera che i Paesi di accoglienza producano “una legislazione sulla cittadinanza conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale” per i minori neonati e per coloro che da tempo vivono nel Paese. Ma ridurre tutto il Messaggio a una “mossa” politica mi sembra molto riduttivo e forse provinciale. Non va dimenticato infatti che la questione dei migranti e delle migrazioni sono un “segno dei tempi”, un elemento che ormai abbraccia tutto il pianeta.

C’è quindi una dimensione mondiale della questione che non va sottovalutata. Il Messaggio non è rivolto solo ai Paesi europei o occidentali, timorosi fra l’accoglienza e il fondamentalismo islamico, ma a tutti i Paesi del mondo.