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Brasile, parte il progetto “portoghese per gli ospiti” per integrare i migranti

“È molto importante partecipare alle classi per capire le leggi del Paese, lavorare e essere in grado di comunicare meglio durante il giorno”.

A dirlo è la studentessa, originario del Venezuela, Gladys Cedeño, che partecipa al progetto “portoghese per gli ospiti”, un’iniziativa della Pastorale Migranti (SPM) della diocesi di Roraima in collaborazione con l’Università Federale (UFFR).

Secondo la coordinatrice della pastorale dei migranti, la suora scalabriniana Valdiza Carvalho, in 18 hanno concluso il corso l’anno passato e da gennaio di quest’anno ad oggi quattro sono i gruppi che continuano a dare continuità al piano.

Venezuela, forze sicurezza sequestrano medicine, la condanna dei vescovi

Le forze di sicurezza del Venezuela stanno sequestrano medicine destinate a malati cronici. Questo atto è stato condannato fortemente dalla Conferenza episcopale venezuelana, in un comunicato ufficiale. Infatti ha “respinto e condannato” queste azioni, chiedendo alla Procura di garantire che si rispettino i “diritti fondamentali” nei casi di “arresti arbitrari e sequestri di medicine che risultano attualmente essenziali per la protezione della vita” dei malati.

“Migrazione venezuelana, appello alla solidarietà”

Si chiama “Migrazione venezuelana, appello alla solidarietà”, ed è il progetto avviato dalle Suore missionarie scalabriniane in Brasile per cercare di aiutare i tanti venezuelani che stanno fuggendo dal loro Paese. Le sorelle (che sin dalla loro fondazione si occupano di assistenza ai migranti) lo hanno promosso anche grazie al Servizio Itinerante Scalabriniane, una nuova iniziativa da loro stesse realizzata che consiste in un team di sorelle che a secondo dove vi sono situazioni di emergenza di migranti e rifugiati, marcano presenze o sono insufficienti, per esempio il servizio di accoglienza iniziato in Messico.

A Boa Vista, nel nord del Brasile, le suore li stanno accogliendo come prima facevano per i migranti haitiani. A loro viene offerto non solo un tetto, ma anche consulenza legale, insegnamento della lingua locale e, soprattutto, un servizio di orientamento al mondo del lavoro e uno spazio per la parte spirituale. Nella città, capitale dello Stato di Roraima, sono soprattutto le famiglie che grazie alla rete delle Suore Missionarie Scalabriniane, su voli di linea organizzati dal governo brasiliano. sono trasferiti nella Casa Madre Assunta di Vila Prudente, a San Paolo del Brasile, già orfanotrofio per i figli dei migranti italiani, dove viene ospitato un gruppo di 6 famiglie venezuelane e circa altre 30 persone arriveranno per la fine di questo mese di febbraio.

“Grazie anche alla collaborazione con le suore presenti in Brasile, – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale – abbiamo avviato anche un tam tam per cercare luoghi temporanei di rifugio, da 3 a 6 mesi. Abbiamo promosso un’azione con le nostre suore per coinvolgere altre Congregazioni, istituzioni, parrocchie o famiglie. Vogliamo creare un progetto quantomai aperto, consapevoli che lo spazio che metteremo a disposizione non sarà sufficiente e non sarà in grado di soddisfare le esigenze di tante persone che cercano riparo temporaneo. Chiediamo quindi il coinvolgimento di tutti per offrire rifugio ai migranti per un certo periodo, tra i 3 e i 6 mesi. La situazione venezuelana è molto critica e il cammino di solidarietà che coinvolge il Brasile è per noi una sfida da seguire”. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito: www.caminhosdesolidariedade.org.br.

Il Servizio Itinerante delle Suore Scalabriniane è una delle novità della riorganizzazione che ha coinvolto la Congregazione. Ha come obiettivo quello di implementare una nuova forma delle attività missionarie insieme ai migranti e ai rifugiati in situazioni di emergenza. Questo Servizio vuole essere una presenza temporanea per rispondere evangelicamente agli appelli che provengono dalle varie situazioni di vulnerabilità in si trovano i migranti e i rifugiati, per tentare di attenuare la sofferenza umana, difendere i loro diritti (senza discriminazione), mantenere la fede e proteggere la vita.

Il lavoro è rivolto prioritariamente a situazioni di vulnerabilità, specialmente per donne e bambini, perché sia rispettata la loro dignità, ci sia una risposta alle necessità di base, all’accesso ad opportunità di loro sviluppo e sia loro favorito l’accompagnamento umano spirituale, affinché possano avere prospettive di vita per un futuro migliore.

Migranti: Venezuela, l’esodo al contrario degli italiani 

Roma – Più che esodo, quello venezuelano è un “controesodo”. Per tutta la seconda metà del Novecento, la nazione è stata la meta di centinaia di migliaia di stranieri. Italiani inclusi. Nel periodo dalla fine della Seconda guerra mondiale agli anni Settanta, oltre 200mila connazionali si sono trasferiti a Caracas e dintorni, attratti dal boom petrolifero.

Dando vita alla terza comunità italiana più popolosa dell’America Latina. Non a caso, il Venezuela è il secondo Paese al mondo per consumo di pasta. Negli ultimi quattro anni, però, la crisi drammatica ha provocato una repentina inversione di tendenza.

Caracas è ormai terra d’esodo. L’Italia è una delle destinazioni più ambite: in meno di quattro anni sono arrivati in 49.831, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. La maggior parte di questi ha parenti che possano aiutarli nei primi tempi.

Tanti hanno la doppia cittadinanza. Figli e discendenti di espatriati, dunque, si trovano a fare il percorso inverso rispetto a genitori e nonni. Chi non ha il vantaggio dell’origine, sempre più spesso, ricorre alla richiesta d’asilo: nel 2017, queste sono state 544, il 280 per cento rispetto all’anno precedente. (Lu.C. – Avvenire)