Scalabriniane: Oggi la festa di Scalabrini, Apostolo dei migranti. Accogliere gli appelli del Papa

Oggi, primo giugno, è la festa del Beato Giovanni Battista Scalabrini, già vescovo di Piacenza e fondatore delle Suore Missionarie e dei Missionari Scalabriniani, nonchè ispiratore dell’Istituto delle Missionarie Secolari Scalabriniane. Quest’anno la celebrazione riveste una caratteristica tutta particolare perché ricorre il 125esimo della Fondazione delle Suore Missionarie Scalabriniane. Un giubileo congregazionale che ricade in un momento storico importante: la pandemia di Covid, le questioni legate alle migrazioni, una nuova riflessione sul ruolo dell’umanità ancora flagellata da guerre e conflitti che spingono le persone a migrare. «Scalabrini ha camminato umilmente, con uno sguardo lungimirante, lasciandosi interpellare e interrogare dall’umanità migrante perché era convinto che Dio agisce nella storia con loro e attraverso loro – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane – Anche oggi, grazie a questo modello di Scalabrini, noi suore siamo chiamate nuovamente a far fiorire la creatività scalabriniana, insieme ai migranti e ai rifugiati. Scalabrini ci ispira su come continuare a servire i migranti, facendoci tutto a tutti». Il fondatore Scalabrini è definito non a caso “Apostolo dei migranti”, proprio per il suo impegno a sostegno di chi partiva per le Americhe per cercare fortuna dall’Italia, tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Per suor Neusa, «è sempre più necessario accogliere con rinnovato ardore l’appello di Papa Francesco espresso nel suo messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato di quest’anno, quando disse ‘a tutti gli uomini e donne del mondo chiedo di camminare sempre più uniti verso un noi sempre più grande, per ricomporre la famiglia umana, affinché costruiamo insieme il nostro futuro di giustizia e di pace, dalla cui cura nessuno deve essere escluso’, per questo la nostra missione resta quella di essere anelli di una vita religiosa interconnessa”.