Preghiera in memoria delle vittime dell’ultimo naufragio in Libia

Lunedì 26 aprile si terranno, a partire dalla basilica di Santa Maria in Trastevere, in Italia e in tutta Europa, numerose veglie di preghiera, promosse dalla Comunità di Sant’Egidio in memoria delle vittime dell’ultimo naufragio davanti alle coste della Libia. Di fronte a questa ennesima strage del mare sentiamo il dovere di levare la nostra voce e la nostra preghiera perché il nostro continente non si macchi di colpevole indifferenza ma sia fedele ai suoi valori di umanità e di difesa dei diritti.

Sant’Egidio chiede alle autorità di governo dei singoli Stati europei e a quelle comunitarie di riattivare con urgenza una rete di salvataggio in mare, rapida ed efficiente, così come lo impone il diritto internazionale per non dover rispondere in futuro, oltre che alla propria coscienza, anche a reati di omissione di soccorso.

Per quanto riguarda la Libia e i suoi centri di detenzione, occorre inoltre aprire con urgenza corridoi umanitari verso i paesi europei, con un modello che Sant’Egidio, insieme ad altre realtà come le Chiese protestanti e la Cei, ha già realizzato negli ultimi cinque anni, con buoni risultati riguardo non solo l’accoglienza ma anche l’integrazione.

A Roma la veglia di preghiera si terrà lunedì 26 marzo alle 19.30 (in presenza e in streaming su www.santegidio.org).

Veglia in ricordo dei martiri dei nostri tempi

Oggi, alle ore 18.30, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, si terrà una veglia in ricordo dei martiri dei nostri tempi, presieduta dal cardinal Kevin J. Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. L’iniziativa è stata organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio e avrà la partecipazione di una delegazione delle Suore missionarie Scalabriniane. Essendo consentita solo in modo limitato la partecipazione in presenza (a causa della pandemia) la celebrazione sarà trasmessa in diretta web sul sito della Comunità  www.santegidio.org , sul canale YouTube https://www.youtube.com/user/santegidio e sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/santegidio.org con traduzione simultanea in inglese, spagnolo, francese e portoghese.

Giornata di preghiera contro la tratta, il Papa: Mai usare uomini e donne come merce

“Una economia che non faccia mai dell’uomo e della donna una merce, un oggetto, ma sempre il fine: il servizio all’uomo e alla donna, che non vanno usati come merce”. E’ quanto ha detto Papa Francesco al termine dell’Angelus, ricordando che “domani si celebra la giornata di preghiera e di riflessione contro la tratta di persone. Quest’anno, l’obiettivo è lavorare per una economia che non favorisca nemmeno indirettamente questi traffici ignobili”.

“Purtroppo tra coloro che per vari motivi sono costretti a lasciare la propria patria ci sono sempre
decine di bambini e ragazzi soli, senza la famiglia ed esposti a molti pericoli”, ha aggiunto.

“In questi giorni – ha proseguito – mi è stata segnalata la drammatica situazione di quelli che si trovano sulla cosiddetta Rotta Balcanica, ma ce ne sono in tutte le rotte. Facciamo in modo che a queste creature fragili e indifese non manchino la doverosa cura e canali umanitari preferenziali”.

Natale, Papa: “Il consumismo lo ha sequestrato”

“Il consumismo ci ha sequestrato il Natale”. A dirlo è Papa Francesco nel corso dell’udienza streaming. “Il Natale è diventato una festa
universale, e anche chi non crede percepisce il fascino di questa ricorrenza. Il cristiano, però, sa che il Natale è un avvenimento
decisivo, un fuoco perenne che Dio ha acceso nel mondo, e non può essere confuso con le cose effimere. Il consumismo ci ha sequestrato il Natale. E importante che esso non si riduca a festa solamente sentimentale o consumistica, ricca di regali e di auguri ma povera di fede cristiana”.

Chiesa, Bagnasco: la fede porta la luce e apre l’orizzonte dell’eterno

“Il ruolo della Chiesa coincide con la sua missione, quella di essere nel mondo per annunciare Gesù, Dio con noi. Il problema più profondo dell’uomo contemporaneo, preso da mille cose, è quello del suo futuro: che sarà di me? La fede porta la luce e apre
l’orizzonte dell’eterno. La pandemia rende più acuti i grandi interrogativi che la cultura diffusa cerca di coprire: per questo il
ruolo della Chiesa è provocato nel suo centro che non sono le organizzazioni, i programmi, l’efficienza mondana. In questo senso, la
missione e la presenza della Chiesa vengono confermate nella loro bellezza e urgenza”. A dirlo, sulle colonne di Repubblica, è il cardinale Angelo Bagnasco, ex presidente della Cei e a capo del Consiglio dei vescovi europei.

Covid: Papa, Vicino a medici e infermieri

“Voglio essere vicino a tutti i medici e gli infermieri in questo momento in cui la pandemia ci chiama ad essere vicini agli uomini e alle donne che soffrono. Grazie per la vicinanza, grazie per la tenerezza, grazie per la professionalità con cui vi prendete cura degli infermi”. A dirlo è Papa Francesco su Twitter.

Avvento, Papa: La pandemia genera paura e sconforto

“L’odierna liturgia ci invita a vivere il primo tempo forte che è questo dell’Avvento, il primo dell’anno
liturgico che ci prepara al Natale. E per questa preparazione è un tempo di attesa e un tempo di speranza, attesa e speranza”. A dirlo è Papa Francesco durante l’Angelus in Piazza San Pietro per la prima domenica di Avvento. “Sappiamo bene che la vita è fatta di alti e bassi, di luci e ombre. Ognuno di noi sperimenta
momenti di delusione, di insuccesso e di smarrimento. Inoltre, la situazione che stiamo vivendo, segnata dalla pandemia, genera in molti preoccupazione, paura e sconforto; si corre il rischio di cadere nel pessimismo, nella chiusura e nell’apatia. Come dobbiamo reagire di fronte a tutto ciò? Ce lo suggerisce il
Salmo di oggi: ’L’anima nostra attende il Signore: egli è nostro aiuto e nostro scudo. È in lui che gioisce il nostro cuore’.

Papa: Usare pazienza con i malvagi, non è tolleranza ipocrita

“Il male, certo, va rigettato, ma i malvagi sono persone con cui bisogna usare pazienza. Non si tratta di quella tolleranza ipocrita che nasconde ambiguità, ma della giustizia mitigata dalla misericordia. Se Gesù è venuto a cercare i peccatori più che i giusti, a curare i malati prima ancora che i sani, anche l’azione di noi suoi discepoli dev’essere rivolta non a sopprimere i malvagi, ma a salvarli”. E’ quanto ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus in Piazza San Pietro. “Accanto a Dio che sparge sempre e solo semente buona, c’è un avversario, che sparge la zizzania per ostacolare la crescita del grano. Il padrone agisce apertamente, alla luce del sole, e il suo scopo è un buon raccolto; l’altro, invece, approfitta dell’oscurità della notte e opera per invidia, per ostilità, per rovinare tutto. L’avversario ha un nome: è il diavolo, l’oppositore per antonomasia di Dio”, prosegue.

Papa: Zizzania? Termine che riassume le erbe nocive che infestano

“Fra noi possiamo dire anche oggi il terreno è devastato da tanti diserbanti ed erbicidi che alla fine fanno male all’erba, alla terra e alla salute, ma questo tra parentesi”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus parlando alla parabola del campo infestato dalla zizzania. Per il Pontefice questo è “un termine che riassume tutte le erbe nocive che infestano il terreno”.

Coronavirus, Papa: Ora tutti più responsabili della casa comune

“Un aspetto su cui la pandemia ci ha fatto riflettere è il rapporto uomo-ambiente. La chiusura ha ridotto l’inquinamento e ha fatto riscoprire la bellezza di tanti luoghi liberi dal traffico e dai rumori. Ora, con la ripresa delle attività, tutti dovremmo essere più responsabili della cura della casa comune”. A dirlo è Papa Francesco durante l’ultimo Angelus.