Giornata internazionale della donna, Scalabriniane: Migranti e rifugiate risorse per le comunità

Ottanta donne hanno sognato un futuro migliore e hanno ottenuto la possibilità di realizzarlo. Tante sono le migranti, rifugiate e vittime di tratta in condizioni di semiautonomia che sono state ospiti in questi anni di Chaire Gynai, un progetto realizzato a Roma dalle Suore Missionarie Scalabriniane in coordinamento con diverse istituzioni ecclesiali, civili e Congregazioni religiose. Dal 2018 le Suore Scalabriniane hanno dato vita a una rete che permette alle persone di poter avere un programma personalizzato di integrazione. «I progetti sono tutti differenti, calati sulla singola donna – spiega Raffaella Bencivenga, psicologa che coordina il percorso educativo insieme a Sr Maria del Rosario Bolaños, direttrice di Chaire Gynai – Fondamentale è l’accompagnamento e l’orientamento delle donne. Molte di loro, in questo modo, hanno ottenuto contratti a tempo indeterminato, sono diventate libere professioniste, hanno rafforzato la loro identità e la loro famiglia». «In questo momento in cui il mondo è sconquassato da drammi globali, l’esperienza di Chaire Gynai dimostra che le donne migranti e rifugiate sono una grande risorsa per la comunità, perché con il loro coraggio intraprendono percorsi per la ricostruzione della loro vita e dei loro figli», commenta Sr Janete Ferreira, Animatrice Generale dell’Apostolato delle Scalabriniane.

Ucraina, Scalabriniane: Ora accogliere, essere solidali e pregare per la pace

“Se non si dovesse raggiungere una tregua nei 27 Paesi dell’Unione europea sono attesi circa 7 milioni di rifugiati. Un numero considerevole, visto che secondo l’Unhcr in tutto il pianeta sono in fuga 8 milioni di persone”. A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane, congregazione che sin dalla sua fondazione si occupa dell’assistenza a migranti e rifugiati. “In Ucraina sono poco meno di 300mila le persone che hanno passato il confine con la Polonia, altri 200 mila sono già in Ungheria, Moldavia, Romania e Slovacchia. L’Europa è, ancora una volta, colpita al cuore. Il mondo è con il fiato sospeso. Ciò che possiamo fare è continuare ad accogliere, essere solidali e pregare. Secondo l’Onu è la peggiore crisi umanitaria che ha colpito l’Europa negli ultimi decenni ed è l’ennesima dimostrazione che l’intero pianeta deve mobilitarsi per la pace – prosegue – Una piattaforma solidale e di aiuti è la base per contenere gli enormi danni che ne stanno derivando. Facciamo nostri gli appelli di Papa Francesco per porre fine a queste ostilità. Aderiamo convintamente alla Giornata di preghiera e digiuno di oggi e ricordiamo le parole del Pontefice ‘chi fa la guerra dimentica l’umanità’. Succede in Ucraina come in tantissime altre parti del mondo. È ora di pregare, essere uniti, offrirci gesti di solidarietà, educarci a gesti di pace nelle nostre realtà, aiutare la pace a risplendere nel pianeta”.

Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di Persone

Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di Persone

Prot.392 – Giornata Mondiale di Preghiera contro la tratta 2022

Messaggio per la giornata della vita consacrata

Care suore e formande, è con grande gioia che saluto ognuna di voi in occasione della Giornata mondiale della vita consacrata, che celebriamo e di cui rendiamo grazie a Dio, per i doni della nostra vocazione scalabriniana nella Chiesa, a servizio dei migranti. Questa giornata quest’anno assume un significato più grande perché lo stiamo celebrando nel contesto dell’anno scalabriniano, che senz’altro porterà a un rinnovamento della nostra vita consacrata a Gesù Cristo. In questo giorno di luce accogliamo con gratitudine la crescita dell’internazionalità della nostra Congregazione, con la presenza di giovani formande di diverse culture: è il segnale dell’amore di Dio che continua a chiamare dando un nuovo volto alla nostra Congregazione. Come è detto nel messaggio che è stato inviato a tutta la Congregazione, ricordiamo che noi, Suore Missionarie Scalabriniane, non abbiamo solo una gloriosa storia da ricordare e da raccontare, ma abbiamo ancora una grande storia da costruire insieme. Per questo, vogliamo guardare al futuro con uno spirito progettuale per fare grandi cose. Confido che viviate questo giorno con grande gioia e con molta gratitudine per la nostra vita consacrata scalabriniana. Auguri a tutte noi

Prot.389 -Dia da VRC ITAL

Le Suore Missionarie Scalabriniane sbarcano su Instagram

Le Suore Missionarie Scalabriniane sbarcano su Instagram. All’account missionariescalabriniane, è possibile avere le informazioni delle attività missionarie delle suore “con la valigia” di tutto il mondo. Il profilo di Instagram si aggiunge a quelli, già aperti, di Facebook (Suore Missionarie Scalabriniane) e Twitter (@Mscalabriniane). I tre profili social hanno l’obiettivo di offrire una comunicazione capace di far vedere sui media il valore positivo della migrazione per cambiare i “luoghi comuni” che creano stereotipi negativi sui migranti.  “Vogliamo garantire una comunicazione chiara ed efficace per cambiare l’immagine negativa sulla migrazione attraverso lo sviluppo di campagne e la divulgazione di ricorrenze importanti a livello globale – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale – lo scopo è focalizzare l’attenzione su tre aspetti: la migrazione, la Chiesa e il carisma scalabriniano. Nella campagna di comunicazione sono state pianificate una serie di azioni per dare voce ai migranti e ai rifugiati. Vogliamo fare parlare loro, raccontare le esperienze dei migranti, dei rifugiati, delle vittime della tratta nei diversi Paesi del mondo dove realizziamo la nostra missione”.

Convocazione della X Assemblea Generale della Congregazione

Carissime Suore,

vi saluto cordialmente in Cristo Gesù, in questo anno di celebrazione dell’Anno Scalabriniano, tempo che ci invita ad intensificare la ricerca di una rivitalizzazione del nostro essere consacrate e missionarie come Suore Missionarie Scalabriniane, nella fedeltà al carisma scalabriniano, nell’apertura ai nuovi appelli del Signore, vivendo e rafforzando la nostra identità propria, quale segno del Regno di Dio, testimonianza e profezia, nel mondo della mobilità umana.

In atteggiamento di fede e accoglienza al mandato del XIV Capitolo Generale, ci è stato chiesto di animare gli orientamenti emanati dallo stesso, affinché nella Congregazione si promuovano processi creativi e dinamici di rinnovamento della vita consacrata, fondata su Gesù Cristo, per una crescita nella fecondità spirituale e missionaria in tutta la Congregazione.

Mettendoci in cammino, fiduciose nella grazia di Dio che ci conferma: “Ecco faccio una cosa
nuova”(Is 43,19).

Dopo la realizzazione di due anni di cammino, alla luce degli orientamenti capitolari, con il cuore pieno di gratitudine e riconoscenza a Dio per tutto ciò che Egli ha compiuto in noi e, con la sua grazia, ci ha permesso di compiere, convoco la X Assemblea Generale della Congregazione, secondo le Ordinazioni n.103, lettera q, e numeri 115-117, e, come annunciato nella riunione dei Governi dello scorso novembre, avrà come
– Tema: Rivitalizzazione della Vita Consacrata Scalabriniana in chiave carismatica,
ecologica e sinodale.
– Motto: Per lasciar introdurre da te le ricchezze dei popoli (Is 60,11).

La stessa si realizzerà dal 14 al 23 settembre 2022, presso il CECREI – Centro di Spiritualità Cristo Rei, rua Regina Mundi, no 333 – Bairro Cristo Rei – São Leopoldo – RS, Brasile. Realizzeremo, quindi, questa traiettoria alla luce delle disposizioni emanate dal XIV Capitolo Generale, il cui documento capitolare evidenzia l’importanza della cura del creato come “casa comune, in cui tutto è interconnesso”. Per noi, in particolare, come ben afferma il Documento Finale del Capitolo, la casa comune è pure la Congregazione, dove tutto è interconnesso, dove realizziamo la nostra missione e viviamo le relazioni: con me stessa,
con Dio, con l’altro e con i migranti e i rifugiati.

Sì, carissime Suore, la Vita Consacrata è chiamata a prendere posizione in questo mondo, assumendo l’impegno con la Parola di Dio e con la Sua volontà. Per compiere questa missione profetica, la Vita Consacrata è interpellata a mantenere il suo fascino, continuando ad essere scuola di comunione, alimentando la freschezza e la novità della centralità di Gesù Cristo, l’attrazione per la spiritualità e la forza della missione, testimoniando la bellezza della sequela di Gesù Cristo e irradiando speranza e gioia.  E’ questo il compito affidato alla vita consacrata: testimoniare – in questo nostro tempo – che Dio è la felicità. Fissare in Lui lo sguardo e il cuore ci permette di vivere in pienezza.

Animate dal desiderio di vivere la consacrazione in una prospettiva ecologica e sinodale, nella certezza che la gioia del Vangelo riempie i cuori e la vita di coloro che incontrano Gesù Cristo (Rallegratevi, 1), ci sentiamo chiamate a rivitalizzare la fecondità spirituale e missionaria della Congregazione, partendo dalla gioia della chiamata ad essere discepole missionarie di Gesù e testimoniando: La gioia di seguire Gesù Cristo; La gioia di profetizzare; La gioia di
camminare con i migranti e i rifugiati e la gioia di vivere la condivisione.
Stiamo vivendo un tempo di cambiamenti epocali, per il quale non basta un cambio di mentalità, è necessaria una “mentalità di cambiamento”. Pertanto, è importante riconoscere e accogliere questo tempo di cambiamento non come un dramma che ha raggiunto le nostre generazioni, ma come una risorsa, una possibilità, e anche come un dono dello Spirito per il presente e per il futuro. Sia le opportunità che le difficoltà che si presentano in momenti come
questi devono essere affrontate con risposte innovative e audaci, con un nuovo modo di guardare e percepire la realtà.

È in questo contesto che la Congregazione cerca vie di riorganizzazione, per servire in modo responsabile e misericordioso i migranti e i rifugiati, specialmente i più vulnerabili, nella fedeltà al carisma scalabriniano che è, al tempo stesso, un dono e un compito, una grazia e una responsabilità. Infatti, un processo di riorganizzazione per la rivitalizzazione non è determinato da una semplice procedura organizzativa, ma fa parte di un processo di

trasformazione globale, in cui è anche inclusa la Vita Consacrata e Missionaria. Suore, l’Assemblea Generale è un evento di grazia, un dono che Dio fa a tutte le Suore della Congregazione e alla Chiesa, e come tale, deve essere accolta da tutte noi, perché tutte sentiamo di esserne partecipi, dalla sua preparazione alla sua realizzazione. Vi chiedo così, che la X Assemblea Generale sia preparata e vissuta in tutte le nostre comunità, con preghiere e
celebrazioni eucaristiche, come pure attraverso lo studio e la riflessione dei sussidi per la sua preparazione, in atteggiamento di ascolto e di apertura allo Spirito Santo per accogliere gli appelli di Dio per la nostra Congregazione, nell’attuale momento storico.

Affidiamo la X Assemblea Generale della Congregazione alla protezione della Vergine Maria, nostra Madre nel cammino, supplicandola di custodire accesa in noi la luce della meraviglia e della bellezza della centralità di Gesù Cristo, la luce vera, quella che illumina ogni uomo (Gv 1,9).
Fraternalmente,

Sr. Neusa de Fátima Mariano, mscs
Superiora Generale

Prot.380 -Circolare 04 Convocazione della X Assemblea Generale – 2022 – italiano

La Bibbia, una Parola multiculturale dall’effetto interculturale

“La Bibbia è una Parola multiculturale dall’effetto interculturale, con tradizioni cresciute e maturate a contatto e mediante l’interazione con altre culture”. Lo ha detto la scalabriniana suor Elizangela Chaves Dias, docente incaricata di lettura interculturale della Bibbia della Pontificia Università Urbaniana durante il Congresso internazionale “Comunità multiculturali per quale formazione?” organizzato nella sede dello stesso ateneo. “La Bibbia ebraica nasce dal contatto con i popoli Cananei e con le varie culture imperiali come quelle di Egitto, Assiria, Babilonia, Persia, e Roma. Ovunque, nella Bibbia possiamo notare il dialogo frequente degli ebrei o dei cristiani con la cultura di quelle terre che le hanno ospitate. Numerose sono le influenze delle civiltà dell’antico Oriente, come per esempio è accaduto per i racconti mesopotamici e con il diluvio universale”. “È risaputo – ha aggiunto – che il Nuovo Testamento è cresciuto e maturato nel contesto dell’Impero romano ed è cresciuto nelle culture ellenistiche. La chiesa primitiva è nata in un contesto multiculturale con identità etniche come i Galati, i Colossesi, i Filippesi, i Corinzi. Testimoniano la varietà di culture antiche che hanno interagito con il Vangelo della Chiesa delle origini”. La lettura della Bibbia lascia dunque un profondo spazio alla cultura delle migrazioni. “L’ambiente interculturale ideale è quello che offre lo spazio per persone di culture diverse di interagire tra loro, arricchirsi e trasformarsi reciprocamente – ha continuato suor Elizangela – Il narratore biblico è anche un vero maestro nell’arte di educare i suoi lettori sul valore dell’interculturalità. L’incontro con le narrazioni bibliche aiutano senz’altro il lettore a individuare, riconoscere e convertisi a un modello di alterità interculturale e di cordialità verso coloro che provengono da un ambiente culturale, linguistico, etnico, politico ed economico diverso”.

Festa del patrono San Carlo Borromeo

Messaggio di suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale, per la Festa del Patrono San Carlo Borromeo.

Il futuro post-pandemia passa dalle donne

Il futuro post-pandemia passa dalle donne. Trenta di loro, religiose e laiche, hanno lanciato un messaggio di speranza nel libro “Donne Autrici di un’altra storia” (Tau Editrice), curato da Anna Moccia, direttrice di Terra e Missione e dalla canonista Claudia Giampietro. Il volume è stato presentato a Roma nella Casa del progetto Chaire Gynai, che accoglie donne rifugiate, a cui le due autrici hanno deciso di devolvere i proventi della vendita del volume.
«Il progetto Chaire Gynai ha compiuto tre anni – spiega la scalabriniana suor Eleia Scariot – È un progetto dedicato alle donne rifugiate in condizioni di semiautonomia. Segue i quattro verbi del Papa ‘accogliere, proteggere, promuovere e integrare’. Camminiamo, come dice il Sommo pontefice, ‘verso un noi sempre più grande’».
«La Congregazione delle Suore Missionarie Scalabriniane era nata per aiutare i migranti italiani partiti in America. Ora si sta occupando dei migranti e dei rifugiati di tutto il mondo, in particolare dei più vulnerabili – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale – Come dice Papa Francesco, aiutare i migranti vuol dire puntare alle periferie umane. In questo momento di pandemia reinterpretiamo il carisma in un modo nuovo. Le parole del nostro fondatore Giovanni Battista Scalabrini sono attuali per il nostro tempo. Diceva come fosse necessario predicare ‘la verità con la carità’, andando ‘alla conquista del mondo con l’amore del povero’. Ebbene, la pandemia di Covid-19 ha dimostrato tutte le fragilità della nostra società, facendo emergere nuove povertà e nuove necessità». Per suor Maria Rosa Venturelli, missionaria comboniana, «il tempo della pandemia ci ha costretto all’essenziale, a prenderci cura di noi stesse, dell’essenzialità, della nonviolenza, del trasmettere pace e tenerezza». Nel corso dell’evento sono stati letti alcuni brani del testo, con la voce narrante di Antonella Mattei e presentate le illustrazioni a cura di Simone Barretta.