Pandemia, Papa: Siamo tutti nella stessa barca

“La pandemia ci ha ricordato come siamo tutti sulla stessa barca. Ritrovarci ad avere preoccupazioni e timori comuni ci ha dimostrato ancora una volta che nessuno si salva da solo. Per crescere davvero dobbiamo crescere insieme, condividendo quello che abbiamo, come quel ragazzo che offrì a Gesù cinque pani d’orzo e due pesci… E bastarono per cinquemila persone”. Lo ha detto Papa Francesco nel Messaggio per la 106esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.

Migranti, Papa: “Per riconciliarsi bisogna ascoltare”

“Durante il 2020, per settimane il silenzio ha regnato nelle nostre strade. Un silenzio drammatico e inquietante, che però ci ha offerto l’occasione di ascoltare il grido di chi è più vulnerabile, degli sfollati e del nostro pianeta gravemente malato”. Lo ha detto Papa Francesco nel Messaggio per la 106esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che ricorrerà il 27 settembre prossimo. “Per riconciliarsi bisogna ascoltare”, ha aggiunto. “Nel mondo di oggi si moltiplicano i messaggi, però si sta perdendo l’attitudine ad ascoltare. Ma è solo attraverso un ascolto umile e attento che possiamo arrivare a riconciliarci davvero – ha concluso – E, ascoltando, abbiamo l’opportunita’ di riconciliarci con il prossimo, con tanti scartati, con noi stessi e con Dio, che mai si stanca di offrirci la sua misericordia”.

Migranti, Bassetti: Regolarizzare i braccianti agricoli

“Chiediamo a chi ha il compito di promuovere il bene comune di non dimenticare queste persone, questi nostri fratelli e sorelle, e di indicare le vie per una loro regolarizzazione, non solo di quelli che possono esserci ‘utili’, ma di tutti coloro che sono nel nostro Paese, come premessa indispensabile alla tutela della salute di tutti e al ripristino della legalità”. A dirlo è il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, sostenendo l’appello del Papa per la regolarizzazione dei braccianti agricoli, tra i quali tanti migranti. “Non possiamo dimenticare che in questo momento, tra i tanti che sono in grave difficoltà nel nostro Paese e ai quali come Chiesa siamo vicini ci sono almeno 600 mila persone, molte delle quali lavorano nei campi o nei servizi di cura e assistenza ai nostri anziani e alle nostre famiglie, prive di ogni diritto e di ogni sussidio – dice Bassetti al Sir – Queste persone sono gravemente esposte non solo allo sfruttamento lavorativo, ma anche per la loro stessa salute, rischiando di diventare, loro malgrado, fonte di contagio per tutti. Crediamo davvero, come ci ha ricordato Papa Francesco, che siamo sulla stessa barca, partecipi delle stesse preoccupazioni e delle stesse attese: ognuno, qualunque sia la sua provenienza, la sua età o condizione, è degno di rispetto ed è amato da Dio in modo unico”.

Coronavirus, Papa: La vita di milioni di persone è messa alla prove

“La vita di milioni di persone, nel nostro mondo già alle prese con tante sfide difficili da affrontare e oppresse dalla pandemia, è cambiata ed è messa a dura prova. Le persone più fragili, gli invisibili, le persone senza dimora rischiano di pagare il conto più pesante. Guardare ai più poveri, in questi giorni, può aiutare tutti noi a prendere coscienza di quanto ci sta realmente capitando e della nostra vera condizione”. Lo ha detto Papa Francesco in un saluto rivolto ai giornali di strada.

Il Papa scrive a Mediterranea: “Grazie per quello che fate”

“Grazie per tutto quello che fate. Vorrei dirvi che sono a disposizione per dare una mano sempre. Contate su di me”. E’ questa la risposta di Papa Francesco pubblicata sul quotidiano Avvenire in risposta alla lettera inviata da Saving Humans, una piattaforma per il salvataggio di migranti nel Mediterraneo. E’ stato Luca Casarini, il capomissione, a scrivere una lettera al Pontefice.   “Luca, caro fratello, grazie tante per la tua lettera che mi ha portato Michael. Grazie per la pietà umana che hai davanti a tanti dolori – dice il Pontefice – Grazie per la tua testimonianza, che a me fa tanto bene. Sono vicino a te a ai tuoi compagni. Grazie per tutto quello che fate”. “Vorrei dirvi che sono a disposizione per dare una mano sempre. Contate su di me. Ti auguro una santa Pasqua. Prego per Voi, per favore, fatelo per me. Che il Signore Vi benedica e la Madonna Vi custodisca. Fraternamente, Francesco”.

Giornata internazionale della donna, le scalabriniane lanciano una campagna social per il riscatto delle migranti

“Sono oltre 260 milioni le donne migranti del mondo. Viaggiatrici e testimoni di speranza, di forza, della capacità di voler cambiare il mondo. E’ per questo motivo che, in occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo, abbiamo scelto 7 immagini di donne migranti che esprimono la voglia di riscatto, di lotta alle violenze e ai soprusi e che vedono nelle donne essere un pilastro dei valori fondamentali e universali della società. La campagna è rilanciata da tutte le comunità dove le scalabriniane sono operative”. A dirlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie Scalabriniane, congregazione religiosa che sin dalla sua fondazione si occupa dei migranti. La campagna è stata lanciata in tre lingue (italiano, inglese e portoghese) sulle pagine social delle stesse suore. “L’obiettivo è quello di rendere virali concetti universali dell’accoglienza, dell’integrazione, della promozione e della protezione, aggiungendo, però, aspetti di storie più tipiche dell’universo femminile, come le violenze che si trovano costrette a subire anche durante la loro migrazione – ha aggiunto suor Neusa – Ci sono piccole e grandi azioni che fanno crescere l’autostima delle donne e la loro voglia di riscatto: è anche su questo tema che è giusto lavorare. Le donne consacrate sono a servizio delle migranti, donne che hanno nel loro animo la dimensione della vita stessa. La Chiesa è ‘madre’ e Papa Francesco più volte ha avuto modo di esprimerlo e declinarlo in modo concreto”.

Superare la globalizzazione dell’indifferenza, seguendo il buon samaritano

E’ necessario superare la “globalizzazione dell’indifferenza” seguendo l’esempio del buon samaritano. E’ quanto ha scritto Papa Francesco nel messaggio per la Campagna della Fraternità 2020 che si apre in Brasile. “Siamo certi che il superamento della globalizzazione dell’indifferenza sarà possibile solo se siamo disposti a imitare il buon samaritano – scrive citando la Evangelii Gaudium – Questa parabola, che ci ispira così tanto a vivere meglio il tempo quaresimale, ne indica tre atteggiamenti fondamentali: vedere, provare compassione e cura. Come Dio, che ascolta la richiesta di sollievo per coloro che soffrono, dobbiamo aprire i nostri cuori e le nostre menti. Risuona in noi il grido di fratelli e sorelle che hanno bisogno di essere nutriti, vestiti, ospitati, visitati”. “Rafforziamo la nostra compassione, lasciamoci sfidare dal dolore di chi soffre e non riesce a trovare nessuno che lo aiuti”.

Mediterraneo, il summit dei vescovi sarà biennale

“L’immagine più bella dell’incontro di Bari che mi porto nel cuore è quella di un fratello, un vescovo francescano che veniva dalla Siria che ci ha mostrato un video. Bambini nudi, in mezzo alla neve, senza pane. Vivono in condizioni terribili. Ci ha detto: ‘noi come Chiesa qui ci siamo’. Quel sentir dire con forza ‘Noi ci siamo’, credetemi, ci ha incoraggiato ad affrontare le nostre battaglie con più  decisione, più forza e anche con più rispetto nei loro confronti”.  Lo ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, durante un’intervista di Rai Vaticano per lo Speciale “Mediterraneo di Pace”, che andrà in onda su Raiuno, domenica 1 marzo. Il summit dei Vescovi Cattolici sul Mediterraneo, spiega Bassetti, “avrà cadenza biennale”.

Indonesia, entro il 2020 il Papa visiterà Jakarta

Prosegue la testimonianza che il Pontefice sta facendo per l’Asia. Il prossimo settembre Papa Francesco potrebbe presiedere una celebrazione eucaristica allo stadio Gelora Bung Karno di Senayan, a Jakarta (Indonesia). A dirlo è stato il cardinale Suharyo Hardjoatmodjo, presidente della Conferenza episcopale indonesiana. Il programma della visita del pontefice sarebbe in via di definizione. In un’intervista al Jakarta Post, l’arcivescovo di Jakarta ha detto che  “una delegazione vaticana visiterà il Paese a marzo; dopo di che avrà luogo l’annuncio ufficiale su impegni ed attività del pontefice”. In programma dovrebbe esserci anche la visita alla grande moschea Istiqlal. Tra i problemi che maggiormente attanagliano lo Stato, quello dei migranti ambientali.

Europa, Papa: Viviamo il pregiudizio dei populismi

“Oggi in Europa stiamo vivendo il pregiudizio dei populismi, i Paesi si chiudono e tornano le ideologie. Ma non soltanto nuove ideologie – qualcuna c’è – ma tornano le vecchie, le vecchie ideologie che hanno fatto la seconda guerra mondiale”. A dirlo è Papa Francesco. Ciò accade “perchè non si ascolta la realtà com’è”, ha proseguito, “C’è una proiezione di quello che io voglio che si faccia, che io voglio che si pensi, che ci sia… è un complesso che ci fa sostituire a Dio creatore: noi prendiamo in mano la situazione e operiamo: la realtà è quello che io voglio che sia. Poniamo dei filtri. Ma la realtà è un’altra cosa. La realtà è sovrana. Piaccia o non piaccia, ma è sovrana. E io devo dialogare con la realtà”.