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Europa, Becciu: Nata da capacità si superare discriminazioni

“Nella seconda Regola, Benedetto ammonisce: ‘L’abate non faccia distinzione di persone in monastero’. Questa pagina e’ di grande attualità. Nella crescente e preoccupante opposizione di questi giorni tra italiani e stranieri, che fa risorgere atteggiamenti di intolleranza e divisione, occorre ricordare che l’Europa dei popoli è nata dalla capacità di superare le discriminazioni tra latini e barbari, liberi e schiavi, poveri e ricchi, insegnata da Benedetto”. E’ quanto ha detto il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale angelo Becciu, nell’occasione della solennità di San Benedetto nel monastero di Montecassino. “E’ stato il monastero ad amalgamare i poveri e a creare la pax cristiana.

Guidato dalla luce del Vangelo e non da pregiudizi culturali o egoismi di parte, l’Abate ha esercitato la carità verso ognuno, senza distinzione e ha concorso a creare l’unità e la pace – ha aggiunto – Si è trattato di un cammino lento e progressivo, non privo di difficoltà, come lo sarà il cammino verso un nuovo assetto che l’Europa deve affrontare in questo cambiamento d’epoca caratterizzato da inarrestabili migrazioni di popoli”.

Mediterraneo, Bassetti: E’ frontiera di pace

Mediterraneo, Bassetti: E’ frontiera di pace dove è possibile “stringere un patto e assumerci un impegno per essere costruttori” di armonia e riconciliazione. E’ questo l’obiettivo di un incontro per la pace nel Mediterraneo che si terrà a Bari dal 19 al 23 febbraio 2020. L’Osservatore Romano riferisce come si sia svolta una riunione a Roma del comitato scientifico-organizzatore tenuta dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. “Dobbiamo osare la pace. Abbiamo tutti sperimentato alla luce della storia passata che non c’e’ pace senza Mediterraneo – ha spiegato – il Mediterraneo, se non unisce, può dividere il mondo, e chi soffre di piu’ per questa divisione, direbbe il Papa, sono sempre i poveri”.

 

Foto: Avvenire

Campagna Welcoming Europe, raccolte 65mila firme

Sono arrivate a 65mila le firme raccolte solo in Italia dall’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) per la campagna Welcoming Europe, iniziativa rivolta alla Commissione Ue con l’obiettivo di cambiare alcune norme in materia di diritti e migrazioni. Tre gli obiettivi: la decriminalizzazione degli atti di solidarietà, la creazione di corridoi umanitari per i rifugiati, la tutela delle vittime di abusi alle frontiere. A raccontare tutto l’entusiasmo per questo obiettivo è Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente: “Siamo riusciti a lavorare insieme e abbiamo intenzione di continuare a lavorare come rete su questi temi”. Nel corso della presentazione che si è svolta a Roma è emerso come ghazie ai corridoi umanitari sono arrivate 2363 persone in Europa, di cui 1943 in Italia, 21 profughi sono arrivati con Papa Francesco in aereo da Lesbo e poi sono stati affidati alla Comunita’ di Sant’Egidio.

Papa fa foto con spilla “Apriamo i porti”

Una foto che fa parlare il mondo: è quella che si è fatta fare Papa Francesco con la spilletta “Apriamo i porti”. A fare questo selfie è stato don Nandino Capovilla, parroco di Marghera, in Provincia di Venezia. Lui ha partecipato a Sacrofano alla visita papale con le realtà di accoglienza “Liberi dalla paura”. Il sacerdote si è fatto fotografare dal pontefice e l’immagine è stata da lui stesso rilanciata su Facebook. In poco tempo l’immagine è diventata virale del web, anche perché segno dell’accoglienza che da sempre contraddistingue la Santa Sede e la Chiesa a sostegno dei migranti.

La paura è l’origine della schiavitù

Ha detto il Papa: «La paura è l’origine della schiavitù, di ogni dittatura, perché sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori… Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà… E non bastano le parole umane di un condottiero o un profeta quando non riusciamo a sentire la presenza di Dio e non siamo capaci di abbandonarci alla sua provvidenza. Così ci chiudiamo nella nostra routine rassicurante, e rinunciamo al viaggio verso la Terra promessa per tornare alla schiavitù dell’Egitto. Questo ripiegamento su se stessi, segno di sconfitta, accresce il nostro timore verso gli “altri”, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri… Questo si nota particolarmente oggi di fronte all’arrivo di migranti e rifugiati… Il timore è legittimo, anche perché manca la preparazione a questo incontro… Ma rinunciare a un incontro non è umano: l’incontro con l’altro è anche incontro con Cristo. È lui che bussa alla porta chiedendo di essere incontrato e assistito». 

“Migrazione venezuelana, appello alla solidarietà”

Si chiama “Migrazione venezuelana, appello alla solidarietà”, ed è il progetto avviato dalle Suore missionarie scalabriniane in Brasile per cercare di aiutare i tanti venezuelani che stanno fuggendo dal loro Paese. Le sorelle (che sin dalla loro fondazione si occupano di assistenza ai migranti) lo hanno promosso anche grazie al Servizio Itinerante Scalabriniane, una nuova iniziativa da loro stesse realizzata che consiste in un team di sorelle che a secondo dove vi sono situazioni di emergenza di migranti e rifugiati, marcano presenze o sono insufficienti, per esempio il servizio di accoglienza iniziato in Messico.

A Boa Vista, nel nord del Brasile, le suore li stanno accogliendo come prima facevano per i migranti haitiani. A loro viene offerto non solo un tetto, ma anche consulenza legale, insegnamento della lingua locale e, soprattutto, un servizio di orientamento al mondo del lavoro e uno spazio per la parte spirituale. Nella città, capitale dello Stato di Roraima, sono soprattutto le famiglie che grazie alla rete delle Suore Missionarie Scalabriniane, su voli di linea organizzati dal governo brasiliano. sono trasferiti nella Casa Madre Assunta di Vila Prudente, a San Paolo del Brasile, già orfanotrofio per i figli dei migranti italiani, dove viene ospitato un gruppo di 6 famiglie venezuelane e circa altre 30 persone arriveranno per la fine di questo mese di febbraio.

“Grazie anche alla collaborazione con le suore presenti in Brasile, – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale – abbiamo avviato anche un tam tam per cercare luoghi temporanei di rifugio, da 3 a 6 mesi. Abbiamo promosso un’azione con le nostre suore per coinvolgere altre Congregazioni, istituzioni, parrocchie o famiglie. Vogliamo creare un progetto quantomai aperto, consapevoli che lo spazio che metteremo a disposizione non sarà sufficiente e non sarà in grado di soddisfare le esigenze di tante persone che cercano riparo temporaneo. Chiediamo quindi il coinvolgimento di tutti per offrire rifugio ai migranti per un certo periodo, tra i 3 e i 6 mesi. La situazione venezuelana è molto critica e il cammino di solidarietà che coinvolge il Brasile è per noi una sfida da seguire”. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito: www.caminhosdesolidariedade.org.br.

Il Servizio Itinerante delle Suore Scalabriniane è una delle novità della riorganizzazione che ha coinvolto la Congregazione. Ha come obiettivo quello di implementare una nuova forma delle attività missionarie insieme ai migranti e ai rifugiati in situazioni di emergenza. Questo Servizio vuole essere una presenza temporanea per rispondere evangelicamente agli appelli che provengono dalle varie situazioni di vulnerabilità in si trovano i migranti e i rifugiati, per tentare di attenuare la sofferenza umana, difendere i loro diritti (senza discriminazione), mantenere la fede e proteggere la vita.

Il lavoro è rivolto prioritariamente a situazioni di vulnerabilità, specialmente per donne e bambini, perché sia rispettata la loro dignità, ci sia una risposta alle necessità di base, all’accesso ad opportunità di loro sviluppo e sia loro favorito l’accompagnamento umano spirituale, affinché possano avere prospettive di vita per un futuro migliore.

Comunità accoglienti: liberi dalla paura

Migranti: a Sacrofano nel segno dell’accoglienza. la visita del Papa  

Roma – Tre anni fa il Santo Padre ricordava come «di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi (…) il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere prossimi dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta». E lanciava «un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi».  In molti hanno risposto e la Chiesa italiana ha moltiplicato le iniziative già consolidate di accoglienza diffusa, aprendo le porte delle proprie diocesi.
Proprio a sottolineare la sua costante attenzione all’accoglienza, il Santo Padre presiederà venerdì 15 febbraio alle ore 16, presso la Fraterna Domus di Sacrofano (Roma) una celebrazione eucaristica, in apertura dell’incontro delle realtà di accoglienza, organizzato da Fondazione Migrantes, Caritas Italiana e Centro Astalli dal 15 al 17 febbraio 2019.
L’iniziativa intende essere un momento di comunione con famiglie, parrocchie, istituti religiosi e altre realtà che sono impegnate in percorsi di ospitalità di migranti.
Con l’obiettivo di conoscersi, scambiarsi idee, esperienze e progettualità, e anche esprimere gratitudine a quanti, con la loro disponibilità, sono segno di autentica fraternità, lungimiranza e coraggio, costruttori di una cultura inclusiva. Si vuole così esprimere un messaggio di fiducia e di speranza, perché – rispetto all’accoglienza – non prevalgano inquietudini e paure. Le esperienze dei partecipanti a questo incontro testimoniano che la convivenza pacifica è davvero possibile.

N.B. La visita del Santo Padre avrà carattere privato, per cui è esclusa la presenza di giornalisti e operatori della comunicazione. La ripresa in diretta della Santa Messa sarà curata da Vatican Media – Centro Televisivo Vaticano.

L’Europa sia salvata da sé stessa

A tre mesi dalle elezioni europee, i primi cittadini di alcune grandi città italiane e spagnole si sono incontrati oggi a Roma per esprimere il proprio sostegno alle Ong impegnate nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo e per siglare un patto per fermare “l’involuzione dei principi fondativi” dell’Europa. A firmare il documento per “salvare l’Europa da sé stessa”, in un albergo capitolino, i sindaci di Barcellona, Madrid, Zaragoza, Valencia, Napoli, Palermo, Siracusa, Milano, Latina, Bologna. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti di Sea Watch, Proactiva Open Arms e Mediterranea, le tre Ong che hanno dato vita al progetto “United4Med”.

Migranti, Papa dona crocifisso di remi a nuovo centro rifugiati

Papa Francesco ha donato al Centro Matteo Ricci per rifugiati un crocifisso fatto di remi, come simbolo del viaggi fatti dai migranti nel tentativo di attraversare il mare. All’inaugurazione che si è svolta a Roma erano presenti, tra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i cardinali Angelo De Donatis, vicario di Roma, e Konrad Krajewski, elemosiniere, il superiore generale dei gesuiti Arturo Sosa Abascal, i sottosegretari della sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, Fabio Baggio e Michael Czerny, e il presidente del Centro Astalli, padre Camillo Rigamonti. Il crocifisso è stato realizzato dell’artista Alexis Leyva Machado, meglio conosciuto come K’cho, è in legno di cedro, ed è alto 340 centimetri e largo 275 centimetri. K’cho l’ha realizzato con remi di legno legati insieme da corde.

Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione Contro la Tratta di Persone

“La migrazione è un elemento positivo della vita umana, perché permette di garantire occasioni e dialogo. Ma oggi dietro c’è un elemento negativo, mostruoso, che è quello della tratta degli esseri umani. Qui si nasconde la mafia internazionale, la violenza, lo sfruttamento, le nuove forme di schiavitù”. A dichiararlo è suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie scalabriniane, in occasione della Giornata mondiale di preghiera contro la tratta degli esseri umani dell’8 febbraio.

“La preghiera a cui è chiamata la Chiesa va in questa direzione, ed è importante che tutte le comunità possano essere coinvolte: Insieme contro la tratta di persone – ha aggiunto suor Neusa – La giornata di preghiera che le religiose innalzano al Dio della misericordia è prima di tutto perchè si spezzino le catene della prigionia delle vittime di tratta ed essere guarite nelle loro ferite; questa giornata esprime anche la solidarietà con le vittime. La chiamata di Papa Francesco è il segnale di come tutti dobbiamo essere fortemente impegnati, a livelli diversi, contro queste nuove forme di schiavitù. La mafia è quel mostro nascosto che si chiama in modo diverso in ogni Paese del mondo. Genera violenza e impoverisce come un cancro intere comunità. Sfrutta la povertà per rendere più poveri i territori”.

 

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Marcia: azioni di amore, di gentilezza e di misericordia,

Contrastare l’odio e la paura con una marcia fatta di un milione di chilometri. L’iniziativa è stata promossa dal cardinale Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas Internationalis, proprio per sostenere il viaggio di migranti e rifugiati. “La grande sfida, in questi tempi di dure divisioni è di opporre alla retorica della paura e dell’odio azioni di amore, di gentilezza e di misericordia, come quelle proposte nella nostra campagna Share the Journey”, ha detto Tagle. La campagna è stata lanciata dal Papa il 27 settembre 2017 con “Share the Journey” e dura due anni. “Vuole essere una risposta concreta all’appello del Papa per dar forza alla cultura dell’incontro, facilitando un’interazione positiva tra migranti, rifugiati e comunità locali. Un primo passo per costruire società più unite e inclusive”. Sono più di 160 le Caritas impegnate, nel mondo, in questo progetto.