Articoli

Per festa San Carlo messa ringraziamento in Casa generalizia

Lo scorso 4 novembre, per la festa di San Carlo Borromeo, patrono delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo Scalabriniane, si è celebrata una Messa di ringraziamento presieduta dal Cardinale Joao Braz De Aviz, Prefetto della Congregazione per l’Istituto di Vita Consacrata e Società di vita apostolica. L’evento si è svolto nella Casa generalizia delle Scalabriniane a Roma.

Nelle sue parole di benvenuto, suor Neusa di Fatima Mariano, ha ringraziato il Cardinale per la sua presenza e per tutto il supporti esteso alla congregazione. Ha anche incoraggiato le sorelle a guardare a San Carlo come modello di riforma, collegando quel processo che la congregazione sta avendo con la riorganizzazione interna. “Anche noi siamo chiamate per grazia a seguire Gesù Cristo in questa forma singolare e necessaria di fecondità, che ‘genera Cristo’ in noi stesse, come san Carlo. Il suo zelo in missione a seguito del Buon Pastore, lo ha spinto a prendere una decisione di riforma della Chiesa e un serio viaggio di riforma interiore e di santità “.

Nella sua omelia, sottolinea il Cardinale Braz de Aviz, San Carlo “non semplicemente ha saputo come vivere la sua vita per rispondere ai bisogni della gente, ma ancor più ha agito nel comprenderli alla luce della fede”. Il cardinale ha inoltre motivato e ringraziato le sorelle per la vita e per i servizi che testimoniano nella Chiesa, in particolare nel servizio ai migranti e ai rifugiati e le ha incoraggiate a vivere la chiamata nel sapere che la vocazione alla santità deve essere percepita, compresa e vissuta. E’ stato anche evidenziato il rinnovo dei voti delle suore.

 

Foto: Festa San Carlo

Scalabriniane, a Piacenza il XIX capitolo provinciale

Dal primo al 4 novembre, a Piacenza, si è svolto il XIX capitolo della Provincia San Giuseppe-Europa. A partecipare all’incontro sono state 19 capitolari, 2 consorelle invitate e la moderatrice Sr. Teresa Simionato (smsd). “Il 31 ottobre è stato per noi capitolari giorno della fraternizzazione e del Pellegrinaggio a Milano per recarci presso l’Urna di San Carlo Borromeo, nostro Patrono, per intercedere da Lui la forza di essere missionarie zelanti, dinamiche e sante.

Il Capitolo non poteva avere un inizio con una data più significativa: la Festa di tutti i Santi, poiché siamo certe della loro intercessione, in questo momento particolare nella storia della Provincia San Giuseppe – spiegano suor Ermelinda Pettenon e suor Fatima Salvagni – Dopo la Celebrazione Eucaristica presieduta dal confratello P. Giovanni Meneghetti ci siamo recate nella sala Madre Lucia, luogo scelto per questi giorni di Capitolo dove la Superiora Provinciale ha ufficialmente aperto le Sessioni Capitolari”. La consigliera generale Sr. Marlene Vieira, in rappresentanza del Governo generale ha letto il messaggio di augurio, molto gradito, della Madre Generale Sr. Neusa de Fatima Mariano e di seguito la moderatrice Sr. Teresa Simionato ha svolto il Tema: ‘Il Discernimento Spirituale personale e comunitario’ sottolineando come questo possa essere un metodo o un cammino un esercizio tra la persona e Dio.

La Superiora Provinciale, Sr. Milva Caro, per la fine del Quadriennio, ha svolto un intervento che ha toccato la ristrutturazione provinciale, la riorganizzazione congregazionale, il progetto missionario. La sua riflessione si è basata anche sul Documento Finale del XIII Capitolo Generale, seguendo cinque punti essenziali: Gesù Cristo, i Migranti, le Relazioni, la Cultura Vocazionale, l’Organizzazione Interna. “Viviamo un tempo di cambiamento, di tante esigenze, di sfide, di gioia, di speranza, ma anche di timore costatando la rapidità della tecnologia – spiegano suor Ermelinda e suor Fatima – Ma, il fondatore, il beato Scalabrini, ci incoraggia dicendo che: ‘L’opera non è nostra, è di Dio’.

Il secondo giorno ci ha portate ai lavori di gruppo; all’ascolto della realtà amministrazione dei beni e economia della Provincia e a conoscere il procedimento per l’elezione della Superiora Provinciale e Consiglio; nel tardo pomeriggio abbiamo effettuato i due sondaggi previsti in vista delle elezioni definitive. Continuiamo unite nella preghiera di richiesta e di ringraziamento”.

è realizzato l’incontro interprovinciale delle Suore MSCS della provincia America del Sud e Africa

“Le suore scalabriniane delle Province con sede in Brasile, (Nostra Signora Aparecida, Immacolata Concezione, Cristo Re e Maria Madre dei Migranti) accolgono con gioia e con molta speranza le decisioni prese durante l’incontro interprovinciale; la proposta della riorganizzazione interna della congregazione è un impegno per tutte”. E’ quanto scrivono in una nota le superiori provinciali delle 4 Province, protagoniste nella creazione della nuova Provincia America del Sud e Africa, al termine di un incontro che si è tenuto dal 31 agosto al 2 settembre u.s. a Jundiai – San Paolo, in Brasile. E’ stato deciso che la Provincia si chiamerà Maria, Madre dei migranti, che la sua sede sarà a San Paolo del Brasile. “Preghiamo affinché lo Spirito di Dio continui a illuminarci e a darci il dono della Saggezza in ogni passo e in ogni decisione per la configurazione della Provincia America del Sud e Africa”, continuano le superiori provinciali.

Legge: Comunicazione 10.09. l’incontro interprovinciale delle Suore MSCS della provincia America del Sud e Africa

Presenza MSCS a Ho Chi Minh City, Vietnam

La delegazione in Asia delle MSCS, lo scorso 3 agosto 2018 ha inviato le sue due prime missionarie, Suor Teresa Mercado e Suor Eufrocina Sumampong a Ho Chi Minh City, in Vietnam, l’apertura ufficiale della prima comunità MSCS nel paese è stata il 6 agosto, in questo giorno le due sorelle sono state ricevute e si sono stabilite nella loro residenza.

Questo è un dono della Divina Provvidenza, una opportunità per ampliare la missione e le vocazioni in Asia.

Ho Chi Minh City, comunemente conosciuta come Saigon, è una città nel sud del Vietnam. È riconosciuta per il ruolo cruciale che ha svolto nella guerra del Vietnam. Nel periodo successivo alla fine della guerra del Vietnam, l’immigrazione vietnamita ha visto molti rifugiati e altri migranti accolti in gran parte dai paesi occidentali e dai paesi limitrofi del Sud-est Asiatico, per motivi umanitari; con questi si calcolano anche i flussi migratori di studenti e lavoratori diretti verso i paesi alleati comunisti del Vietnam. Nonostante la guerra e il conflitto abbiano spinto la maggior parte delle migrazioni vietnamite fuori dal paese, nella seconda metà del 20° secolo, la rapida crescita economica del Vietnam ha visto le migrazioni da e verso il paese. Oggi, mentre le città del Vietnam si modernizzano rapidamente, il numero di migranti che si riversano nel paese è sorprendente. Le stime dicono che a Ho Chi Minh City il numero di migranti è quasi il 30% della popolazione.

Per inciso, il Vietnam è il quinto paese cattolico in Asia, dopo le Filippine, India, Cina e Indonesia. Dopo l’apertura politica del paese alla fine degli anni ’80, un gran numero di congregazioni religiose di origine europea sono arrivate in Vietnam per aprire comunità. Ciò ha avuto luogo, in particolare, a Ho Chi Minh City (a sud) e Vinh (a nord), che sono le due diocesi che hanno la più grande popolazione cattolica. Molti giovani vietnamiti di grandi famiglie cattoliche abbracciano con entusiasmo la vita religiosa, particolarmente attratti dalle congregazioni apostoliche e, in misura minore, dagli istituti di vita contemplativa.

Presenza MSCS a Ho Chi Minh City, Vietnam

La delegazione in Asia delle MSCS, lo scorso 3 agosto 2018 ha inviato le sue due prime missionarie, Suor Teresa Mercado e Suor Eufrocina Sumampong a Ho Chi Minh City, in Vietnam, l’apertura ufficiale della prima comunità MSCS nel paese è stata il 6 agosto, in questo giorno le due sorelle sono state ricevute e si sono stabilite nella loro residenza.

Questo è un dono della Divina Provvidenza, una opportunità per ampliare la missione e le vocazioni in Asia.

Ho Chi Minh City, comunemente conosciuta come Saigon, è una città nel sud del Vietnam. È riconosciuta per il ruolo cruciale che ha svolto nella guerra del Vietnam. Nel periodo successivo alla fine della guerra del Vietnam, l’immigrazione vietnamita ha visto molti rifugiati e altri migranti accolti in gran parte dai paesi occidentali e dai paesi limitrofi del Sud-est Asiatico, per motivi umanitari; con questi si calcolano anche i flussi migratori di studenti e lavoratori diretti verso i paesi alleati comunisti del Vietnam. Nonostante la guerra e il conflitto abbiano spinto la maggior parte delle migrazioni vietnamite fuori dal paese, nella seconda metà del 20° secolo, la rapida crescita economica del Vietnam ha visto le migrazioni da e verso il paese. Oggi, mentre le città del Vietnam si modernizzano rapidamente, il numero di migranti che si riversano nel paese è sorprendente. Le stime dicono che a Ho Chi Minh City il numero di migranti è quasi il 30% della popolazione.

Per inciso, il Vietnam è il quinto paese cattolico in Asia, dopo le Filippine, India, Cina e Indonesia. Dopo l’apertura politica del paese alla fine degli anni ’80, un gran numero di congregazioni religiose di origine europea sono arrivate in Vietnam per aprire comunità. Ciò ha avuto luogo, in particolare, a Ho Chi Minh City (a sud) e Vinh (a nord), che sono le due diocesi che hanno la più grande popolazione cattolica. Molti giovani vietnamiti di grandi famiglie cattoliche abbracciano con entusiasmo la vita religiosa, particolarmente attratti dalle congregazioni apostoliche e, in misura minore, dagli istituti di vita contemplativa.

Giornata rifugiato, Scalabriniane: Condividere il viaggio di chi parte forzatamente

“In questa giornata è essenziale capire come le politiche migratorie non possono essere dettate da espressioni ‘di pancia’; invece questa giornata è un’occasione di riflessione, di azione, di decisione sulle responsabilità personali quotidiane, che possono abbattere i muri di gomma e quel  muro di ‘no’ alla solidarietà che apparentemente sembrano innalzarsi sempre più. Le ultime immagini, parole, atteggiamenti legati alla nave Acquarius sono stati come un’onda; non è mai accaduta tanta chiusura”.  E’ quanto dichiara in una nota suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle missionarie scalabriniane, che sin dalla loro fondazione si occupano di migrazione.

Il Mediterraneo, così come il Sudest asiatico, l’Africa, il Venezuela, il Messico, sono solo alcuni dei luoghi ‘caldi’ e certamente la politica dei corridoi umanitari è una strategia, una soluzione percorribile e utile per salvaguardare le persone e la loro dignità, spesso deturpata durante il viaggio; i corridoi umanitari sono anche un modo per isolare coloro che approfittano senza scrupolo della miseria umana, vendendo la loro libertà. La lotta ai trafficanti internazionali di esseri umani penso sia un punto dal quale non ci si possa tirare indietro. Ma davanti a un grido di dolore di centinaia, migliaia di persone, non possiamo rimanere indifferenti, nè chiudere gli occhi; come dice Papa Francesco: ciascuno di noi è chiamato ad essere vicino ai rifugiati, a trovare con loro momenti d’incontro, a valorizzare il loro contributo, perché anch’essi possano meglio inserirsi nelle comunità che li ricevono.